Jumping Jack Flash weblog

Programmare l’ESP8266 con Arduino IDE

Posted in arduino, hardware, Uncategorized by jumpjack on 15 gennaio 2017

Brevissimo tutorial su come rendere il NodeMCU Amica con ESP8266 ESP12 a bordo programmabile tramite IDE Arduino.

  1. Scaricare esp8266_flasher.exe.
  2. Scaricare i file del firmware ESP_Easy (*).
  3. Collegare il NodeMCU (ad esempio Amica o Lolin) al PC tramite USB
  4. Avviare l’IDE arduino per verificare quale porta sia stata associata al dispositivo (menu Strumenti –> Porta)
  5. Aprire il monitor seriale di Arduino
  6. Premere e rilasciare il tasto reset sul NodeMCU per verificare se effettivamente il dispositivo comunica con l’IDE attraverso quella porta
  7. Chiudere l’IDE
  8. Avviare esp8266_flasher.exe
  9. Impostare il numero di porta
  10. Caricare il file .bin corretto, che dipende dalle dimensioni della flash a bordo del dispositivo (4MB o 4096 kbyte sull’ESP12, montato su Huzzah Adafruit, NodeMCU Lolin, NodeMCU Amica)
  11. Tenere premuto il tasto FLASH sul dispositivo, premere il tasto reset, rilasciare reset e rilasciare il tasto FLASH: in questo modo il dispositivo si predispone per la riprogrammazione (re-flashing)
  12. Cliccare DOWNLOAD: in realtà non verrà scaricato un file DA internet, ma inviato il firmware al dispositivo
  13. Attendere il completamento dell’operazione.
  14. Riaprire l’IDE di Arduino
  15. Ripetere il punto 11
  16. Caricare sul dispositivo uno sketch di esempio che stampi qualcosa sul monitor seriale

 

Metodo alternativo:

Per flashare il firmware è possibile usare direttamente anche il file eseguibile presente nel pacchetto ESP_Easy (*), che però è un po’ meno intuitivo. Una volta nota la porta a cui è collegato il dispositivo (v. punto 4 sopra) e la memoria disponibile (v. punto 10 sopra), mettere il dispositivo in modalità FLASH (punto 11 sopra), avviare esptool e indicare in sequenza il numero di porta, la dimensione della flash e la versione del fimware, cioè il numero dopo la “R” nel nome del file; ad esempio, ESPEasy_R108_4096.bin è la versione 108 per l’ESP da 4096 kbyte.

Nota: per scoprire quant’è grande la Flash RAM sul dispositivo si potrebbe usare questo comando:

esptool.py flash_id

Ma la cosa richiede di preinstallare e configurare un interprete python, che è una noia e una rogna, sto cercando un modo più semplice e alla portata di tutti.

 

(*) Il file .zip contiene vari file .bin, che sono firmware adatti a moduli ESP con Flash RAM di dimensioni diverse: 512 kbyte, 1924 kbyte, 4096 kbyte; ad esempio, il file ESPEasy_R108_1024.bin è per un ESP da 1024 kbyte (1Mbit); R108 è il numero di “build”, cioè di versione.

 

 

Diario elettrico Ecojumbo 5000 – Aggiornamento su cerchione rotto

Posted in Uncategorized by jumpjack on 13 gennaio 2017

La ditta Vespa di Via Variola, 39, zona Prenestina, ha finito di ripararmi il cerchione: 73,00 euro di manodopera, 60,00 euro di copertone, più una decina di euro spesi da me per ordinare una camera d’aria (il cerchio non è più a tenuta d’aria).

Totale: 143,00 euro.

Però devo ancora verificare se funziona ancora…

Intanto, ho iniziato a rimbalzare di ufficio in ufficio:

Prima sono andato al IV Gruppo Tiburtino della Polizia Roma Capitale a ritirare il verbale dell’incidente; costo: 17,00 euro. (così facciamo cifra tonda, 160,00 euro)

Col verbale, le foto scattate da me e la ricevuta della riparazione sono andato in Via Tiburtina 1163 presso la sede del IV Municipio di Roma, dove mi hanno detto che sarò contattato “tra un mesetto”.

Mentre facevo la fila ho conosciuto una signora che è caduta dentro una buca (a piedi), si è rotta una gamba ed è stata ingessata per 3 mesi; succedeva 5 anni fa, non ha ancora ricevuto il rimborso.

E ho anche letto che una sentenza della Corte di Cassazione stabilisce che se uno si schianta in una buca nel suo percorso abituale non ha diritto a nessun rimborso perchè doveva saperlo che c’era una buca.

Sono sicuro che otterrò migliaia di euro di rimborso entro una settimana. 🙂

Facciamo due dài. 😦

 

Analisi di lampadina led a filamento

Posted in elettricita, hardware by jumpjack on 4 gennaio 2017

L’anno scorso ho comprato una di queste nuovissime lampadine LED a filamento:

led-filamento-lampada-intera

La lampadina è marcata:

  • LIFE
  • 32.920351C 4.4W 40mA
  • 220-240V 50 Hz
  • 3000K 450lm 97

Non ricordo assolutamente dove l’ho comprata, però ho trovato questo link.

