Jumping Jack Flash weblog

Guerre Stellari: Il lato oscuro del Risveglio della Forza

Posted in intuizioni, Uncategorized by jumpjack on 5 gennaio 2016

Visto oggi per la seconda volta.
Vi eravate accorti del bestemmione di C3-PO??? A un certo punto, preso dall’entusiasmo, dice “sia lodato il mio creatore”!!!!

Vabbè, a parte questa chicca (chissà se si riferiva a Vader o a Lucas? ), altre cose che ho notato:

  1. Quando Poe viene sbarcato a bordo dello Star Destroyer si guarda intorno allucinato, come se avesse visto un fantasma; ma non sta guardando le persone intorno a sè, ma l’ambiente, perchè guarda anche per aria; viene quindi da pensare che credesse che non esistessero più Star Destroyer, teoricamente tutti “estinti” con la fine dell’Impero in Ep VI, come lasciava intendere il trailer.
  2. Kylo Ren conserva entrambe le mani a fine battaglia. Battaglia che perde con Rey perchè quando combatte con lei ha già una ferita da blaster e una da spada laser, quindi sta già “a pezzi”, come si dice.
  3. Su Jakku il sole viene inquadrato un’unica volta: al tramonto, quando ormai sta per scomparire. Quindi l’altro  sole è già tramontato… perciò non si capisce che siamo in realtà sempre su Tatooine! Ci sono alcuni indizi sul fatto che sia Tatooine: gli evaporatori e gli sgusci sullo sfondo, e poi la “cosa” che ingoia il Tie Fighter potrebbe benissimo essere non una pozza di sabbie mobili ma un graboid… voglio dire, un sarlacc!
  4. Qualcuno lamenta che Snoke sembra finto. Non mi pare prorio. L’ho osservato con attenzione, non sembra finto per niente… tranne quando la sala ologrammi inizia a crollare e la proiezione a rovinarsi!
  5. Rey conosce il Falcon meglio di Solo, sa pilotare, e conosce molto bene, anche se solo per sentito dire, i poteri della forza; nel film si distingue chiaramente come mette in pratica gli insegnamenti (letti o ricevuti?): normalmente quando combatte o è arrabbiata ha la fronte aggrottata e il viso distorto dalla rabbia… poi però il viso si rilassa, le rughe di espressione si distendono, si sente in sottofondo il motivetto della Forza, e Rey mostra di essere, in sostanza, un Jedi… che lo sappia o no! Ad esempio, Rey dice tre volte allo stormtrooper di liberarla: la prima volta sta praticamente recitando a memoria qualcosa che deve aver letto da qualche parte, la seconda lo dice un po’ più incazzaticcia ma sempre titubante…. e la terza lo dice concentrandosi, rilassandosi… e usando la Forza.
  6. Kylo invece non è nè un Jedi, nè un Sith, ne un Cavaliere di Ren… ordine probabilmente inventato da lui mentre giocava con una spada laser di legno in giardino… Non usa la Forza, nè il lato oscuro nè quello chiaro: usa l’incazzatura, e casualmente, siccome in lui scorre comunque sangue jedi, riesce a combinare qualcosa (perlopiù casini).
  7. In un flashback si vede (o meglio, si sente) il grosso bestione-mercante di Jakku tenere per mano Rey bambina che piange mentre vede volar via l’astonave dei genitori (Han e Leila?)
  8. C1P8/R2D2 si riattiva appena Rey e Leila si abbracciano perchè si telecomunicano tramite la Forza che Han è morto: significa infatti che le cose stanno andando a rotoli e Luke non può più tenersi fuori della mischia… quindi Luke stesso lo riattiva tramite la Forza
  9. Kylo Ren legge nella mente di Rey che lei vede in sogno un’isola… che mi sa tanto che è l’isola dove si è nascosto Luke!

La forza ormai è enormemente potente in Luke, visto che tutti i più potenti jedi e sith che l’hanno istruito o affrontato sono morti, e in sostanza è ormai l’unico nella Galassia a controllare la Forza.
E’ così che è riuscito a cancellare Tatooine dalla memoria collettiva (e dal database della galassia… come già fu fatto col pianeta Kamino); la gente ormai conserva quindi di Tatooine, Luke e la Forza solo un ricordo vago e mitologico (cosa che dopo appena 30 anni non potrebbe altrimenti spiegarsi), mentre Luke, dalla remota landa in cui si è rifugiato dopo che Ben gli si è  rivoltato contro coi suoi amici-padawan, si assicura, con l’aiuto della Forza, che il passato resti nel dimenticatoio finchè è possibile. Ma con la morte di Han e il rischio che Ben Solo diventi il nuovo Fener, Luke e il suo passato non possono più restare nell’ombra; e così si lascia trovare, riattivando R2D2 da lontano col potere della Forza.
Il dialogo silenzioso che si svolge in cima all’isola dove si è rifugiato Luke  è veramente intenso… ma essendo un dialogo muto, bisogna immaginarselo:

Rey vede Luke voltarsi.

