Jumping Jack Flash weblog

UltraHD: 4K, 8K…. qual è la distanza minima a cui vanno osservate queste superTV?

Posted in 3d, hardware, Scienza, TV by jumpjack on 3 marzo 2015

A prescindere dalle opinioni e dai gusti personali, esistono parametri tecnici che permettono di determinare quale risoluzione della TV è adatta a una certa stanza, in base alla distanza da cui questa TV deve essere osservata. Intuitivamente, è ovvio che guardare una TV SD (576 linee ) da 50″ da 30 cm di distanza non è di nessuna utilità perchè si vedrebbero pixel grossi come case, così come non ha senso guardare un 27 pollici in 8K da 10 metri di distanza perchè apparirebbe…. come un unico pixel!

Ho però voluto provare a quantificare la cosa, compilando una tabella (aggiornamento: vedi anche pagina interattiva) che permette così, con un colpo d’occhio, se un certo televisore “avrebbe senso” in una certa stanza oppure no.
Nella tabella ho evidenziato in arancione la distanza minima di visione di circa 2 metri, perchè è difficile che qualcuno si piazzi a meno di due metri da un televisore, anzi, magari saranno almeno 3….

UltraHD, 4K e 8K

In grigio alcuni “valori impossibili”: un 40″ FullHD andrebbe guardato a 1,584 metri di distanza, perchè andando più lontano non se ne apprezzano più i dettagli, finchè, arrivati a 3,168 metri, apparirebbe come un HDReady! Allo stesso modo, un 4K da 60 pollici è inutile, perchè già oltre 1,188 metri non si apprezzano più i 4K, bisognerebbe andare sui 100 pollici!

Gli altri valori hanno questo significato:

  • Dmin: sotto questa distanza sono distinguibili i singoli subixel rosso, verde e blu, quindi in pratica il televisore “non funziona più”, perchè “non si vedono i colori” delle immagini, si vedono solo tanti puntini rossi, verdi e blu di varie luminosità. Ovviamente bisogna tenersi ben lontani da questa distanza per potersi godere la TV!
  • Dopt: distanza ottimale; sotto questa distanza si inizia a intravedere la trama dello schermo (“effetto zanzariera”); sopra questa distanza, due pixel adiacenti iniziano a “fondersi” l’uno con l’altro, riducendo la risoluzione effettivamente osservata.
  • Dmax: da questa distanza in poi, l’occhio non riesce a distinguere due pixel adiacenti, ma li vede come se fossero uno solo, quindi di fatto è come se una tv 8K fosse una 4K, o una FullHD avesse 540 linee invece che 1080 (meno di una SD!).

I miei calcoli sono basati sull’assunzione che l’occhio umano sia in grado di vedere due punti come distinti se sono separati da almeno 1/60 di grado (“acuità visiva”).
La formula risultante da questa considerazione è:
Dopt = (p/2) * 0,000145  (distanza risultante: in mm)

Dove “p” è la dimensione del pixel, che dipende ovviamente da numero di linee e dimensioni dello schermo.

Ho potuto  verificare i calcoli solo col mio televisore FullHD, col quale inizio a distinguere la trama dello schermo a una distanza di circa 1,1-1,2 metri, rispetto agli 1,267 previsti dalla formula.
Sui vostri televisori che valori ottenete?

 

La trigonometria che sta dietro tutto questo:

acuita2

 

 

 

acuita3

 

Il tutto, ovviamente, “salvo errori od omissioni”.

 

Nota tecnica personale: sì, penso che 4K e 8K siano totalmente inutili… a meno di applicare un foglio lenticolare sullo schermo per farlo diventare autostereoscopico, cioè 3d senza bisogno di occhiali… Ne parlerò in altro post quando avrò verificato la cosa. Dico solo che in una TV 8K da 32″ ci sono 276 linee verticali per pollice, contro le 46 di un HD Ready.

