Jumping Jack Flash weblog

Dati gratis per tutti

Posted in Uncategorized by jumpjack on 24 luglio 2016

Per gli appassionati di dati e statistiche, ecco una serie di link che mette a disposizione i dati più disparati, molti dei quali accessibili in formato standard JSON:

  1. OpenData comune di Roma
  2. Proposte di app basate su OpenData di Roma (molte previste ma mai effettivemente realizzate)
  3. Portale nazionale: http://dati.gov.it – Istruzioni API: http://www.dati.gov.it/content/sviluppatori
  4. Piemonte: http://dati.piemonte.it/
  5. Emilia Romagna: http://dati.emilia-romagna.it/
  6. Pisa: opendata.comune.pisa.it
  7. Lazio: https://dati.lazio.it/
  8. http://www.sciamlab.com/products/amaca/list-api.shtml.it
  9. Muoversi a Roma: http://www.agenziamobilita.roma.it/it/api-real-time.html – http://muovi.roma.it/
  10. Traffico provincia Roma: http://www.opendata.provincia.roma.it/dataset/monitoraggio-traffico-stradale

 

 

Il deflussaggio: come far andare più veloce un motore elettrico

Posted in auto elettriche, hardware, scooter elettrici by jumpjack on 16 luglio 2016

Questa pagina spiega in che modo un motore elettrico (non so se brushless o a spazzole) può essere “costretto” ad andare più veloce della sua “velocità di targa”, che dipende dalle caratteristiche costruttive, usando un “trucchetto magnetico” che consiste nel ridurre il flusso magnetico, e che potrebbe essere il famigerato “deflussaggio” (“Field weakening”? “Flux weakening”?) emerso su un forum di scooter elettrici anni fa:

http://www.ni.com/white-paper/14922/en/#toc1

Non è chiaro quale sia l’ “equzione 5.7”, ma probabilmente è questa:

  • n = velocità motore in rpm
  • Es = tensione applicata
  • Z= numero totale di “armature conductors” (? Avvolgimenti? Fasi? Nuclei? Boh..)
  • F = flusso magnetico

L’equazione dice cioè che la velocità è proporzionale alla tensione in base al rapporto 60/Z*Fi, che normalmente è costante, per cui si scrive anche:

n = k*V

Il “deflussaggio” si ha quando invece k non è più tenuto costante ma fatto aumentare forzatamente; essendo:

k = 60/Z*F

ci sono solo due modi per far aumentare la velocità: diminuire Z (cosa che richiederebbe un intervento meccanico sugli avvolgimenti, modificando il numero di spire) o diminuire F.

Ovviamente si fa la seconda cosa; per farlo, si aggiunge una resistenza variabile R, o reostato, in serie allo “shunt field”  del motore (che sfortunatamente non so come si traduca…):

Nella figura, E0 è la forza controelettromotrice, cioè la tensione prodotta dal motore a causa della rotazione dello stesso. Questa forza c.e.m. si genera sempre, qualunque sia la causa della rotazione: un’azione meccanica, o l’applicazione di una tensione. Per l’appunto applicando una tensione si raggiungerà una velocità massima che dipende proprio dalla f.c.e.m: quando la velocità è tale che la tensione applicata è pari a quella prodotta dal motore, la velocità non può più aumentare.

La pagina dice:

 

To understand this method of speed control, suppose that the motor in Fig 5 8a is initially running at constant speed. The counter-emf Eo is slightly less than the armature supply voltage Es due to the IR drop in the armature. If we suddenly increase the resistance of the rheostat, both the exciting current Ix and the flux F will diminish. This immediately reduces the cemf Eo, causing the armature current / to jump to a much higher value. The current changes dramatically because its value depends upon the very small difference between Es and Eo. Despite the weaker field, the motor develops a greater torque than before It will accelerate until Eo is again almost equal to Es.

