Jumping Jack Flash weblog

Diario elettrico Ecojumbo 5000 – 16/12/2016: cerchio riparato

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 17 dicembre 2016

Su consiglio di GianniTurbo ho portato il mio cerchio disastrato alla ditta “Vespa” di via Variola 39, a Roma, dove aggiustano cerchioni da 50 anni.

Quando il proprietario ha visto il cerchio, è andato nel panico.

“No è impossibile!”

“Ma come faccio? Non c’è spazio!!”

“Non posso lavorare…”

Quando gli ho detto che doveva anche stare attento a non rompere i magneti e che si rovinano se si surriscaldano, mi ha detto di andarmene…

A quel punto gli ho detto: “guardi che se me ne vado, prendo il cerchione e lo butto nel primo secchione che trovo…”

Allora mi ha guardato perplesso.

“…lo butti?!?…”

“Sì, se non lo aggiustate voi che aggiustate cerchi da 50 anni, a chi lo porto?”

“…e se si rompe?”

“E’ già rotto, peggio di così che vuole fare?”

“Mhh.  Beh… Cioè… Non lo so… ”

“Non me ne frega niente se si rompe”

“Niente.”

“No. Sennò lo butto. E mi tocca spendere 400 euro per comprarne un altro”

“Quattrocen?… Senri damme un po’…. Io ci provo eh?… Sicuro, eh? Se si finisce di rompere…”

“Chi se ne frega. Che devo fa’?!?”

“Ok, proviamoci”.

 

Così lo ha agganciato a un macchinario e ha tolto il copertone.

Poi lo ha agganciato da un’altra parte, e lo ha “attaccato” con la fiamma!

20161207_181556.jpg

Mentre lo faceva, pensavo con tristezza ai miei poveri magneti…

Poi quando lo ha tolto da lì e ha iniziato a randellarlo come se non ci fosse un domani, ho iniziato a pensare a quanto costa la spedizione di un motore nuovo dalla Cina…

Poi a un certo punto ha smesso di randellare e  mi ha guardato con uno strano sorrisetto, indicando il cerchione.

Sorrisetto?

Il cerchione, da crepato, è diventato SPACCATO.

“Lo sapevo…”, ho detto sconsolato.

“A posto!”, ha detto lui.

A posto????

“La spaccatura posso risaldarla, l’importante è che abbia ripreso la forma”.

“Ehr…. Mmhh…”

“Poi dobbiamo metterci una camera d’aria, perchè comunque non terrà più l’aria. La terrà per un po’, ma poi si bucherà dopo qualche migliaio di chilometri…”

“Ehm… Uhm… E non è che posso rigonfiarla finchè non arrivo a casa?”
“No no, si buca e basta”

“Evvabbè. Senta, mi faccia un preventivo, poi ci risentiamo…”

“Ok lasciami il numero” ecc ecc ecc

Successivamente mi ha chiamato per dirmi che è riuscito ad aggiustarlo, ma non a trovare una camera d’aria 130/60-13 adatta a scooter invece che ad auto.

Ho riattaccato, ho scritto “130/60-13 camera d’aria scooter” su Google, ho cliccato sul secondo risultato dopo le pubblicità (il primo era su ebay), è uscito il sito di un negozio specializzato con la camera d’aria:

http://www.ridewill.it/p/it/kenda-999330001-camera-daria-misura-130-60-13-valvola-tr-87/31439/

Ho richiamato il tizio, ha detto che se c’è scritto che è per scooter va bene; così ne ho comprate due a 17 euro totali, spedizione inclusa, e le ho fatte spedire direttamente a lui.

Lunedì dovrebbe essere tutto pronto… per una cifra complessiva di un centinaio di euro, forse. (1000 chilomeri in più da fare per recuperare le spese).

