Jumping Jack Flash weblog

Le stramberie dell’E-Prix Rome 2018

Posted in auto elettriche by jumpjack on 17 aprile 2018

Che sia stato un evento eccezionale è fuori di dubbio.

Che abbia richiamato sulle auto elettriche l’attenzione di milioni di persone  non c’è dubbio.

Ma non c’è dubbio anche che sia stato un evento davvero bislacco, come testimoniano le foto che seguono! (alcune tratte dal  video ufficiale Mediaset della gara,  trasmessa in diretta su Italia 1 e Italia 2, ora visibile qui)

Ecco la prima foto:

In diretta su Italia 2, ecco una bella piazza ovale con un obelisco al centro; gli speaker dicono di essere affacciati su Piazza Guglielmo Marconi, all’EUR… ma quella che si vede nel video è piazza del Popolo, in pieno centro, a 12 km e 40 minuti di distanza dall’EUR!

Sì perchè Roma ha accettato di ospitare il gran premio… ma ben lontano dalla zona della “città eterna”,  da Castel Sant’Angelo, dall’Isola Tiberina, dalle chiese barocche famose in tutto il mondo, e ben lontano dal Colosseo, ritratto in tutte le foto promozionali:

Questa è la vera piazza dell’E’Prix Rome 2018!

 

Confronto tra le due piazze:

Nessun edificio medievale o romano, intorno: solo i cubi  di travertino degli anni ’30: il quartiere è l’EUR, “Esposizione Universale di Roma”, noto anche come E42 perchè doveva essere inaugurato nel 1942. Ma l’entrata in guerra del 10 giugno 1940 bloccò i lavori, e il quartiere, e i lavori finirono solo negli anni ’50. Altro che Roma antica!

—————–

Ma andiamo avanti. Sul sito ufficiale FIA FormulaE è a un certo punto comparsa la mappa ufficiale del circuito:

Sfortunatamente, come indicato dalle frecce, questa mappa è completamente sbagliata: tutte le recinzioni e il circuito stesso risultano traslate a nord-ovest di 200 metri rispetto alla loro posizione reale; non è difficile accorgersene, basta osservare la linea curva in alto a sinistra, che dovrebbe seguire la strada poco più in basso, e invece si ritrova in mezzo al prato…

Ripetute segnalazioni al sito si sono rivelate inutili (probabilmente perchè già sommerso dalle email di richiesta di chiarimenti sul perchè i biglietti non arrivavano nelle mail degli acquirenti: promessi per il 25-30 marzo (“21 giorni prima dell’evento”, diceva il sito), sono arrivati il 10 aprile.

Torndando alla mappa, questa è quella corretta:

Ma presto è comparsa un’altra versione: semplificata, stilizzata… e involontariamente allusiva!

I fortunati possessori del biglietto-prato hanno potuto infilarsi nel Gate Nord e godersi lo spettacolo. 😀 😀

Poi è successo qualcos’altro; hanno iniziato a circolare mappe che mostravano la posizione delle tribune, mappe che sono andate a integrare quelle già pubblicate che mostravano le posizioni di partenza e arrivo della gara.

Osservate attentamente queste due immagini:

 

 

… notate niente di strano?

io mi sono accorto della faccenda solo perchè ho usato mappe multiple per creare un’unica singola mappa che raggruppasse i punti di interesse, da visualizzare in Google Earth. E mi sono così accorto di una “piccola imprecisione” nella mappa:

“Vabbè dài”, mi sono detto, “a forza di semplificare e stilizzare, avranno sbagliato la mappa…”.

Eh no.

La mappa era giusta.

Ed ecco infatti cosa è successo!

Le centinaia di persone che hanno pagato fino a 35 euro a testa per accapparrarsi un posto nella tribuna principale, la Tribuna 1, “quella della pole position”, si sono ritrovate con questa bella sorpresa: la tribuna era collocata 500 metri prima della pole position!!!