Clearly, to develop the same Eo with a weaker flux, the motor must turn faster. We can therefore raise the motor speed above its nominal value by introducing a resistance in series with the field. For shunt-wound motors, this method of speed control enables high-speed/base-speed ratios as high as 3 to 1. Broader speed ranges tend to produce instability and poor commutation.

Provo a tradurre, evidenziando le frasi che al momento non capisco:

Per comprendere questo metodo di controllo della velocità, supponiamo che il motore in figura stia inizialmente girando a velocità costante. La f.c.e.m. E0 è leggermente più bassa della tensione di alimentazione dell’armatura Es a causa della caduta di tensione IR sulla resistenza interna dell’armatura stessa. Se aumentiamo all’improvviso la resistenza variabile, la corrente di eccitazione Ix diminuirà, e così pure il flusso F. Ciò fa immediatamente calare anche la f.c.e.m E0(*), causando un grosso aumento della corrente I di armatura. La corrente varia parecchio perchè il suo valore dipende dalla piccolissima differenza tra Es ed E0. Nonostante il campo più debole, il motore sviluppa una copia maggiore, e accelererà finchè E0 sarà di nuovo quasi uguale a Es.

Chiaramente, per avere stessa E0 con flusso minore deve aumentare la velocità del motore. Possiamo perciò aumentare la velocità oltre quella nominale introducendo una resistenza in serie al campo. Per motori “shunt-wound“, questo metodo di controllo della velocità permette di triplicare la velocità. Aumenti superiori tendono a produrre instabilità e scarsa commutazione.

 

(*) Eo = ZnF/60

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Raduno elettrico romano 2016

Posted in Uncategorized by jumpjack on 16 luglio 2016

Come ogni anno, anche nel 2016, in occasione della Settimana Europea della Mobilità Elettrica, si svolgerà a Roma un raduno di appassionati e/o possessori di mezzi elettrici, domenica 18 settembre,

Biciclette, monopattini, skateboard, motorini, scooteroni, minicar, automobili, autobus…. qualunque cosa abbia un motore elettrico di trazione può partecipare ai nostri raduni!

Questa volta il raduno vedrà probabilmente la partecipazione anche del centinaio di veicoli messi insieme nel Flash Mob elettrico di Marzo 2016 dal gruppo Facebook “Mobilità Elettrica Roma e non solo“, che includevano anche i veicoli di un paio di concessionari Nissan e Mercedes, quindi sarà un grosso raduno!

Come sempre, sia l’esposizione del proprio mezzo che la partecipazioni al raduno sono totalmente gratuiti.

L’orario del raduno sarà 16:00-20:00.

Il luogo è attualmente in fase di definizione.

Questa pagina verrà via via aggiornata fino al giorno del raduno.


Questo è l’elenco attuale dei “gruppi elettrici” noti: se il tuo non è tra questi, segnalacelo!🙂

  1. Uniamoci per Contare: Gruppo per la mobilità elettrica sostenibile (Facebook)
  2. La rivoluzione della mobilità elettrica (Facebook)
  3. CITTA’ PIU’ SILENZIOSE E MENO INQUINATE? CON LA MOBILITA’ ELETTRICA SI PUO’ (Facebook)
  4. Libro “Elettrico? Sì grazie”, già noto come “Guida all’auto elettrica”(Facebook)
  5. Flash Mob Mobilità Elettrica Roma e non solo (Facebook)
  6. Raduno Elettrico Romano (Facebook)
  7. Energeticambiente (Forum)
  8. Jobike (Forum bici elettriche)
  9. Calendario eventi elettrici
  10. Aboliamo il motore a scoppio (Facebook)

Raffreddatore di sedile per auto

Posted in ambiente by jumpjack on 10 luglio 2016

Sembra che all’estero “vadano molto” questi dispositivi, mentre è piuttosto difficile trovarli in Italia

 

coprisedile-waeco coprisedile-zonetech2coprisedile-zonetechcopri-4

Sono coprisedili con ventilatore incorporato, che aspirano aria dall’abitacolo e la soffiano dietro la schiena.

