Jumping Jack Flash weblog

Foto 3d a 180° o 360° (VR180 o VR360)

Posted in Uncategorized by jumpjack on 3 luglio 2021

Una foto panoramica può essere “a 360°” o “a 180°”; in realtà, trattandosi di trigonometria tridimensionale, bisognerebbe parlare di steradianti… ma non ne parla mai nessuno nei siti che trattano questi argomenti, quindi bisogna adattarsi a questa terminologia:

  • Foto a 360°: copre l’intera sfera, quindi l’elevazione va da -90° a +90°, e l’azimuth va da -180 a +180°; per intenderci, sono le foto di Google Street View
  • Foto a 180°: è in sostanza un “grosso fisheye”, che copre mezza sfera: l’elevazione va sempre da -90° a +90°, ma l’azimuth va da -90° a + 90°

Quindi in pratica quel “180” o “360” si riferisce ai gradi di azimuth coperti, mentre quelli di elevazione vanno sempre da un “polo” all’altro.

Veniamo ora all’effetto 3d: su una foto a 360° non lo si può ottenere, quantomeno non in modo semplice, perchè se si fanno due foto a 360° da due punti distanti 6.4mm (la distanza interpupillare), solo metà sfera mostrerà correttamente l’effetto 3d, mentre l’altra metà lo mostrerà invertito, perchè i due punti di vista sono in sostanza scambiati tra destra e sinistra quando le fotocamere inquadrano “dietro”; ovviamente si potrebbe correggere la cosa via SW, ma comunque al confine tra le due semisfere l’effetto 3d sarebbe scarso e confuso, col risultato che girando lo sguardo intorno a 360°, nel momento della transizione da un emisfero all’altro si avrebbe un effetto piuttosto sgradevole.

Questo problema è stato risolto, o meglio aggirato, inventando le foto “VR180”, cioè foto panoramiche 3d che coprono solo metà dell’orizzonte; cosa che in teoria non è neanche tanto malvagia, perchè foto così si possono guardare, in un visore 3d, anche seduti sul divano, senza bisogno di una sedia girevole o di stare in piedi per vedere anche dietro di noi; in più, non bisogna nascondersi sotto alla macchina fotografica per non comparire nella foto…

Chiaramente anche nel caso di foto VR180 c’è distorsione agli estremi destro e sinistro della sfera, ma appunto queste foto sono pensate per essere guardate senza girarsi “troppo” intorno, ma solo per avere un effetto immersivo frontale, dato dall’ “avvolgenza” della semisfericità, sommata alla tridimensionalità.

Come realizzare le foto

Realizzare una foto VR180 è tecnicamente facile, se il soggetto non è in movimento, perchè basta una sola macchina fotografica; se invece il soggetto si muove, ne servono due che scattino contemporaneamente, oppure una specifica fotocamera per scatti VR180, di fatto composta da due fotocamere affiancate sincronizzate. In ogni caso, alla fine avremo due immagini quadrate, ognuna delle quali contiene le foto semisferiche a 180° dei due punti di vista dei due occhi. Esempi di macchine fotografiche di questo tipo: Lenovo Mirage , VUZE XR , KANDAO QooCam

Come vedere le foto

Una volta scattate le due foto, usando una o due macchine fotografiche, come guardarle in modo 3d-panoramico-immersivo? Serve ovviamente un visore VR, ma serve anche che la foto sia formattata in un modo specifico, e che nel visore sia installato un SW compatibile con quello specifico formato… e qui le cose si fanno complicatissime.

Più avanti trovate una spiegazione dettagliata; qui limitiamoci all’essenziale:

Metodo1 – partendo da due foto separate

Una volta scaricati questi file, bisognerà incollare nel file dell’occhio destro la foto semisferica quadrata relativa all’occhio destro, e idem per l’occhio sinistro.

Fatto ciò, bisogna aprire VR180, cliccare su “unisci immagini”, e trascinare contemporaneamente sulla finestra del programma i TRE file: le due immagini e il file .bin contenente i metadati. NOTA: è fondamentale che i file abbiano tutti lo stesso nome di base, seguito da -left, -right e meta, quindi per esempio:

  • prova-left.jpg
  • prova-right.jpg
  • prova-meta.bin

Fatto ciò, cliccare sul tasto ESPORTA per ottenere il file prova-merged.vr.jpg .

Per vedere questo file con un visore VR cardboard, occorre l’app Cardboard Camera ; una volta installata, copiare il suddetto file nella cartella phone/DCIM/cardboard sul cellulare, e riavviare l’app Cardboard Camera per vederla.

Metodo 2 – Partendo da una foto cardboard pre-esistente

Partiamo da un’immagine cardboard pre-esistente, ad esempio questa:

Un’immagine cardboard, anche se completa sui 360° di azimuth, è sempre incompleta verticalmente, perchè viene effettuata ruotando su sè stessi di 180° ma senza alzare o abbassare il telefono, quindi non è propriamente una foto sferica, ma solo panoramica; diciamo una 360×90 o qualcosa del genere. Se andiamo infatti a convertirla in una vera immagine VR360 di tipo under/over, cioè due immagini equirettangolari sovrapposte, vedremo che le due metà non sono complete:

Dettagli tecnici

Qui sotto un esempio di foto VR180 di tipo Cardboard VR, scaricata da questo repository github:

Sfortunatamente/ovviamente, quando viene caricata su WordPress, l’immagine viene rielaborata rovinandone i dati EXIF indispensabili per essere correttamente interpretata, quindi bisogna memorizzare questo tipo di foto su server che non ne modifichino niente:

Immagine VR180 in formato Google Cardboard: https://win98.altervista.org/360/test3.jpg

L’immagine può essere scaricata anche direttamente da github: https://github.com/imrivera/google-photos-vr180-test/blob/master/test3.jpg

Aperta in un normale visualizzatore di immagini, quest’immagine appare come qui sopra, semplicemente un quadrato rosso con dentro scritto “LEFT EYE”, ma in realtà, nascosta nei metadata EXIF, c’è anche l’immagine per l’occhio destro:

Questo infatti è il formato utilizzato da Google Cardboard Camera: un’ “immagine nell’immagine”, accoppiate tramite metadati exif.