Pole position che, per colmo di ironia, è venuta a trovarsi in corrispondenza di un distributore di benzina; considerando che si tratta di una corsa di auto elettriche…

Ed ecco la “tribuna d’onore”! 🙂

Questa zona (o meglio il prato poco più indietro) era accessibile a chiunque possedesse un biglietto gratuito, in  realtà pensato per vedere il gran premio dai due enormi prati nella parte alta della mappa!

Gli sfortunati spettatori della Tribuna 1 potevano vedere solo le ultime 3-4 posizioni della fila di 20 auto.

Come è potuta succedere una cosa del genere?

La spiegazione appare tristemente semplice: se la tribuna aveva una perfetta visuale sulle  ultime posizioni… significa che quelle dovevano essere le prime!

Hanno posizionato la Tribuna 1 pensando che la corsa si sarebbe svolta in senso orario!

Invece si è svolta in senso antiorario… e di 30.000 persone che erano all’EUR, la partenza l’abbiamo vista in 30 persone…

E, a guardar bene il  circuito, correre in senso orario avrebbe avuto molto più senso: dopo lo stretto tornante ci sarebbe stato un lungo rettilineo, interrotto da una chicane che portava in piazza, e la stessa chicane, alla partenza, avrebbe offerto un grande spettacolo di tentativi di sorpasso. Invece, invertendo il senso del circuito, è successo che alla partenza le auto sono schizzate via… e dopo 3 secondi hanno dovuto compiere una frenata colossale per fare quella che, di fatto, è una inversione a U.

Eppure qualcuno, all’ultimo momento, deve essersi accorto di aver fatto una fesseria…

Ecco infatti le immagini della diretta TV; questa è una bella tribuna che si affaccia sulla “griglia di partenza”… che però non è per niente la griglia di partenza: sono solo le auto appena uscite dai box, che si sono schierate davanti alle tribune 2B e 2C del vecchio palazzo dei congressi, visibile sullo sfondo a sinistra:

Il problema è che, per arrivare dalla finta posizione di partenza a quella vera in Piazzale Marconi, le auto avrebbero dovuto percorre mezzo circuito.

E quindi?

E quindi apriamo le transenne e facciamo passare le auto in mezzo alle macchine parcheggiate, si fa prima!

Questa è la scorciatoia presa:

Così finalmente le auto hanno potuto formare la vera griglia di partenza e dare inizio alla gara.

Una gara emozionante, affascinante, futuristica e rivoluzionaria… ma decisamente strampalata!!!

 

L’allunaggio con Tito Stagno

Posted in astronomia by jumpjack on 4 agosto 2009
Sulla Luna con Tito Stagno

La vera storia dell’ “allunaggio italiano”
a cura di Luca Cassioli

3 Agosto 2009

Ispirato dal lavoro iniziato da Paolo Ativissimo nel tentativo di gettare luce sul “mistero” della telecronaca di Tito Stagno del 1969 sull’allunaggio, ho deciso di analizzare la cosa più a fondo.
Per chi non lo sapesse, in occasione dell’allunaggio avvenuto il 20 luglio 1969 la RAI segui’ l’evento tramite una telecronaca in diretta commentata da Tito Stagno.
Nel momento più importante della missione, cioè a pochi secondi sall’allunaggio, ci fu un improvviso disaccordo tra il commentatore locale, Tito Stagno, e l’inviato a Houston, Ruggero Orlando: quando Tito Stagno annunciò l’avvenuto atterraggio,Orlando lo smentì dicendo che mancavano ancora dieci metri, e la discussione che seguì coprì totalmente i dialoghi originali del momento effettivo dell’allunaggio: nessun italiano ha quindi mai sentito in diretta le storiche frasi “Houston, qui base Tranquillità, l’Aquila è atterrata” e “C’era un po’ di gente qui che stava diventando blu, ora siamo tornati a respirare”.

Riporto qui sotto uno specchio sinottico che raffronta le conversazioni Houston-LEM col commento di Tito Stagno, insieme a miei commenti personali, che dovrebbero spiegare il motivo del famosissimo “disallineamento” tra la telecronaca di Tito Stagno e i fatti reali, annunciati invece correttamente da Ruggero Orlando.