Purtroppo si è già bruciata…. così ho deciso di vivisezionarla per SE e QUALE circuito ci può mai essere nel pochissimo spazio dell’impanatura.

Dopo un po’ di frullino…

led-filamento-lampada-segata

e un po’ di lavorio di pinze, ecco il risultato: c’è davvero un minuscolo circuito che riesce, in così poco spazio, a convertire 220V alternati in “pochi” (?) volt continui!

 

led-filamento-circuito

I componenti che ho individuato sono:

  • Un ponte raddrizzatore MB6S, a quanto pare piuttosto comune nelle lampade LED
  • Un driver a corrente costante SM2082B
  • Un condensatore da 400V/4.7uF
  • Una “grossa” resistenza, forse da 1/4 o 1/2W (in realtà l’intero circuio è grosso quanto la punta di un dito)
  • 3 resistenze a montaggio superficiale, quindi a bassissima potenza

Pare che sia un circuito di pessima qualità…

Il datasheet del SM2082B suggerisce questo schema:

led-filamento-circuito

 

Collegamento di un CellLog8S/8m ad Arduino o a ESP8266

Posted in auto elettriche, batterie, hardware, scooter elettrici by jumpjack on 2 gennaio 2017

L’utente pa.hioficr sul forum https://endless-sphere.com/forums/viewtopic.php?f=14&t=20142 ha scoperto che è possibile leggere in tempo reale i dati di log di un CellLog (sia 8S con memoria che 8S senza memoria) semplicemente “agganciandosi” al pin TX dell’Atmel montato sul CellLog.

Questo significa che invece di spendere 40-50 euro per comprare un CellLog8S con memoria e infilarlo nel sottosella per poi aspettare di arrivare a casa per scaricare i dati letti, è in linea di principio possibile collegare al CellLog8M da 15 euro un ESP8266 da 8 euro che tramite Wifi invia dati a uno smartphone che li mostra in tempo reale sullo schermo durante la marcia; probabilmente è anche possibile scrivere un SW che legge i dati da più di un celllog contemporaneamente, sfruttando l’emulatore di porte seriali.

Questo è lo schema elettrico originale dell’autore:

celllog-000

 

Questa è una sua successiva modifica per implementare anche avvio del logging e reset del CellLog:

celllog-001

Di seguito la spiegazione del funzionamento che ho dedotto io dallo schema, inserita anche nella seconda edizione del mio libro “Guida alla costruzione di una batteria al litio per mezzi elettrici”, di imminente pubblicazione:

 