Una volta scaricata l’immagine, bisogna:

  • scomporla in 3 file tramite l’app per PC Google VR180, che creerà un file jpg per l’occhio destro e uno per il sinistro
  • aprire il file -left.jpg in Paint
  • incollare l’immagine relativa all’occhio sinistro; deve essere semisferica quadrata (ottenuta tramite obiettivo fisheye o camera grandangolare)
  • ripetere per l’immagine destra
  • Utilizzare di nuovo VR180, stavolta per ricombinare insieme le due immagini in un’unica immagine .vr.jpg

I software

PC

Android

Dismessa da google insieme al suo visore, è visibile sul Play Store solo a chi l’ha già installata in precedenza; permette di realizzare foto sferiche 360×180 [tridimensionali , da verificare]

Visualizzatori online immagini carboard .vr.jpg

Altro

  • Googleapi cardboard cameraconverter – http://storage.googleapis.com/cardboard-camera-converter/index.html – Prende una foto in formato cardboard, che cioè incorpora nei metadati XMP la seconda foto (quella dell’occhio destro), e la converte in una foto “equirettangolare doppia quadrata”, ossia in una foto quadrata in cui la metà superiore contiene la foto equirettangolare relativa all’occhio sinistro, e quella inferiore quella relativa all’occhio destro; le due foto equirettangolari sono 360×180, cioè coprono l’intera sfera.
  • WebXR API Emulator – Emulatore vr cardboard per PC (Chrome, Firefox):

Estensione che permette di visualizzare sul browser web del PC pagine VR 3d, che normalmente sarebbero visibili solo su un cellulare con browser che supporta la VR, come ad esempio questa o altre come queste.

Per sviluppatori

  • File batch DOS per creare foto VR180 per cardboard a partire da:
    • .mpo
    • .jps
    • .pns
    • .ssi
    • 2D panoramas
    • left and right vr360 cameras
    • 3D insta360 evo (from .jpeg .insp)

Si serve di exiftool, ffmpeg e msys2

  • Minuscola pagina web per visualizzare immagini equirettangolari; in locale funziona solo su firefox, per chrome bisogna caricarla su un server per evitare problemi di cross-origin; utilizza la libreria A-Frame:
<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Transitional//EN">
<html>
  <head>
  <meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=utf-8">
  <meta name="generator" content="PSPad editor, www.pspad.com">
  <title></title>
  </head>
  <body>
https://aframe.io/releases/0.6.1/aframe.min.js
<a-scene>
  <a-assets>
    <img id="panorama" src="image.jpg" crossorigin />
  </a-assets>
  <a-sky src="#panorama" rotation="0 -90 0"></a-sky>
</a-scene>
  </body>
</html>
  • Pagina ufficiale Google del formato delle immagini Cardboard .vr.jpg: link
  • Contenuto del file -meta.bin che Google VR180 associa alle immagini destra e sinistra estratte da un’immagine .vr.jpg (immagini 3000×3000):

0A 0F 08 F0 2E 10 B8 17 18 B8 17 20 B8 17 28 EE 05 12 00 (19 byte)

  • Sensori in uso su camere 360
    • Sony IMX214: 13 MPixel
    • Sony IMX206: 18 Mpixel
  • PICAM360: camera modulare

Comando Linux EXIFTOOL per estrarre la “seconda foto” o “foto nascosta” da una foto Google VR180 (ad esempio scattata con una macchinetta Lenovo Mirage o VUZE XR o KANDAO QooCam ):

exiftool -config gimage.config -b -XMP-GImage:Data $1.jpg | base64 --decode > othereye.jpg 
  • Comandi vari per FFMPEG di conversione video VR180 o VR360 verso altri formati: link

Altri comandi FFMPEG:

Da L/R a 2160P singolo:

ffmpeg -i L.mov -i R.mov -i Audio.wav -filter_complex "[0]subtitles=subs.srt,scale=3840x1080:flags=lanczos,setsar=1[l];[1]subtitles=subs.srt,scale=3840x1080:flags=lanczos,setsar=1[r];[l][r]vstack" -crf 18 -c:v libx265 -pix_fmt yuv422p -map 2:a -c:a aac -b:a 320k -metadata:s:v stereo_mode=left_right movie_3dpv.mp4
ffmpeg -i input.mp4 -vf "[in] pad=4iw:ih:iw/2:0 [right]; movie=input.mp4, pad=2iw:ih:iw/2:0 [left]; [left][right] overlay=main_w/2:0 [out]" -c:v libx264 -preset medium -crf 23 -acodec copy output.mp4

Script python per estrarre immagine destra e audio da immagine Cardboard: https://edward.io/blog/extracting-google-cardboard-photos.html

Listato completo:

import base64
from libxmp.utils import file_to_dict


xmp = file_to_dict(image_file)
right_image = base64.b64decode(xmp['http://ns.google.com/photos/1.0/image/'][1][1])
audio = base64.b64decode(xmp['http://ns.google.com/photos/1.0/audio/'][1][1])

open('right_image.jpg', 'w').write(right_image)
open('audio.aac', 'w').write(audio)