L’errore è da imputare a una moltitudine di cause:

  1. la qualità del collegamento era pessima, spesso si sentivano solo fruscii, e quando si sentiva qualcosa, la voce era estremamente distorta, a volte ulteriormente disturbata da un fastidioso eco;
  2. il sistema di commutazione automatica dell’audio faceva sì che le prime frazioni di secondo di ogni comunicazioni si perdessero, perchè tra una comunicazione e l’altra il microfono si spegneva automaticamente; normalmente questo non causava problemi… ma al momento 102:43:55 questo causa la “trasformazione”  di un “two seventy” (“due settanta”, cioe’ 270 (piedi) ) in un “seventy”, che induce erroneamente Stagno a supporre che  il LEM si trovi a 70 piedi di altezza anziche’ 270;
  3. piloti e Controllo Missione utilizzavano un gergo molto tecnico e molto stringato (“2 1/2 down” significa adesempio “stiamo scendendo a 2 piedi e mezzo al secondo”, e “you’re go” significa “tutto a posto, potete procedere”); spesso Stagno sembra infatti fraintendere il significato di queste frasi;
  4. Stagno si stava cimentando nel difficilissimo compito della traduzione simultanea; usualmente affidato a professionisti del mestiere, questo compito apparentemente semplice consiste in realtà nel parlare in italiano per tradurre cosa si è sentito in inglese alcuni secondi prima, e contemporaneamente ascoltare cosa viene detto in inglese mentre si sta ancora parlando in italiano. L’indugiare delle riprese sulle cabine della traduzione simultanea in molte occasioni sembra suggerire che il regista volesse far capire al pubblico in cosa si stava cimentando Stagno;
  5. il dialogo Houston-LEM è rapidissimo, come è possibile osservare guardando il filmato coi sottotitoli, che addirittura si sovrappongono l’uno all’altro anche su 3 o 4 righe, tante erano le parole che venivano scambiate nel giro di pochi secondi. Tant’e’ che è difficile seguire i dialoghi persino leggendoli e conoscendoli già, ora, dopo 40 anni; figuriamoci ascoltandoli in diretta!

Tutto cio’ rende a mio avviso più che giustificabile l’errore, pur clamoroso, di Tito Stagno.
Meno giustificabile il suo tentativo di dimostrare a tutti i costi di aver ragione, durato(ad oggi) 40 anni… Anche se èplausibile che lui stesso non si sia mai messo a fare un’analisi così approfondita della sua telecronaca.

E infine un ultimo appunto al compianto Ruggero Orlando: ma non poteva dirlo subito, che Stagno non era piu’ “in linea” con la situazione effettiva?!?


Nella tabella,

in VERDE le “associazioni” più plausibili,

in ROSSO quelle molto “stiracchiate”,

in sottoloineato i commenti a margine,

in CELESTE le spiegazioni.

Le mie note sono ovviamente tutte supposizioni e deduzioni mie personali, ma non volevo appesantirle con troppi “forse”, “potrebbe”, “è probabile”, quindi il più delle volte sono poste in forma di affermazione, invece che di ipotesi.

Tempo di missione = orario filmato RAI + 102h 36m 06s (circa)

Orari di riferimento:

  • Lunar landing :

 

 

  • Contact light:
    • Mission Time: 102:45:40
    • GMT: 20:17:40
    • Italia: 22:17:40
    • Filmato: 09:29

 

