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Wallbox (colonnina di ricarica domestica)

Posted in auto elettriche, minicar elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 2 giugno 2018

Una “wallbox”, o “colonnia di ricarica domestica” come quella nella foto, è un’ “apparecchiatura” del costo di 500-1000 euro che serve a collegare l’auto elettrica all’impianto di casa, per la ricarica della batteria.

In realtà, si tratta sostanzialmente di una specie di truffa: una wallbox, fondamentalmente, è una scatola di plastica (costo industriale: 5 euro di materiale) che contiene una presa (costo industriale: 5 euro) e un salvavita (costo tipico: 20-30 euro). Come si arriva da 40 euro di costo a 1000 euro di prezzo?

Un vero mistero.

C’è chi dice che la wallbox è migliore perchè ha il telecontrollo, il misuratore di consumi, il regolatore di potenza di carica, e questo e quell’altro…. Si vabbè, ma se a me tutte queste cose non mi interessano??? Voglio solo una presa di corrente dove attaccare la macchina! E non posso usare una presa domestica standard, sennò dopo 10 ricariche si cuoce, si squaglia e va tutto a fuoco; e anche con una Schuko non va molto meglio.

Quindi, che fare?

Cercare, cercare, cercare per anni in ferramenta vari… finchè ti imbatti finalmente in questa cosa da 20 euro!

  • Numero di serie del produttore (Rosi): RS6411
  • Codice a barre: 8050040700240
  • Riferimento Leroy Merlin: 35511714

Largo 108×205 mm e profondo 85mm, questo semplice scatolotto da due soldi ha tutto quello che mi serve per diventare la mia wallbox per esterni:

Spazio per salvavita ed eventuali future espansioni (contatore, telecontrollo, ecc..):

 

Resistenza alle intemperie:

Ampio spazio interno per tutti i miei eventuali futuri accrocchi 🙂 :

 

Lo scatolotto  viene venduto con preinstallata un’inutile presa industriale:

Ma qui viene il bello: lo scatolotto è predisposto per montarci una varietà di prese a piacere, grazie alla pre-foratura:

 

Così, ho potuto tranquillamente togliere la presa industriale e mettere una SCAME LIBERA 200.01663  per ricarica di mezzi elettrici leggeri (220V/16A/3kW):

 

La pre-foratura multipla è importante perchè le viti della Scame hanno passo 73×56 mm, mentre il passo della presa industriale era 60×60 mm, e non c’è nemmeno uno standard perchè ci sono prese con passo 60×50, altre 70×60,… Dimensioni ufficiali SCAME LIBERA 200.01663:

E, a proposito di dimensioni ufficiali, ho scoperto che dal sito SCAME è possibile scaricarsi i modelli 3d delle varie spine e prese!

Per esempio, volete sapere di preciso com’è fatta una spina SCAME LIBERA da cavo? Basta cliccare sul link in fondo a questa pagina, “disegno tecnico (STP)“. Il formato .stp (STEP) è un formato professionale per i modelli 3d, basato su primitive geometriche (cerchi, linee,…), piuttosto che su una “geometria fissa a facce triangolari”, usata nel formato .STL o .OBJ comunemente usato per stampare oggetti in 3d; la differenza è in sostanza la stessa che c’è tra un’immagine vettoriale e una bitmap: un file step e un’immagine vettoriale possono essere ridimensionate a piacimento senza mai perdere definizione, mentre un file step o un’immagine bitmap “sgranano” ingrandendo o perdono risoluzione rimpicciolendo.

Per convertire da un formato all’altro si può usare il programma gratuito FreeCad, che supporta decine e decine di formati.

Purtroppo sul sito SCAME ci sono i modelli di tutto… tranne le prese da cavo Mennekes Tipo 2! Probabilmente per motivi di copyright, visto che Scame e Mennekes sono ditte concorrenti. Ci sono però i modelli delle prese  Mennekes Tipo 2 da incasso, dalle quali forse  si può riuscire a ricavare anche il modello della presa volante.