FFMPEG

  • Usare FFMPEG per riproiettare un fisheye generico (anche oltre 180°) in un’immagine equirettangolare (da qui); però FFMPEG non mette i dati exif per permettere ai programmi di interpretare l’immagine risultante come panorama; per i video si può usare https://github.com/google/spatial-media/releases/tag/v2.1 , ma per le immagini serve ExifFixer (anche online), oppure questa riga, da usare con ExifTools:
exiftool -ProjectionType="equirectangular" out.jpg

Script FFMPEG (antecedente a filtro VR360):

rem Parametri di input dell'utente: dimensioni dell'immagine e angolo del fisheye:
set "FF=c:\ffmpeg\ffmpeg" :: Path to FFmpeg
set "IN=IMG_077.jpg" :: Fisheye input image or video, must be square - L'input può essere sia un'immagine che un video
set "OUT=out.jpg" :: Equirectangular output image or video
set "SQ=3648" :: Size of square fisheye input image - L'immagine fisheye deve essere quadrata: questa è la larghezza
set "FOV=235" :: Fisheye field of view in degrees  - CAMPO VISIVO DELL'OBIETTIVO FISHEYE
set "Q=2" :: Size divider for output image, use 1 for best quality, or a bigger value for faster computing

rem Parametri autocalcolati:
set /a "H=%SQ%/%Q%" :: Height of equirectangular image
set /a "W=2%H%" :: Width of equirectangular image is always twice the height set /a "A=%H%%FOV%/360" :: Height of equirectangular image that is actually filled with data, the lower part of the output image remains black


rem Crea l'algoritmo di rimappatura: una volta calcolati per una fotocamera, valgono sempre:
rem Create the xmap file for remapping from fisheye to equirectangular
%FF% -f lavfi -i nullsrc=size=%W%x%H% -vf format=pix_fmts=gray16le,^
geq='%SQ%/2(1-Y/%A%sin(X2PI/%W%))' -frames 1 -y xmap1.pgm

rem Create the ymap file for remapping from fisheye to equirectangular
%FF% -f lavfi -i nullsrc=size=%W%x%H% -vf format=pix_fmts=gray16le,^
geq='%SQ%/2(1-Y/%A%cos(X2PI/%W%))' -frames 1 -y ymap1.pgm

rem Riga effettiva della riproiezione:
rem Remap from fisheye to equirectangular
%FF% -i %IN% -i xmap1.pgm -i ymap1.pgm -filter_complex "format=pix_fmts=rgb24,remap" -y %OUT%

pause
  • Uno script FFMEPG più breve si basa sul nuovo filtro 360 ora disponibile:
set "FF=c:\ffmpeg\ffmpeg" :: Path to FFmpeg
set "IN=1200.png" :: Input image or video
set "FOV=180" :: Input field of view in degrees
set "C=green" :: Color for filling unused area
set "OUT=out.png" :: Equirectangular output image or video
%FF% -i %IN% -vf drawbox=w=1:h=1:color=%C%,v360=input=fisheye:id_fov=%FOV%:output=equirect:pitch=-90 -y %OUT%
pause

Script base per convertire un’immagine “double fisheye” (Samsung gear360) in equirettangolare: per immagine ideale, in cui i due scatti sono perfettamente centrati e con FOV=180°:

ffmpeg -i input_file -vf v360=dfisheye:equirectangular  -y output_file 

Anche abbreviabile in:

ffmpeg -i input_file -vf v360=dfisheye:e -y output_file 

Da semisfera fisheye 235° orientata verso il basso a equirettangolare:

ffmpeg -i input.jpg -vf v360=fisheye:e:pitch=90:ih_fov=235:iv_fov=235 -y output.jpg

Da semisfera verso l’alto a equirettangolare:

ffmpeg -i input.jpg -vf v360=fisheye:e:pitch=90:ih_fov=235:iv_fov=235 -y output.jpg

Da semisfera orizzontale a equirettangolare:

ffmpeg -i input.jpg -vf v360=fisheye:e:pitch=0:ih_fov=235:iv_fov=235 -y output.jpg

Thread su forum ricotheta con sorgenti javascript per convertire immagini dualfisheye:

https://community.theta360.guide/t/displaying-thetas-dual-fisheye-video-with-three-js/1160

Relativi sorgenti su github (per node.js): https://github.com/izmhr/ThetaSphericalMapping

Immagini cardboard di esempio

link1 link2 link3

Procedimento per visualizzazione online di panorama 360×180 3d (VR180) partendo da immagini tonde singole:

  • Riproiettare in equirettangolare (programma da trovare (forse qui), o mio beta, o FFMPEG); si ottiene un’immagine rettangolare ed equirettangolare per ogni immagine tonda/quadrata.
  • Incollare le due immagini rettangolari in una singola immagine quadrata, mettendone una sopra e una sotto
  • Caricare l’immagine risultante in questa pagina: https://spano.pyrik.dev/

Foto 360 2d embedded in WordPress

In wordpress.com, anche in versione free, è possibile inserire nelle pagine una foto panoramica a 360° utilizzando quelli che vengono chiamati “shortcodes“; nel caso specifico, lo shortcode è “vr”, ed ha il formato:

(vr url=percorso_completo_a_file view=360)

(Sostituire le parentesi tonde con parentesi quadre)

Questa sotto per esempio è la vista panoramica interattiva di questa foto (lago di Nemi), in formato equirettangolare e senza bisogno di metadati EXIF.

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Dati storici e grafici zone/colori regioni covid-19

Posted in Senza categoria by jumpjack on 18 giugno 2021

Ho cercato in lungo e in largo per mesi, ma senza successo: sembra che a nessuno interessi sapere quali sono stati i colori delle varie regioni d’Italia nel corso della pandemia di Sars-Cov-2. Eppure è un dato semplicemente fondamentale, per capire quanti e quali effetti le chiusure hanno avuto sulla diffusione del contagio, altrimenti cosa abbiamo chiuso a fare?!?