8.1.2. Materiale occorrente
Q1 = 2n3906 o altro PNP
R1 = R4 = R6 = R7 = 220 ohm
R2 = R5 = 330 ohm
R3 = 4700 ohm
U1 = U2 = optocoupler/fotoaccoppiatore a 2 canali, 5V, 8 pin, uscita a fototransistor di tipo NPN (es. Vishay ILD615, Fairchild MCT61, Isocom ISP827,… )
8.1.3. Spiegazione del funzionamento
Il circuito può essere suddiviso in 4 parti: le prime due ricevono dati dal CellLog tramite il primo fotoaccoppiatore e li inviano al microcontrollore esterno; le altre due ricevono invece dati dal microcontrollore e li inviano al CellLog tramite il secondo fotoaccoppiatore.
8.1.3.1. Rilevamento accensione
In Figura 127 è riportata la parte dedicata al rilevamento dell’accensione; notare che nella figura il transistor è stato capovolto rispetto allo schema originale reperito su internet, per renderlo coerente con la notazione standard di avere la corrente che scorre dall’alto verso il basso; inoltre lo schema è stato semplificato e ripulito, per facilitarne la comprensione, lasciando però inalterati i collegamenti e i componenti.
Il microcontrollore (MCU) è programmato per leggere sul pin MCU_CL8.1_DETECT lo stato del CellLog: quando il pin è “basso” (0V), vuol dire che il CellLog è acceso; normalmente questo pin è invece a 5V perché connesso all’alimentazione dell’MCU tramite R5 (che serve a limitare a 15mA la corrente Collettore-Emettitore quando il transistor è in conduzione); quando però il CellLog viene acceso, i suoi 5V arrivano, tramite la resistenza R4 (che limita la corrente a 23 mA) sul pin 4, e mettono in conduzione il fotodiodo 3-4, che mette a sua volta in conduzione il fototransistor 5-6, che mette a massa il pin MCU_CL8.1_DETECT.
celllog-002
Figura 127 – Rilevamento accensione
8.1.3.2. Lettura dati
Dobbiamo far “riflettere” sul piedino RX del microcontrollore esterno lo stato del pin TX del CellLog, tramite il fotoaccoppiatore; per farlo, usiamo il pin TX del CellLog per controllare la base di un transistor collegato all’ingresso del fotoaccoppiatore; il transistor serve a far sì che basti prelevare dal CellLog una piccolissima corrente (1 mA grazie a R3 da 4300 ohm) per attivare il fotodiodo, che richiede invece alcune decine di mA; in pratica è un transistor di disaccoppiamento, che cioè rende indipendenti gli assorbimenti di corrente di CellLog e fotoaccoppiatore.
celllog-003
Figura 128 – Circuito TX-RX con transistor PNP o NPN
Il progettista ha scelto di usare un transistor di tipo PNP, che viene acceso da una tensione di base negativa rispetto all’emettitore; l’emettitore va quindi collegato stabilmente alla tensione di alimentazione 5V, in modo che il transistor entri in conduzione quando TX va a 0V. Quando questo accade, succederà quanto segue, in sequenza:
1. Q1 si accenderà
2. Passerà una corrente nel fotodiodo 1-2
3. Si accenderà il fototransistor 7-8
Dobbiamo ora fare in modo che tutto ciò risulti in una tensione di 0V sul piedino RX del microcontrollore esterno, corrispondente al piedino 8 del primo fotoaccoppiatore, che è il collettore del fototransistor di uscita; per farlo, dobbiamo fare in modo che il piedino 8 si trovi normalmente a 5V, e venga portato a 0V solo quando si accende il fototransistor 7-8; bisogna quindi tenere il pin 8 costantemente collegato ai 5V del microcontrollore esterno, e il pin 7 alla sua massa; in questo modo, l’accensione del fototransistor 7-8, che avviene quando TX del CellLog va a 0, collegherà il pin 8 a massa tramite il 7, cioè metterà RX del microcontrollore esrerno a 0, riflettendo così esattamente lo stato del pin TX del CellLog.
Se non dovessimo avere disponibile un transistor PNP ma solo un NPN, occorrerà invertire la logica del circuito.
8.1.3.3. Reset
Il “cervello” del CellLog, un microcontrollore ATMEL, è dotato di un piedino di reset, che possiamo controllare tramite il nostro microcontrollore esterno; per farlo, al pin di reset colleghiamo il collettore del fototransistor 5-6 del secondo fotoaccoppiatore (pin 5); controlliamo questo fototransistor tramite il rispettivo fotodiodo 3-4, collegato al pin MCU_CL8.1_RESET del nostro microcontrollore esterno; basterà quindi mettere alto questo pin per mettere in conduzione il fotodiodo e il fototransistor e quindi resettare il CellLog.
celllog-005
8.1.3.4. Avvio log
Per far partire il logging è necessario premere per 3 secondi il pulsante 2 del CellLog (SW2); possiamo farlo fare al nostro microcontrollore esterno collegando l’interruttore in parallelo a un’uscita del secondo fotoaccoppiatore: quando sull’ingresso ci sarà una tensione di 5V (impostata via software), il fototransistor di uscita entrerà in conduzione chiudendo l’interruttore e avviando così il logging.

celllog-004

Conversione da immagini sferiche a equirettangolari per telecamere 360

Posted in VR360 by jumpjack on 1 gennaio 2017

 

In attesa che arrivi il regalo di Natale che mi sono fatto, cioè una telecamera a 360°x220°, sto investigando sui software disponibili per trasformare il suo output in qualcosa di utilizzabile col mio visore VR-3d, un VRBox di marca imprecisata.

vrbox camera360

Un “visore” come il VRbox in realtà non è altro che una versione più sofisticata del “Google Cardboard”.

googlecardboard-chiuso google-cardboard-aperto

Si tratta di un semplice pezzo di cartone che, opportunamente ripiegato permette di accogliere al suo interno un cellulare che, grazie ai suoi sensori interni (accelerometro e – indispensabile – giroscopio), è in grado di dare l’illusione di “immergersi dentro un’immagine”, perchè è possibile vedere l’immagine “tutta intorno”, come quando si va in un planetario a osservare le stelle proiettate sulla cupola.

vr-oooh

Nel caso del Google Cardboard, del VRbox o di altri visori,  la “cupola” è virtuale, ricreata digitalmente dal cellulare a partire da un’immagine in proiezione equirettangolare (cioè, in termini meno tecnici, una “sfera spianata”).

Il risultato è il seguente:

http://www.dichitoarchitetto.it/rendering-navigabili/#piazza_polignano

In questo caso l’immagine è navigabile col mouse; nel caso del VRbox, è navigabile muovendo la testa di qua e di là.

Per realizzare in modo completo questo effetto servirebbe una fotocamera in grado di riprendere l’intera sfera di 4pigreco steradianti, ma si possono anche usare due fotocamere contrapposte con campo visivo di 360°x180°; rimando però all’altra mia pagina per i dettagli. Qui voglio invece riportare un elenco di siti e software trovati per realizzare le cosiddette “foto a 360°” o “foto immersive” (idem dicasi per i video).

E il 3d?