In realtà non sono modelli molto precisi per quanto riguarda l’interno; probabilmente hanno solo lo scopo di mostrare ingombri e forma esterna; però, mettendo insieme i vari modelli disponibili per il download, forse si può riuscire a ricostruire anche l’interno di una presa Mennekes, in modo da potersela stampare per 10 euro invece che comprare per 100 euro.

Resta però ancora il problema di  dove trovare i pin-femmina da montarci dentro. Di pin di potenza ce ne sono vari su RS-Components, ma devo ancora capire quali sarebbero quelli giusti. Il fatto che ora sia possibile anche scaricarne il modello 3d potrebbe forse aiutare meglio dei datasheet.

 

Altra possibilità per il Wallbix fatto in casa è questo quadro simile, ma con chiusura “a manopola” che forse può diventare anche “a chiave”, chissà; costa anche questo meno di 20 euro:

Riferimento Leoroy Merlin: 35511714

 

Se serve più di una presa, c’è questo:

Essendo venduto senza nessuna presa, costa persino di meno! 16,50 invece che 18,50 (addirittura 14,70 da Bricoman).

Riferimento Leoroy Merlin: 35511560

Dimensioni:  L 125 x H 495 x P 107 mm

 

Attenzione perchè prendendolo invece con già montate 3 prese industriali (inutili), un differenziale, un cavo e una spina industriale (inutile), il prezzo lievita a 85 euro!

 

Altro:

Quanto segue è riportato solo a scopo indicativo; si raccomanda di far effettuare l’installazione a un elettricista qualificato; un impianto elettrico  destinato a veicolare 2-3 kW per 8-10 ore al giorno, se non realizzato a regola d’arte può causare danni a cose e/o persone (incendi, elettrocuzione, danneggiamento veicolo,…)

Quanto sopra è riportato solo a scopo indicativo; si raccomanda di far effettuare l’installazione a un elettricista qualificato.

Dettagli tencici sulle batterie al litio-NMC 811 ad alta capacità

Posted in auto elettriche, batterie by jumpjack on 9 maggio 2018

Potrebbero essere le batterie del 2020, quelle che consentirebbero di superare la soglia dei 500 km di autonomia, ma per ora sono ancora solo in laboratorio:

https://researchinterfaces.com/know-next-generation-nmc-811-cathode/

Sembra che siano un po’ meno “stabili” (cioè meno sicure) delle attuali, che sono NMC-433 e sono montate su auto come la nuova Leaf e la BMW i3, perchè più sensibili alle alte temperature.

Tuttavia, NON sono peggio delle NCA usate per anni dalla Tesla sulla “S”.

 

Le stramberie dell’E-Prix Rome 2018

Posted in auto elettriche by jumpjack on 17 aprile 2018

Che sia stato un evento eccezionale è fuori di dubbio.

Che abbia richiamato sulle auto elettriche l’attenzione di milioni di persone  non c’è dubbio.

Ma non c’è dubbio anche che sia stato un evento davvero bislacco, come testimoniano le foto che seguono! (alcune tratte dal  video ufficiale Mediaset della gara,  trasmessa in diretta su Italia 1 e Italia 2, ora visibile qui)

Ecco la prima foto:

In diretta su Italia 2, ecco una bella piazza ovale con un obelisco al centro; gli speaker dicono di essere affacciati su Piazza Guglielmo Marconi, all’EUR… ma quella che si vede nel video è piazza del Popolo, in pieno centro, a 12 km e 40 minuti di distanza dall’EUR!

Sì perchè Roma ha accettato di ospitare il gran premio… ma ben lontano dalla zona della “città eterna”,  da Castel Sant’Angelo, dall’Isola Tiberina, dalle chiese barocche famose in tutto il mondo, e ben lontano dal Colosseo, ritratto in tutte le foto promozionali:

Questa è la vera piazza dell’E’Prix Rome 2018!