Link a tabella su pagina HTML singola: LINK

Tempo
di
missione
Trascrizione
NASA
Orario
filmato
RAI
Parole di Tito Stagno Note
102:41:27 Duke: Eagle, Houston. Coming up 8:30; you’re looking
great. (Pause)
5:45 “Vai giù che è una meraviglia”, dice Houston.
102:42:08 Duke: Roger. Copy. (Pause) Eagle, Houston. You’re Go
for landing. Over.
6:05 1200 metri d’altezza
102:42:17 Aldrin: Roger. Understand. Go for landing. 3000 feet. 6:12 “Go for landing”
102:42:19 Duke: Copy. xxxx ha dato l’ordine di procedere fino…
102:42:19 Aldrin: Program Alarm.
(Pause) 1201
6:17 …alla discesa, a… Stagno non si accorge che stanno parlando di un allarme del computer, il 1201, che indica sovraccarico di dati nel computer.
102:42:25 Duke: Roger. 1201
alarm. (Pause) We’re Go. Same  type. We’re Go.
A giudizio naturalmente del pilota del modulo
lunare e del comandante
Armstrong. “Noi andiamo”, rispondono dal modulo lnare, “Potete andare”, dicono da terra.
Stagno interpreta “we’re go” (=nessun problema) come
“we are going”, e il successivo “we’re go” come “you go” .In realtà Houston autorizza il LEM a procedere nonostante l’allarme 1201, perche’ ha scoperto che   dello stesso tipo (“same type”) del 1202 rgistrato qualche minuto prima:
102:38:30 Armstrong: (To Houston) It’s a 1202.
102:38:32 Aldrin: 1202. (Pause)
102:38:42 Armstrong (on-board): (To Buzz) What is it? Let’s incorporate (the landing radar data). (To Houston) Give us a reading on the 1202 Program Alarm.
102:38:53
Duke: Roger. We got you…(With some urgency in his voice) We’re Go on
that alarm.
102:42:31 Aldrin: 2000 feet. 2000 feet. 6:27 2000 piedi. Siamo quindi a meno di un chilometro di
altezza.
102:42:41 Duke: Eagle, looking great. You’re Go. 6:33 “Vai sempre bene” dicono dalla base di Houston, “vai pure“. Sembra che Stagno non conosca il gergo tecnico secondo
cui “go” vuol dire “tutto a posto”, e “you’re go” vuol dire “siete a posto”.
???:??:?? (xxx)sixteen (hundred) 6:38 1600 piedi. Perdonate, non riesco a fare in fretta il
calcolo.
102:42:?? Roger. 1202.
We copy it
6:48 Dividete per 4 la cifra che vi do, farete prima di me. Stagno non si accorge che stanno parlando di un allarme del computer, il 1202, che indica sovraccarico di dati nel computer.
102:43:07 Aldrin: 700 feet, 21 (feet per second) down, 33 degrees.
102:43:11 Aldrin: 600 feet, down at 19.
102:43:16 Aldrin: five hundred and fourty feet, down at.. 30. Down at 15. (Pause) Scusate, dividete per 3 sempre i dati. Sono a 400 metri da terra Stagno sta parlando mentre Aldrin pronuncia queste
frasi, quindi è facile che abbia sentito male e intuito solo il “fourty”; non “potendo” essere 40 perche’ un secondo prima era 600, ha “interpolato” a 400… facendo ulteriormente confusione parlando di metri invece che
piedi. Per rendervi conto dell’estrema difficoltà di capire e tradurre quello che si ascolta mentre in contemporanea si parla in italiano c’e’ solo un modo: provate voi stessi a tradurre in diretta a voce alta l’audio originale senza leggere i sottotitoli.
… “dalla Terra”…. Dal suolo lunare!
102:43:33 Aldrin: 350 feet, down at 4. 7:27 Sempre dati tecnici molto veloci… carosello di
comunicazioni e numeri.
Stagno sta iniziando a perdere il  filo, ha già confuso FOURty con QUATTROcento, e ha detto METRI invece che PIEDI..
102:43:42 Aldrin: Okay, you’re pegged on horizontal velocity. 7:34
102:43:52 one and half down …. 7:45 Sembra che Aldrin abbia detto “two seventy”, ma effettivamente si sente solo “seventy”, e per di piu’ si sente anche un’eco nelle comunicazioni, è praticamente impossibile capirci qualcosa!
102:43:55 …two seventy 7:47
7:52 70
piedi
7:56 Sono ormai…. a
25 metri
dal suolo lunare
Ormai Stagno perde completamente il filo, a causa
delle trasmissioni disturbate: il sistema di commutazione automatica del microfono, che accende il microfono appena una persona inizia a parlare per spegnerlo appena termina, ha tagliato  completamente il “2” che precede il “70