Dopo queste lunghe ricerche, il meglio che sono riuscito a trovare sono 3 o 4 repository github, che contengono questi dati in formati più o meno esotici: si va dal file di 30 MB (180 MB scompattati) da scaricare dal sito ufficiale della protezione civile, al file che contiene solo i dati del 2021, a quello che contiene dati sbagliati, parziali o a vanvera… ce n’è per tutti i gusti!

Questi sono i repository che ho trovato finora:

  1. Dati ufficiali Protezione civile (File (30MB zip, 180 MB unzippato)) – Dati ufficiali di Stato
  2. covid19italia (file) – Estratto del file della protezione civile, coi soli colori
  3. CloudItaly (file) – File json ragguppato per ordinanze, parte da gennaio 2021
  4. imcatta (file) – file CSV ordinato per regione, parte dall’inizio (nov 2020)

E questi sono 3 pagine che creano 3 tipi di grafici diverse in base alle fonti disponibili di dati (sul file originale da 30MB non riesco a lavorare, è troppo grosso e pieno di decine di MB di dati che non mi servono):

  1. (nessun grafico disponibile)
  2. Grafico da fonte 2 (errori vari)
  3. Grafico da fonte 3 (solo 2021)
  4. Grafico da fonte 4 (completo)

Dal repository n.4 ho ricavato il grafico in apertura di articolo. Dal primo repository invece ho ricavato un’altra pagina che mostra l’andamento del contagio dall’inizio fino ad oggi; esistono decine di siti che riportano questo grafico, ma per qulche motivo anche in questo caso manca un dato fondamentale: la previsione dell’andamento futuro! Non si tratta di magia o di astrologia, ma di “metodi matematici applicati all’ingegneria”, o di “regressione lineare o quadratica”; in parole semplici: esistono formule matematiche che permettono di “prevedere il futuro”.

Se a inizio pandemia queste formule prevedevano un’apocalisse di 7 miliardi di contagiati nel mondo nel giro di 8-10 mesi, accompagnati forse da quasi 1 miliardo di morti, fortunatamente la previsione è stata annullata grazie all’applicazione delle restrizioni (mascherina, distanziamento, disinfettante, chiusure,….), e quindi dopo un anno e mezzo la pandemia non è riuscita a infettare tutti gli abitanti del pianeta.

Queste erano le proiezioni per le varie ondate, in caso non fossero state introdotte restrizioni (realizzate tramite questa pagina):

Ad oggi, 18 giugno 2021, le proiezioni danno un contagio azzerato entro fine giugno, ma dipende molto dal momento in cui viene fatto partire il calcolo della regressione lineare:

Purtroppo il modello previsionale funziona bene solo in assenza di “fattori modificanti esterni”: ergo, funziona bene solo per prevedere fino a quanto CRESCERA’ il livello di contagio in MANCANZA di restrizioni; quando invece le restirizioni sono applicate, essendo applicate in modi diversi in regioni diverse, e seguite in modi diversi da persone diverse, il modello può prevedere molto poco; se poi si aggiungono i vaccini, ormai somministrati in modo del tutto casuale, e si tiene conto anche dei novax che non si vaccineranno mai, e delle varianti forse-vaccino-resistenti ,ecco chesi può al massimo andare “a intuito”: il grafico mostra attuale mostra che, sia in andamento quadratico che lineare, i contagi andranno a zero entro fine luglio se tutto rimane come ora. Ma chi lo sa…

Ciò che si può fare è prestare attenzione ai cambi di pendenza della curva, che indicano il subentrare di una qualche nuova condizione al contorno a “disturbarne” l’andamento ideale:

Nei mesi precedenti ra pittosto facile individuare i “Punti critici”:

Dall’ultimo picco di aprile 2021, invece, tuto è diventato più caotico, ma fortunatamente sempre tendenzialmente in discesa sul lungo termine:

Ma la cosa che più conta è che il nuovo calo di contagi tendnte a zero ha una causa ben diersa rispetto a quella dell’estate 2020: all’epoca uscivamo da mesi e mesi di reclusioni e restrizioni, mentre ora siamo esattamente nella situazione opposta: a un CALO delle restrizioni corrisponde un CALO dei contagi; ovviamente è merito dei vaccini:

Riferimenti normativi:

Diario elettrico Renault Captur plugin – 11 giugno 2021: i freni non funzionano in discesa

Posted in auto elettriche by jumpjack on 11 giugno 2021

Che quest’auto abbia problemi di Qualità tanto gravi da collocarla al di sotto il livello dei peggiori prodotti cinesi ormai è assodato, ma adesso ho trovato un ulteriore, gravissimo bug del SW, che, analogamente ad altri già segnalati, potrebbe causare incidenti e feriti: il servofreno è difettoso.

Se capita di partire da fermi in discesa senza innestare la marcia, rimanendo cioè in N, e si “ingrana” la marcia B solo dopo (in realtà non si innesta niente di meccanico, è una marcia eletronica), il servofreno non si attiva, quindi per frenare è necessario spingere il pedale con forza, quando invece normalmente basta appena sfiorare il pedale per “inchiodare”, specie se si sta procedendo a bassa velocità.