 

Confronto tra le due piazze:

Nessun edificio medievale o romano, intorno: solo i cubi  di travertino degli anni ’30: il quartiere è l’EUR, “Esposizione Universale di Roma”, noto anche come E42 perchè doveva essere inaugurato nel 1942. Ma l’entrata in guerra del 10 giugno 1940 bloccò i lavori, e il quartiere, e i lavori finirono solo negli anni ’50. Altro che Roma antica!

—————–

Una buona parte del quartiere è stata opportunamente recintata per dare vita al circuito… ma c’è qualcosa che non va, nelle recinzioni: sembra che siano state montate tutte al contrario!

 

Normalmente, infatti, l’estremità superiore di una barriera di protezione viene inclinata verso l’esterno per impedire alle persone di scavalcarla, come si vede nella seconda foto, che mostra la recinzione del Ministero dei Trasporti, sempre all’EUR; montate come nella prima foto, invece, le recinzioni sembrano pensate per impedire ai piloti di uscire, piuttosto che a tifosi impazziti di invadere la pista! Ed erano così per tutti e 6 i km (3 di circuito, una recinzione per lato).

Meno male che c’era una seconda fila di transenne a 2 metri dalla prima e un’abbondanza di personale di sicurezza preposto a evitare che le persone si avvicinassero.

Per la cronaca, una recinzione dritta o inclinata è, per le leggi fisiche, del tutto uguale dal punto di vista di un pezzo di paraurti o una ruota che dovesse spiccare il volo in caso di incidente. Ma sono invece due cose completamente diverse per una persona: per scavalcare una recinzione dritta, basta mettercisi sopra a cavallo; per scavalcarne una inclinata, l’unico modo è usare solo la forza delle braccia.

 

Ma andiamo avanti. Sul sito ufficiale FIA FormulaE è a un certo punto comparsa la mappa ufficiale del circuito:

Sfortunatamente, come indicato dalle frecce, questa mappa è completamente sbagliata: tutte le recinzioni e il circuito stesso risultano traslate a nord-ovest di 200 metri rispetto alla loro posizione reale; non è difficile accorgersene, basta osservare la linea curva in alto a sinistra, che dovrebbe seguire la strada poco più in basso, e invece si ritrova in mezzo al prato…

Ripetute segnalazioni al sito si sono rivelate inutili (probabilmente perchè già sommerso dalle email di richiesta di chiarimenti sul perchè i biglietti non arrivavano nelle mail degli acquirenti: promessi per il 25-30 marzo (“21 giorni prima dell’evento”, diceva il sito), sono arrivati il 10 aprile.

Torndando alla mappa, questa è quella corretta:

Ma presto è comparsa un’altra versione: semplificata, stilizzata… e involontariamente allusiva!

I fortunati possessori del biglietto-prato hanno potuto infilarsi nel Gate Nord e godersi lo spettacolo. 😀 😀

Poi è successo qualcos’altro; hanno iniziato a circolare mappe che mostravano la posizione delle tribune, mappe che sono andate a integrare quelle già pubblicate che mostravano le posizioni di partenza e arrivo della gara.

Osservate attentamente queste due immagini:

 

 

… notate niente di strano?

io mi sono accorto della faccenda solo perchè ho usato mappe multiple per creare un’unica singola mappa che raggruppasse i punti di interesse, da visualizzare in Google Earth. E mi sono così accorto di una “piccola imprecisione” nella mappa:

“Vabbè dài”, mi sono detto, “a forza di semplificare e stilizzare, avranno sbagliato la mappa…”.

Eh no.

La mappa era giusta.

Ed ecco infatti cosa è successo!

Le centinaia di persone che hanno pagato fino a 35 euro a testa per accapparrarsi un posto nella tribuna principale, la Tribuna 1, “quella della pole position”, si sono ritrovate con questa bella sorpresa: la tribuna era collocata 500 metri prima della pole position!!!

