Jumping Jack Flash weblog

Pinout prese/spine di ricarica SCAME, serie LIBERA, tipo 3C (e altre storie)

Posted in auto elettriche, minicar elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 17 settembre 2020

Le prese e spine di ricarica “Tipo 3c” prodotte dalla SCAME e facenti parte della serie “LIBERA” aderiscono a uno standard ormai vecchio e in disuso per la ricarica dei mezzi elettrici, ma possono trovarsi ancora in giro in qualche vecchia colonnina o vecchio cavo.

Essendo state soppiantate dalle “Tipo 2” prodotte dalla “Mennekes”, è difficilissimo trovare in rete il pinout, che però è ancora (per il momento) disponibile sul sito della casa madre SCAME, da cui è stata ricavata questa immagine:

Scame libera type 3c pinout

NOTA: nella figura sopra il pinout è indicato come visto da chi deve collegare i fili, quindi dall’interno della spina/presa.

Prerogativa delle prese SCAME 3C era di essere dotate di “shutter”, sportellini a molla a protezione elettrica/meccanica dei pin, indispensabili per la normativa italiana; alcuni paesi europei richiedono gli shutter, altri no.

 

Quando il “Tipo 2” ha vinto la “guerra degli standard”, sono state realizzate prese Tipo 2 dalla Mennekes dotate di un unico grosso “sportellone” che chiude tutta la presa, mentre la SCAME produce prese di tipo 2 con gli shutter sui singoli pin.

Scame tipo 2

Esattamente come le “tipo 2”, le Scame “tipo 3c” possiedono (possiedevano) 7 pin e supportano la ricarica monofase e trifase:

  1. Fase1
  2. Terra
  3. Neutro
  4. Control Pin
  5. Proximity Pilot
  6. Fase2
  7. Fase3

In inglese:

  1. Line 1
  2. Earth
  3. Neutral
  4. Control Pin
  5. Proximity Pilot
  6. Line 2
  7. Line 3

Per la ricarica monofase vengono utilizzati solo i primi 5 pin.

 

Esiste inoltre un terzo tipo di spina per la ricarica: prodotta dalla Yazaki, aderisce allo standard SAE J1772,  ed è dotata di soli 5 pin:

 

pinout yazaki

pinout yazaki

In passato esistevano poi molti altri tipi di connettori, ormai in disuso: Marechal, AVCON, EnergyBus,….


 

Fonti:

Diario elettrico Renault Captur ibrida plugin: il manuale

Posted in auto elettriche, diario elettrico plugin by jumpjack on 11 settembre 2020

(Manuale elettronico, cartaceo, inglese elettronicoinglese cartaceo)


In attesa della consegna della macchina, posso fare quella cosa che non si fa mai appena si compra una macchina: aprire il vano portaoggetti e passare due ore a leggere il manuale…

Invece posso passarci comodamente uno o due mesi a leggere e studiare il manuale elettronico online (la consegna è entro il 30 novembre).

Ci sono parecchie cose strampalate in questo manuale… ma forse sono io che non sono ancora abituato alle ibride.

Però ci sono anche dei veri e propri errori.

Errata/Corrige

Pag. 4.7: livello liquido di raffreddamento

  • Completate tale livello a freddo prima che arrivi al riferimento «MINI».
  • Vorrebbe dire “RABBOCCATE tale livello…”

Pag. 5.10: sostituzione ruota bucata

  • Sbloccate le viti della ruota con la chiave 1. Posizionatela in modo da esercitare una pressione verso l’alto.
  • Sarebbe “Sbloccate le viti della ruota con la chiave 1. Posizionatela in modo da esercitare una pressione dall’alto”.

Pag. 5.25: Apertura auto con carta wireless

  • Se la batteria è troppo carica per garantire il corretto funzionamento, sarà comunque possibile per avviare e aprire/ chiudere il veicolo. 
  • Ovviamente sarebbe “Se la batteria è troppo scarica per garantire il corretto funzionamento, sarà comunque possibile per avviare e aprire/ chiudere il veicolo”. 

Manuale elettronico:

Non ricaricate il veicolo per la guida in modalità ibrida. Ciò faciliterà il consumo di carburante per consentirvi il rifornimento.

sarebbe

Non ricaricate il veicolo, utilizzate la guida in modalità ibrida. Ciò faciliterà il consumo di carburante per consentirvi il rifornimento.


Dopo aver premuto il pulsante 2: il contatto è inserito, il messaggio READY scompare…

sarebbe

Dopo aver premuto il pulsante 2: il contatto è disinserito, il messaggio READY scompare…

 

 

Indicazioni più o meno insolite trovate nel manuale


Il motore e lo standby/sospensione

Il motore a combustione si avvia automaticamente, anche al minimo, per fungere da generatore e mantenere il livello di carica della batteria di trazione;


Mentre il veicolo è fermo, per motivi di sicurezza, il motore a combustione è disattivato se:

  • il cofano è aperto;
  • la cintura del conducente non è allacciata.