 

Diario elettrico Ecojumbo 5000 – 1/dic/2016: Pausa invernale obbligatoria

Posted in Diario elettrico Ecojumbo 5000, hardware, scooter elettrici by jumpjack on 1 dicembre 2016

In questi giorni stavo pensando di mettere a riposo lo scooter per i mesi invernali, sia perchè mi sono rotto di congelarmi e ammalarmi tutti gli inverni, sia perchè ormai è diventato estremamente pericoloso circolare di notte in giro per Roma in scooter: lo stato delle strade, da pietoso che era, è diventato da terzo mondo, con buche così profonde da trapassare non uno ma anche 2 o 3 strati di asfalto e riasfaltatura.

Un’alternativa sarebbe stata uscire dall’ufficio non più tardi delle 16.30, per avere almeno quel quarto d’ora di luce per vedere dove metto le ruote.

Ma comunque ci ha pensato il Comune di Roma a risolvere il problema: alla fine una buca l’ho beccata in pieno; quando l’ho vista ho fatto solo in tempo a dire PORCO e già ci ero dentro. Non andavo veloce, forse a 60 all’ora, ma la buca era profonda e frastagliata, e mi ha schiantato il cerchione posteriore.

20161129_181809.jpg

Sfortunatamente quel giorno era il primo della prevista sequenza di giorni ultrafreddi, per cui mi sono ritrovato in mezzo alla strada col sole al tramonto e una temperatura di 6°C in calo….

Spinto lo scooter a piedi fino al bar più “vicino”… cioè in cima a una salita lunga 1 km (fortunatamente il motore funziona ancora), sono rimasto lì solo un’oretta ad aspettare che arrivassero i vigili, che molto simpaticamente mi hanno detto che forse il Comune rimborserà le spese di riparazione ai miei EREDI…

Accanto al bar c’era un gommista, ma quando ha visto il motoruota elettrico è andato nel panico e mi ha mandato via… Così mi sono trovato a dover decidere se spendere (altri) 80 euro di motosoccorso (dopo quelli spesi per il guasto alla centralina l’anno scorso) o farmela a piedi; visto che almeno il motore funziona ancora, si trattava “solo” di una passeggiata di 4 o 5 km; essendo solo le 18.30, potevo essere a casa per cena….

Così mi sono incamminato. Alle 20.30 ero “felicemente” a casa, a riflettere sull’accaduto.

 

E veniamo al “gioco di Pollyanna”, cioè a trovare tutti i lati positivi di questa storia:

–          è successo a ritorno da lavoro; se avessi bucato all’andata, avrei perso una giornata di lavoro

–          non mi sono spiaccicato nell’incidente, invece mi sono potuto comodamente fermare e accostare

–          è successo a “non troppa” distanza da casa: un’ora di camminata

–          il motore funziona ancora, quindi invece di camminare stavo (bene o male) seduto

–          era da 3 mesi che studiavo come cambiare il copertone ormai consunto; una rottura di scatole che però si è trasformata in fortuna, perchè così sono potuto tornare a casa in sella allo scooter (anche se a passo d’uomo) senza timore di rovinare il copertone sgonfio: tanto lo devo comunque buttare. Però durante il viaggio non si scaldava neanche, e arrivato a casa appare esteriormente ancora sano (pensavo sarebbe arrivato ridotto a brandelli)

–          è successo all’inizio dell’inverno: così non rosico per essere obbligato a non usare lo scooter, anzi meglio così mi risparmio un po’ di freddo

 

Adesso però inizia la nuova caccia: dopo la caccia alla centralina, la caccia multipla a:

–          gommista competente

–          specifiche del motore

–          istruzioni di smontaggio

 

Per adesso ho scoperto che il motore è un Quan Shun QS60V500805040

20161201_185215.jpg

Però questa Quan Shun sembra avere ben 5 siti diversi (http://www.qsmotor.cn/, http://www.cnqsmotor.com/en/, http://www.tzquanshun.com/en/  , www.qs-motor.com/, www.qsmotor.com/) forse uno clone clandestino dell’altro, boh? Ho scritto a tutti, mi è arrivata solo una risposta, totalmente inutile:

I think it is 13 inch hub motor (style B) as below link.

http://www.qsmotor.com/product/13-8000w-motor-b/

The voltage is 60V and the power is 4500W. You should double check with your seller for these information.