E’ anche possibile aggiungere la terza dimensione a queste immagini e video. Servono però due fotocamere…

E non devono essere montate contrapposte, ma affiancate, guardanti nella stessa direzione. Il video risultante dovrà essere composto da due video, uno che occupa la metà superiore e uno quella inferiore dello schermo; entrambi i video dovranno essere in proiezione equirettangolare; caricandoli su youtube, e poi visualizzandoli su un cellulare, dovrebbero mandare automaticamente il cellulare in “modalità cardboard”, se è dotato di giroscopio; questo tipo di video però non offrirà una panoramica completa di 360° orizzontali, ma solo di 220°; considerando che il campo visivo di ogni occhio è di circa 90° contando anche la visione periferica, dovrebbe dare una certa possibilità di muovere la testa a destra e a sinistra.

Sto ancora investigando la cosa…

 

Teoria

 

Software

 

Forum

 

Librerie per programmatori

 

 

La rivoluzione delle telecamere economiche a 360°

Posted in Uncategorized by jumpjack on 22 dicembre 2016

Quest’anno (2016) stanno comparendo sul mercato molte telecamere “a 360°”, anche economiche, che possono essere divise in tre famiglie: quelle a obiettivo singolo,  quelle a obiettivo doppio, e quelle a obiettivo multiplo.

Quelle a obiettivo doppio permettono di effettuare foto che coprono 360° sia in orizzontale che in verticale, arrivando di fatto a “4 pigreco steradianti“, cioè una sfera completa; ne è un esempio la Samsung Gear 360:

Quelle a obiettivo multiplo riescono anch’ esse a coprire l’intera sfera, ma lo fanno in modo più raffinato, perchè ogni telecamera deve coprire uno spicchio più piccolo, quindi ai bordi dell’immagine c’è meno distorsione, e al momento di incollarle tutte insieme si nota meno la “cucitura”:

Sia quelle che a obiettivo doppio che multiplo sono molto costose, ma stanno ora uscendo anche quelle a obiettivo singolo:

Per forza di cose non possono coprire 360 gradi sia in orizzontale che in verticale; le migliori arrivano a 230° su uno dei due assi, ma le più arrivano a 220°, e alcune solo a 190°.

L’utilizzo di questi dispositivi non è molto chiaro agli utenti, a giudicare dai video dimostrativi su youtube, che mostrano video ripresi facendo puntare queste telecamere ORIZZONTALMENTE; l’assurdo risultato è ovviamente una inutile foto (o video) enormemente distorta!

Il vero utilizzo per cui sono pensate queste telecamere è sui droni; o meglio, SOTTO i droni: montata sotto a un drone che vola a qualche metro di altezza, una di queste telecamere riprenderà tutto ciò che c’è sotto al drone e intorno al drone, fino a un’altezza di 15-25°sopra l’orizzonte (230-180 diviso 2); al di sopra di quest’altezza…. beh, ci sono solo cielo ed eliche! Quindi è del tutto inutile andare oltre!

Il problema è che, quando si vanno a rivedere queste immagini e filmati, NON si guarda la versione “raw”, che sarebbe sferica e distorta, ma si osserva solo un piccolo spicchio, e si sposta la visuale usando un dito o l’accelerometro di un visore o di un cellulare.

Questo spicchio è alto forse 1/2 o addirittura 1/4 dell’intera immagine; se  è 1/2 (verifiche in corso…) 1/3 dell’immagine intera,  quindi affinchè l’immagine risultante sia FullHD (1080 linee) , l’immagine 360° totale deve avere almeno 3240 linee, cioè essere più di una 4k! Se però lo spicchio occupa solo 1/4 dell’immagine, servirà addirittura un 8k!

Alcune di queste telecamere economiche si “spacciano” per HD…. ma se ad essere HD1080 è il filmato grezzo, significa che lo spicchio avrà una risoluzione MASSIMA di 1080/3=360 linee 540 linee (se 1/2), o addirittura 270! (se 1/4)

Quindi occhio alle specifiche!

Per info su 2k, 4k e 8k:

https://jumpjack.wordpress.com/2015/03/03/ultrahd-4k-8k-qual-e-la-distanza-minima-a-cui-vanno-osservate-queste-supertv/

Tabella delle risoluzioni:

  • 2MP =  1920 x 1080 = FullHD
  • 2.3MP = 2048 x 1150 = 2K
  • 5 MP = 2560 x 1920
  • 6MP = 3032 x 2008
  • 8MP =  3840 x 2160 = 4K
  • 10MP = 3888 × 2592
  • 12MP = 4256 × 2848
  • 12.8MP = 4368 × 2912
  • 14MP = 4536 × 3024
  • 16.7MP = 4992 × 3328
  • 32MP = 7680 x 4320 = 8K

 

Dividendo per 3 si ottiene la risoluzione dell’immagine sul visore:

  • 2MP = 360 linee
  • 2.3MP = 2K = 383 linee
    • 576 linee = TV SD
  • 5MP = 640 linee
  • 6MP = 670 linee
    • 720 linee = HD Ready
  • 8 MP = 4K = 816  linee
  • 10 MP = 864 linee
  • 12 MP = 949 linee
  • 12.8 MP = 970 linee
  • 14 MP = 1008 linee
    • 1080 linee = FullHD
  • 16.7 MP = 1109 linee
  • 32 MP = 8K = 1440 linee

Bisogna poi considerare che il visore sta a 5-6 cm dal naso se usato in modalità VR, quindi la risoluzione deve essere “molto alta”: serve almeno un HD-Ready per non vedere troppo i pixel, ma ovviamente un FullHD è meglio.