Pole position che, per colmo di ironia, è venuta a trovarsi in corrispondenza di un distributore di benzina; considerando che si tratta di una corsa di auto elettriche…

Ed ecco la “tribuna d’onore”! 🙂

Questa zona (o meglio il prato poco più indietro) era accessibile a chiunque possedesse un biglietto gratuito, in  realtà pensato per vedere il gran premio dai due enormi prati nella parte alta della mappa!

Gli sfortunati spettatori della Tribuna 1 potevano vedere solo le ultime 3-4 posizioni della fila di 20 auto.

Come è potuta succedere una cosa del genere?

La spiegazione appare tristemente semplice: se la tribuna aveva una perfetta visuale sulle  ultime posizioni… significa che quelle dovevano essere le prime!

Hanno posizionato la Tribuna 1 pensando che la corsa si sarebbe svolta in senso orario!

Invece si è svolta in senso antiorario… e di 30.000 persone che erano all’EUR, la partenza l’abbiamo vista in 30 persone…

E, a guardar bene il  circuito, correre in senso orario avrebbe avuto molto più senso: dopo lo stretto tornante ci sarebbe stato un lungo rettilineo, interrotto da una chicane che portava in piazza, e la stessa chicane, alla partenza, avrebbe offerto un grande spettacolo di tentativi di sorpasso. Invece, invertendo il senso del circuito, è successo che alla partenza le auto sono schizzate via… e dopo 3 secondi hanno dovuto compiere una frenata colossale per fare quella che, di fatto, è una inversione a U.

Eppure qualcuno, all’ultimo momento, deve essersi accorto di aver fatto una fesseria…

Ecco infatti le immagini della diretta TV; questa è una bella tribuna che si affaccia sulla “griglia di partenza”… che però non è per niente la griglia di partenza: sono solo le auto appena uscite dai box, che si sono schierate davanti alle tribune 2B e 2C del vecchio palazzo dei congressi, visibile sullo sfondo a sinistra:

Il problema è che, per arrivare dalla finta posizione di partenza a quella vera in Piazzale Marconi, le auto avrebbero dovuto percorre mezzo circuito.

E quindi?

E quindi apriamo le transenne e facciamo passare le auto in mezzo alle macchine parcheggiate, si fa prima!

Questa è la scorciatoia presa:

Così finalmente le auto hanno potuto formare la vera griglia di partenza e dare inizio alla gara.

Una gara emozionante, affascinante, futuristica e rivoluzionaria… ma decisamente strampalata!!!

 

Posted in auto elettriche, minicar elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 7 aprile 2018

Tutto pronto per Gran Premio e Grande Sconto: sabato 14 aprile 2018 a Roma, presso l’E-Village allestito nel nuovo palazzo dei congressi “Nuvola” all’EUR, i  libri “Guida all’auto elettrica” e “Guida alla costruzione di una batteria al litio” saranno in vendita al prezzo speciale di 10,00 euro ciascuno invece che 15,00 (addirittura 18,00 in totale se comprati in coppia): basterà far presente, al momento dell’acquisto, di essere a conoscenza di questa pagina o del RadunoElettricoRomano 2018.https://autoguida.wordpress.com/2018/04/07/sconto-eprix-2018/

Sito ufficiale dei libri: https://autoguida.wordpress.com/

 

 

Raduno Elettrico Romano 2018

Posted in auto elettriche, minicar elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 27 marzo 2018

Quest’anno a Roma ci saranno ben DUE raduni in occasione del Gran Premio di Formula Elettrica

Sabato 14 aprile 2018 – angolo viale Europa/ via dell’Arte, ore 11.00

Domenica 15 aprile 2018 – Piazza “Bocca della verità” – ore 10:30

 

Il gran premio si svolgerà Sabato 14 con questo programma:

Programma E-Prix Rome 2018

Programma E-Prix Rome 2018

 

 

Come usare Google Maps e OpenChargeMap insieme per pianificare un viaggio elettrico

Posted in auto elettriche by jumpjack on 15 febbraio 2018

Per ora sono solo appunti sparsi, poi magari diventerà un’app…

Per ottenere una Google API key, necessaria per utilizzare le varie API (da attivare separatamentequella per il geocoding e quella per i percorsi):

https://console.developers.google.com/

 