Regarding the damage rim, you can check with local motorcycle repair shop if they can repair it. You need to replace a new motor if they can’t repair the default wheel.

 

Si potrebbe riassumere in “Che ne so? Arrangiati”.

Il motore sembra essere lui… ma sul sito scrivono che possono stampigliare sull’involucro del motore tutto quello che vuole il cliente, a richiesta! Come se cioè non lo decidessero loro in base a cosa c’è DENTRO l’involucro!

Anche sul mio c’è scritto “Super Power Motor”.

Non sono ancora riuscito a capire il significato di tutti i numeri/lettere del codice, ma più o meno:

  • QS = Quan Shun
  • 60V = tensione
  • 500 = 5000W
  • 80 = 80 ampere
  • 5040 = ?

Altra stampigliatura che ho trovato:

20161201_185146.jpg

110320 85222

Visto che il motore potrebbe essere un “V2”, è che lo scooter (venduto come Ecojumbo 5000 ma il cui nome originale è HRBJ183) è del 2011 e venduto come capace di andare a 90 all’ora, la spiegazione trovata qui potrebbe calzare:

  • 110320 = fabbricato il 20/03/2011
  • 85222 = Velocità 85 km/h, numero di serie 222

La differenza tra i modelli V1, V2 e V3 di uno stesso motore dovrebbe essere:

  • V1: sensori di hall  con connettori normali, supporto in ferro, efficienza 84-86%
  • V2: doppia sensoristica di hall (principale e riserva) con connettori a tenuta stagna, supporto in alluminio, maggiore robustezza, efficienza 86-88%
  • V3:  maggiore robustezza, fili più spessi, corrente più alta, coppia maggiore a parità di potenza, efficienza  88-92%.

Praticamente il motore dell’Ecojumbo potrebbe essere un “QS13-02 (273)“, cioè la versione 5000W di questo (o questo?)

Confronto tra i dati di uno stesso modello ma di varie potenze:

Corrente nominale, Corrente di picco, Lunghezza magneti, Numero poli, RPM a vuoto, Coppia (Nm), velocità, tensione, sezione cavi

  • 2000W: 30A, 80A, 28mm, 23 (typo?), 850 rpm, 170 Nm, 70 km/h, 72V, 8mm2
  • 4000W:  67A, 80A, 40mm, 28, 1000rpm, 185 Nm, 90 km/h, 72V, 10mm2
  • 7000W: 114A, 140A, 60mm, 28, 1440rpm, 200 Nm, 115 km/h, 72V, 16mm2

 

Catalogo motori:

http://www.tzquanshun.com/upfile/2016/01/20160113095142_134.pdf

Molto interessante la tabella a pagina 13, che mostra come tutti i motori QS supportino almeno tensioni tra 48 e 72V, ed eventualmente fino a 144: significa che l’Ecojumbo potrebbe essere convertito senza problemi a 48V, cosa che comporterebbe l’enorme vantaggio di trovare sul mercato molti più pezzi di ricambio (centraline e batterie), che a 60V sono invece rarissimi.

Di contro, un motore a 48V non può andare a più di 65 km/h e richiede più corrente a parità di potenza; cioè, inviare 5000W  al motore significa inviargli 100A se è a 48V oppure 80 se è a 60V.

 

In questo thread la Quan Shun presenta vari modelli dei suoi motori:

https://endless-sphere.com/forums/viewtopic.php?f=31&t=65972

 

Ecomission mi ha anticipato che il cerchione è un tutt’uno con il motore e non si può staccare, ma spero che si sbaglino. Il motore nuovo costerebbe sui 400 euro.

Ho chiamato un “cerchionista” di Via Dell’Omo, ma anche lui è andato nel panico quando gli ho detto del motore elettrico. Però mi ha dato il numero di uno che “forse ci capisce”.

 

Questa è la buca infame:

20161202_165357.jpg 20161202_165338.jpg

 

Purtroppo non sono riuscito a fare una foto che renda l’idea della profondità, comunque  quel righello è lungo 30 cm…

 

Però mi è appena venuto in mente che, facendo abbastanza foto da varie angolazioni (almeno 12) potrei ricostruire la buca in 3d sul computer! 🙂 Potrebbe essere una cretinata interessante da fare…

Sempre se non hanno già tappato la buca, sono passati ben 5 giorni e entro 30 devo andare a ritirare la denuncia.