 

copri-8 copri-7 copri-6

Non so se sono progettati per tenerli accesi durante la guida, cosa che mi pare poco salutare (leggasi mal di schiena assicurato!), ma mi sembrano un ottimo sistema per abbassare la temperatura del sedile di un’auto rimasta al sole per ore!

Non è previsto un collegamento diretto all’aria condizionata, ma secondo me potrebbe essere utile “accroccarne” uno “volante”, da collegare solo per qualche secondo, giusto prima di salire in macchina per partire, perchè anche se l’abitacolo fa presto a raffreddarsi con l’aria condizionata, il sedile tende a rimanere caldo… per sempre, perchè appoggiandoci la schiena gli si impedisce di dissipare il calore!

La conseguenza è un aumento dei consumi di carburante, perchè la sensazione di caldo ci obbligherà a tenere l’aria condizionata al massimo per tutta la durata del viaggio, solo perchè abbiamo caldo alla schiena…

Peccato che uno di questi affari costi dai 70 agli 80 euro se acquistato in Italia, e “solo” 40 più dogana (quindi mi sa comunque 70…) se comprato all’estero.

Però mi sa che faccio ‘sto sacrificio e me ne compro uno!

Penso che un dispositivo del genere sia quasi un obbligo, poi, su un’auto elettrica, in cui l’utilizzo smodato dell’aria condizionata può arrivare a DIMEZZARE l’autonomia! La mia non è elettrica… ma se in un’auto elettrica si dimezza l’autonomia… vuol dire che in una  a benzina si raddoppia il consumo di benzina!! (*)

Ecco alcuni rivenditori che ho trovato:

 

 

(*) In città, dove non si va a più di 50 all’ora, il motore dell’auto richiede una potenza di appena 3 kW, mentre l’aria condizionata assorbe da 1kW (su auto elettriche, dove è appositamente studiata per consumare poco) a 5 kW!

 

Alcune ricerche sui consumi dell’aria condizionata in auto:

 

 

 

 

 

Diario elettrico Ecojumbo 5000 – 20 maggio 2015: installata “colonnina”

Posted in Diario elettrico Ecojumbo 5000, scooter elettrici by jumpjack on 25 maggio 2016

In realtà non è una colonnina, è solo un armadietto in alluminio in cui ho “inscatolato” ciabatta e caricabatterie…

Operazione necessaria, perchè ho  rottamato la “colonnina provvisoria” usata negli ultimi 2 anni: la pancia del precedente scooter elettrico, lo Zem Star 45!

Ho installato per adesso anche una piccola ventolina che già avevo, ma è sicuramente da sostituire perchè è da 12V/0.140A, quindi estrae decisamente poca aria… Forse compro queste due da 50x15mm e 3000 giri/min, o forse ne compro una direttamente in fiera, vediamo un po’… In ogni caso non è necessario bucare la scatola perchè in basso c’è una grossa fessura (circa 20×4 cm) per i cavi.

Però questa scatola che ho preso è un po’ stretta: i caricabatterie c’entrano  comodamente… ma non altrettanto i cavi! Il cavo di alimentazione a 220V ha una spina che sporge di 7-8cm che non avevo calcolato, e c’entra proprio per un pelo!

 

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Caricabatterie in saldo su BMSBattery.com!

Posted in auto elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 19 maggio 2016

https://bmsbattery.com/

Anche se spediscono dagli USA a prezzi sconsiderati (da 40$ in su!!!), stanno facendo prezzi talmente ribassati (o meglio, stracciati) che l’acquisto conviene lo stesso: ho comprato DUE caricabatterie da 240W/60V per un totale di 67 euro spedizione inclusa… quando UNO lo pagherei 90,00 euro da EcoItalMotor (dove ho preso le batterie) e 80,00 euro + spedizione in vari siti europei!