Durante la guida, il sistema arresta il motore (modalità di sospensione [standby]) quando il veicolo si ferma o si muove a bassa velocità (ingorgo, semaforo e così via), [ma solo se si verificano TUTTE queste condizioni contemporaneamente]:

  • il cambio è in posizione D, M or N;
  • il pedale del freno è premuto (sufficientemente forte); [premere invece il freno debolmente per impedire forzatamente lo spegnimento del motore]
  • il pedale dell’acceleratore non è premuto;
  • la velocità è nulla per 1 secondo circa

ma anche:

  • la porta conducente è chiusa;
  • la cintura del conducente è allacciata;
  •  la retromarcia NON è stata inserita;
  • il cofano motore è bloccato;
  • la temperatura esterna non è troppo bassa o troppo alta;
  • la batteria è sufficientemente carica;
  • la differenza tra la temperatura interna del veicolo e quella impostata dalla climatizzazione automatica non è eccessiva;
  • non è in funzione il parcheggio assistito;
  • l’altitudine non è troppo elevata;
  • la pendenza non è troppo forte (per i veicoli equipaggiati con cambio automatico);
  • la funzione «Visibilità» non è attivata;
  • la temperatura motore è sufficiente; [cosa???]
  • il sistema anti-inquinamento non è in corso di rigenerazione;

e ci sono anche dei puntini di sospensione alla fine dell’elenco

 

Gli equipaggiamenti del veicolo restano in funzione per l’intero intervallo di spegnimento del motore. Quando il motore passa in stand-by, l’assistenza dello sterzo potrebbe disattivarsi.

In caso di messa in standby del motore, il freno di stazionamento assistito (a seconda della versione del veicolo) non si inserisce automaticamente.

Non guidate quando il motore è in stand-by.

 

Disattivazione della sospensione/standby del motore basta almeno UNA delle seguenti condizioni:

– all’apertura della porta del conducente;
– se la cintura di sicurezza del conducente è slacciata;
– il pedale del freno è rilasciato, [cambio in] posizione D o M innestata;
Pedale del freno rilasciato, [cambio] su N e freno di stazionamento disinserito;
– Freno di stazionamento nuovamente inserito, [cambio in P] o posizione N inserita con freno di stazionamento inserito;
– [cambio in] posizione R;
– il pedale dell’acceleratore è premuto;
– in modalità manuale, le levette di cambio marcia vengono attivate.

[In caso di panico si può sempre disattivare lo standby automatico premendo il pulsante A sotto allo chermo… Ma è solo temporaneo, si riavvierà automaticamente la prossima volta che salite in macchina]


FUNZIONE «AUTOHOLD»

A veicolo fermo (ad esempio, a un semaforo rosso, un incrocio, un ingorgo, ecc.), la funzione garantisce la forza frenante anche se il conducente rilascia il pedale del freno.
La forza frenante viene allentata non appena il conducente accelera sufficientemente con marcia innestata.

(in altre parole: c’è un “freno a mano automatico a pulsante” oltre a quello manuale)


Rifornimento di benzina

Per il rifornimento carburante, il motore deve essere arrestato (non in stand-by): arrestare TASSATIVAMENTE il motore.


Lavavetri

Nota: non utilizzare acqua pura (rischio di danneggiare la pompa di adescamento, depositi di calcare sulla pompa e sugli ugelli).
Spruzzatori
Per regolare l’altezza degli ugelli dei lavavetri del parabrezza, rivolgetevi alla Rete del marchio.


Pneumatici

Non bisogna mai sgonfiare un pneumatico caldo.


Velocità massima consentita

Veicoli utilizzati a pieno carico (Massa Max. Ammessa a Pieno Carico) e con traino di rimorchio

La velocità massima non deve essere superiore a 100 km/h e la pressione degli pneumatici deve essere aumentata di 0,2 bar

[Non è proprio chiarissimo; vuol dire che solo quando si traina un rimorchio, e se si supera di un po’ la massima massa rimorchiabile, allora in questo caso bisogna limitare la velocità (spiegato meglio nel par. 6.8).]


Batteria di servizio a 12 V

A seconda della versione del veicolo, un sistema verifica in continuazione lo stato di carica della batteria. Se lo stato di carica scende, il messaggio «Modo salva batteria» viene visualizzato sul quadro della strumentazione, seguito dal messaggio «Batteria debole avviare motore». In tal caso, avviate il motore e il messaggio sul quadro della strumentazione scompare.
Nota: il messaggio «Modo salva batteria» può essere visualizzato dopo un periodo compreso tra 5 e 30 minuti di utilizzo a motore spento per avvisare l’utente che gli utilizzatori (illuminazione interna, radio, navigazione, ventilazione, l’alimentazione di accessori, ecc.) possono essere automaticamente disattivati.
Lo stato di carica della batteria può diminuire soprattutto se utilizzate il veicolo:
– su brevi percorsi;
– nella guida in città;
– quando la temperatura diminuisce;
– dopo un utilizzo prolungato di utenze elettriche (autoradio, ecc.) a motore spento.

Qualsiasi intervento sulla batteria (smontaggio, scollegamento, ecc.) deve obbligatoriamente essere effettuato da un professionista specializzato.
Rischio di ustioni da scariche elettriche.
Rispettate tassativamente le periodicità delle sostituzioni riportate nel libretto di manutenzione, senza mai superarle.
Il tipo di batteria è specifico. Assicuratevi di sostituirla con una dello stesso tipo.

