Jumping Jack Flash weblog

Ibrido mennekes-ROSI

Posted in auto elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 23 giugno 2014

Lo studio degli ingombri della spina Mennekes e della spina ROSI 9213 mostra che l’ibrido è fattibile rispettando le distanze e gli spessori dei pin Mennekes:

ingombri

 

In bianco la mennekes, in verde il sistema di aggancio al corpo della spina ROSI, in rosso i pin monofase, in blu i trifase, stilizzati per rappresentare gli ingombri massimi dei pin della spina FME da cui li ho presi.

File 3d stampabile (18 euro):

https://www.shapeways.com/model/2124244/mennekes-rosi.html?li=aeTabs

Sto però ancora cercando/studiando un metodo di ritenuta dei pin; la plastica aggiuntiva necessaria probabilmente porterà il prezzo finale a 20 euro o poco più.

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Le avventure di Mennekes – episodio 7: la spina piccola

Posted in auto elettriche, batterie, elettricita, hardware, scooter elettrici by jumpjack on 16 giugno 2014

 

 

Ed eccoci a un nuovo episodio: ci eravamo lasciati col proposito di cercare una spina più piccola, perchè la SME che ho trovato va bene per le misure standard della presa Mennekes, ma non per le colonnine ENEL, protette da shutter:

mennekes-SME

 
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Spina mennekes tipo 2 fatta in casa: test sul campo della spina FME (puntata 6)

Posted in auto elettriche, batterie, scooter elettrici by jumpjack on 7 giugno 2014

Buone notizie e cattive notizie allo stesso tempo:

La spina, dopo aver tagliato una piccola mezza luna dalla sua estramità per dargli la forma della presa mennekes, riesce ad entrare nella colonnina ENEL.

E questa è la buona notizia.

Quella cattiva è che non entra abbastanza! 😦

E’ troppo corta.
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Costruzione spina Mennekes fatta in casa – puntata 5

Posted in 3d, auto elettriche, elettricita, scooter elettrici by jumpjack on 31 maggio 2014

Una volta trovate le misure, realizzare un modello 3d è solo questione di tempo e pazienza; come primo prototipo ho scelto una versione leggerissima di spina, avente lo scopo principale di studiare ingombri e resistenza strutturale.

Ecco il primo risultato, del costo di circa 10 euro:

IMG_20140531_125519

La spina è ridotta letteralmente all’osso; i sette grossi buchi in realtà probabilmente non servono, in quanto di fatto servono solo a permettere ai pin di… attraversare i 5 cm di plastica di protezione per le dita! Essendo infatti i pin molto massicci (5 pin da 6 mm più 2 da 3mm), dovrebbero essere sufficienti loro a mantenere la spina in posizione.

Adesso però viene la parte difficile: dove trovare questi pin? Li ho cercati online in lungo e in largo, ma alla fine li ho trovati in un negozio fisico:
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Enel e le colonnine di ricarica di prima, seconda e terza generazione

Posted in auto elettriche, batterie, scooter elettrici by jumpjack on 26 aprile 2014

In questo interessante documento viene spiegato come le colonnine ENEL esistano di molti tipi diversi, suddivisi in 3 “generazioni”:

ENEL-colonnine

http://www.energylabfoundation.org/wp-content/uploads/2012/10/Presentazione-Caleno-Enel.pdf     (p.13)

A quanto pare, quindi, le colonnine ENEL consentono la ricarica contemporanea da due prese, se sono di seconda generazione; sfortunatamente, sembra che visivamente non ci siano differenze tra prima e seconda generazione (a parte forse il colore della base?).

Ecco un dettaglio delle caratteristiche tecniche delle colonnine:

ENEL-colonnine-2

Molto interessante anche il fatto che le colonnine ENEL “Fast charge” da 43 kW siano state ufficialmente testate sulla Renualt Zoe, che essendo dotata di un particolare caricabatterie (“Chamleon”) risulta incompatibile con alcune colonnine. Il motivo è… l’eccesso di genialità dei progettisti Renault, che per ridurre costi, peso e complessità dei sistemi elettrici di bordo hanno deciso di non installare un convertitore AC/DC a bordo per convertire la corrente alternata in corrente continua, necessaria per ricaricare la batteria, ma di usarne uno che deve inevitabilmente essere presente su ogni auto elettrica moderna: il controller che trasforma la corrente continua della batteria in corrente alternata per il motore brushless!

ipotesi-chameleon-renault

Sfortunatamente a livello elettrico questo causa delle complicazioni con la messa a terra, per cui alcune colonnine rilevano un errore di connessione e non ricaricano. Questo non succede con queste nuove colonnine, che ricaricando a 43 kW permettono di caricare praticamente 300 chilometri ogni ora (per consumi di 0,150 kWh/km), oppure 5 chilometri al minuto, il doppio delle normali colonnine ENEL da 22 kW e più di 10 v0lte tanto le colonnine dotate di sola presa SCAME.