Diciamo quindi che queste telecamere economiche con solo 220° verticali e una risoluzione di 8MP sono validissime per filmati 360° da osservare tenendo il cell in mano e girandosi intorno; più che sufficienti se si vuole usare il cell come visore VR.

 

La figura qui sotto mostra il campo visivo di una videocamera a “360° parziali” puntata verso il basso:

campo-visivo-360

cam360.png

Questa pagina illustra egregiamente e con quantità di dettagli tecnici come un’immagine grandangolare (“fisheye”) viene convertita in un’immagine piatta: http://paulbourke.net/dome/fish2/

Ad esempio, una videocamera in grado di riprendere un angolo di soli 180°, cioè solo metà sfera, proiettata in piano darà solo mezzo panorama:

spherical0

Proiettata:

spherical1

Le due bande nere laterali costituiscono i 180° mancanti. Se la telecamera è puntata orizzontalmente, tutta la metà di paesaggio dietro alla telecamera mancherà; se è puntata verso l’alto, la copertura orizzontale sarà a 360°, cioè completa, ma non scenderà sotto l’orizzonte:

fisheyesample3.jpg

fishpano3

Se però la telecamera copre un angolo superiore a 180°, è puntata verso il basso ed è montata sotto a un drone, riprenderà tutto il paesaggio utile, escludendo solo cielo ed eliche. Purtroppo sul sito non è disponibile una foto del genere..

 

Quest’altra figura mostra che porzione di un video 360° è effettivamente osservabile con un visore, che può essere ruotato in modo da “scorrere” l’intera immagine o fotogramma, che è una proiezine equirettangolare:

video360

Il rettangolo giallo grande evidenzia il campo visivo dello schermo del cellulare utilizzato come visore VR; i rettangolini gialli mostrano che l’altezza del rettangolo grande entra 3 volte in quella del video completo, che è visibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=cURLeVE9SiU ; è realizzato con una CAM360 della LG, che ha copertura completa della sfera (360×360,  o 4pigreco steradianti), ma anche le telecamere “parziali” creano video di una sfera totale, solo che lasciano una striscia nera nella sezione mancante.

 

 


Modelli disponibili su Amazon.it (in ordine casuale):

Flylinktech – 64,00 euro

Consegnabile in punto di ritiro

  • 180° o 220°, non chiaro
  • CMOS (=no vibrazioni “jello” su drone)
  • Foto 12 MP –> 949 linee in VR
  • Video 1920 * 1080 –> 360 linee in VR

Boblov – 96,00 euro

No punto di ritiro

  • 220°
  • Foto = ??
  • Video 4k –> 816 linee in VR
  • 481 grammi

Boblov 4k – 133,00 euro

No punto di ritiro

  • 220°
  • CMOS (=no vibrazioni “jello” su drone)
  • Foto 16Mpixel –> 1100 linee
  • 499 grammi

niceEshop – 83,00 euro

No punto di ritiro

  • 220°
  • CMOS = ??
  • Foto  16MP –> 1100 linee
  • Video 2.7 k, interpolato a 4k (?!?) –> 400 linee, 816 interpolate?
  • Peso = ? grammi

Campark – 130,00 euro

No punto di ritiro

  • 235°
  • CMOS (=no vibrazioni “jello” su drone)
  • Foto 16MP –> 1100 linee
  • Video 3k 2448 linee –> 816 linee in VR
  • 100 grammi

Andoer V1 – 90,00 euro

Consegnabile in punto di ritiro

  • 220°
  • CMOS = ??
  • Foto 16MP –> 1100 linee in VR
  • Video =??
  • 481 grammi

Topjoy – 94,00 euro

No punto di ritiro

  • 220°
  • CMOS (=no vibrazioni “jello” su drone)
  • Foto 16MP –> 1100 linee in VR
  • Video =4k –>816 linee in VR
  • 499 grammi

Lente fisheye 198° per cellulare  – 24,00 euro

Ovviamente serve un cellulare in grado di registrare almeno in 2K.

Tagged with: , , , , , , ,

Diario elettrico Ecojumbo 5000 – 16/12/2016: cerchio riparato

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 17 dicembre 2016

Su consiglio di GianniTurbo ho portato il mio cerchio disastrato alla ditta “Vespa” di via Variola 39, a Roma, dove aggiustano cerchioni da 50 anni.

Quando il proprietario ha visto il cerchio, è andato nel panico.

“No è impossibile!”

“Ma come faccio? Non c’è spazio!!”

“Non posso lavorare…”

Quando gli ho detto che doveva anche stare attento a non rompere i magneti e che si rovinano se si surriscaldano, mi ha detto di andarmene…

A quel punto gli ho detto: “guardi che se me ne vado, prendo il cerchione e lo butto nel primo secchione che trovo…”

Allora mi ha guardato perplesso.