 

Immagine ingrandita di schermo Samsung FullHD 32″:

pixel

 

Stessa immagine su stesso schermo FullHD, ma trasmessa in FullHD (sinistra) e in SD (destra):

loghi-discovery-zoom

 

AGGIORNAMENTO DICEMBRE 2016

Ho scoperto un altro utilizzo sensato del 4k (e anche dell’8k), oltre all’autostereoscopia basata su tecnologia lenticolare: le foto a 360°. In queste foto si osserva non l’interezza, ma solo un piccolo spicchio alla volta, alto forse 1/2 o 1/4 dell’intera immagine; se  è 1/2 (verifiche in corso…), affinchè l’immagine sia FullHD, l’immagine 360 totale deve avere almeno 2160 linee, cioè essere una 4k! Se però lo spicchio occupa solo 1/4 dell’immagine, servirà addirittura un 8k.

 

Il ritorno della realtà virtuale

Posted in 3d by jumpjack on 14 giugno 2014

Qualcosa come 20 anni fa esisteva una rivista intitolata “VR –  Virtual Reality”; erano gli anni ’90, e sembrava che ci sarebbe presto stato il boom della realtà virtuale immersiva, quella con casco e/o occhiali che isolano dall’esterno e fanno vedere una simulazione 3d.

Ma erano appunto gli anni ’90… il computer più potente era forse un 486 a 33 MHz! Ricordo che a ENADA, la “fiera del videogioco”, provai un sistema di realtà virtuale: usava BEN due 486 a 66MHz in parallelo per visualizzare un mondo 3d fatto di triangoli e poligoni senza texture! E dovevo stare dentro una specie di “recinto elettromagnetico”, dove una balaustra elettromagnetica rilevava la posizione del casco sulla mia testa per determinare i parametri di simulazione… All’epoca non c’erano mica i cellulari con acceleometri e giroscopi!
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Costruzione spina Mennekes fatta in casa – puntata 5

Posted in 3d, auto elettriche, elettricita, scooter elettrici by jumpjack on 31 maggio 2014

Una volta trovate le misure, realizzare un modello 3d è solo questione di tempo e pazienza; come primo prototipo ho scelto una versione leggerissima di spina, avente lo scopo principale di studiare ingombri e resistenza strutturale.

Ecco il primo risultato, del costo di circa 10 euro:

IMG_20140531_125519

La spina è ridotta letteralmente all’osso; i sette grossi buchi in realtà probabilmente non servono, in quanto di fatto servono solo a permettere ai pin di… attraversare i 5 cm di plastica di protezione per le dita! Essendo infatti i pin molto massicci (5 pin da 6 mm più 2 da 3mm), dovrebbero essere sufficienti loro a mantenere la spina in posizione.

Adesso però viene la parte difficile: dove trovare questi pin? Li ho cercati online in lungo e in largo, ma alla fine li ho trovati in un negozio fisico:
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Prime applicazioni per la stampa 3d “da remoto”

Posted in 3d, scooter elettrici by jumpjack on 7 settembre 2013

Nell’attesa che mi arrivino i pezzi “futili” per la macchina del tempo 🙂 , sto pensando ad applicazioni più utili della stampa 3d a distanza tramite siti specializzati come www.shapeways.com o www.sculpteo.com (il secondo è più professionale perchè corregge automaticamente eventuali errori nei modelli inviati, ma quindi è più costoso; e può stampare anche texture a colori!).

Per esempio: la vite che serve a fissare la macchina fotografica al cavalletto, è una vite particolare, che non si trova in un qualunque ferramenta.

dado-macchina
Ci ho messo un po’ a trovare tutti i dati, comunque eccoli:
Vite in standard BSW (British Standard WhitWorth), con passo misurato in pollici.
Nello specifico, la vitarella di pochi mm delle macchine fotografiche, che hanno tutte attacchi standard, è da 1/4 di pollice, o da 20 filetti per pollice.

I “filetti” in inglese si chiamano “thread”, quindi 20 filetti per pollice diventa “20 TPI”; complessivamente quindi la vite è una 1/4″-20.

“Vite” in inglese si dice “bolt” (e, per inciso, “dado” si dice “nut”), quindi per trovare il modello 3d ho dovuto cercare in lungo e in largo “bolt 1/4”-20″… e alla fine l’ho trovata proprio nella Google/Trimble Warehouse! (all’inizio non la trovavo perchè non sapevo ancora la denominazione giusta).

LINK

A parte la testa, che non è a vite ma a brugola, l’importante è la vite stessa, che deve combaciare con l’attacco della macchina fotografica; poi la testa si può ovviamente rimodellare a piacere.