 

 

 

NEWS! NEWS! Il Governo autorizza formalmente il retrofit tramite motoruota elettrici! (hub motors) NEWS! NEWS!

Posted in auto elettriche by jumpjack on 31 ottobre 2013

Il giorno tanto atteso è finalmente arrivato.

In realà non ce ne siamo accorti, ma è arrivato 6 mesi fa, il 23 marzo 2013, giorno dell’entrata in vigore del regolamento che definisce le norme per l’omologazione di hub motors sulle automobili.

Si chiama Regolamento recante norme in materia di approvazione nazionale di sistemi ruota, nonche’ procedure idonee per la loro installazione quali elementi di sostituzione o di integrazione di parti di veicoli sulle autovetture nuove o in circolazione. (13G00059) (GU n.56 del 7-3-2013 ) , ha codice identificativo 13G00059 ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.56 del 7-3-2013.

Ecco il testo completo in vari link:

http://www.altalex.com/index.php?idnot=61956

http://gazzette.comune.jesi.an.it/2013/56/1.htm

http://www.tecnostrada.it/normative/DM100113.html

Gazzetta ufficiale completa: http://www.wspitaly.com/download/Gazz%20Uff%207%20mar%2013.pdf

 

D’accordo, non parla espressamente di ruote contenenti un motore a magneti permanenti per trasformare in elettrica un’auto a benzina, ma definisce tutti i parametri e le restrizioni cui i costruttori si devono attenere per costruire hub motor omologabili.

Da notare che probabilmente almeno uno di questi hub motor esiste già!

http://www.rinnovabili.it/mobilita/retrofit-auto-treviso-kit-conversione-666/

 

Alcuni punti interessanti del decreto:

Articolo 2: il decreto definisce le norme per l’omologazione di sistemi-ruota per veicoli M1 e M1G:

  • M1: Veicoli progettati e costruiti per il trasporto di persone, aventi al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente
  • M1G: come sopra, ma veicoli fuoristrada

Articolo 4:

 1. Ciascun sistema ruota e' progettato, costruito e montato in modo
 che, in condizioni normali di impiego e  malgrado  le  sollecitazioni
 cui  puo'  essere  sottoposto,  non  siano  alterate  le   originarie
 caratteristiche del veicolo in termini di  prestazioni  e  sicurezza,
 nonche'  in  modo  da  resistere  agli  agenti  di  corrosione  e  di
 invecchiamento cui e' esposto. 
   2. E' richiesto  il  preventivo  nulla  osta  del  costruttore  del
 veicolo nei casi in cui il  sistema  ruota  richieda  sostituzione  o
 modifiche di parti del veicolo al di fuori del sistema stesso, ovvero
 di software per la gestione dei  sistemi  anti-bloccaggio,  controllo
 della  trazione  e  della  stabilita'  del  veicolo  con   altri   di
 caratteristiche diverse da quelli previsti dal  medesimo  costruttore
 del veicolo. 
   3. L'istallazione del sistema ruota sul veicolo  deve  avvenire  in
 modo da consentire il ripristino della configurazione originaria  del
 veicolo stesso con la semplice rimozione  del  sistema  ruota  ed  il
 montaggio dei corrispondenti elementi originari. 
   4. Non si applicano le disposizioni di cui al comma 3,  qualora  il
 costruttore del veicolo rilasci, per ogni singolo veicolo,  specifico
 nulla  osta  con  il  quale   autorizzi   le   modifiche   necessarie
 all'installazione del sistema ruota.

Cioè se non si apportano altre modifiche al mezzo, non c’è bisogno del nullaosta del costruttore.

Questo potrebbe essere un vincolo per la realizzazione di auto elettriche retrofittate, perchè in qualche modo le ruote vanno comandate e controllate dal guidatore, quindi bisognerà intervenire su pedali, marce o altro.