Speriamo di non aver preso una fregatura…

Ho preso due di questi:

https://bmsbattery.com/ebike-charger-ev-charger/25-alloy-shell-240w-lifepo4-li-ion-lead-acid-battery-ebike-charger-ecitypower-charger.html

15,00$ l’uno (13 euro!)

 

Diario elettrico ecojumbo 5000 – 8 maggio 2016: Primi 1000 km con centralina Kelly

Posted in Diario elettrico Ecojumbo 5000, scooter elettrici by jumpjack on 9 maggio 2016

Quando ho sostituito la vecchia centralina con una nuova Kelly KEB72801X il contachilometri segnava 11655 km; in questi giorni ho varcato gli 11755 (per l’esattezza 11789).🙂

Significa 100 euro recuperati dei 600 spesi per la centralina, i cablaggi, il contattore ecc.

Sono trascorsi circa due mesi dal 4 marzo, il che significa un “tempo di recupero” di 50 euro al mese, ergo un annetto necessario per recuperare le spese sostenute: a marzo 2017 dovrei rimettermi in pari.

Gli 11755 km non sono tutti miei, ho comprato lo scooter già usato; mi sa che non mi sono segnato quanto diceva il contakm quando l’ho acquistato, e comunque il cavo del contakm era guasto, e così è rimasto per molti mesi, fino al 12 luglio 2015.

Considerando che:

  • ho acquistato lo scooter il 25/7/2014 (ad oggi 654 giorni)
  • è stato fermo dal 23/8/2015 al 4/3/2016 (194 giorni)
  • lo uso per per andare a lavoro percorrendo 18 km al giorno
  • i giorni lavorativi annuali sono circa 250

significa che ho percorso almeno 8280 km dal giorno dell’acquisto; considerando anche gli altri viaggetti occasionali, direi in tutto 8500 km (quindi in teoria è come se aòll’acquisto il contakm avesse segnato 11789-8500=3289 km, che arrotonderò al numero mnemonico 3300 per comodità). In un anno “normale”, in cui cioè non tengo lo scooter fermo per 6 mesi…., dovrei percorrere 18×250 = 9000 km/anno, cioè risparmiare 900 euro/anno di benzina.

Saprò che avrò recuperato i soldi della centralina tra altri 5000 km, cioè a 16789 km, che come dicevo dovrebbe avvenire a marzo 2017.

 

 

 

Diario elettrico Ecojumbo 5000 – Colonnina di ricarica / armadio elettrico

Posted in Uncategorized by jumpjack on 25 aprile 2016

Attualmente uso due caricabatterie da 250 e 300 W per ricaricare l’ecojumbo. Ma sono “temporaneamente” (da più di un anno…) collocati dentro al vecchio scooter che avevo prima…

Ho calcolato che, i due CB,  se hanno un’efficienza del 90% come è probabile che sia, essendo uno da 60V/4A e l’altro da 60V/5A dissiperanno una potenza pari a 60*4*0.10 + 60*5*0.10 = 24W + 30 W = 54W.

Quanto calore può dissipare un cosiddetto “armadio elettrico”? Questa pagina permette di calcolarlo:

http://www.claredot.net/it/sez_Elettrotec/dissipazione_quadri_elettrici.php

(dispense universitarie su dimensionamento termico quadri elettrici: link)

I miei due caricabatterie hanno dimensioni 18x9x5 e 18x9x7 cm.

Li potrei affiancare in due modi:

armadio-batterie

Nel primo caso servirebbe un mobiletto di almeno 22 x 26 x 11 cm, nel secondo 22 x 18 x 13, considerando sempre una distanza di 2cm tra i caricabatterie e le pareti e tra di loro. Il suddetto sito dà nei due casi una dissipazione possibile di 16W e 13W considerando una temperatura esterna massima di 40° e interna di 60°c. La capacità di raffreddamento raddoppia se l’armadio è in alluminio invece che in plastica: 32 e 26 W.

Non ci siamo.