“: Stagno capisce quindi che il LEM sta a 70 piedi, cioe’ a circa 25 metri di altezza; in raltà si trova a duecentosettanta
piedi (270), cioè a novanta metri di altezza! Stagno interpreterà tutti i numeri successivi partendo dal presupposto che dovranno tutti essere inferiori
a quetso, dal momento che il LEM sta scendendo. Il risultato sarà uno stravolgimento totale della narrazione dei fatti avvenuti.
250 (feet altitude), down at 2 1/2, 19 forward.
102:44:10 19 forward 8:03 Questo “19” sembra non entrarci niente… Stagno prende
tempo.
Aldrin: Altitude  velocity lights. E’ questo il momento piu’ delicato… “Continuate
la discesa a vostro giudizio
“….
Ormai Stagno non sa più cosa stia succedendo, ma “sa” che devono essere a meno di 70 piedi dal suolo, e cerca di immaginare quale dovrebbe essere il contenuto della conversazione. Potrebbe essere che il “lights” viene interpretato come “like”, e “interpolato” come “as you like”???????
Aldrin: three and half down, two twenty
feet, 13 forward. (Pause)
venti
piedi!
Stavolta il “due” si sente… ma non ha senso che si
passi da 70 piedi a 220 piedi, quindi Stagno pensa di aver capito “venti”…
102:44:24 Aldrin: 200 feet, four and half down 8:16 “Vai
piano”
dicono da Houston.
Anche se finora “down” è stato detto per indicare che
i numeri si riferisono alla velocità di discesa, visto che
Stagno non l’ha in effetti mai spiegato, può darsi che non l’abbia capito; magari immagina che ogni volta che dice “down”, Houston intende “rallentate”! (dopotutto “calm down” vuol dire “vacci piano”, e puo’
assomigliare a “half down”, in una trasmissione pessima). Subito dopo infatti “scollega” compleamente il numero dal “down” che lo segue, pensando che il numero indichi la quota.
102:44:26 Aldrin:
5 1/2
down.
8:20 Cinque
piedi e mezzo.
2 metri
E’ vero che hanno detto “cinque piedi e mezzo”, ma
è la velocità di discesa! Ma come dicevamo, Stagno non l’ha capito. E’ convinto che il LEM sia a un soffio dall’atterraggio (2 metri), è in trepida attesa di una qualche parola, nella confusione che sente, che sia correlata con l’atterraggio….
102:44:33 Aldrin: 5 1/2 down,
9 forward. You’re looking good.
8:27 Piano
ancora dicono da terra,
Ha senso che Houston dica al comandante di andare molto piano, visto che sta per atterrare. In realtà non lo dicono affatto… ma per Stagno l’importante è che quello che sente sia coerente con quello che crede stia succedendo (cioe’ che manchino pochi istanti all’atterraggio).
102:44:33 You’re looking good 8:30 GO!” esclama
Stagno con entusiamo,
Questo “good” suona un po’ storpiato, è molto breve, e Stagno ci stava “parlando sopra”, quindi forse gli sembra quasi un “go”: “potrebbe essere questa la
“parola magica” associata all’atterraggio
che stavo aspettando?!?“, si sarà  chiesto.Stagno non è per niente sicuro di questo “go”, si gira in cerca di conferma… ma non c’e’ nessuno che puo’ aiutarlo, per cui “interpola”: 3 secondi fa erano a 2 metri di altezza, ora hanno detto “go”… visto che dicono sempre “go” quando le cose vanno bene, forse “go!” vuol dire che sono
atterrati!Ms si’, annunciamo l’atterraggio!!!
102:44:45 Aldrin: 100 feet, 3 1/2 down, 9 forward.Five percent
(fuel remaining). Quantity light.
8:34 Ha
toccato! (applausi)
Non ha toccato a fatto, è ancora a 100 piedi, piu’ di
30 metri di altezza; si sentono infatti ancora le comunicazioni in sottofondo, che dicono che si è accesa la spia della riserva del LEM.
102:44:54 Aldrin: Okay. 75 feet. And it’s looking good. Down a
half, 6 forward
8:43 Ruggero Orlando: “No, non ha toccato!” E’ vero, il LEM non è ancora atterrato,  atterrerà a
102:45:44, tra 50 secondi.
8:51 Signori, sono le 22:17 in Italia, sono le 15:17 a
Houston, sono le 14:17 a New York: per la prima volta…
102:45:08 Aldrin: 60 feet, down 2 1/2. (Pause) 2 forward. 2
forward. That’s good.
9:00 un… veicolo pilotato dall’Uomo ha toccato un altro
corpo celeste.