Manutenzione

  • Non scollegate la batteria mentre il motore è acceso.
  • Spegnere il caricabatteria prima di collegare o scollegare la batteria;

Lavaggio

Lavate frequentemente il vostro veicolo, a motore spento:

  • la resina
  • le sostanze industriali
  • il fango
  • il guano degli uccelli
  • il sale

Ciò che non bisogna fare

Lavare il veicolo sotto il sole o a basse temperature.

[…]
Circolare nella neve o nel fango senza lavare il veicolo, particolarmente i passaruota e il sottoscocca.


 

Pneumatici e catene da neve

Per motivi di sicurezza, è proibito montare catene da neve sull’asse posteriore.

[Più che proibito, è inutile, ma vabbè]

L’uso di pneumatici di dimensione superiore a quelli d’origine rende impossibile il montaggio delle catene.

Il montaggio delle catene è possibile solo con pneumatici di dimensione identica a quelli presenti d’origine sul vostro veicolo.


Luci non sostituibili dall’utente

Il veicolo è dotato di luci a LED, rivolgetevi al rappresentante del marchio per la sostituzione.


Luci di direzione esplosive?!?

Le lampadine sono sotto pressione e possono scoppiare al momento della sostituzione.


 

Utilizzo di trasmittenti/riceventi (telefoni, apparecchi CB)

I telefoni o apparecchi CB dotati di antenna integrata possono creare interferenze con i sistemi elettronici che equipaggiano il veicolo d’origine, si raccomanda pertanto di utilizzare soltanto apparecchi con antenna esterna.


Frenata rigenerativa

Dopo la completa ricarica della batteria e durante i primi chilometri di utilizzo del veicolo, il freno motore [frenata rigenerativa] è in una condizione temporanea di ridotta efficacia. La guida dovrà essere adattata di conseguenza.


Guida in strade allagate

Non guidate su una strada allagata se l’altezza dell’acqua supera la parte inferiore dei cerchi.


 

Danni alle ruote e all’impianto elettrico

In caso di incidente o di urto sull’infrastruttura del veicolo (esempio: contatto con un paracarro, un marciapiede o altri tipi di arredo urbano) potete danneggiare il circuito elettrico o la batteria di trazione.

Fate controllare il vostro veicolo da un Rappresentante del marchio.


Danni allo sportellino di ricarica

In caso d’urto, anche leggero, contro lo sportellino di ricarica e/o il coperchio, fateli controllare quanto prima da un rappresentante del marchio.


 

Riserva (benzina)

Le prestazioni del veicolo saranno ridotte se il livello del serbatoio del carburante scende troppo in basso. Se il serbatoio del carburante è vuoto, rifornirlo con almeno 8 litri, altrimenti la modalità ibrida rimarrà non disponibile.


Informazioni utili varie

 

Ricarica

La carica [programmata] inizia [solo] se il contatto è disinserito, se il veicolo è collegato a una fonte di alimentazione autorizzata e il freno di stazionamento assistito è inserito.

In caso d’urto, anche leggero, contro lo sportellino di ricarica e/o il coperchio, fateli controllare quanto prima da un rappresentante del marchio.

È vietato l’uso di un gruppo elettrogeno.

A seconda del veicolo, è possibile utilizzare il cavo di 10 A o 16 A

Non lasciate mai il punto di ricarica appeso al cavo. Utilizzate gli alloggiamenti 5 per fissarlo.

Non utilizzare cavi di carica di veicoli precedenti poiché non sono compatibili.

Per la vostra sicurezza, è proibito utilizzare cavi di ricarica diversi da quelli raccomandati dal costruttore.

Il veicolo è dotato di una presa di ricarica che consente di caricare fino a 3,5 kW. Si trova sul lato destro del veicolo.

Evitate di caricare e di parcheggiare il veicolo in condizioni estreme di temperatura (caldo o freddo).

In condizioni estreme, il caricamento può richiedere diversi minuti prima di iniziare (tempo necessario per il raffreddamento o il riscaldamento della batteria di trazione).

Se il veicolo resta parcheggiato per più di due giorni a temperature inferiori a -25°C circa, la ricarica della batteria di trazione potrebbe essere impossibile.

Se il veicolo resta parcheggiato per più di tre mesi con un livello di carica vicino allo zero, la ricarica della batteria potrebbe essere impossibile.

Per salvaguardare la durata della vita della vostra batteria di trazione, evitate di lasciare il veicolo parcheggiato per più di un mese con un livello di carica elevato, in particolare nei periodi di calore eccessivo.

La ricarica della batteria deve essere effettuata preferibilmente al termine della guida e/o in un luogo temperato. In caso contrario, l’operazione potrebbe essere più lunga o persino impossibile.

La ricarica può essere effettuata sotto la pioggia o la neve;

Se l’impianto non è dotato di una protezione contro le sovratensioni, si sconsiglia di ricaricare il veicolo durante un temporale (fulmini…).

Collegamento del cavo:

Connessione : Collegate l’estremità del cavo alla fonte di alimentazione, afferrate la [spina del cavo] e collegate il cavo al veicolo.