O prendo un armadio più grande, o lo munisco di raffreddamento ad aria: quest’altra pagina permette di calcolare il flusso d’aria in m3/h necessario ad asportare una certa quantità di calore: https://www.stego.de/nc/it/servizi/strumenti-di-calcolo/calcolo-della-potenza-di-raffreddamento.html.

Per estrarre 60W di calore serve un flusso di almeno 9.3 m3/h (=6.47 CFM – cube foot minute) .

Su rs-components è facile trovare una ventola che abbia determinati requisiti in termini di volume d’aria spostato in un’ora: link Basterebbe una ventolina da 12V/6W e 14 euro, per esempio, Una ventola a 230V costa molto di più, 70 euro!

Non volendo usare la ventilazione, cercando “armadio elettrico” su Amazon ci sarebbe questo: 400x300x200mm – Cablematic, in acciaio, 55 euro; il calcolo dice che può dissipare 57W, ancora poco.😦 Ci vorrebbe quello da 700×400… e 104 euro!

Da una parte affidarsi a un sistema di raffreddamento attivo mette di fronte al rischio che un guasto alla ventola faccia surriscaldare e rompere anche i caricabatterie; dall’altra, usare un sistema passivo (=”grossa scatola”) significa spendere più di 100 euro.

Penso che opterò per un armadio piccolo (400x300x200 cm, 55 euro) dotato però di due ventole (totale: 55+28 =78 euro).

Diario elettrico Zem Star 45 – 26 aprile 2016: capitolo finale, la rottamazione

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 25 aprile 2016

Zem Star 45 parcheggiato

Il 16 aprile 2011 iniziava la mia avventura nel mondo degli scooter elettrici, con l’acquisto di uno “Star 45” da 1500W della Zem s.r.l., azienda oggi non più esistente (come tante aziende che in questi 5 anni hanno provato a immettere scooter elettrici sul mercato italiano…), il cui sito è visionabile solo nel “museo storico” di internet.


Pagato 3300 euro con due batterie (contro i 4300 euro di listino) il 16 aprile 2011, immatricolato dal venditore il 26 aprile, andava su strada per la prima volta il 29 aprile; il mio “diario di bordo” iniziava il 3 maggio 2011. Dovetti letteralmente supplicare il venditore di vendermelo, perchè non voleva saperne: aveva in progetto di vendere solo a noleggiatori! E pensare che avrebbe potuto avere un mercato enorme: gli Zem (Star 45  e Smash 54) erano i primi scooter elettrici di nuova generazione venduti a Roma! Dotato di 2 batterie estraibili al litio, per un totale di 2880 Wh, coi suoi consumi di 35 Wh/km poteva vantare un’autonomia reale di 80 km; in precedenza, nei primi anni 2000, la capitale aveva visto entrare sul mercato diversi scooter elettrici di prima generazione: il Piaggio Zip, il Peugeot Scoot’elec, il Malaguti Ciak, l’Oxygen Lepton… tutte “lumache” al piombo, con autonomia pubblicizzata di 50 km e vita utile di 20.000 km…. mentre in situazioni reali arrivavano al massimo a 25-30 km, e le batterie duravano 8000 km (10.000 se le trattavi bene… facendo 10 km prima di ricaricare!) Senza contare che andavano da 0 a 50 km/h in 10-15 secondi.

Oggi qualunque scooter elettrico ha batterie al litio, autonomia reale minima di 50 km (media di 70, alcuni modelli arrivano a 100 e persino 120), durata delle batterie di 1000 cicli (quindi da 50.000 a 120.000 km!), e moltissimi ormai hanno batterie estraibili. Oggi come oggi solo i ciclomotori, che hanno batterie piccole; ma ormai le celle Panasonic NCR18650 hanno raggiunto il prezzo di 400 Euro/kWh, e pesano 1/3 delle LiFePo4 (250 Wh/kg contro 90) e occupano 1/4 dello spazio (730 Wh/l contro 200); quindi anche una batteria da 5 kWh oggi potrebbe essere estraibile, in quanto peserebbe quanto le due batterie dello Zem Star 45… e sarebbe grande quanto UNA!