Come secondo utilizzo, sto cercando di ricostruire un pezzo della Geberit dello sciacquone del bagno: 3 giorni dopo che me l’hanno montato nuovo, un pezzo è “scomparso” dentro il cassone!

pezzo-geberit

Però ha un pezzo gemello, perchè ha due pulsanti diversi per lo scarico, quindi posso usare quello rimasto per cercare di costruire un duplicato. Sfortunatamente, la cosa si mostra MOLTO complessa: la misurazione di ogni singolo pezzettino che compone il pezzo complessivo è lunga e pallosa… ma niente in confronto a ottenere il pezzo vero e proprio in Sketchup! Alla fine ci sono grosso modo riuscito… ma solo a ottenere la vite, che volevo usare come negativo per creare il dado che è andato perso… ma a quanto pare intersecare un cilindro con una vite non è sufficiente ad ottenere un dado, ma si ottiene piuttosto un macello! 🙂

 

Dovrò ancora lavorarci su, ma nel frattempo mio è venuto in mente un altro utilizzo: mesi fa mi si ruppe il manico telescopico anche della terza batteria dello Scooter Elettrico Zem Star 45; stavolta però ho deciso di non toglierlo del tutto e sostituirlo con un palo fisso, ma lasciare che il manico rimanesse telescopico anche se non può più essere bloccato in posizione chiusa, perchè è comunque una comodità.

Il motivo del malfunzionamento è la rottura di un pezzettino di plastica largo un centimetro e spesso un millimetro, pezzo di un blocchetto più grosso lungo 2 o 3 centimetri e largo uno:

pezzo-scooter

Naturalmente è impossibile trovare da qualche parte questo pezzo di ricambio… o meglio… una volta era impossibile: ora posso farmelo fabbricare su misura e farmelo recapitare direttamente a casa!

Il pezzo non appare troppo complicato, e in “sola” mezza giornata sono riuscito, credo, a riprodurlo:

pezzo-scooter-sketchup

(in alto nell’immagine, in blu, il “cursore” che si muove all’interno del pezzo quando si preme il pulsante sul manico)

Ovviamente è difficile che funzioni alla prima botta: una volta arrivatomi il pezzo, dovrò trovarne i difetti, correggere il modello 3d e ristamparlo… ma potrebbe essere un’esperienza interessante.

 

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Finalmente quasi pronta la macchina del tempo in 3d!

Posted in varie by jumpjack on 31 agosto 2013

Finalmente ho capito qual era il problema principale che rendeva non stampabili con Shapeways i miei modelli in 3d: la Macchina del Tempo è stata realizzata “simmetrizzando” alcune parti… ma questo comporta un’inversione delle facce non gradita al software di Shapeways! Re-invertendo manualmente le facce, senza però re-invertire la forma degli oggetti, sono riuscito a fare accettare tutti i pezzi necessari alla realizzazione del modellino:

mt-led

mt-cones

mt-shell

mt-base-piena

mt-pezzi

E il pezzo più difficile:

mt-ringhiere

Il tutto verrebbe a costare 70 euro… di cui 40 solo nella base di appoggio! QUesto perchè contiene molto materiale, così ho ipotizzato due casi: farla cava sotto e nel blocco sopra (32 euro invece che 40):

mt-base-vuota

Oppure eliminare del tutto la base, che è talmente semplice che non c’e’ bisogno di farsela stampare, si può fare facilmente a mano in legno, semplificandola un po’; rimarrebbe quindi solo il blocco in alto (8 euro):

mt-base-vuota-mini

Con questa soluzione, il modellino completo costerebbe 38 euro invece che 70, e starebbe nel palmo di una mano.

Supporto per tablet stampato in 3d

Posted in 3d, varie by jumpjack on 31 agosto 2013

Ispirato da un suggerimento – o forse era una battuta? 🙂 – di un lettore del blog, ho deciso di provare a cimentarmi nella realizzazione di un porta-tablet tramite stampa 3d; così, mi sono messo a elucubrare, modellare e convertire, ed ecco il risultato!

supporto-grandeMolto funzionale: a riposo, le due gambe stanno ripiegate nel piano d’appoggio, che quindi fa anche da contenitore. Aperte, si incastrano l’una nell’altra, consentendo varie angolazioni.