Disconnessione: con il veicolo sbloccato (=aperto con la chiave), premete il contattore 14 per sbloccare il cavo di ricarica del veicolo, afferrate la spina  e staccate il cavo di carica dal veicolo. Una volta premuto il pulsante di sbloccaggio del cavo di carica, si hanno 30 minuti di tempo a disposizione per scollegarlo prima che si blocchi di nuovo.

Rispettate rigorosamente l’ordine delle operazioni di scollegamento

Per non disturbare il sistema di controllo della carica, non installare fasce antistatiche sul veicolo.

Il cavo di carica è bloccato automaticamente al veicolo. Ciò rende impossibile lo scollegamento del cavo dal veicolo.

È essenziale srotolare correttamente il cavo di carica per limitarne il riscaldamento.

Dopo circa il 95% della carica, il tempo di carica rimanente non viene più visualizzato.

La visualizzazione sul quadro della strumentazione scomparirà dopo alcuni secondi. Riapparirà di nuovo quando si apre una porta.

Spia luminosa sulla presa di ricarica

  • Bianco fisso: attesa inserimento cavo
  • Giallo lampeggiante: cavo inserito, ricarica NON avviata, controlli in corso
  • Blu lampeggiante: ricarica in corso
  • Blu fisso: ricarica programmata ma non in corso
  • Verde fisso: ricarica completata
  • Rosso fisso: guasto
  • Rosso lampeggiante: guasto

Ricarica programmata

Nota: la carica inizia se il contatto è disinserito (=auto spenta), se il veicolo è collegato a una fonte di alimentazione autorizzata e il freno di stazionamento assistito è inserito.

Pulizia di luci, sensori e telecamere

Utilizzate un panno morbido o del cotone. Se non fosse sufficiente, imbevetelo leggermente di acqua saponata, poi risciacquate con un panno morbido o cotone.
Terminate l’operazione asciugando delicatamente con un panno morbido ed asciutto.
Non utilizzare detergenti a base di alcool o attrezzi (per es.: un raschietto).

 

Avvisatore acustico a bassa velocità

Per avvisare le persone della presenza del veicolo, è disponibile di un avvisatore acustico. In modalità di funzionamento elettrico, il sistema si attiva automaticamente. Il suono si attiva quando il veicolo viaggia a una velocità compresa tra 1 km/h e 30 km/h.

 

In caso di incendio

In caso di incendio, abbandonare ed evacuare immediatamente il veicolo, quindi contattare i servizi di emergenza, avendo cura di precisare che si tratta di un veicolo ibrido.

In caso di necessità del vostro intervento, utilizzate esclusivamente agenti estinguenti di tipo ABC o BC compatibili con impianti elettrici in fiamme. Non utilizzare acqua o altri agenti estinguenti.

 

Motore che si spegne automaticamente

Mentre il veicolo è fermo, per motivi di sicurezza, il motore a combustione è disattivato se:

– il cofano è aperto;

– la cintura del conducente non è allacciata.

 

Non si può cambiare da soli una ruota in caso di foratura

In caso di cambio di una ruota

Per motivi di sicurezza, il veicolo deve essere sollevato solo da un rappresentante del marchio.

 

L’acqua

Non guidate su una strada allagata se l’altezza dell’acqua supera la parte inferiore dei cerchi.

Non lavate mai il veicolo mentre è in carica. Rischio di scarica elettrica con conseguenze anche mortali.

 

Rifornimento di carburante

L’apertura dello sportellino 2 potrebbe richiedere almeno dieci secondi.

Se il sistema di gestione dei vapori del carburante rileva un’anomalia, sul quadro della strumentazione viene visualizzato il messaggio di avviso «Dif. serbatoio vedere manuale» e lo sportellino 2 rimane bloccato.

Rivolgetevi al Rappresentante del marchio.

Nota: cinque ore circa dopo il disinserimento del contatto, il veicolo potrebbe emettere rumori per diversi minuti. Il sistema di gestione dei vapori del carburante esegue l’autodiagnosi.

Per evitare schizzi, riempite il serbatoio entro 30 minuti dall’apertura dello sportellino.

Se effettuate il pieno, dopo il primo arresto automatico è possibile fare al massimo ancora due scatti, ciò per mantenere vuoto il volume d’espansione all’interno del serbatoio.

Quando si utilizza il veicolo, se non viene effettuato un rifornimento di minimo 10 litri almeno una volta ogni tre mesi, il motore a combustione si avvia automaticamente per evitare conseguenze sulla qualità del carburante. Sul quadro della strumentazione verrà quindi visualizzato il messaggio «Carbur. vecchio Riempire 10 L min».

Tensioni di massima e minima carica batterie al litio

Posted in batterie by jumpjack on 28 luglio 2018

Ho trovato in rete dell’insolito e inaspettato materiale che mi ha permesso di aggiornare un vecchio post sulle tensioni tipiche di cella; “insolito e inaspettato” perchè il materiale è frutto di esperimenti dannosi e pericolosi effettuati su celle al litio, caricandole e scaricandole oltre le soglie-limite. Soglie che peraltro sono molto discusse in rete, e apparentemente soggettive.