Ne è passata di acqua sotto i ponti: all’epoca dell’acquisto, ecco a che razza di test sottoponevo, ignaro, le mie povere batterie!

Batteria completamente piena, spremuta fino all’ultima goccia. Passeggero di 75 chili. Strada asciutta. Fari spenti.

Percorso totale: 50,8 km.

(contachilometri di bordo; effettivi: 43)

Questo con una batteria da 24Ah! Oggi so che da una batteria da 60V/24Ah non si possono pretendere, senza rovinarla, più di 30km (Ah moltiplicato 1.2).

La batteria era composta da 96 celle organizzate in 16 paralleli in serie di 6 celle ciascuna, quindi una 16s6p; le celle non riportavano nessuna dicitura, ma essendo cilindriche (con fattore di forma 26650):

Batteria Zem Star 45 60V/24Ah li-ion LiCoO2 estraibile - 16S6P

Batteria Zem Star 45 60V/24Ah li-ion LiCoO2 estraibile – 16S6P

Celle “anonime” a confronto con 26650 A123 (dimensioni identiche, ma distorte dalla prospettiva):

Dimensioni batteria:

  • 37,5 x 8 x 26,5 (senza manico e rotelle)
  • 48 x 8 x 26,5 con manico e rotelle (dimensioni vano batteria singola)
  • 48 x 16 x 26,5 (dimensioni totali vano batterie)
  • Peso: 10 kg
  • Capacità: 60V/24Ah/1440 Wh
  • Volume: 8 litri
  • Densità gravimetrica: 144 Wh/kg
  • Densità volumetrica: 180 Wh/L
  • Cicli: 300-500

Post utili:

Solo oggi, dopo 5 anni, riesco ad apprezzare una particolarità di questa batteria: il fatto che avesse un unico connettore, sia per la carica che per la scarica. Tutti gli altri scooter elettrici che ho visto ne avevano 2 separati.

Oggi sono arrivato alla conclusione che questa batteria avesse la particolarità di supportarela frenata rigenerativa, in cui l’energia va dalle ruote alla batteria invece del contrario.

Purtroppo però aveva anche un lato negativo: non era LiFePO4 come quelle di oggi, ma era targata semplicemente “li-ion”, e credo che fosse una LiCoO2: stessa chimica (piuttosto pericolosa) delle LiPo da modellismo, ma un po’ più sicura avendo celle cilindriche rigide in alluminio, invece che morbide a sacchetto. Ma il vero problema è che duravano poco: dai 300 ai 500 cicli, contro gli almeno 1000 delle LiFePo odierne!

In realtà le batterie cedettero ben prima di 300 cicli: a novembre 2011, dopo appena 7 mesi dall’acquisto, non era più possibile circolare con una singola batteria… cosa che, però, era proprio l’origine del problema! Il manuale dello scooter raccomandava di non usare MAI le due batterie insieme, in parallelo, ma solo una per volta! Solo che così ogni batteria doveva erogare 1C continuo con picchi (forse) di 1.5 o 2C… almeno in modalità normale; lo scooter aveva però anche una modalità “turbo”, in cui la velocità era limitata a 45 km/h invece che 60, ma l’accelerazione in partenza era molto più bruciante… quindi le batterie erano molto più sollecitate. E per una svista del meccanico, avevo viaggiato per 2 mesi, senza saperlo, con lo scooter in modalità turbo…

Decisi così di iniziare a utilizzare lo scooter con le due batterie sempre in parallelo; riuscii così a guadagnare parecchi mesi prima di dover comprare una nuova batteria a settembre del 2012, quindi 1 anno e mezzo dopo l’acquisto dello scooter; alla fine però dovetti comprarla, pagandola 500 euro come prezzo di favore invece di 650, essendo forse l’unico cliente privato di lunga data… Il prezzo totale dello scooter diventò quindi 3800 euro.