“…lo butti?!?…”

“Sì, se non lo aggiustate voi che aggiustate cerchi da 50 anni, a chi lo porto?”

“…e se si rompe?”

“E’ già rotto, peggio di così che vuole fare?”

“Mhh.  Beh… Cioè… Non lo so… ”

“Non me ne frega niente se si rompe”

“Niente.”

“No. Sennò lo butto. E mi tocca spendere 400 euro per comprarne un altro”

“Quattrocen?… Senri damme un po’…. Io ci provo eh?… Sicuro, eh? Se si finisce di rompere…”

“Chi se ne frega. Che devo fa’?!?”

“Ok, proviamoci”.

 

Così lo ha agganciato a un macchinario e ha tolto il copertone.

Poi lo ha agganciato da un’altra parte, e lo ha “attaccato” con la fiamma!

20161207_181556.jpg

Mentre lo faceva, pensavo con tristezza ai miei poveri magneti…

Poi quando lo ha tolto da lì e ha iniziato a randellarlo come se non ci fosse un domani, ho iniziato a pensare a quanto costa la spedizione di un motore nuovo dalla Cina…

Poi a un certo punto ha smesso di randellare e  mi ha guardato con uno strano sorrisetto, indicando il cerchione.

Sorrisetto?

Il cerchione, da crepato, è diventato SPACCATO.

“Lo sapevo…”, ho detto sconsolato.

“A posto!”, ha detto lui.

A posto????

“La spaccatura posso risaldarla, l’importante è che abbia ripreso la forma”.

“Ehr…. Mmhh…”

“Poi dobbiamo metterci una camera d’aria, perchè comunque non terrà più l’aria. La terrà per un po’, ma poi si bucherà dopo qualche migliaio di chilometri…”

“Ehm… Uhm… E non è che posso rigonfiarla finchè non arrivo a casa?”
“No no, si buca e basta”

“Evvabbè. Senta, mi faccia un preventivo, poi ci risentiamo…”

“Ok lasciami il numero” ecc ecc ecc

Successivamente mi ha chiamato per dirmi che è riuscito ad aggiustarlo, ma non a trovare una camera d’aria 130/60-13 adatta a scooter invece che ad auto.

Ho riattaccato, ho scritto “130/60-13 camera d’aria scooter” su Google, ho cliccato sul secondo risultato dopo le pubblicità (il primo era su ebay), è uscito il sito di un negozio specializzato con la camera d’aria:

http://www.ridewill.it/p/it/kenda-999330001-camera-daria-misura-130-60-13-valvola-tr-87/31439/

Ho richiamato il tizio, ha detto che se c’è scritto che è per scooter va bene; così ne ho comprate due a 17 euro totali, spedizione inclusa, e le ho fatte spedire direttamente a lui.

Lunedì dovrebbe essere tutto pronto… per una cifra complessiva di un centinaio di euro, forse. (1000 chilomeri in più da fare per recuperare le spese).

 

Diario elettrico Ecojumbo 5000 – 7/dic/2016: motore aperto!

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 9 dicembre 2016

Sono riuscito in un’impresa che ritenevo impossibile: smontare un motore brushless da 5 kW senza l’apposito estrattore:

 

L’estrattore in teoria è necessario perchè rotore (=cerchione) e statore (=mozzo) sono magneticamente accoppiati anche a motore spento, e quanto più è potente il motore, tanto più sono grandi e potenti i magneti, quindi è necessaria più forza per estrarre il nucleo dal motore.

Il problema è che un estrattore (“gear puller” in inglese) adatto a un motore da 13 pollici costa sui 50 euro e arriva dalla cina… quindi c’è da aggiungere 50 euro di spedizione e dogana, più due mesi di attesa…

http://www.ebay.com/itm/4-pc-Gear-Puller-3-4-6-8-with-3-jaws-Gear-Bearing-bearing-race-pull-tool-set-/270809046457

Però, in realtà, sul manuale di manutenzione dei motori Quanshun non si parla di estrattori: c’è scritto che per tirare fuori lo statore basta “dare una bella botta al perno contro il pavimento”!

Così ci ho provato.

Prima ho svitato le millemila viti dal lato opposto del cavo, e ho sfilato il disco che copre il motore e contiene un cuscinetto a sfere. Così ho potuto verificare, a malincuore, che il cerchione è un tutt’uno col rotore.

Così, ho svitato anche le altre millemilaviti dalla parte del cavo.

A questo punto ho preso la ruota tenendola per il copertone, e ho iniziato a sbattere a terra il perno dalla parte opposta del cavo.

Dai e dai, lo statore ha iniziato a uscire, ma solo di qualche millimetro, poi i magneti lo richiamavano dentro.

Una botta un po’ più forte e prolungata ha fatto riemergere lo statore, ma stavolta di 3 centimetri buoni: quanto basta per infilare un paletto di legno tra statore e rotore, evitando così che si annullasse il lavoro fatto finora.

Infine, qualche altra bottarella e infine il rotore è uscito fuori!