Questi esperimenti oltre-limite sembrano finalmente gettare un po’ di luce sulla faccenda.

La fonte dei grafici originale è https://www.powerstream.com/lithium-phosphate-charge-voltage.htm , ma non il linko il sito perchè contiene informazioni pericolose.

LiFePO4

Nel primo grafico (LiFePO4) si vede che caricare una cella a 3.1V (curva in basso a sinistra) comporta un incremento minimo di energia (4-5%), quindi si può supporre che 3.0V sia ragionevolmente la tensione minima oltre la quale è inutile  scendere, per non danneggiare la cella; analogamente, caricando oltre i 4.16V “tipici”, si ha un incremento minimo di carica, ma si stressa la cella riducendone la vita utile.

Per una cella LiFePO4, quindi, l’intervallo di sicurezza (Safe Operating Area) può essere individuato fra 3.0 e 3.25V.

 

li-ion/LiPO/LiCoO2/NCM/NMC

Da osservazioni analoghe sul secondo grafico si può dedurre che per le li-ion/LiPO/LiCoO2/NCM l’intervallo di sicurezza (Safe Operating Area) può essere individuato fra 3.4V e 4.16V; notare che questo secondo tipo di cella è molto più sensibile alle tensioni errate, che possono portare a incendi ed esplosioni.

In caso di carico

Tutti questi valori sono validi in assenza di carico; con un carico applicato, bisogna tener conto che più alta è la corrente erogata, maggiore è l’abbassamento di tensione, che quindi può scendere sotto la soglia di sicurezza anche se a riposo la tensione ben più alta; utilizzare quindi la cella solo finchè a riposo si trova nella SOA garantisce che, anche sotto carico, la tensione non scenda sotto i livelli critici.

 

Tabella delle tensioni

Segue una tabella coi valori dedotti, oltre che dai suddetti grafici, anche da altre fonti:

Tensione
danneggiamento
Tensione
minima utile
Tensione nominale Tensione
batteria
carica
Tensione
di ricarica
Li-Ion/LiPo 3,0 3,4 3,6 4,16 4,20
NMC/NCM 3,0 3,4 3,7 4,16 4,20
LiFePO4 2,8 3,0 3,3 3,6 3,65

Da notare che:

  • li-ion/LiPO e NMC/NCM usano chimica simile a base di cobalto, quindi hanno all’incirca le stesse tensioni, ma le NCM/NMC sono intrinsecamente più sicure perchè vanno più difficilmente in fuga termica (incendio o esplosione) in caso di abuso, rispetto alle LiPO.
  • La tensione di ricarica NON coincide con la tensione di batteria carica: dopo la fine della carica, infatti, la tensione si abbassa di qualche puto decimale anche senza essere usata, assestandosi sulla tensione nominale.

Wallbox (colonnina di ricarica domestica)

Posted in auto elettriche, minicar elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 2 giugno 2018

Una “wallbox”, o “colonnia di ricarica domestica” come quella nella foto, è un’ “apparecchiatura” del costo di 500-1000 euro che serve a collegare l’auto elettrica all’impianto di casa, per la ricarica della batteria.

In realtà, si tratta sostanzialmente di una specie di truffa: una wallbox, fondamentalmente, è una scatola di plastica (costo industriale: 5 euro di materiale) che contiene una presa (costo industriale: 5 euro) e un salvavita (costo tipico: 20-30 euro). Come si arriva da 40 euro di costo a 1000 euro di prezzo?

Un vero mistero.

C’è chi dice che la wallbox è migliore perchè ha il telecontrollo, il misuratore di consumi, il regolatore di potenza di carica, e questo e quell’altro…. Si vabbè, ma se a me tutte queste cose non mi interessano??? Voglio solo una presa di corrente dove attaccare la macchina! E non posso usare una presa domestica standard, sennò dopo 10 ricariche si cuoce, si squaglia e va tutto a fuoco; e anche con una Schuko non va molto meglio.

Quindi, che fare?

Cercare, cercare, cercare per anni in ferramenta vari… finchè ti imbatti finalmente in questa cosa da 20 euro!

  • Numero di serie del produttore (Rosi): RS6411
  • Codice a barre: 8050040700240
  • Riferimento Leroy Merlin: 35511714

Largo 108×205 mm e profondo 85mm, questo semplice scatolotto da due soldi ha tutto quello che mi serve per diventare la mia wallbox per esterni:

Spazio per salvavita ed eventuali future espansioni (contatore, telecontrollo, ecc..):

 

Resistenza alle intemperie:

Ampio spazio interno per tutti i miei eventuali futuri accrocchi 🙂 :

 

Lo scatolotto  viene venduto con preinstallata un’inutile presa industriale:

Ma qui viene il bello: lo scatolotto è predisposto per montarci una varietà di prese a piacere, grazie alla pre-foratura:

 

Così, ho potuto tranquillamente togliere la presa industriale e mettere una SCAME LIBERA 200.01663  per ricarica di mezzi elettrici leggeri (220V/16A/3kW):

 

La pre-foratura multipla è importante perchè le viti della Scame hanno passo 73×56 mm, mentre il passo della presa industriale era 60×60 mm, e non c’è nemmeno uno standard perchè ci sono prese con passo 60×50, altre 70×60,… Dimensioni ufficiali SCAME LIBERA 200.01663:

E, a proposito di dimensioni ufficiali, ho scoperto che dal sito SCAME è possibile scaricarsi i modelli 3d delle varie spine e prese!