Gli altri problemi di sicurezza riscontrati sono:

Cambio marcia in salita ad alta velocità (autostrada) in fuori-giri: la centralina può scalare verso una marcia più bassa quando il veicolo si muove a velocità eccessiva per quella marcia; a giudicare dal rumore, (non ho fatto misurazioni precise tramite OBD e non c’è un contagiri sul cruscotto), sembra che il motore arrivi a 6000 giri e oltre. Considerando che l’auto è una plugin e quindi tecnicamente neanche ha bisogno di collegare il motore termico alle ruote, è un problema davvero assurdo. RISCHIO ROTTURA MOTORE; RISCHIO INCIDENTE.

Innesto freno a mano e marcia di parcheggio (P) con veicolo in marcia: se si toglie la cintura a veicolo in movimento e poi ci si ferma, alla ripartenza, dopo un tempo variabile tra 1 e 15 secondi, si innestano da soli la marcia P e il freno a mano; a volte si innesta solo il freno a mano, e la marcia P si nnesta dopo qualche altro secondo. E’ possibile che il problema si verifichi solo in salita, non ho verificato. Quindi è meglio non approfittare di una sosta al semaforo per togliersi/mettersi un giacchetto, o prendere qualcosa sul sedile posteriore, per esempio. RISCHIO ROTTURA CAMBIO, RISCHIO TAMPONAMENTO.

Mancata separazione pavimento tra guidatore e passeggero posteriore: in caso un oggetto cada sul pavimento dal sedile posteriore, non c’è un impedimento fisico che eviti che l’oggetto rotoli fino ai pedali. Potrebbe quindi risultare impossibile frenare. RISCHIO INCIDENTE.

False segnalazioni di emergenza: càpita che in presenza di pedoni sul marciapiede che NON stanno attraversando, parta l’allarme rosso visivo e sonoro che invita a frenare immediatamente; non mi è ancora capitato che l’auto freni anche (è dotata di frenata automatica), ma visto che l’allarme parte, penso che potrebbe succedere; questi falsi allarmi durano in genere però meno di 1 secondo, quindi forse non fa in tempo a innescarsi la frenata automatica. RISCHIO TAMPONAMENTO.

Adattatore jack audio per telefono fisso Alcatel-Lucent 8029

Posted in elettricita, hacking, hardware by jumpjack on 7 giugno 2021

Il telefono Alcatel-Lucent 8029 dispone di una presa audio per la connessione di una cuffia, che però ha un pinout molto particolare, col quale non funziona nessuna delle cuffie, con o senza microfono, che ho provato; dopo lunghe ricerche e numerosi test, alla fine ho scoperto che ha lo stesso pinout della antica XBOX 360.

Di jack audio esiste una molteplice varietà, a partire dal numero di contatti; si parla di tipo “TS”, “TRS”, o “TRRS”:

Il suddetto telefono ha un connettore TRS a 3 contatti, mappato in questo modo:

Esistono in commercio adattatori che permettono di collegare a questo tipo di jack una cuffia con connettori sdoppiati:

La XBOX aveva però un connettore da 2.5mm, mentre il telefono alcatel ha un connettore da 3.5mm, quindi serve un ulteriore adattatore: da 3.5mm maschio a 2.5 mm femmina:

Immagine 1 - Adattatore Jack Audio da 2.5mm Femmina a 3.5mm Maschio in Metallo - Nuovo

Non ha importanza se è a 3 o 4 pin: tecnicamente dovrebbe essere da 3, ma anche usando quello da 4, i due anelli più vicini al filo vengono automaticamente cortocircuitati dall’adattatore XBOX.

Esiste una molteplicità di connettori/sdoppiatori, con vari “sessi” e varie mappature:

  • doppio maschio a singola femmina: su un maschio c’è il microfono, sull’altro c’è la cuffia, la femmina unisce entrambi; i due maschi vanno a PC (in genere fissi) con jack cuffia/mic separati, la femmina va ad auricolare per cellulari, che ha jack singolo
3.5 MM Cavo audio stereo 1 a 2 MASCHIO Donna Y SPLITTER MIC JACK per cuffie  | eBay
  • doppia femmina a singolo maschio:
    • tipo 1: stereo splitter, con due femmine che portano entrambe il segnale stereo proveniente dal jack maschio a 3 pin; serve a permettere a due persone di ascoltare la stessa sorgente usando due cuffie separate; si riconosce perchè sui jack femmina non sono riportati i due simboli di microfono e altoparlante, e il jack maschio ha solo 3 pin
  • tipo 2: mic/headset splitter, con una femmina che supporta l’inserimento di una cuffia e l’altra che supporta l’inserimento del microfono; si riconoscono per i simboli di microfono e cuffie sulle due femmine, e il jack maschio ha 4 pin: questo cavo può essere usato solo sui PC che hanno questo simbolo sul jack, rappresentante una cuffia con microfono integrato;
PcV 05  Headsetadapter  MiniPhone 35 mm 4polig (M)

sembra che il nome di questi adattatori con maschio a 4 pin sia Y-05, o PCV-05 (se della Sennheiser), o altro, comunque con “-05” alla fine; il PCV-05 viene dichiarato “compatibile Mac e Iphone”.

Esiste però anche una variante “PCV-07”, esteriormente apparentemente uguale, a parte i colori; questo viene dichiarato “compatibile Mac e PS4”:

Sennheiser Pcv 07 Combo Audio Adapter (506497)

Esistono anche gli adattatori compatti SPTM1 (Sleeve = Ground) e SPTM2 (Sleeve = Mic), di cui il produttore fornisce anche lo schema/pinout:

Anche il produttore Galamino fornisce il pinout per il suo adattatore PMP35: è di tipo CTIA, cioè con microfono sullo sleeve:

Sembra però che alcuni connettori per PC col simbolo della cuffia microfonata in realtà consentano solo la connessione alternativa di cuffie oppure microfono, ma è da verificare; secondo questa teoria, inoltre, sul Ring ci sarebbero 5V necessari ad alimentare il microfono.