  • Rey: Luke… Luke Skywalker!
  • Luke: Rey…
  • R: Tu…
  • L: Non ti aspettavo così presto.
  • R: Tu.. mi as… (Guarda la spada che ha in mano). E’ per questa? Prendila, è la tua!
  • L: Lo so. Lo era. C’è un motivo se ora sei tu che la impugni.
  • R: Io? No io non … non posso!
  • L: E’ il tuo destino. Lo è sempre stato, sin da quando Han e Leila ti hanno lasciato laggiù.
  • R: Han? Ma io… (inconsciamente abbassa la mano che impugna la spada, per riflettere)
  • L: Ti aveva detto che sarebbe tornato a prenderti. Quando i tempi sarebbero stati pronti. Quando tu fossi stata pronta. (Si avvicina a Rey). Ma non ce l’ha fatta. Han è…
  • R: Lo so (abbassa lo sguardo, vede di nuovo la spada che ha in mano; la alza di nuovo verso Luke). Ma io non posso… non so niente… io non..
  • L: Certo che lo sai. Lo hai sempre saputo. Ma lo hai dimenticato, dopo che io ho fallito. E’ stato per il tuo bene. Perdonami.
  • R: (riflette a bocca aperta). Io.. vuoi dire… tu…?
  • L: Quando tuo fratello si coalizzò con gli altri padawan per rivoltarsi contro di me, capii che avevo fatto un enorme errore: un Maestro non può mai avere più di un Padawan; Ben me Yoda me lo ripetevano in continuazione. Che sciocco sono stato a pensare di poter fare meglio di loro.
  • Si avviano a ridiscendere la montagna per andare nell’alloggio di Luke, dove racconterà il resto della storia:
    Ben e Rey sono entrambi figli di Han e Leila. Entrambi erano tra i bambini che Luke voleva addestrare a diventare la  nuova generazione di Jedi, ma per l’appunto, siccome un Jedi può aver al massimo un singolo allievo, fallisce, non riuscendo a contenere il lato oscuro che normalmente fa capolino in tutti i padawan: Ben si trova un gruppetto di allievi più ribelli, inventa i Cavalieri di Ren (una sorta di setta universitaria) e si rivolta contro Luke; Luke scappa, portando con sè Rey da Han e Leila, e spiega loro che lui scapperà sull’isola taldeitali sul pianeta chissàddove del sistema nonsisa, in attesa di tempi migliori; ma, nel farlo, dovrà cancellare tanto dalla memoria collettiva che dagli archivi galattici l’esistenza di Tatooine, dove l’Ultima Jedi dovrà restare nascosta fin quando non sarà abbastanza grande da poter tentare quello che lui aveva tentato 30 anni prima: riportare il Bene e la Pace nella galassia.

 

 

Credo che questo sequel avrà bisogno di un prequel…

 


Sguscio sullo sfondo di Tatooine/Jakku

 

L’allunaggio con Tito Stagno

Posted in astronomia by jumpjack on 4 agosto 2009
Sulla Luna con Tito Stagno

La vera storia dell’ “allunaggio italiano”
a cura di Luca Cassioli

3 Agosto 2009

Ispirato dal lavoro iniziato da Paolo Ativissimo nel tentativo di gettare luce sul “mistero” della telecronaca di Tito Stagno del 1969 sull’allunaggio, ho deciso di analizzare la cosa più a fondo.
Per chi non lo sapesse, in occasione dell’allunaggio avvenuto il 20 luglio 1969 la RAI segui’ l’evento tramite una telecronaca in diretta commentata da Tito Stagno.
Nel momento più importante della missione, cioè a pochi secondi sall’allunaggio, ci fu un improvviso disaccordo tra il commentatore locale, Tito Stagno, e l’inviato a Houston, Ruggero Orlando: quando Tito Stagno annunciò l’avvenuto atterraggio,Orlando lo smentì dicendo che mancavano ancora dieci metri, e la discussione che seguì coprì totalmente i dialoghi originali del momento effettivo dell’allunaggio: nessun italiano ha quindi mai sentito in diretta le storiche frasi “Houston, qui base Tranquillità, l’Aquila è atterrata” e “C’era un po’ di gente qui che stava diventando blu, ora siamo tornati a respirare”.