Questo è frutto dell’intelligenza, della preparazione
scientifica,…
Stagno decanta le lodi dell’equipaggio… che pero’
è ancora intento a manovrare il LEM, a 60 piedi da terra.
102:45:17 Aldrin: 40 feet, down 2 1/2. Picking up
some dust.
9:10 …è
frutto della fede dell’Uomo.
Mentre Stagno parla, il LEM è talmente basso, ora, che inizia a sollevare la polvere lunare coi getti del motore.
102:45:21 Aldrin: 30
feet
, 2 1/2 down. XXXXXXXX faint shadows
9:13 A voi Houston. Aldrin vede le ombre delle zampe.
102:45:25 Aldrin: 4 forward. 4 forward. Drifting to the right a
little. 20 feet, down a half.
9:16 Beh… qui ci pare che manchino ancora 10
metri!
risate in studio; Stagno fa un gesto di stizza. Eppure Orlando, in modo molto professionale, non ha accusato Stagno di imbranataggine, ma ha detto “QUI SEMBRA che manchino ancora dieci metri” (e in effetti è
così).
102:45:31 Duke: 30 seconds (until the ‘Bingo’ call). Houston avverte che e’ rimasto carburante oer 30
secondi. Sarebbe stato un ottimo spunto giornalistico per mettere un po’ di “suspence” nella telecronaca… Peccato.
9:25 No Ruggero,<Orlando: Ecco, sto aspettando…>No Ruggero<Orlando: Pronto? Sto aspettando…> Le voci di Stagno e Orlando si accavallano, forse per
un ritardo nelle tramissioni telefoniche oltreoceano.
102:45:40 Aldrin: Contact Light. 9:30 Se abbiamo ascoltato bene le comunicazioni
fino a adesso…
Evidentemente NON le ha ascoltate bene: si sono accese ORA le luci di contatto dei sensori di atterraggio!
9:32 <Orlando: sto
aspettando…non…>
102:45:44 Aldrin: Okay. Engine Stop. 9:34 Da due metri e mezzo non si passa a dieci cfr 102:44:26, quando Stagno dice che 5 piedi e mezzo
sono 2 metri (si ricorda male, pensa di aver detto “2 metri e mezzo”).In realtà, Aldrin comunica di aver spento i motori, come prevede la procedura appena si accende la “luce di contatto”, ovvero una spia
azzurra che avverte l’equipaggio che le sbarre di un metro e mezzo che pendono da tre zampe del lem (con l’esclusione di quella su cui è montata la scaletta di discesa) hanno toccato terra: a questo punto è necessario spegnere il motore per evitare che
alzi troppa sabbia, tanto la bassa gravità lunare e la bassa velocità del LEM consentiranno comunque di fare un atterraggio morbido, anche se a motori spenti.
9:43 Fermare
i motori”
hanno detto da terra<Orlando: Ha
toccato in questo momento!!>
Stagno ignora le proteste  di Orlando e
continua la telecronaca, riferendo che da terra è stato dato ordine di spegnere i motori. Applaude anche Stagno, ma… cerca di “salvarsi”
raccontando la storia dell’elicottero. In realtà, i motori del LEM vanno spenti PRIMA dell’atterraggio, per l’esattezza appena i
sensori che penzolano per 1,5 metri dalle zampe toccano terra, per timore che la polvere sollevata al motore possa danneggiare il LEM.
102:45:57 Duke: We copy you down, Eagle. 9:46 Hanno fermato i motori in questo momento. E’ vero (Stagno si riferisce a ciò che ha sentito pochi secondi fa)… ma non perche’ erano GIA’ atterrati, bensi’ perche’ STAVANO aterrando!
9:49 Cioe’, praticamente (l’errore è
comprensibile [dice
Stagno], perche’ era effettivamente atterrato quando io l’ho detto,
alle 22.17 precise)
ma il motore, così come si fa per un elicottero,
è stato spento solamente dopo.
Stagno cerca di spiegare perche’ Orlando ha
sbagliato… quando invece è lui che ha sbagliato.
 102:45:58  Armstrong (onboard): Engine arm is off. (Pause) (Now on voice-activated comm) Houston, Tranquility Base here. The Eagle has landed.  –:– –:– Nessuno in Italia sente la fatidica, famosa frase nel momento in cui viene pronunciata, perchè coperta dale parole di autocompiacimento di Tito stagno (v. filmato in questo punto)!
 102:46:06  Duke: (Momentarily tongue-tied) Roger, Twan…(correcting himself) Tranquility. We copy you on the ground. You got a bunch of guys about to turn blue. We’re breathing again. Thanks a lot. –:– –:–
102:46:16  Aldrin: Thank you. –:– –:–