Per esempio, volete sapere di preciso com’è fatta una spina SCAME LIBERA da cavo? Basta cliccare sul link in fondo a questa pagina, “disegno tecnico (STP)“. Il formato .stp (STEP) è un formato professionale per i modelli 3d, basato su primitive geometriche (cerchi, linee,…), piuttosto che su una “geometria fissa a facce triangolari”, usata nel formato .STL o .OBJ comunemente usato per stampare oggetti in 3d; la differenza è in sostanza la stessa che c’è tra un’immagine vettoriale e una bitmap: un file step e un’immagine vettoriale possono essere ridimensionate a piacimento senza mai perdere definizione, mentre un file step o un’immagine bitmap “sgranano” ingrandendo o perdono risoluzione rimpicciolendo.

Per convertire da un formato all’altro si può usare il programma gratuito FreeCad, che supporta decine e decine di formati.

Purtroppo sul sito SCAME ci sono i modelli di tutto… tranne le prese da cavo Mennekes Tipo 2! Probabilmente per motivi di copyright, visto che Scame e Mennekes sono ditte concorrenti. Ci sono però i modelli delle prese  Mennekes Tipo 2 da incasso, dalle quali forse  si può riuscire a ricavare anche il modello della presa volante.

In realtà non sono modelli molto precisi per quanto riguarda l’interno; probabilmente hanno solo lo scopo di mostrare ingombri e forma esterna; però, mettendo insieme i vari modelli disponibili per il download, forse si può riuscire a ricostruire anche l’interno di una presa Mennekes, in modo da potersela stampare per 10 euro invece che comprare per 100 euro.

Resta però ancora il problema di  dove trovare i pin-femmina da montarci dentro. Di pin di potenza ce ne sono vari su RS-Components, ma devo ancora capire quali sarebbero quelli giusti. Il fatto che ora sia possibile anche scaricarne il modello 3d potrebbe forse aiutare meglio dei datasheet.

 

Altra possibilità per il Wallbix fatto in casa è questo quadro simile, ma con chiusura “a manopola” che forse può diventare anche “a chiave”, chissà; costa anche questo meno di 20 euro:

Riferimento Leoroy Merlin: 35511714

 

Se serve più di una presa, c’è questo:

Essendo venduto senza nessuna presa, costa persino di meno! 16,50 invece che 18,50 (addirittura 14,70 da Bricoman).

Riferimento Leoroy Merlin: 35511560

Dimensioni:  L 125 x H 495 x P 107 mm

 

Attenzione perchè prendendolo invece con già montate 3 prese industriali (inutili), un differenziale, un cavo e una spina industriale (inutile), il prezzo lievita a 85 euro!

 

Altro:

Quanto segue è riportato solo a scopo indicativo; si raccomanda di far effettuare l’installazione a un elettricista qualificato; un impianto elettrico  destinato a veicolare 2-3 kW per 8-10 ore al giorno, se non realizzato a regola d’arte può causare danni a cose e/o persone (incendi, elettrocuzione, danneggiamento veicolo,…)

Quanto sopra è riportato solo a scopo indicativo; si raccomanda di far effettuare l’installazione a un elettricista qualificato.

Diario Elettrico GreenGo ICaro – 27/5/2018, ricarica Fast

Posted in Diario elettrico GreenGo Icaro, minicar elettriche by jumpjack on 28 maggio 2018

L’altro giorno ho provato per la prima volta a ricaricare da una delle nuove colonnine “Fastcharge” di EnelX, usando la nuova tessera EnelX. Tutto ok.

Anche se il CB della Icaro è solo da 2.3 kW, “ovviamente” non c’è nessun problema a caricare da una colonnina Fastcharge (che può erogare da 20kW a 300 kW! Questa in particolare, fino a 43 kW), solo che in realtà non è poi così “ovvio” per chi non sa niente di corrente, tensione e ampere; e siccome non è che si possa fare un esame di elettrotecnica per poter prendere la patente, sarà meglio che sulle colonnine scrivano chiaramente questa cosa!

Vi immaginate il contadino che va a caricare il suo trattore elettrico alla colonnina Fast, sa che il suo trattore si ricarica a 2.3 kW e vede sulla colonnina scritto 43 kW? Pensate che caricherebbe, o che penserebbe che il trattore scoppierebbe? 🙂

Da segnalare a ENELX.

Da segnalare anche di fare un po’ più lunghi i cavi, perché le colonnine hanno sempre 2-3 postazioni di ricarica, quindi si tende a parcheggiare di muso, non di fianco come dal benzinaio, e mettersi a fare manovre strane per avvicinarsi a retromarcia non è “da tutti”… Quindi, sempre nell’ottica della “ricarica per tutti”, meglio fare i cavi ben più lunghi, o le postazioni di ricarica adatte a parcheggiare di fianco invece che a spina o a pettine.