Riporto qui sotto uno specchio sinottico che raffronta le conversazioni Houston-LEM col commento di Tito Stagno, insieme a miei commenti personali, che dovrebbero spiegare il motivo del famosissimo “disallineamento” tra la telecronaca di Tito Stagno e i fatti reali, annunciati invece correttamente da Ruggero Orlando.

L’errore è da imputare a una moltitudine di cause:

  1. la qualità del collegamento era pessima, spesso si sentivano solo fruscii, e quando si sentiva qualcosa, la voce era estremamente distorta, a volte ulteriormente disturbata da un fastidioso eco;
  2. il sistema di commutazione automatica dell’audio faceva sì che le prime frazioni di secondo di ogni comunicazioni si perdessero, perchè tra una comunicazione e l’altra il microfono si spegneva automaticamente; normalmente questo non causava problemi… ma al momento 102:43:55 questo causa la “trasformazione”  di un “two seventy” (“due settanta”, cioe’ 270 (piedi) ) in un “seventy”, che induce erroneamente Stagno a supporre che  il LEM si trovi a 70 piedi di altezza anziche’ 270;
  3. piloti e Controllo Missione utilizzavano un gergo molto tecnico e molto stringato (“2 1/2 down” significa adesempio “stiamo scendendo a 2 piedi e mezzo al secondo”, e “you’re go” significa “tutto a posto, potete procedere”); spesso Stagno sembra infatti fraintendere il significato di queste frasi;
  4. Stagno si stava cimentando nel difficilissimo compito della traduzione simultanea; usualmente affidato a professionisti del mestiere, questo compito apparentemente semplice consiste in realtà nel parlare in italiano per tradurre cosa si è sentito in inglese alcuni secondi prima, e contemporaneamente ascoltare cosa viene detto in inglese mentre si sta ancora parlando in italiano. L’indugiare delle riprese sulle cabine della traduzione simultanea in molte occasioni sembra suggerire che il regista volesse far capire al pubblico in cosa si stava cimentando Stagno;
  5. il dialogo Houston-LEM è rapidissimo, come è possibile osservare guardando il filmato coi sottotitoli, che addirittura si sovrappongono l’uno all’altro anche su 3 o 4 righe, tante erano le parole che venivano scambiate nel giro di pochi secondi. Tant’e’ che è difficile seguire i dialoghi persino leggendoli e conoscendoli già, ora, dopo 40 anni; figuriamoci ascoltandoli in diretta!

Tutto cio’ rende a mio avviso più che giustificabile l’errore, pur clamoroso, di Tito Stagno.
Meno giustificabile il suo tentativo di dimostrare a tutti i costi di aver ragione, durato(ad oggi) 40 anni… Anche se èplausibile che lui stesso non si sia mai messo a fare un’analisi così approfondita della sua telecronaca.

E infine un ultimo appunto al compianto Ruggero Orlando: ma non poteva dirlo subito, che Stagno non era piu’ “in linea” con la situazione effettiva?!?


Nella tabella,

in VERDE le “associazioni” più plausibili,

in ROSSO quelle molto “stiracchiate”,

in sottoloineato i commenti a margine,

in CELESTE le spiegazioni.

Le mie note sono ovviamente tutte supposizioni e deduzioni mie personali, ma non volevo appesantirle con troppi “forse”, “potrebbe”, “è probabile”, quindi il più delle volte sono poste in forma di affermazione, invece che di ipotesi.

Tempo di missione = orario filmato RAI + 102h 36m 06s (circa)

Orari di riferimento:

  • Lunar landing :

 

 

  • Contact light:
    • Mission Time: 102:45:40
    • GMT: 20:17:40
    • Italia: 22:17:40
    • Filmato: 09:29

 