 

Riferimenti:

Dialoghi NASA tratti da: http://history.nasa.gov/alsj/a11/a11.landing.html

Filmato RAI  L’Uomo sulla Luna (diretta RAI del 1969) PARTE-4  –   Link originale a Youtube (rimosso) – mio nuovo link Youtube: LINK

Sottotitoli per filmato RAI: DOWNLOAD

Il programma che ho scritto per generare i sottotiitoli a partire dalletrascrizioni ufficiali NASA (con sorgenti RapidQ BASIC): DOWNLOAD

AGGIORNAMENTO agosto 2010:

Paolo attivissimo ha pubblicato su youtube un filmato che sincronizza l’audio e il video di Tito Stagno con l’audio e il video di Houston:

http://complottilunari.blogspot.com/2010/08/il-diverbio-stagno-orlando.html

Stagno annuncia l’atterraggio

—————
Aggiornamento 20 luglio 2019:
Interessantissimo filmato che mostra, in un montaggio del tutto inedito, video multipli e audio multipli, tutti sincronizzati:
https://www.youtube.com/watch?v=xc1SzgGhMKc
ATTENZIONE però: il suddetto filmato contiene un grosso errore! Appare la scritta “landed” quando Aldrin annuncia “Contact light”: in realtà la luce azzurra di contatto si accendeva quando le aste di 1.5m che pendevano da 3 delle quattro zampe del modulo lunare LM (*), proprio per rilevare la vicinanza col terreno: a quel punto il piano di volo imponeva al comandante di spegnere il motore e di atterrare in caduta libera, cosa che con la bassa gravità lunare permette comunque un atterraggio morbido, mentre mantenere il retrorazzo acceso fino al contatto delle zampe col suolo avrebbe sollevato microgranuli di regolite ad altissima velocità, che avrebbero potuto danneggiare il LM.

(*) Inizialmente doveva chiamarsi Lunar Excursion Module – LEM, ma siccome in inglese suonava come “Modulo per scampagnate lunari”, per dargli un’apparenza più seria lo rinominarono semplicemente Lunar Module – LM. Ma fu inutile, per tutti è sempre rimasto “il LEM”.
Sulla zampa dove era installata la scaletta l’asta di contatto non fu installata per evitare che si intrecciasse con la scaletta stessa al momento dell’atterraggio.


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