 

Qualche foto:

 

Connettore Combo CCS per ricarica in continua:

 

Le “icone” sui tre connettori: CHAdeMO e CCS nella prima foto (ricarica in corrente continua – DC), Mennekes/Type2 nella seconda (ricarica in corrente alternata – AC)

Questa la dedico al simpaticone che ha parcheggiato proprio lì anche se accanto c’erano 85 posti liberi, così la prossima volta impara:

 

E questa è la strana “situazione” in cui ho fatto la ricarica: l’aria era così densa di umidità (un’afa pazzesca) che si è addirittura formato l’arcobaleno! Un raro arcobaleno completo, circolare!

Non è un effetto di riflesso sull’obiettivo della telecamera, si vedeva a occhio nudo (e molto meglio che in  foto).

Studio su batterie dei cellulari

Posted in batterie by jumpjack on 19 maggio 2018

Ho scoperto un’interessante app che permette di caratterizzare bene il processo di carica e scarica della batteria di un cellulare, loggando lo stato di carica in percentuale e il valore effettivo di tensione; comparando i due valori in un grafico, è possibile scoprire quanto viene sfruttata la batteria del proprio cellulare.

E’ importante saperlo, perché le batterie al litio sono delicate, e se vengono sfruttate troppo, vedono accorciare parecchio la propria vita in termini di cicli di ricarica possibile. Le batterie al litio hanno infatti una curva di carica molto costante nella parte centrale (tra 15% e 95%) ma molto ripida all’inizio e alla fine; questo vuol dire che nel primo 15% la tensione può variare tra 3.4 e 3.8 (0.4V), e nell’ultimo 5% tra 3.9 e 4.25 (0.35V), mentre fra tra 3.8 e 3.9 è contenuto l’80 % della carica:

E’ però importante che la batteria NON venga usata nella zona sotto al “ginocchio”, quando la tensione cala sensibilmente, perché scendere sotto i 3.0 volt significa rovinarla, ma per passare da 3.8 a 3.0 basta un 5% di scarica.

 

Ho registrato un paio di cellulari, un vecchio Huawei e un Samsung S7.

Avevo iniziato a caricare l’S7 con ricarica lenta, poi per sbaglio l’ho attaccato alla ricarica veloce, quindi è  venuto fuori un grafico “scomposto”, però anche interessante perché mostra che in ricarica rapida appena si collega la batteria la tensione sale subito parecchio. Comunque cercherò di fare ricariche separate.

Intanto qui si può vedere che la gestione della batteria è preoccupante: quando il cellulare segnava 8%, la batteria era ben sotto il ginocchio, a 3.6V.

Per ‘Huawei Ascend 510 la curva di ricarica è questa:

La differenza è davvero notevole: quando il display segnava 5%, la batteria era ancora a 3.8V! Un’ottima gestione della batteria, al contrario dell’S7.

Ho poi provato a riscaricare l’S7, ma per fare prima, arrivato al 20%, ho avuto la bella idea di attaccare un “alto consumo”, attivando un’app di realtà aumentata. Grosso errore, sono sceso sotto 3.5! Quindi ho deciso di interrompere il logging al 20%.

Ho poi rimesso in ricarica veloce, ottenendo questo:

Quest’ultimo  grafico rappresenta la stessa situazione del primo, ma graficata in un altro modo: anziché  tracciare la tensione rispetto alla percentuale, ho  tracciato la percentuale rispetto al tempo:

Si nota chiaramente la diversa pendenza delle due curve, che rappresenta appunto la velocità di carica. Dalle 19:12 alle 20:24 avevo interrotto la ricarica; nell’altro grafico non si vede il “buco” perché il tempo non è presente.

Diario elettrico GreenGo Icaro: la colonnina di ricarica

Posted in Diario elettrico GreenGo Icaro, minicar elettriche by jumpjack on 7 marzo 2018

Per ricaricare i miei due scooter elettrici (Zem Star 45 prima e Ecojumbo 5000 poi) avevo allestito nel posto auto un semplice armadio elettrico “impermeabile”…. anche se con un’apertura sul fondo, per l’indispensabile aerazione dei due caricabatterie da 250W posti all’interno, unico modo per ricaricare gli scooter.

La Icaro ha invece il caricabatterie a bordo, e per ricaricarsi necessita di un normale cavo di ricarica per auto elettriche; nello specifico, lato-auto ha una presa”Tipo 2” (mennekes), mentre lato-colonnina ha una “3a” (Scame-Libera); al momento devo interporre un adattatore da Scame a “normale”, ma vedo due problemi:

  • la sollecitazione meccanica dovuta al cavo a molla è eccessiva e si sta rompendo l’adattatore (si era già crepato a chi me l’ha venduto)
  • interporre un adattatore in un circuito di ricarica da 2300 W che funziona per molte ore non è l’ideale perchè può essere causa di eccessivo riscaldamento.

Stavo pensando allora di aggiungere nell’armadio una presa Scame Libera e – udite udite – 7 anni dopo le mie prime vicissitudini del 2011 per trovare questi prodotti, oggi si trovano a vendere sfusi online! (nel 2011 per avere UNA spina Scame Libera avrei dovuto comprarne una scatola da 10 direttamente alla Scame e pagarla 150 euro!!)