Oppure inventare un joystick wireless e metterla in cu*o a tutti i costruttori. 🙂   Tanto, con un sistema del genere non è che si può pensare di andare a 130 all’ora in autostrada in solo elettrico: non perchè il motoruota non lo permetta… ma perchè ci vorrebbe una batteria da 10.000 euro, e allora siamo da capo a dodici!

Ma muoversi in città a 50 all’ora per un’ora con un’auto “costa” solo 3000 Wh, cioè 30 kg/1500 euro di batterie; una valigia nel baule.

Articolo 6:

1. L'installatore  del  sistema  ruota  sul  veicolo  rilascia  una
 dichiarazione, conforme al modello di  cui  all'allegato  E,  con  la
 quale certifica l'osservanza delle prescrizioni  per  l'installazione
 disposte dal  costruttore  del  sistema  ovvero,  nei  casi  previsti
 dall'articolo 4, commi 2 e 4, dal costruttore del veicolo.

 

Il sistema dovrà essere installato da personale autorizzato che rilascerà una dichiarazione di lavoro svolto a regola d’arte.

Per vedere le prime auto elettriche retrofittate bisognerà quindi prima aspettare che qualcuno faccia formazione a un po’ di meccanici spiegandogli cos’è un Ampere, un Wh e un hub motor…

Articolo 7:

  2. In deroga  a  quanto  disposto  dal  comma  1,  non  si  procede
 all'aggiornamento  della  carta  di  circolazione  nel  caso  in  cui
 l'installazione di un sistema ruota  non  comporti  variazione  delle
 misure degli pneumatici gia' previste in  sede  di  omologazione  del
 veicolo dal costruttore dello  stesso.

Quindi non bisogna nemmeno aggiornare la carta di circolazione, se ilo motoruota ha le dimensioni “giuste”.

Se le dimensioni invece sono diverse da quelle previste, serve il nullaosta della casa costruttrice.

 

 

 

Retrofit elettrico e Decreti Ministeriali per l’omologazione

Posted in ambiente, auto elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 10 luglio 2013

Eccoci a una nuova puntata di “non lo stavo neanche cercando e infatti l’ho trovato”.

 

Protagonisti, questa volta, sono i famigerati decreti del Ministero dei Trasporti cui fa riferimento l’articolo 75 del codice della strada; tale articolo, come ribadito dal recente Decreto Sviluppo 1.0 convertito in legge ad agosto 2012, permette di fare modifiche a un mezzo esistente senza bisogno di richiedere il nullaosta alla casa costruttrice.

Il mistero era capire quali fossero questi decreti, dove fossero, cosa dicessero…

Finchè mi sono imbattuto nella Gazzetta Ufficiale del 7 marzo 2013:

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-03-07&atto.codiceRedazionale=13G00059&elenco30giorni=false

Regolamento recante norme in materia di approvazione nazionale di sistemi ruota, nonche’ procedure idonee per la loro installazione quali elementi di sostituzione o di integrazione di parti di veicoli sulle autovetture nuove o in circolazione. (13G00059) (GU Serie Generale n.56 del 7-3-2013)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 22/03/2013

[Interessante il fatto che per trasformare un mezzo a benzina in un mezzo elettrico basti aggiungergli una o due ruote. 🙂 ]

«Art. 75 (Accertamento dei requisiti di idoneita’  alla

circolazione e omologazione) (In vigore dal 1° marzo 2009).

[…]

3. I veicoli indicati nel comma 1, i loro componenti  o

entita’  tecniche  prodotti   in   serie,   sono   soggetti

all’omologazione  del  tipo;  questa  ha  luogo  a  seguito

dell’accertamento di cui ai commi 1 e 2, effettuata  su  un

prototipo, secondo le modalita’ stabilite con  decreto  del

Ministro delle  infrastrutture  e  dei  trasporti.  Con  lo

stesso  decreto   e’   indicata   la   documentazione   che

l’interessato deve  esibire  a  corredo  della  domanda  di

omologazione.

3-bis. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

          stabilisce  con  propri  decreti   norme   specifiche   per

          l’approvazione nazionale dei sistemi, componenti ed entita’

          tecniche,  nonche’  le  idonee  procedure   per   la   loro

          installazione  quali  elementi   di   sostituzione   o   di

          integrazione di parti dei veicoli, su tipi di autovetture e

          motocicli nuovi o in circolazione. I sistemi, componenti ed

entita’  tecniche,  per  i  quali  siano  stati  emanati  i

suddetti  decreti  contenenti  le  norme   specifiche   per

l’approvazione nazionale degli stessi, sono esentati  dalla

necessita’ di ottenere l’eventuale nulla  osta  della  casa

costruttrice del veicolo di  cui  all’  art.  236,  secondo

comma, del regolamento di cui  al  decreto  del  Presidente

della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495,  salvo  che  sia

[…]

 

Ma la parte interessante viene dopo:

7.  Sono  fatte  salve  le  competenze  del   Ministero
          dell'ambiente e della tutela del territorio.». 
              - Il  regolamento  16  dicembre  1992  (Regolamento  di
          esecuzione e di attuazione del nuovo codice  della  strada)
          e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28 dicembre 1992, n.
          303, supplemento ordinario. 
              -  Il  decreto  del  Ministro  dei  trasporti  e  della
          navigazione 2 maggio 2001, n. 277 (Disposizioni concernenti
          le procedure di omologazione  dei  veicoli  a  motore,  dei
          rimorchi,   delle   macchine   agricole,   delle   macchine
          operatrici  e  dei  loro  sistemi,  componenti  ed  entita'
          tecniche) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12  luglio
          2001, n. 160. 
              - Il decreto del Ministro dei trasporti 3  maggio  2007
          e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 165 del 18 luglio
          2007. 
              - Il decreto del Ministro delle  infrastrutture  e  dei
          trasporti 28  aprile  2008  e'  pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale n. 162 del 12 luglio 2008, supplemento ordinario. 
              -  Il  decreto  legislativo  24  giugno  2003,  n.  209
          (Attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai  veicoli
          fuori uso) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7  agosto
          2003, n. 182, supplemento ordinario. 
              - Il regolamento n. 124 della Commissione economica per
          l'Europa   delle   Nazioni    Unite    (UN/ECE)    recante:
          «Disposizioni uniformi relative all'omologazione  di  ruote
          per autovetture  e  loro  rimorchi»,  e'  pubblicato  nella
          Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea n. L 375/588 del  27
          dicembre 2006. La successiva rettifica e' pubblicata  nella
          Gazzetta Ufficiale n. L 70/413 del 9 marzo 2007. 
              - Il decreto del Capo del Dipartimento per i trasporti,
          la navigazione ed i sistemi  informativi  e  statistici  21
          aprile 2009 (Procedure di verifica del sistema di controllo
          di conformita' del processo produttivo e della  conformita'
          del  prodotto  al  tipo  omologato  per  veicoli,  sistemi,
          componenti  ed  entita'  tecniche),  e'  pubblicato   nella
          Gazzetta Ufficiale 11 maggio 2009, n. 107. 
              - La legge 21 giugno 1986, n. 317, e' pubblicata  nella
          Gazzetta Ufficiale 2 luglio 1986, n. 151.

 

Altro link sullo stesso decreto: http://gazzette.comune.jesi.an.it/2013/56/1.htm

 

 

Non è indicato nemmeno di cosa parlano questi decreti e leggi, quindi toccherà andarseli a leggere tutti…

 

 

 

 Poi c’è anche questo decreto del 2003, sempre del Ministero Dei Trasporti:

 

 

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 31 gennaio 2003

Recepimento  della  direttiva  2002/24/CE del Parlamento europeo e del  Consiglio  del  18 marzo  2002,  relativa  all’omologazione  dei veicoli  a  motore  a  due  o  tre  ruote  e  che abroga la direttiva 92/61/CEE  del  Consiglio.  (Testo  rilevante  ai  fini  dello Spazio economico europeo). (G.U. n. 123 25/09/2003)

http://www.asaps.it/agg_cds_2013_online/Legislaz.Complementare/001.htm