Sfortunatamente… stampare questo modello costerebbe più di 100 euro!!!

Così ho deciso di ridimensionarlo, eliminare le parti superflue, ridurre gli spessori, in modo da ridurre i costi, ottenendo questo:

supporto piccolo

Di fatto, rimangono solo le gambe e un minimo di base di supporto: tecnicamente, dovrebbe essere sufficiente; sfortunatamente… anche così il tutto costerebbe 40 euro!

Ho allora optato infine per una soluzione drastica: spessori ridotti, semplicità massima, un collaudato meccanismo a incastro tramite denti trasversali:

supporto-micro

Niente da fare, anche così costa 30 euro!!

L’ultima possibilità è un’ulteriore riduzione degli spessori, che ora non superano i 3 mm:

3mm

E infine, la versione ridotta all’osso, stampabile solo in alluminio altrimenti non reggerà mai il peso di un tablet; costa appena 14 euro! (per voi 16 perchè c’è da considerare il mio margine di guadagno! 🙂 )

osso

E’ il primo oggetto che ho messo come disponibile pubblicamente per l’acquisto nel mio negozio su Shapeways, qualcuno vuole ordinarlo? 🙂

Stampa 3d per tutti – primi risultati

Posted in 3d, varie by jumpjack on 28 agosto 2013

Solo 6 giorni per avere tra le mani la mia prima stampa 3d a partire dall’accettazione dell’ordine, non male!

Ecco il risultato:

3d

Purtroppo della ventina di pezzi che avevo progettato, sono sopravvissuti solo questi al “filtraggio” tra quelli stampabili e quelli impossibili!

Per il materiale che ho scelto, infatti, lo spessore minimo è 0,7 mm, mentre molte parti della macchina del tempo risultano molto più sottili, quindi sto lavorando per ritoccare il modello originale in modo da ottenere pezzi effettivamente stampabili.

Ciononostante, il livello di dettaglio che si riesce a raggiungere con questo materiale è davvero notevole, se si osservano i pezzettini in alto!

La superficie della plastica non è liscissima come invece mi aspettavo, avendo ordinato la versione “polished”, ma forse questi pezzi sono troppo piccoli per riuscire a levigarli; o forse più di così non si riesce, chissà.

Comunque penso di ordinare i prossimi pezzi usando altri tipi di plastica, e magari qualche pezzo piccolo anche in alluminio e acciaio, giusto per vedere come si presentano.

 

 

Test convertitore 3d

Posted in varie by jumpjack on 27 agosto 2013

Ecco il risultato di qualche test del convertitore 3d:

3d-samsung-blu 3d-samsung-occhiali 3d-mostro-ambra 3d-mostro-blu 3d-sanpietro-blu 3d-sanpietro-ambra 3d-samsung-occhiali2 3d-samsung-ambra

L’immagine del mostro si vede in 3d perfettamente, quella di San Pietro per niente. Infatti, in quella del mostro non c’è ghosting nè col blu ne con l’ambra (una lente non è rossa ma ambrata), mentre con San Pietro l’immagine blu è inguardabile!

Anche nell’ambra c’è un po’ di ghosting, come si vede nelle altre immagini, ma solo se c’è molto contrasto, mentre nel blu c’è quasi sempre. Però non saprei che cosa regolare sulla TV (sul convertitore non si può regolare niente), ho provato qualche manovra sui canali R, G e B, ma senza risultati.

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Arrivato il convertitore 2d-3d per la TV

Posted in varie by jumpjack on 23 agosto 2013

L’11 aprile 2013 ho comprato online su MyEfox.it un convertitore cinese per vedere film in 3d su un televisore 2d mediante occhialini colorari anzichè polarizzati. Pagato all’epoca 35 euro, ora ne costa 40 (?).

La dogana ha giocato per tutto questo tempo (4 mesi) col mio giocattolo, ma alla fine l’ha mollato, e posso iniziare a giocarci io. 🙂

Purtroppo è arrivato con trasformatore sbagliato, non ha la spina adatta… ma poco male, 5V/1000mA si rimediano facilmente.