Link a tabella su pagina HTML singola: LINK

Tempo
di
missione
Trascrizione
NASA
Orario
filmato
RAI
Parole di Tito Stagno Note
102:41:27 Duke: Eagle, Houston. Coming up 8:30; you’re looking
great. (Pause)
5:45 “Vai giù che è una meraviglia”, dice Houston.
102:42:08 Duke: Roger. Copy. (Pause) Eagle, Houston. You’re Go
for landing. Over.
6:05 1200 metri d’altezza
102:42:17 Aldrin: Roger. Understand. Go for landing. 3000 feet. 6:12 “Go for landing”
102:42:19 Duke: Copy. xxxx ha dato l’ordine di procedere fino…
102:42:19 Aldrin: Program Alarm.
(Pause) 1201
6:17 …alla discesa, a… Stagno non si accorge che stanno parlando di un allarme del computer, il 1201, che indica sovraccarico di dati nel computer.
102:42:25 Duke: Roger. 1201
alarm. (Pause) We’re Go. Same  type. We’re Go.
A giudizio naturalmente del pilota del modulo
lunare e del comandante
Armstrong. “Noi andiamo”, rispondono dal modulo lnare, “Potete andare”, dicono da terra.
Stagno interpreta “we’re go” (=nessun problema) come
“we are going”, e il successivo “we’re go” come “you go” .In realtà Houston autorizza il LEM a procedere nonostante l’allarme 1201, perche’ ha scoperto che   dello stesso tipo (“same type”) del 1202 rgistrato qualche minuto prima:
102:38:30 Armstrong: (To Houston) It’s a 1202.
102:38:32 Aldrin: 1202. (Pause)
102:38:42 Armstrong (on-board): (To Buzz) What is it? Let’s incorporate (the landing radar data). (To Houston) Give us a reading on the 1202 Program Alarm.
102:38:53
Duke: Roger. We got you…(With some urgency in his voice) We’re Go on
that alarm.
102:42:31 Aldrin: 2000 feet. 2000 feet. 6:27 2000 piedi. Siamo quindi a meno di un chilometro di
altezza.
102:42:41 Duke: Eagle, looking great. You’re Go. 6:33 “Vai sempre bene” dicono dalla base di Houston, “vai pure“. Sembra che Stagno non conosca il gergo tecnico secondo
cui “go” vuol dire “tutto a posto”, e “you’re go” vuol dire “siete a posto”.
???:??:?? (xxx)sixteen (hundred) 6:38 1600 piedi. Perdonate, non riesco a fare in fretta il
calcolo.
102:42:?? Roger. 1202.
We copy it
6:48 Dividete per 4 la cifra che vi do, farete prima di me. Stagno non si accorge che stanno parlando di un allarme del computer, il 1202, che indica sovraccarico di dati nel computer.
102:43:07 Aldrin: 700 feet, 21 (feet per second) down, 33 degrees.
102:43:11 Aldrin: 600 feet, down at 19.
102:43:16 Aldrin: five hundred and fourty feet, down at.. 30. Down at 15. (Pause) Scusate, dividete per 3 sempre i dati. Sono a 400 metri da terra Stagno sta parlando mentre Aldrin pronuncia queste
frasi, quindi è facile che abbia sentito male e intuito solo il “fourty”; non “potendo” essere 40 perche’ un secondo prima era 600, ha “interpolato” a 400… facendo ulteriormente confusione parlando di metri invece che
piedi. Per rendervi conto dell’estrema difficoltà di capire e tradurre quello che si ascolta mentre in contemporanea si parla in italiano c’e’ solo un modo: provate voi stessi a tradurre in diretta a voce alta l’audio originale senza leggere i sottotitoli.
… “dalla Terra”…. Dal suolo lunare!
102:43:33 Aldrin: 350 feet, down at 4. 7:27 Sempre dati tecnici molto veloci… carosello di
comunicazioni e numeri.
Stagno sta iniziando a perdere il  filo, ha già confuso FOURty con QUATTROcento, e ha detto METRI invece che PIEDI..
102:43:42 Aldrin: Okay, you’re pegged on horizontal velocity. 7:34
102:43:52 one and half down …. 7:45 Sembra che Aldrin abbia detto “two seventy”, ma effettivamente si sente solo “seventy”, e per di piu’ si sente anche un’eco nelle comunicazioni, è praticamente impossibile capirci qualcosa!
102:43:55 …two seventy 7:47
7:52 70
piedi
7:56 Sono ormai…. a
25 metri
dal suolo lunare
Ormai Stagno perde completamente il filo, a causa
delle trasmissioni disturbate: il sistema di commutazione automatica del microfono, che accende il microfono appena una persona inizia a parlare per spegnerlo appena termina, ha tagliato  completamente il “2” che precede il “70