I connettori a 4pin/3anelli hanno la particolarità di avere due mappature possibili, diverse e incompatibili tra loro: il CTIA, con microfono sullo Sleeve, e l’OMTP, con massa sullo Sleeve:

Lo standard CTIA (microfono su sleeve) dovrebbe essere quello in uso nei notebook (PC portatili).

Le specifiche ufficiali android (femmina su cell, maschio su cuffia) indicano di usare queste resistenze tra i vari contatti per implementare i comandi a pulsante:

Sul notebook della HP “Elitebook” è presente una singola porta audio marcata come “combo”, a cui riesce difficile far riconoscere un microfono esterno: al momento ci sono riuscito solo inserendoci un vecchio adattatore Nokia AD-43, il cui pinout per ora è sconosciuto.

Nokia AD-43+HS-45: Amazon.co.uk: Electronics

L’adattatore può funzionare sia da solo, come microfono, sia aggiungendoci un auricolare Nokia HS-45; il PC però non riconosce l’auricolare, per cui per poter usare microfono esterno e cuffia contemporaneamente, al momento l’unico metodo che ho trovato è connettere il suddetto AD-43 al jack combo, e il jack audio di una cuffia audio+mic alla porta Line In della docking station a cui collego il PC… Il problma però è che funziona per pochi secondi, poi, anche se continua ad essere rilevato nella finestra di configurazione audio, il PC non registra nessun segnale dal microfono.

L’AD-43, che funzionava ad esempio col Nokia N-95, è dotato di ben 7 tasti:

1 – Riaggancia

2 – play/pause

3 – avanti

4 – indietro

5 – volume su

6 – volume giu

7 – ?

E’ presente anche un piccolo switch che serve presumibilmente a cambiare la modalità di funzionamento.

Il NOKIA N95 aveva questo pinout:

http://www.nokia-tuning.net/?s=pinout_n95av

Colonnine di ricarica veloce in autostrada (stavolta per davvero)

Posted in auto elettriche by jumpjack on 7 giugno 2021

Quanto consuma una “barca” elettrica?

Posted in batterie by jumpjack on 10 maggio 2021
Vola sul Garda e non inquina, ecco la «Tesla» acquatica svedese

Dipende ovviamente dal tipo di imbarcazione: qui analizziamo il fuoribordo Torqeedo Deep Blue 50R della Feltrinelli di Gargnano, un 7.7 metri dotato di alette che lo rendono in sostanza un piccolo aliscafo:

Vola sul Garda e non inquina, ecco la «Tesla» acquatica svedese

La Tesla non c’entra assolutamente niente, è solo diventato sinonimo di auto elettrica…

In realtà la barca monta batterie da 40 kWh di una BMW i3, che garantisono un’autonomia di 105 km: significa un consumo di circa 400 Wh/km, contro i 150-200 di un’auto elettrica; francamente mi sembrano molto pochi, ma forse contribuisce il fatto delle alette da aliscafo, che riducono l’attrito al minimo, nonchè una velocità massima di 25 nodi, con punte di 30. Il sollevamento sulle ali avviene a 15 nodi.

In realtà esistono anche diverse varianti di questo fuoribordo, con motori da 35 fino a 100 kW:

La batteria però è la stessa per tutti i modelli, da 40 kWh, per 278 kg di peso (143 Wh/kg e 143 Wh/L):

Scheda tecnica: link

La batteria “può ricaricarsi fino al 75% in 1.5 ore se dotata degli opportuni caricabatterie multipli” , dice la brochure, il che significa 20 kW di ricarica.

In realtà su alcuni modelli meno potenti è disponibile anche una batteria più piccola da 10 kWh, della BMW i8:

Volendo, poi, è dispomnibile anche un “range extender portatile”, un generatore da 25 kWh, che però pesa quasi mezza tonnellata:

Monta invece 8 batterie da 30 kWh della BMW i3 un traghetto elettrico canadese:

Catalogo imbarcazioni elettriche Torqueedo: link

Quanto consuma il riscaldamento in un mezzo elettrico?

Posted in auto elettriche, energia by jumpjack on 19 aprile 2021

Una prima risposta generica è “esattamente quanto consuma in un’auto a benzina”.

Solo che su un’auto a benzina questo consumo aggiuntivo non viene immediatamente percepito, perchè l’autonomia di un’auto a motore termico è virtualmente inifinita, essendo di 800 km con un pieno ed essendo possibile fare il pieno in 5 minuti ad ogni angolo di strada.

Questo però fa passare del tutto inosservati gli euro in più che se ne vanno in riscaldamento ad ogni viaggio.

Quanti sono questi euro per ogni viaggio? Per saperlo, dobbiamo determinare i consumi aggiuntivi in termini di kWh, dopodichè si tratterà solo di convertire i kWh in euro: direttamente, nel caso di auto elettriche, o “passando” per l’equivalente in litri di benzina, in caso di auto termiche.