Secondo i miei calcoli, 3800 euro si recuperano percorrendo 38000 km (non considerando il costo della corrente, ma solo il risparmio in benzina). Purtroppo non so quanto di preciso ho percorso con lo Zem, essendosi rotto il contachilometri: a spanne, però avendolo usato per 4 anni per fare tutti i giorni lavorativi 18 km, considerando complessivamente 6 mesi di “fermo macchina” per i vari guasti, direi che ho percorso circa 17000 km “di base”; a questi si aggiungono altri km, visto che usavo lo scooter praticamente per andare ovunque; non sono sicuramente arrivato a 38000 km, ma penso di aver raggiunto almeno i 25000 tra una cosa e l’altra. Significa quindi 2500 euro di benzina, a fronte di 3800 euro spesi per lo scooter; i 1300 euro che restano (che sarebbero stati 800 se avessi saputo come trattare le batterie…) sarebbero il prezzo che mi è effettivamente costato lo scooter.

Volendo conteggiare anche la  corrente, considerando 0,16 euro/kWh e 0,035 kWh/km, risulta un costo di 0,035 KWh/km * 0,16 euro/kWh = 0.0056 euro/km, che per 25000 fa la “bellezza” di 150 euro di corrente!🙂

Quindi:

  • 3300 euro di scooter
  • 2500 euro risparmiati in benzina
  • 140 euro spesi in corrente

Totale costo effettivo scooter: 940 euro (1440 con la batteria aggiuntiva).

A questo costo andrebbero aggiunti i costi dei vari caricabatterie cambiati: non tutti i QUINDICI che si sono bruciati me li hanno cambiati in garanzia, 3 o 4 me li sono pagati da solo (mi pare 60 euro l’uno).

Ignoti i motivi di questo tasso di mortalità; unico sospettato: lo scintillone a ogni connessione/sconnessione della batteria al caricabatterie; forse evitabile con una resistenza di precarico. Che forse installerò nell’ecojumbo.


In questi anni non ho mai dovuto pagare il bollo, trattandosi di un mezzo elettrico. A partire dal 26 aprile 2016 dovrei iniziare a pagare annualmente 18,44 euro, come calcolabile sul sito ACI immettendo semplicemente la targa.

In realtà lo scooter è ormai stabilmente fermo nel parcheggio da un anno, cioè da quando ho acquistato un Ecojumbo 5000 usato per 1000 euro. Il diario di bordo dell’Ecojumbo inizia il 25 luglio 2014.

Dovrei pensare a rottamarlo… ma mi mettono pensiero i costi: 50 euro? 100? 150? Il passaggio dell’ecojumbo di proprietà mi è costato 180….

Così ho iniziato a informarmi; ecco qualche sito utile:

Teoria:

 

Pratica (a Roma):

 

Documenti necessari:

  • Carta di circolazione
  • Certificato di proprietà
  • Fotocopia del documento d’identità del proprietario
  • Targa del motociclo

 

Note importanti:

  • “non è possibile organizzare una demolizione “in proprio”. Alla consegna del veicolo, i centri di raccolta (demolitori autorizzati), tra l’altro, devono rilasciare al proprietario un certificato che riporta la data di consegna”
  • Se la radiazione avviene nel primo mese del periodo d’imposta, il proprietario non è tenuto al pagamento del bollo auto per quell’anno“. Quindi ho tempo fino a fine maggio 2016 per organizzarmi per la rottamazione… e per trovare un “sostituto” dello scooter, che al momento funge da colonnina di ricarica! Nel vano sottosella, infatti, risiedono stabilmente da quasi due anni i due caricabatterie, al riparo da vento e pioggia, ma al tempo stesso ben ventilati grazie alle varie aperture che ho fatto nel vano, ma che sono comunque protette dalle plastiche dello scooter.

Adesso dovrò comprare un costoso armadio elettrico! E dovrò fare i conti con  pioggia e ventilazione: i CB devono essere protetti dall’acqua ma avere un ottimo ricambio d’aria… motivo per cui finora li avevo tenuti nello scooter invece di impazzire a trovare un mobiletto.