Geocoding: identificazione di una località:

https://maps.googleapis.com/maps/api/geocode/json?address=Roma&key=GOOGLEAPIKEY

Nei risultati, il campo “formatted_address” contiene l’indirizzo univoco, da utilizzare poi per l’API dei percorsi:

 

Percorso tra due luoghi (Roma-Milano) con tappa intermiedia (Firenze):

https://maps.googleapis.com/maps/api/directions/json?origin=Roma RM, Italia&destination=Milano MI, Italia&waypoints=Firenze FI, Italia&key=GOOGLEAPIKEY

 

Chiamata a OpenChargeMap in base coordinate geografiche; max 100 risultati, distanza massima 50, unità di misura km, solo EnelDrive (OperatorId=80):

https://api.openchargemap.io/v2/poi/?output=json&countrycode=IT&latitude=42.71&longitude=12.11&maxresults=100&distance=50&distanceunit=km&verbose=false&operatorid=80

 

 

Diario elettrico Ecojumbo 5000 – 5 marzo 2017, rimontaggio motore

Posted in auto elettriche, Diario elettrico Ecojumbo 5000, scooter elettrici by jumpjack on 6 marzo 2017

buca

Dopo mesi di attesa e di “stasi” ho deciso di cimentarmi nel rimontaggio del motore riparato.

Non che abbia intenzione, almeno per il momento, di risalire in scooter: proprio oggi ho “sorvolato” con l’auto una buca di dimensioni sconsiderate; “sorvolato” nel senso che ci sono passato sopra con l’auto ma non con le ruote; ma se ci fossi finito dentro con lo scooter (o anche con l’auto) non sarebbe stato bello: a occhio e croce la buca, sulla corsia di sorpasso di una strada a scorrimento veloce (uscita 12 del GRA), è larga mezzo metro e profonda 10 centimetri, con bordi frastagliati. Una follia stradale. Non è quella della foto, ma la foto dà comunque un’idea di come siamo messi a Roma…

Penso che si sfascerebbe anche la macchina, se ci finisse dentro! Quindi per ora – e per chissà quanti altri mesi ancora – di andare in giro in scooter non se ne parla. Leggere certi articoli (1, 2, 3, 4) sul Messaggero non rende molto ottimisti sui tempi di risoluzione del problema.

 

Intanto, dicevo, ho rimontato il motore; non è stato per niente facile perchè a quanto pare i buchi delle borchie non corrispondono più coi buchi del cerchione! Sarà dovuto alla riparazione? O a qualche mio errore? Boh, fatto sta che, tira e molla, alla fine sono riuscito ad avvitare su un lato “solo” 17 delle 18 viti del cerchione, l’altra non vuol saperne di entrare; quelle sull’altro lato, anche se un po’ a forza, sono entrate tutto.

Spero che questo non comprometta la tenuta stagna del motore, perchè l’acqua che entra in un motore non è una bella cosa…

Successivamente sono passato al rimontaggio del motore sullo scooter: una fatica disumana, perchè se per smontarlo la gravità mi era di aiuto a tirare giù una ruota da 20 chili, nel rimontarla non mi ha ovviamente aiutato per niente! E senza attrezzi appropriati, mi sono fatto un **** così.

Alla fine ho deciso si smontare la pinza del freno a disco per avere un po’ più di spazio di manovra… ma ci è voluta un’ora solo per aspettare che lo svitol facesse effetto su un bullone incastrato. E tutta una serie di parolacce per far stare dritta la ruota.

Alla fine sono riuscito a montare tutto ma, esausto, non ho collegato anche i fili; lo vedremo nella prossima puntata, se tutto questo sbattimento è servito a qualcosa, o se lo scooter è da buttare. (aggiornamento 10 febbraio 2018: funziona ancora!)