Ecco quindi la procedura completa:

Dismounting 5000 W brushless hub motor

Dismounting 5000 W brushless hub motor

 

Dismounting 5000 W brushless hub motor

Dismounting 5000 W brushless hub motor

Un video che mostra come farlo per il piccolo motore di una bici; per un motore da 5000W serve un po’ più di forza/violenza…:

Ed ecco il risultato:

20161209_162500.jpg

20161209_162519.jpg

20161205_170515.jpg

20161205_170526.jpg

20161205_183938.jpg

 

Dettaglio sulle due serie (principale e di riserva) di sensori di hall:

20161205_183957.jpg

Il copertone non è rimovibile con mezzi casalinghi, serve un’attrezzatura da gommista.

 

Diario elettrico Ecojumbo 5000 – 1/dic/2016: Pausa invernale obbligatoria

Posted in Diario elettrico Ecojumbo 5000, hardware, scooter elettrici by jumpjack on 1 dicembre 2016

In questi giorni stavo pensando di mettere a riposo lo scooter per i mesi invernali, sia perchè mi sono rotto di congelarmi e ammalarmi tutti gli inverni, sia perchè ormai è diventato estremamente pericoloso circolare di notte in giro per Roma in scooter: lo stato delle strade, da pietoso che era, è diventato da terzo mondo, con buche così profonde da trapassare non uno ma anche 2 o 3 strati di asfalto e riasfaltatura.

Un’alternativa sarebbe stata uscire dall’ufficio non più tardi delle 16.30, per avere almeno quel quarto d’ora di luce per vedere dove metto le ruote.

Ma comunque ci ha pensato il Comune di Roma a risolvere il problema: alla fine una buca l’ho beccata in pieno; quando l’ho vista ho fatto solo in tempo a dire PORCO e già ci ero dentro. Non andavo veloce, forse a 60 all’ora, ma la buca era profonda e frastagliata, e mi ha schiantato il cerchione posteriore.

20161129_181809.jpg

Sfortunatamente quel giorno era il primo della prevista sequenza di giorni ultrafreddi, per cui mi sono ritrovato in mezzo alla strada col sole al tramonto e una temperatura di 6°C in calo….

Spinto lo scooter a piedi fino al bar più “vicino”… cioè in cima a una salita lunga 1 km (fortunatamente il motore funziona ancora), sono rimasto lì solo un’oretta ad aspettare che arrivassero i vigili, che molto simpaticamente mi hanno detto che forse il Comune rimborserà le spese di riparazione ai miei EREDI…

Accanto al bar c’era un gommista, ma quando ha visto il motoruota elettrico è andato nel panico e mi ha mandato via… Così mi sono trovato a dover decidere se spendere (altri) 80 euro di motosoccorso (dopo quelli spesi per il guasto alla centralina l’anno scorso) o farmela a piedi; visto che almeno il motore funziona ancora, si trattava “solo” di una passeggiata di 4 o 5 km; essendo solo le 18.30, potevo essere a casa per cena….

Così mi sono incamminato. Alle 20.30 ero “felicemente” a casa, a riflettere sull’accaduto.

 

E veniamo al “gioco di Pollyanna”, cioè a trovare tutti i lati positivi di questa storia:

–          è successo a ritorno da lavoro; se avessi bucato all’andata, avrei perso una giornata di lavoro

–          non mi sono spiaccicato nell’incidente, invece mi sono potuto comodamente fermare e accostare

–          è successo a “non troppa” distanza da casa: un’ora di camminata

–          il motore funziona ancora, quindi invece di camminare stavo (bene o male) seduto

–          era da 3 mesi che studiavo come cambiare il copertone ormai consunto; una rottura di scatole che però si è trasformata in fortuna, perchè così sono potuto tornare a casa in sella allo scooter (anche se a passo d’uomo) senza timore di rovinare il copertone sgonfio: tanto lo devo comunque buttare. Però durante il viaggio non si scaldava neanche, e arrivato a casa appare esteriormente ancora sano (pensavo sarebbe arrivato ridotto a brandelli)

–          è successo all’inizio dell’inverno: così non rosico per essere obbligato a non usare lo scooter, anzi meglio così mi risparmio un po’ di freddo

 

Adesso però inizia la nuova caccia: dopo la caccia alla centralina, la caccia multipla a:

–          gommista competente

–          specifiche del motore

–          istruzioni di smontaggio

 

Per adesso ho scoperto che il motore è un Quan Shun QS60V500805040

20161201_185215.jpg

Però questa Quan Shun sembra avere ben 5 siti diversi (http://www.qsmotor.cn/, http://www.cnqsmotor.com/en/, http://www.tzquanshun.com/en/  , www.qs-motor.com/, www.qsmotor.com/) forse uno clone clandestino dell’altro, boh? Ho scritto a tutti, mi è arrivata solo una risposta, totalmente inutile:

I think it is 13 inch hub motor (style B) as below link.

http://www.qsmotor.com/product/13-8000w-motor-b/

The voltage is 60V and the power is 4500W. You should double check with your seller for these information.