Ecco una ricerca utile in tal senso:

Annual Variation in Energy Consumption of an Electric Vehicle Used for Commuting (Anatole Desreveaux) – Variazione annuale dei consumi energetici di un veicolo elettrico per pendolari

Questa ricerca analizza 6 percorsi diversi effettuati nel corso di un anno: due urbani, due extraurbani e due autostradali:

Il consumo “standard”, senza aria condizionata e riscaldamento, è riportato in questa figura:

Questi 6 pecorrsi sono stati poi monitorati nell’arco di 12 mesi: il seguente grafico mostra come variano i consumi per i percorsi 1 (148 kWh/km normalmente) e 6 (248 kWh/km normalmente):

Si osserva un aumento notevole dei consumi perlopiù a causa del riscaldamento, nei mesi invernali; l’articolo dice:

  • +33% in winter due to heating
  • +15% in summer due to air conditioning
  • The urban commuting driving cycle is more affected by the comfort subsystem than extra-urban trips

Ossia:

  • +33% di consumi in inverno
  • +15% di consumi in estate
  • Ciclo urbano più influenzato rispetto ai cicli extraurbani

Tuttavia questi risultati sono ovviamente pesantemente influenzati dal clima locale: questa ricerca è stata svolta in Francia, nella città di Lille… dove in sostanza l’estate non esiste: la temperatura massima ad agosto è di 23°! Lille infatti si trova nell’estremo nord della Francia:

In compenso, le temperature invernali tra +1° e +6° sono abbastanza simili a quelle “italiane medie” (tenendo conto però che in Italia come altrove ci sono sia città di mare a basse latitudini che di montagna ad alte latitudini). Diciamo quindi che questa ricerca è utile, per l’Italia, solo per conoscere i consumi da riscaldamento, che abbiamo visto ad ammontare fino al 33% in più rispetto al “normale”; questo significa che:

  • su un’auto elettrica con un consumo medio di 150 kWh/km e un’autonomia standard di 400 km (60 kWh di batteria) , l’autonomia invernale scende da 400 a 300 km, perchè si passa da 150 a 200 Wh/km
  • su un’auto a benzina, il fatto di consumare il 33% di energia in più si traduce in un 33% di benzina consumata in più; per un costo di 1,5E/litro, e un consumo standard di 5L/100km (20 km/L), si passerebbe a 6,65L/100 km (15 km/L); quindi, volendo ipotizzare che l’autonomia resti costante di 400 km, per percorrerli si pagherebbero 30 euro “normalmente” ma d’inverno si passerebbe da un costo di 30 euro a un costo di 40 euro. C’è tuttavia un fattore importante da aggiungere al conteggio: in realtà le auto a benzina non consumano più energia d’inverno per alimentare il riscaldamento: lo fanno sempre, tutto l’anno; questo perchè non usano pompe di calore o resistenze elettriche, ma il calore prodotto “automaticamente” dal motore… che lo produce sempre, anche d’estate; solo che d’estate non viene dirottato nell’abitacolo per riscaldarlo.

Per quanto detto qui sopra, risulta quindi che è vero che le auto elettriche hanno autonomia ridotta d’inverno, ma è anche vero che le auto a benzina consumano inutilmente il 33% di benzina (ed euro) in più per 9 mesi all’anno, quando il calore prodotto dal motore non serve a niente.

In più, sulle auto elettriche è possibile preriscaldare l’abitacolo, i sedili e il volante automaticamente, prima di iniziare un viaggio, quando l’auto è ancora in carica, senza quindi incidere sull’autonomia (se il viaggio è breve), almeno per il viaggio di andata; per il viaggio di ritorno ovviamente è possibile solo se all’arrivo è stato possibile mettere l’auto in carica.

Capacità attuali e future delle batterie al litio

Posted in batterie by jumpjack on 1 aprile 2021

Interessante fonte tecnica sulle possibili capacità dei vari tipi di batterie al litio:

Eurobat 2030 – Battery Innovation Roadmap

A pagina 23 ci sono questi dati di capacità per anodo e catodo:

Anodo
C350 – 360 mAh/g       
Si(SiOX)/C400 – 900 mAh/g   
LTO150 mAh/g        
Catodo
NMC 111160 mAh/g
NMC 532  175 mAh/g
NMC 622  180 mAh/g
NMC 811  175 – 200 mAh/g
NCA200 mAh/g
LFP150 mAh/g
LMO      105 – 120 mAh/g

Purtroppo sono espresse in mAh/g anzichè in Wh/kg, e il valore finale di Wh/kg ottenibile dipende dal tipo di accoppiamento scelto per anodo e catodo, da cui dipende la tensione massima di cella; purtroppo questo dato qui non viene fornito.

Comunque inserisco questo breve articolo per riferimento futuro.

Altro dato interessante e l’assegnazione di un “numero di generazione” (ufficiale?) ai vari tipi di batterie NMC/NCM:

  • Generation 2a. NMC 111 / 100% C
  • Generation 2b: NMC 523 -622 /100% C
  • Generation 3a: NMC 622 / C+ Si (5-10%)
  • Generation 3b: NMC 811 / Si/C composite

Infine c’è questa “tabella della speranza” che mostra le auspicabili capacità delle batterie nel 2030:

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Diario elettrico Renault Captur plugin: scuotimento, vibrazione e ballonzolio

Posted in diario elettrico plugin by jumpjack on 3 marzo 2021

Alcuni lo chiamano scuotimento, altri ballonzolio, altri “vibrazione dell’avantreno”; fatto sta che questa macchina, intorno ai 20 km/h, inizia a sbatacchiarti di qua e di là, come se stesse passando su un ponte tibetano o sull’Appia Antica… ma lo fa a anche su strada perfettamente liscia e levigata. E infatti lo si nota solo se la strada è perfettamente liscia, altrimenti si ha il dubbio che sia proprio la strada a causare l’ondeggiamento.

La cosa interessante è che chi è andato a far notare la cosa in concessionario, si è sentito dire che “è normale, lo fanno tutte le Captur”!

Come faccia ad essere normale che una macchina da 32.000 euro si comporti come se avesse una ruota sbilenca, lo sa solo la Renault; e il problema non è solo della mia auto: su un gruppo Facebook ho raccolto già 40 testimonianze di persone che hanno lo stesso problema, anche se c’è qualcuno che dice di non averlo.