Nel frattempo mi sto informando sulle auto ibride o “super-elettriche” (cioè con più di 400 km di autonomia) in arrivo, ma partono tutte da prezzi proibitivi di 40.000 euro!

Oppure 10.000 per una “vecchia” Leaf da 150 km di autonomia o una C-zero da 100.

Oppure 5.000-10.000 ipotetici euro per retrofittare una vecchia auto e trasformarla in elettrica da 50-100km.

Certo, se rimettessero gli incentivi e fossero applicabili anche alle elettriche usate….

 

Collegamento di un CellLog8S/8m ad Arduino o a ESP8266

Posted in auto elettriche, batterie, hardware, scooter elettrici by jumpjack on 2 gennaio 2017

L’utente pa.hioficr sul forum https://endless-sphere.com/forums/viewtopic.php?f=14&t=20142 ha scoperto che è possibile leggere in tempo reale i dati di log di un CellLog (sia 8S con memoria che 8S senza memoria) semplicemente “agganciandosi” al pin TX dell’Atmel montato sul CellLog.

Questo significa che invece di spendere 40-50 euro per comprare un CellLog8S con memoria e infilarlo nel sottosella per poi aspettare di arrivare a casa per scaricare i dati letti, è in linea di principio possibile collegare al CellLog8M da 15 euro un ESP8266 da 8 euro che tramite Wifi invia dati a uno smartphone che li mostra in tempo reale sullo schermo durante la marcia; probabilmente è anche possibile scrivere un SW che legge i dati da più di un celllog contemporaneamente, sfruttando l’emulatore di porte seriali.

Questo è lo schema elettrico originale dell’autore:

celllog-000

 

Questa è una sua successiva modifica per implementare anche avvio del logging e reset del CellLog:

celllog-001

Di seguito la spiegazione del funzionamento che ho dedotto io dallo schema, inserita anche nella seconda edizione del mio libro “Guida alla costruzione di una batteria al litio per mezzi elettrici”, di imminente pubblicazione:

 