La spina, collegata al cavo, gia ce l’ho; mi serve una presa, e devo scegliere tra mobile o da parete:

Presa da parete(codice 200.01663):

10,16 euro + IVA


Scatola da parete (codice 570.0016):

2,01 Euro + IVA

(anche su Ebay, a 1,92E)


Presa mobile (codice 200.01643):

10,16 euro + IVA

 

Sono indeciso se fare un cavo volante da tenere arrotolato nell’armadietto e tirarlo fuori di volta in  volta per ricaricare (più scomodo ma più sicuro), o se installare una presa fissa (più comodo, ma esposto alle intemperie, anche se la Scame Libera dovrebbe essere fatta apposta per funzionare sotto la pioggia, come tutti i connettori di ricarica per auto elettriche… o no?)

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Diario elettrico Ecojumbo 5000 – Colonnina di ricarica / armadio elettrico

Posted in Uncategorized by jumpjack on 25 aprile 2016

Attualmente uso due caricabatterie da 250 e 300 W per ricaricare l’ecojumbo. Ma sono “temporaneamente” (da più di un anno…) collocati dentro al vecchio scooter che avevo prima…

Ho calcolato che, i due CB,  se hanno un’efficienza del 90% come è probabile che sia, essendo uno da 60V/4A e l’altro da 60V/5A dissiperanno una potenza pari a 60*4*0.10 + 60*5*0.10 = 24W + 30 W = 54W.

Quanto calore può dissipare un cosiddetto “armadio elettrico”? Questa pagina permette di calcolarlo:

http://www.claredot.net/it/sez_Elettrotec/dissipazione_quadri_elettrici.php

(dispense universitarie su dimensionamento termico quadri elettrici: link)

I miei due caricabatterie hanno dimensioni 18x9x5 e 18x9x7 cm.

Li potrei affiancare in due modi:

armadio-batterie

Nel primo caso servirebbe un mobiletto di almeno 22 x 26 x 11 cm, nel secondo 22 x 18 x 13, considerando sempre una distanza di 2cm tra i caricabatterie e le pareti e tra di loro. Il suddetto sito dà nei due casi una dissipazione possibile di 16W e 13W considerando una temperatura esterna massima di 40° e interna di 60°c. La capacità di raffreddamento raddoppia se l’armadio è in alluminio invece che in plastica: 32 e 26 W.

Non ci siamo.

O prendo un armadio più grande, o lo munisco di raffreddamento ad aria: quest’altra pagina permette di calcolare il flusso d’aria in m3/h necessario ad asportare una certa quantità di calore: https://www.stego.de/nc/it/servizi/strumenti-di-calcolo/calcolo-della-potenza-di-raffreddamento.html.

Per estrarre 60W di calore serve un flusso di almeno 9.3 m3/h (=6.47 CFM – cube foot minute) .

Su rs-components è facile trovare una ventola che abbia determinati requisiti in termini di volume d’aria spostato in un’ora: link Basterebbe una ventolina da 12V/6W e 14 euro, per esempio, Una ventola a 230V costa molto di più, 70 euro!

Non volendo usare la ventilazione, cercando “armadio elettrico” su Amazon ci sarebbe questo: 400x300x200mm – Cablematic, in acciaio, 55 euro; il calcolo dice che può dissipare 57W, ancora poco. 😦 Ci vorrebbe quello da 700×400… e 104 euro!

Da una parte affidarsi a un sistema di raffreddamento attivo mette di fronte al rischio che un guasto alla ventola faccia surriscaldare e rompere anche i caricabatterie; dall’altra, usare un sistema passivo (=”grossa scatola”) significa spendere più di 100 euro.

Penso che opterò per un armadio piccolo (400x300x200 cm, 55 euro) dotato però di due ventole (totale: 55+28 =78 euro).

Ibrido mennekes-ROSI

Posted in auto elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 23 giugno 2014

Lo studio degli ingombri della spina Mennekes e della spina ROSI 9213 mostra che l’ibrido è fattibile rispettando le distanze e gli spessori dei pin Mennekes:

ingombri

 

In bianco la mennekes, in verde il sistema di aggancio al corpo della spina ROSI, in rosso i pin monofase, in blu i trifase, stilizzati per rappresentare gli ingombri massimi dei pin della spina FME da cui li ho presi.

File 3d stampabile (18 euro):

https://www.shapeways.com/model/2124244/mennekes-rosi.html?li=aeTabs

Sto però ancora cercando/studiando un metodo di ritenuta dei pin; la plastica aggiuntiva necessaria probabilmente porterà il prezzo finale a 20 euro o poco più.

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Le avventure di Mennekes – episodio 7: la spina piccola

Posted in auto elettriche, batterie, elettricita, hardware, scooter elettrici by jumpjack on 16 giugno 2014

 

 

Ed eccoci a un nuovo episodio: ci eravamo lasciati col proposito di cercare una spina più piccola, perchè la SME che ho trovato va bene per le misure standard della presa Mennekes, ma non per le colonnine ENEL, protette da shutter:

mennekes-SME

 
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