Quindi ho deciso di fare un’analisi scientifica: armato di cellulare e di un’app che registra i dati di accelerometro e GPS (che non è stato facile trovare, in genere registrano o l’una o l’altra cosa), sono finalmente riuscito a visualizzare graficamente lo “scuotimento”:

Il grafico mostra due prove, separate da una fermata e ripartenza; le prove si sono svolte su una salita con una forte pendenza, perchè con “accelerazione” di 20-25kW il problema è più evidente. In entrambe le prove sono partito da fermo e arrivato a circa 30-35 km/h (il logger GPS non è precisissimo, registra solo un campione al secondo).

La curva in alto rappresenta l’accelerazione laterale: lo “scuotimento” è evidentissimo in entrambe le prove; nella seconda prova ho evidenziato anche la frequenza, che si può calcolare facilmente contando quanti picchi ci sono in un secondo; vediamo quindi che la vibrazione inizia ad avere un’ampiezza consistente (oltre 0.5 m/s2) intorno ai 15 km/h, con una frequenza di circa 10 Hz; aumentando la velocità, l’intensità aumenta fino a 1 m/s2, ma aumenta anche la frequenza, per cui quello che inizialmente viene percepito come ballonzolio (bassa frequenza) diventa via via sempre più simile a una vibrazione (alta frequenza); inoltre dopo i 20 km/h oltre ad aumentare la frequenza diminuisce l’ampiezza, quindi il fenomeno diventa sempre men percepibile.

Il motivo di questo comportamento è ancora ignoto; richiami ufficiali dalla Renault ancora non ce ne sono; i concessionari non hanno direttive in merito, ma sanno che “esiste il problema tra i 6 e i 29 km/h”; alcuni concessionari stanno iniziando a sostituire di propria iniziativa, senza indicazioni  della Renault, i semiassi anteriori, ma pare che la cosa non sia sempre risolutiva, il problema potrebbe essere un altro.

Io intanto ho fatto presente la cosa al CNRV (Centre National de Réception des Véhicules) , l’ente francese che ha garantito che la Captur rispetta le normative di sicurezza europee, chiedendi di verificare sia questo difetto, sia gli altri due difetti gravi, che possono causare rottura dell’auto e/o incidenti:

  • Frenata di emergenza difettosa: l’auto a volte fornisce allarmi acustici e visivi che invitano a frenare immediatamente… anche quando davanti non c’è niente e nessuno
  • Togliendo la cintura con l’auto in moto ma ferma, si inseriscono automaticamente freno a mano e marcia P; a volte però la marcia P non viene inserita subito: quando si preme l’acceleratore, si sgancia automaticamente il freno a mano, l’auto fa qualche metro, poi si innesta automaticamente la marcia P, che è una marcia meccanica, che infila un palo tra gli ingranaggi per bloccarli; questo può causare sia la rottura del cambio che un tamponamento; una volta mi si è innestata la marcia P in automatico una decina di secondi dopo che ero ripartito per parcheggiare.

Ho deciso di rivolgermi a loro dopo che, rivolgendomi direttamente a Renault, mi ha risposto solo di andare dal concessionario a verificare.

Possibili siti per controllare l’esistenza di richiami:

Diario elettrico Renault Captur plugin: caccia all’omologazione

Posted in diario elettrico plugin by jumpjack on 28 febbraio 2021

Sono sempre più convinto che questo mezzo non dovrebbe essere autorizzato a circolare: l’altro giorno ho quasi investito un “tuffatore”, uno di quei pedoni che decide di buttarsi in mezzo alla strada per attraversare, anche se sta arrivando una macchina che è già a pochi metri di distanza. Nel mio caso i “pochi metri” erano UNO; la macchina non ha fiatato, non ha fatto un bip, non ha acceso una spia, e ovviamente non ha frenato, ho dovuto inchiodare io. Però poi quando passo accanto a pedoni fermi sul marciapiede a chiacchierare, suona e lampeggia…

Comunque, visto che alla mia richiesta alla Renault di inviarmi il Certificato di Conformità e il Certificato di Omologazione ovviamente mi hanno risposto picche (“Vada dal concessionario”), proverò a cercarmeli da solo, a partire da questi dati trovati qua e là:

  • Swiss Certificate of Conformity: #1RD641
  • Manufacturer: RENAULT s.a.s., F-92100 Boulogne-Billancourt
  • EU general approval: *e2*2007/46-2020/1181*0684*
  • Engine Identification: H4MB6??
  • Transmission/Gearbox: a6 / 4,93 / a

  • Swiss Certificate of Conformity: #1RD426
  • Manufacturer: RENAULT sas, F-92100 Boulogne-Billancourt
  • General acceptance number – CE: Type: RJB; RJBHH2MM4UA08A5000
  • Engine Identification: H4MB6??
  • EU general approval: e2*2007/46-2019/543*0684

Sul libretto io invece vedo scritto e2*2007-46/*0684*07, simile ma non uguale al codice di omologazione svizzero.


PRIMO TENTATIVO

L’ “e2” all’inizio del codice di omologazione si riferisce alla Francia. L’ente francese che si occupa di omologare i veicoli dovrebbe essere il CNRV, che fa parte del DRIEE (Direction régionale et interdépartementale de l’environnement et de l’énergie – Regional and interdepartmental directorate for the environment and energy).

Gli ho scritto utilizzando la “procedura standard generica” per contattare il sito (leggasi: cliccare su CONTACTS in basso), vediamo quanti rimbalzi mi fanno fare da una mail all’altra e da un ufficio all’altro… Sennò ci sarebbe anche una mail diretta non del DRIEE ma proprio del CNRV, accessibile da questa pagina.