 

Scheda tecnica ufficiale dettagliata delle colonnine di ricarica ENEL (WALL BOX, POLE STATON, FAST CHARGE): http://www.enel.com/it-IT/doc/innovation/infrastruttura_di_ricarica_per_veicoli.pdf

 

 

Colonnine di ricarica ENEL – dettagli presa e spina (puntata 2)

Posted in ambiente, auto elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 25 aprile 2014

Facendo seguito al precedente articolo di studio delle colonnine di ricarica Mennekes, ho fatto un breve “servizio fotografico” ad una colonnina di ricarica ENEL di Roma, per confrontare e caratteristiche tecniche con quelle trovate in rete,… e “ovviamente” non corrispondono!

 

Nella figura sottostante ho infatti runito due foto trovate in rete, che illustrano come sono fatte la presa della colonnina, la spina lato-presa, la spina lato-auto e la presa sull’auto: (NOTA: le foto nella parte alta della figura non sono corrette: sulla colonnina ci sono PRESE FEMMINA (con alveoli) mentre sull’auto PRESE MASCHIO (con pin)).

mennekes

 

 

Questo è un dettaglio del lato-auto:
VDE-AR-E_2623-2-2-plug

 

 

Sfortunatamente, ENEL la pensa diversamente:

presa-colonnina

Presa Mennekes ENEL lato COLONNINA

 

Quella sopra è infatti non la presa sull’auto, ma la presa sulla colonnina, normalmente nascosta da uno shutter bloccato elettricamente, che si può sbloccare solo passando la tessera ENEL sulla colonnina.

Naturalmente lo shutter normalmente non va aperto a mano, ma si apre meccanicamente automaticamente inserendo la spina, proprio come succede per le prese di casa, anch’esse dotate di piccoli shutter che si aprono quando si inserisce una spina, solo che in quel caso c’è uno shutter per ogni buco.

Notare che i “pin” sono in realtà cilindretti metallici, in cui quindi andranno a inserirsi i pin che si trovano sulla spina.

Resta da capire come si chiama, tecnicamente, la “spina” che si inserisce in questa presa, visto che, come si vede, la presa è femmina a livello elettrico ma maschio a livello meccanico, nel senso che ha “buchi” metallici inseriti in perni di plastica che sporgono, che quindi vanno a inserisi nella spina…

 

E’ però anche vero che un vecchio documento/bozza di Mennekes, risalente a quando ancora lo standard ufficiale europeo non era stato definito (il 26 marzo 2014 la UE ha optato per Tipo 2 -Mennekes), parlava di cavo con spine uguali su entrambi i lati:

 

spine-mennekes-uguali

 

Ecco invece qualche foto del cavo di una Citroen C-Zero del servizio Roma Car-Sharing:

Spina mennekes lato colonnina per Citroen C-Zero

Spina mennekes lato colonnina per Citroen C-Zero

 

Qui si nota, anche se per la verità in foto non è che si veda molto, che i pin di potenza hanno la testa in plastica, a parte quello di massa,  ma il corpo in metallo, mentre i pin pilota sono interamente metallici. I due pin pilota risultano anche più corti di quelli di potenza.

Tutto questo è indicato nel suddetto documento (anche se dei pin in plastica non si parla esplicitamente) nel documento di cui sopra:

http://elbil.pbworks.com/f/MENNEKES+and+EV.pdf

mennekes-pin-plastica2-e-lunghezza-pin

Come si vede nell’immagine sopra, in quel documento compaiono anche altri dettagli come le diverse lunghezze dei pin, mentre manca un dettaglio come il buco laterale, probabilmente avente scopo di permettere alla colonnina di mantenere bloccata la spina, ma che in un primo momento forse non era previsto, mentre lo era il buco superiore.