8.1.2. Materiale occorrente
Q1 = 2n3906 o altro PNP
R1 = R4 = R6 = R7 = 220 ohm
R2 = R5 = 330 ohm
R3 = 4700 ohm
U1 = U2 = optocoupler/fotoaccoppiatore a 2 canali, 5V, 8 pin, uscita a fototransistor di tipo NPN (es. Vishay ILD615, Fairchild MCT61, Isocom ISP827,… )
8.1.3. Spiegazione del funzionamento
Il circuito può essere suddiviso in 4 parti: le prime due ricevono dati dal CellLog tramite il primo fotoaccoppiatore e li inviano al microcontrollore esterno; le altre due ricevono invece dati dal microcontrollore e li inviano al CellLog tramite il secondo fotoaccoppiatore.
8.1.3.1. Rilevamento accensione
In Figura 127 è riportata la parte dedicata al rilevamento dell’accensione; notare che nella figura il transistor è stato capovolto rispetto allo schema originale reperito su internet, per renderlo coerente con la notazione standard di avere la corrente che scorre dall’alto verso il basso; inoltre lo schema è stato semplificato e ripulito, per facilitarne la comprensione, lasciando però inalterati i collegamenti e i componenti.
Il microcontrollore (MCU) è programmato per leggere sul pin MCU_CL8.1_DETECT lo stato del CellLog: quando il pin è “basso” (0V), vuol dire che il CellLog è acceso; normalmente questo pin è invece a 5V perché connesso all’alimentazione dell’MCU tramite R5 (che serve a limitare a 15mA la corrente Collettore-Emettitore quando il transistor è in conduzione); quando però il CellLog viene acceso, i suoi 5V arrivano, tramite la resistenza R4 (che limita la corrente a 23 mA) sul pin 4, e mettono in conduzione il fotodiodo 3-4, che mette a sua volta in conduzione il fototransistor 5-6, che mette a massa il pin MCU_CL8.1_DETECT.
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Figura 127 – Rilevamento accensione
8.1.3.2. Lettura dati
Dobbiamo far “riflettere” sul piedino RX del microcontrollore esterno lo stato del pin TX del CellLog, tramite il fotoaccoppiatore; per farlo, usiamo il pin TX del CellLog per controllare la base di un transistor collegato all’ingresso del fotoaccoppiatore; il transistor serve a far sì che basti prelevare dal CellLog una piccolissima corrente (1 mA grazie a R3 da 4300 ohm) per attivare il fotodiodo, che richiede invece alcune decine di mA; in pratica è un transistor di disaccoppiamento, che cioè rende indipendenti gli assorbimenti di corrente di CellLog e fotoaccoppiatore.
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Figura 128 – Circuito TX-RX con transistor PNP o NPN
Il progettista ha scelto di usare un transistor di tipo PNP, che viene acceso da una tensione di base negativa rispetto all’emettitore; l’emettitore va quindi collegato stabilmente alla tensione di alimentazione 5V, in modo che il transistor entri in conduzione quando TX va a 0V. Quando questo accade, succederà quanto segue, in sequenza:
1. Q1 si accenderà
2. Passerà una corrente nel fotodiodo 1-2
3. Si accenderà il fototransistor 7-8
Dobbiamo ora fare in modo che tutto ciò risulti in una tensione di 0V sul piedino RX del microcontrollore esterno, corrispondente al piedino 8 del primo fotoaccoppiatore, che è il collettore del fototransistor di uscita; per farlo, dobbiamo fare in modo che il piedino 8 si trovi normalmente a 5V, e venga portato a 0V solo quando si accende il fototransistor 7-8; bisogna quindi tenere il pin 8 costantemente collegato ai 5V del microcontrollore esterno, e il pin 7 alla sua massa; in questo modo, l’accensione del fototransistor 7-8, che avviene quando TX del CellLog va a 0, collegherà il pin 8 a massa tramite il 7, cioè metterà RX del microcontrollore esrerno a 0, riflettendo così esattamente lo stato del pin TX del CellLog.
Se non dovessimo avere disponibile un transistor PNP ma solo un NPN, occorrerà invertire la logica del circuito.
8.1.3.3. Reset
Il “cervello” del CellLog, un microcontrollore ATMEL, è dotato di un piedino di reset, che possiamo controllare tramite il nostro microcontrollore esterno; per farlo, al pin di reset colleghiamo il collettore del fototransistor 5-6 del secondo fotoaccoppiatore (pin 5); controlliamo questo fototransistor tramite il rispettivo fotodiodo 3-4, collegato al pin MCU_CL8.1_RESET del nostro microcontrollore esterno; basterà quindi mettere alto questo pin per mettere in conduzione il fotodiodo e il fototransistor e quindi resettare il CellLog.
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8.1.3.4. Avvio log
Per far partire il logging è necessario premere per 3 secondi il pulsante 2 del CellLog (SW2); possiamo farlo fare al nostro microcontrollore esterno collegando l’interruttore in parallelo a un’uscita del secondo fotoaccoppiatore: quando sull’ingresso ci sarà una tensione di 5V (impostata via software), il fototransistor di uscita entrerà in conduzione chiudendo l’interruttore e avviando così il logging.

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Trovato BMS personalizzabile non cinese

Posted in auto elettriche, hardware, scooter elettrici by jumpjack on 28 novembre 2016

Per una volta ecco un BMS che non sia fabbricato e venduto in Cina:

 

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Energus Tiny BMS s516

Ha diverse grosse particolarità:

  • ha firmware aggiornabile
  • supporta un numero a piacere di celle tra 5 e 16, con qualunque chimica
  • ha la connessione bluetooth
  • effettua il log delle celle
  • esiste in varianti da 30, 150 e 750 Ampere

 

I prezzi partono da 135 euro, con spedizione dall’Europa.

 

 

 

Appunti su venditori europei di materiale elettrico/elettronico

Posted in auto elettriche, hardware, scooter elettrici by jumpjack on 22 settembre 2016