L’ho collegato in 2 minuti (servono due cavi HDMI: uno da Sky all’aggeggio, uno dall’aggeggio alla TV, ma nella confezione non ci sono cavi HDMI!), si è acceso immediatamente ed era quasi subito pronto a funzionare, giusto il tempo di fare due “chiacchiere elettroniche” con decoder e televisore per via, immagino, del protocollo di protezione anticopia HDCP; roba di un paio di secondi, e poi il segnale è comparso sulla TV.

Purtroppo non ho potuto ancora provare se effettivamente funziona perchè non ci sono più canali di test 3d gratuiti, nè su sky nè sul digitale terrestre; però ho telefonato a Sky e mi hanno detto che il loro unico canale 3d trasmette promo gratuite dalle 06:00 alle 10:00 durante la settimana e dalle 06:00 alle 13:00 la domenica, quindi nei prossimi giorni potrò fare qualche prova.

Intanto posso solo provare la conversione in 3d di contenuti NON in 3d… ma già immagino i risultati! 🙂

 

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Stampa 3d economica per tutti!

Posted in varie by jumpjack on 22 agosto 2013

Ormai le stampanti 3d si stanno diffondendo sempre più tra gli appassionati di modellismo, grazie al fatto dei costi sempre più ridotti; e siccome meno costano e più si diffondono, e più si diffondono e meno costano, stiamo assistendo a un “circolo virtuoso” di discesa dei prezzi, per cui una stampatina casalinga può costare anche 500 euro.

500 euro che però sono una somma piuttosto alta, se si vuole per esempio stampare UN solo oggetto, o pochi oggetti; e comunque con una stampante si possono stampare oggetti solo di un tipo, in genere monocromatici e di un solo materiale.

Ecco allora che torna estremamente utile questo sito, https://www.shapeways.com/: al prezzo di pochi spiccioli, anche solo 4 o 5 (quattro o cinque!) euro, chiunque può farsi recapitare a casa il suo “giocattolino 3d”: un piccolo modellino, un pupazzetto con le PROPRIE fattezze, un ciondolo, un orecchino, una scultura 3d,…. l’unico limite, come si suol dire, è la fantasia.

E si possono stampare oggetti in una decina di materiali diversi: plastica rigida, morbida o trasparente, ceramica o metallo, sabbia pressata o argento, acciaio o oro, e anche gomma, e persino sabbia colorata compressa!

UPDATE: per sapere come appaiono al tatto e alla vista i vari materiali meglio di quanto si possa fare tramite foto, è possibile ordinare un kit “semigratuito” a 25 dollari contenente campioni di varie plastiche, “sandstone” e acciaio; “semigratuito” perchè se successivamente si decide di acquistare un oggetto, verrà scontato di questi 25 dollari. Esistono anche altri due kit dimostrativi, ma sono a costo pieno. Elenco completo kit dimostrativi.

Si possono ordinare pezzi già fatti presenti sul sito, si può “noleggiare” un progettista 3d, oppure ci si può sbizzarrire da soli con Google Sketchup, ora Trimble Sketchup, e creare il proprio modello da zero, o a partire da uno di quelli gratuiti presenti sulla Google Warehouse.

Io ho deciso di iniziare con un mio vecchio “pallino”: la macchina del tempo del famoso film “L’uomo che visse nel futuro“, tratto dal romanzo “La Macchina del Tempo” di Herbert George Wells (da non confondere con Orson Welles).

E’ presente già pronta sulla Warehouse di Google. ma purtroppo ShapeWays non digerisce il modello così com’è per via di superfici non chiuse, parti troppo piccole ecc, quindi ho dovuto ritoccare pesantemente a mano il modello. Alla fine però sono riuscito ad ottenere un modello accettato dal sito.

Ho ordinato in modello in plastica “robusta e flessibile lucidata”, come recita il sito (“strong and flexible polished”); questo “sfizio” mi è costato 60 euro 🙂 , ma se il risultato è all’altezza delle aspettative, sarà solo l’inizio! 🙂

Consegna prevista per il 9 settembre (i tempi di fabbricazione sono piuttosto lunghi, e la lucidatura da sola richiede un paio di giorni, spiefano sul sito).

Un video delle impressionanti possibilità che ShapeWays offre a chiunque:

Altro video pazzesco: