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Diario elettrico GreenGo Icaro: l’assicurazione

Posted in Diario elettrico GreenGo Icaro, minicar elettriche by jumpjack on 3 marzo 2018

Ero convinto che, 7 anni dopo l’uscita della Twizy non avrei avuto problemi ad assicurare una Icaro….
Mi sbagliavo di grosso!
Ancora le stesse scene: panico, balbettii e silenzi ogni volta che dico “elettrico”; a volte già quando dico “quadriciclo”.

  • Eppure qualche assicurazione l’ho trovata…
    AXA, quella con cui l’aveva assicurata chi me l’ha venduta: 660 euro
  • Generali, con cui ho assicurato 2 scooter negli ultimi 7 anni: 530 euro
  • Preventivatore di Stato: dai 600 ai 1500 euro
  • Preventivi vari in giro: dai 500 ai 1200 euro
  • GenialLoyd: preventivo online 296 euro; poi bisogna mandare una lettera CARTACEA alla sede di Milano per farsela approvare.
  • Cooperativa Insieme per Cattolica assicurazioni: 431 euro. Ma non riesco a farmi mandare polizza o contratto da firmare: continuano a mandarmi una mail con scritto “431 euro”, e un PDF con scritto “Accetto contratto, condizioni e preventivo”…. solo che nel PDF non c’è nè contratto, nè condizioni, nè preventivo, solo quella frase (in sostanza) e lo spazio per la firma.

Poi ho scoperto che Allianz è sponsor ufficiale del gran premio di Formula E 🙂 Quindi magari lo sanno cos’è un mezzo elettrico…
Così ho provato a fare un preventivo online; “372 euro; è necessaria l’autorizzazione della direzione”
“Direzione”?!? Sono rimbalzato per ore da un telefono all’altro per riuscire a parlare con questa “direzione”, ma ovviamente è impossibile…
Così ho deciso di cercare un’agenzia fisica Allianz: ce n’è una a 500 metri da casa mia!!! :doh:

Ci sono andato,… e ho passato 2 ore col consulente che cercava di far digerire al sistema il mio mezzo: ok quadriciclo, ok elettrico… ma ci sono due problemi:
– il libretto dice “L7e”, cioè quadriciclo pesante… ma dice anche “6 kW”, che nel 2013, quando fu immatricolata la mia icaro, voleva dire “quadriciclo pesante”; ora però, con la nuova normativa, i quadricicli leggeri L6e non arrivano più a 4 kW ma a 6 kW! Quindi la mia icaro è un quadriciclo “leggesante”… 🙄 e il computer è indeciso se richiedere una targa da ciclomotore (ERROR! la targa indicata è da moto!) o da moto (ERROR! ha solo 6 kW, quindi è un ciclomotore!).
– GreenGo: questa marca proprio non esiste. Non parliamo poi di Zhidou; e nemmeno il consulente in agenzia può indicare una marca “fuori catalogo”.

Non riuscivo a uscire dal loop…

Il consulente Allianz ha deciso di inviare copia del libretto in direzione, perchè l’unica possibilità è che aggiungano loro a mano i dati nel database…

Alla fine sono riuscito a risolvere, ma non con Allianz, che dopo aver aggiunto il mio mezzo al suo database (ma per errore mettendolo sotto la marca GreenMobility…) ha portato il premio a 680 euro! Arrivederci!

Ho risolto invece con ITAS: 380 euro.

Da domani riviaggio elettrico!

 

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Test su strada Startlab Open Street

Posted in auto elettriche by jumpjack on 1 aprile 2013

L’altro giorno ho finalmente avuto il piacere, grazie alla cortesia di Fabiano, di guidare di persona una StartLab Open, versione “Street” (v. anche altro post).

Questo è il grafico che avevo già estrapolato da un filmato fatto da Fabiano:

Questa volta ho fatto qualche test più esaustivo: accelerazione in 2 senza boost, in 2 con boost, e da solo.

La prova è un po’ “viziata” dal termine della pianura al raggiungimento dei 40 km/h (non ho trovato una strada piana più lunga…), ma è comunque interessante:

StartLabOpenStreet

I dati sono confrontati con l’unica altra minicar al piombo che ho testato personalmente (a parte la birò, di cui ho dimenticato di fare un filmato del cruscotto…).

Anche se pure la StartLab appare piuttosto lenta in accelerazione rispetto ai vari mezzi al litio che ho provato (scooter e minicar), risulta più scattante del lentissimo Ingaeta G1.

La Openlab ha questi tempi 0-40 km/h

In 2: 15 secondi

In 2 con boost: 12 secondi

In 1 senza boost: come in 1

Si nota però una leggera differenza nella curva dopo i 40 km/h, tra i casi “in 2” e “in 1”.

In ogni caso, il mezzo in pianura difficilmente riesce a superare i 45 km/h, ma devo dire che è meglio così, perchè purtroppo non appare molto stabile: sarà per la leggerezza (lo si sposta facilmente spingendolo con una mano!), o forse per lo sterzo a presa diretta tipo go-kart, che fa svoltare il mezzo appena si sfiora la sterzo, ma la sensazione è che sia meglio non correrci troppo, soprattutto in curva.

Sembrerebbe anche da accantonare l’idea di migliorane le prestazioni installando batterie al litio: sicuramente le prestazioni migliorerebbero con 70-80 chili in meno, ma ne perderebbe la stabilità, per cui si finirebbe col dover zavorrare il mezzo, perdendo quindi uno dei vantaggi del litio (l’altro è la maggiore durata delle batterie).

Rispetto al Birò il mezzo è decisamente più comodo, avendo sotto lo sterzo spazio per allungare le gambe, al contrario del Birò che ha una parete verticale, ed inoltre l’abitacolo è pieno di portaoggetti vari.

Anche lo spazio di carico è davvero notevole: nonostante gli sforzi del produttore per ridurlo (???) “tagliando” il retro dell’auto, il bagagliaio posteriore è davvero enorme! Il che vuol dire che c’è spazio in abbondanza per un gruppo elettrogeno da 2 o 3 kW che permetterebbe di trasformare il mezzo da elettrico in ibrido… (ho visto gruppi da 1 kW stare in uno spazio di 40x40x40 cm!).

Ho invece trovato scomodo il tasto “boost”, che stando sulla plancia anzichè sotto al volante, costringe ad “allungarsi” per premerlo, e tenerlo premuto a lungo è molto scomo (e probabilmente fatto apposta).

Scomdo anche il fatto di non avere “deflettori” nei finestrini o nel tettino, per evitare che si appannino i vetri nei giorni di pioggia, e l’impianto di aerazione non fa moltissima aria; infatti Fabiano dice che intende installare un sistema di sbrinamento a parte.

Interessante notare che il motore è decisamente enorme, più grosso di quello dello scooter Ghibli da 11 kW che ho visto lo stesso giorno! Il che lascia supporre che non sia un motore brushless, ma un vecchio motore a spazzole (non è posizionato in una ruota, ma staccato è collegato alle ruote tramite differenziale e tutto il resto).

La decelerazione data dal motore in caso di recupero in frenata attivato dal pedale del freno è decisamente potente, forse troppo.

In conclusione, un mezzo strettamente adatto solo per la città, a causa della irrimediabile bassa velocità, ma molto meglio di Birò e Ingaeta.

Pare che a Roma ne vengano ancora vendute alcune, senza batterie e a poche migliaia di euro: http://www.hyperdivision.it/elettrico/start-lab/