Regarding the damage rim, you can check with local motorcycle repair shop if they can repair it. You need to replace a new motor if they can’t repair the default wheel.

 

Si potrebbe riassumere in “Che ne so? Arrangiati”.

Il motore sembra essere lui… ma sul sito scrivono che possono stampigliare sull’involucro del motore tutto quello che vuole il cliente, a richiesta! Come se cioè non lo decidessero loro in base a cosa c’è DENTRO l’involucro!

Anche sul mio c’è scritto “Super Power Motor”.

Non sono ancora riuscito a capire il significato di tutti i numeri/lettere del codice, ma più o meno:

  • QS = Quan Shun
  • 60V = tensione
  • 500 = 5000W
  • 80 = 80 ampere
  • 5040 = ?

Altra stampigliatura che ho trovato:

20161201_185146.jpg

110320 85222

Visto che il motore potrebbe essere un “V2”, è che lo scooter (venduto come Ecojumbo 5000 ma il cui nome originale è HRBJ183) è del 2011 e venduto come capace di andare a 90 all’ora, la spiegazione trovata qui potrebbe calzare:

  • 110320 = fabbricato il 20/03/2011
  • 85222 = Velocità 85 km/h, numero di serie 222

La differenza tra i modelli V1, V2 e V3 di uno stesso motore dovrebbe essere:

  • V1: sensori di hall  con connettori normali, supporto in ferro, efficienza 84-86%
  • V2: doppia sensoristica di hall (principale e riserva) con connettori a tenuta stagna, supporto in alluminio, maggiore robustezza, efficienza 86-88%
  • V3:  maggiore robustezza, fili più spessi, corrente più alta, coppia maggiore a parità di potenza, efficienza  88-92%.

Praticamente il motore dell’Ecojumbo potrebbe essere un “QS13-02 (273)“, cioè la versione 5000W di questo (o questo?)

Confronto tra i dati di uno stesso modello ma di varie potenze:

Corrente nominale, Corrente di picco, Lunghezza magneti, Numero poli, RPM a vuoto, Coppia (Nm), velocità, tensione, sezione cavi

  • 2000W: 30A, 80A, 28mm, 23 (typo?), 850 rpm, 170 Nm, 70 km/h, 72V, 8mm2
  • 4000W:  67A, 80A, 40mm, 28, 1000rpm, 185 Nm, 90 km/h, 72V, 10mm2
  • 7000W: 114A, 140A, 60mm, 28, 1440rpm, 200 Nm, 115 km/h, 72V, 16mm2

 

Catalogo motori:

http://www.tzquanshun.com/upfile/2016/01/20160113095142_134.pdf

Molto interessante la tabella a pagina 13, che mostra come tutti i motori QS supportino almeno tensioni tra 48 e 72V, ed eventualmente fino a 144: significa che l’Ecojumbo potrebbe essere convertito senza problemi a 48V, cosa che comporterebbe l’enorme vantaggio di trovare sul mercato molti più pezzi di ricambio (centraline e batterie), che a 60V sono invece rarissimi.

Di contro, un motore a 48V non può andare a più di 65 km/h e richiede più corrente a parità di potenza; cioè, inviare 5000W  al motore significa inviargli 100A se è a 48V oppure 80 se è a 60V.

 

In questo thread la Quan Shun presenta vari modelli dei suoi motori:

https://endless-sphere.com/forums/viewtopic.php?f=31&t=65972

 

Ecomission mi ha anticipato che il cerchione è un tutt’uno con il motore e non si può staccare, ma spero che si sbaglino. Il motore nuovo costerebbe sui 400 euro.

Ho chiamato un “cerchionista” di Via Dell’Omo, ma anche lui è andato nel panico quando gli ho detto del motore elettrico. Però mi ha dato il numero di uno che “forse ci capisce”.

 

Questa è la buca infame:

20161202_165357.jpg 20161202_165338.jpg

 

Purtroppo non sono riuscito a fare una foto che renda l’idea della profondità, comunque  quel righello è lungo 30 cm…

 

Però mi è appena venuto in mente che, facendo abbastanza foto da varie angolazioni (almeno 12) potrei ricostruire la buca in 3d sul computer! 🙂 Potrebbe essere una cretinata interessante da fare…

Sempre se non hanno già tappato la buca, sono passati ben 5 giorni e entro 30 devo andare a ritirare la denuncia.

 

 

 

Trovato BMS personalizzabile non cinese

Posted in auto elettriche, hardware, scooter elettrici by jumpjack on 28 novembre 2016

Per una volta ecco un BMS che non sia fabbricato e venduto in Cina:

 

product_template_16-jpeg

Energus Tiny BMS s516

Ha diverse grosse particolarità:

  • ha firmware aggiornabile
  • supporta un numero a piacere di celle tra 5 e 16, con qualunque chimica
  • ha la connessione bluetooth
  • effettua il log delle celle
  • esiste in varianti da 30, 150 e 750 Ampere

 

I prezzi partono da 135 euro, con spedizione dall’Europa.