Ovviamente il cappello in plastica sui pin di potenza serve a rendere impossibile toccarli con un dito, dal momento che i buchi in cui sono inseriti i pin sono invece abbastanza grandi da infilarci dentro un dito. Fatto, questo, del tutto irrilevante per chi, come me, sta cercando di costuire/comprare un cavo mennekes che permetta di ricaricare uno scooter: in questo caso, infatti, dai pin della mennekes non uscirebbe ma entrerebbe corrente dalla colonnina, mentre dal lato-veicolo ci sarebbe una presa shucko o domestica classica.

I pin-pilota più corti servono invece per permettere alla colonnina di accorgersi che l’utente sta staccando la spina (in modo errato: deve prima disattivare la colonnina tramite tessera)  e disconnettere quindi i pin di potenza prima ancora che questi si sfilino dalle loro sedi nella colonnina, cosa che potrebbe provocare un arco elettrico a causa delle alte potenze e correnti in gioco (si può arrvivare fino a 40 kW!).

Purtroppo tra le varie foto che ho fatto al cavo della Czero, non ne ho fatta una alla parte superiore, ho solo questa di lato…

Spina Mennekes (lato colonnina) per Citroen C-Zero

 

Ecco infine il marchio presente sulla spina lato-colonnina:

Marcatura sulla spina mennekes (lato colonnina).

Marcatura sulla spina mennekes (lato colonnina).

 

Riassumendo, dunque, la spina da usare per poter collegare uno scooter a una colonnina ENEL/Mennekes deve essere fatta così:

VDE-AR-E_2623-2-2-plug

Colonnine di ricarica ENEL: nuovo test

Posted in auto elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 1 settembre 2013

Ieri ero a Piazza del Popolo a vedere European Space Expo; ci sono andato in scooter, perchè tanto, anche se per andare e tornare devo fare 40 km ma ne ho disponibili, attualmente, solo 30, ora posso ricaricare in tutta Roma.
Fortuna ha voluto che trovassi una colonnina occupata, così ho potuto fare la famosa prova: si possono usare contemporaneamente le due prese?
La risposta è: NO

I fatti:
Arrivo alla colonnina, c’è attaccata una C-Zero del servizio car-sharing. Il display dice “scollegare la presa”??? Forse perchè l’auto è già carica?? Vabbè, io avvicino la mia tessera, la colonnina capirà che non sono la persona che ha messo in carica l’auto e mi sbloccherà la SCAME (l’auto usa la presa Mennekes)…
Non succede niente, sul display c’è sempre la scritta che chiede di scollegare il cavo.
Accanto c’è una colonnina libera… ma io voglio fare la prova!
Ok, scollego il cavo della c-zero. Bene, ora il display dice “benvenuto, accostare la tessera”.
Però… ora col cavo che ci faccio?!? Non posso metterlo nel bagagliaio, l’auto è chiusa a chiave! Non posso appoggiarlo per terra, se piove si bagna e infanga! Non lo posso appoggiare sul tettuccio, scivolerebbe! Idem appoggiarlo sulla colonnina, è liscia e inclinata!
E non posso nemmeno rimettere l’auto in carica: addebiterebbero a me la ricarica (se l’auto è scarica), e per di più, se poi chi arriva dopo non riesce a togliere il cavo perchè inserito usando la MIA tessera?!?
Soluzione: alzo il tergicristallo posteriore, ci passo dentro il cavo e lo richiudo, facendo in modo che la spina non possa ciondolare fino a terra.

Poi mi è venuto in mente: nel caso del carsharing non è possibile che il blocco/sblocco del cavo di ricarica sia vincolato allo stesso utilizzatore: non è quasi mai lo stesso utilizzatore che ha messo l’auto in carica a toglierla dalla carica! Quindi, ci sono due possibilità: o tutte le tessere presenti dentro le auto del carsharing sono particolari e universali e possono sbloccare qualunque cavo, oppure le colonnine sbloccano qualunque cavo con qualunque tessera (come sembrerebbe essere); quindi,

CONCLUSIONE:

non è possibile usare le due prese SCAME e Mennekes contemporaneamente, perchè se mentre la colonnina sta caricando da una presa si avvicina la tessera per sbloccare l’altra presa, l’erogazione di corrente viene interrotta.

Alla fine, tra un esperimento e l’altro, ho caricato 400 Wh in un’ora e 560 in poco più di un’ora per una successiva ricarica (l’avevo interrotta per fare un’altra prova), cioè i 1000 Wh che mi servono per fare i 20 km di ritorno.
Purtroppo però così non ho potuto provare se dopo più di 2 ore si spenge la colonnina, sarà per la prossima volta.