 

 

Diario elettrico Ecojumbo 5000 – il voltmetro

Posted in Diario elettrico Ecojumbo 5000, scooter elettrici by jumpjack on 1 aprile 2016

Ho finalmente trovato il tempo di verificare i voltaggi del voltmetro di bordo.

Ha 4 tacche, ognuna separata da 1.5 V; la più “alta” (lancetta verso sinistra) corrisponde a 61V; alla più bassa non arrivo mai, specie ora con lo scooter depotenziato per preservare le batterie, ma ovviamente basta fare un po’ di conti.

Complessivamente i valori indicati dal voltmetro sono:

  1.  61.0V (Full)
  2. 59.5V
  3. 58.0V
  4. 56.5 V (Empty)

L’Ecojumbo nasce con batterie al piombo, che hanno queste tensioni (5 batterie in serie):

  • 64.8V   Full
  • 58.55V 50%
  • 56.05V 30% (warning, non scendere sotto questo livello!)
  • 52.5V   0% (danneggiamento)

Quindi con batteria al piombo completamente carica, il voltmetro va oltre il fondo scala (la lancetta ha ancora un po’ di spazio…). In compenso, la lancetta “empty” indica un SoC di 30%, che è meglio non superare se non si vuole danneggiare la batteria.

 

Per una batteria al litio  LiFePO4 con 20 celle, le tensioni da considerare sono:

  • 66V Full (3,3/cella)
  • 64V 50% (3,2/cella)
  • 40V Empty (danneggiamento) (2,0V/cella)

Bisogna però prestare attenzione alla curva di scarica di una LiFePO4, che non è una semplice riga dritta come per le piombo:

2.0 è il voltaggio minimo raggiungibile senza danneggiare la batteria… ma non ha molto senso raggiungerlo, perchè tra 2,5V e 2,0V la diminuzione di capacità è intorno al 3-4% del totale, e arriva al massimo a un 5-6% per tensioni di 2,8V; visto che le batterie soffrono se sovrascaricate, è più utile e prudente non scendere sotto i 2,7V (c’è chi dice 2,8, chi 2,6,…).

Meglio quindi usare questi riferimenti di tensione per una batteria al litio LiFePO4 sull’Ecojumbo 5000:

  • 66V Full (3,3/cella)
  • 64V 50% (3,2/cella)
  • 62V 20% (3,1/cella)
  • 54V Empty (2,7/cella)
  • 40V (danneggiamento) (2,0/cella)

Riporto di nuovo i valori del voltmetro, stavolta “estesi”:

  • 62.5V (fondo scala)
  1.  61.0V (Full) – 3.05/cella
  2. 59.5V – 2.975/cella
  3. 58.0V – 2.9/cella
  4. 56.5 V (Empty) – 2.825/cella
  5. 55 (fuori scala in basso) – 2.75/cella

Confrontando i valori si nota che il voltmetro del mio Ecojumbo non è molto utile per valutare lo stato di carica della batteria (ma è un “male comune” di tutte le batterie al litio: un voltmetro non basta!); però è utile per verificare che la batteria non venga sottoposta a stress eccessivo: anche sotto carico, è meglio che la tensione non scenda sotto la prima tacca a destra (indicata con 4 nell’elenco qui sora), o addirittura sotto all’inizio della scala, perchè significherebbe che si sta estraendo troppa corrente dalla batteria (anche se quelli sopra non sono esattamente i datasheet delle batterie che sto usando io).

In compenso, se sotto carico la batteria fa arrivare la lancetta fino alla tacca 3 o 4, vuol  dire, sì, che c’è un forte assorbimento sulla mia batteria da 36Ah (forse 2 o 3C), ma che se si mantiene per solo pochi secondi non c’è problema.

Normalmente io dopo 20km di viaggio sto a 64.3V –  64.5V.

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