“: Stagno capisce quindi che il LEM sta a 70 piedi, cioe’ a circa 25 metri di altezza; in raltà si trova a duecentosettanta
piedi (270), cioè a novanta metri di altezza! Stagno interpreterà tutti i numeri successivi partendo dal presupposto che dovranno tutti essere inferiori
a quetso, dal momento che il LEM sta scendendo. Il risultato sarà uno stravolgimento totale della narrazione dei fatti avvenuti.
250 (feet altitude), down at 2 1/2, 19 forward.
102:44:10 19 forward 8:03 Questo “19” sembra non entrarci niente… Stagno prende
tempo.
Aldrin: Altitude  velocity lights. E’ questo il momento piu’ delicato… “Continuate
la discesa a vostro giudizio
“….
Ormai Stagno non sa più cosa stia succedendo, ma “sa” che devono essere a meno di 70 piedi dal suolo, e cerca di immaginare quale dovrebbe essere il contenuto della conversazione. Potrebbe essere che il “lights” viene interpretato come “like”, e “interpolato” come “as you like”???????
Aldrin: three and half down, two twenty
feet, 13 forward. (Pause)
venti
piedi!
Stavolta il “due” si sente… ma non ha senso che si
passi da 70 piedi a 220 piedi, quindi Stagno pensa di aver capito “venti”…
102:44:24 Aldrin: 200 feet, four and half down 8:16 “Vai
piano”
dicono da Houston.
Anche se finora “down” è stato detto per indicare che
i numeri si riferisono alla velocità di discesa, visto che
Stagno non l’ha in effetti mai spiegato, può darsi che non l’abbia capito; magari immagina che ogni volta che dice “down”, Houston intende “rallentate”! (dopotutto “calm down” vuol dire “vacci piano”, e puo’
assomigliare a “half down”, in una trasmissione pessima). Subito dopo infatti “scollega” compleamente il numero dal “down” che lo segue, pensando che il numero indichi la quota.
102:44:26 Aldrin:
5 1/2
down.
8:20 Cinque
piedi e mezzo.
2 metri
E’ vero che hanno detto “cinque piedi e mezzo”, ma
è la velocità di discesa! Ma come dicevamo, Stagno non l’ha capito. E’ convinto che il LEM sia a un soffio dall’atterraggio (2 metri), è in trepida attesa di una qualche parola, nella confusione che sente, che sia correlata con l’atterraggio….
102:44:33 Aldrin: 5 1/2 down,
9 forward. You’re looking good.
8:27 Piano
ancora dicono da terra,
Ha senso che Houston dica al comandante di andare molto piano, visto che sta per atterrare. In realtà non lo dicono affatto… ma per Stagno l’importante è che quello che sente sia coerente con quello che crede stia succedendo (cioe’ che manchino pochi istanti all’atterraggio).
102:44:33 You’re looking good 8:30 GO!” esclama
Stagno con entusiamo,
Questo “good” suona un po’ storpiato, è molto breve, e Stagno ci stava “parlando sopra”, quindi forse gli sembra quasi un “go”: “potrebbe essere questa la
“parola magica” associata all’atterraggio
che stavo aspettando?!?“, si sarà  chiesto.Stagno non è per niente sicuro di questo “go”, si gira in cerca di conferma… ma non c’e’ nessuno che puo’ aiutarlo, per cui “interpola”: 3 secondi fa erano a 2 metri di altezza, ora hanno detto “go”… visto che dicono sempre “go” quando le cose vanno bene, forse “go!” vuol dire che sono
atterrati!Ms si’, annunciamo l’atterraggio!!!
102:44:45 Aldrin: 100 feet, 3 1/2 down, 9 forward.Five percent
(fuel remaining). Quantity light.
8:34 Ha
toccato! (applausi)
Non ha toccato a fatto, è ancora a 100 piedi, piu’ di
30 metri di altezza; si sentono infatti ancora le comunicazioni in sottofondo, che dicono che si è accesa la spia della riserva del LEM.
102:44:54 Aldrin: Okay. 75 feet. And it’s looking good. Down a
half, 6 forward
8:43 Ruggero Orlando: “No, non ha toccato!” E’ vero, il LEM non è ancora atterrato,  atterrerà a
102:45:44, tra 50 secondi.
8:51 Signori, sono le 22:17 in Italia, sono le 15:17 a
Houston, sono le 14:17 a New York: per la prima volta…
102:45:08 Aldrin: 60 feet, down 2 1/2. (Pause) 2 forward. 2
forward. That’s good.
9:00 un… veicolo pilotato dall’Uomo ha toccato un altro
corpo celeste.
Questo è frutto dell’intelligenza, della preparazione
scientifica,…
Stagno decanta le lodi dell’equipaggio… che pero’
è ancora intento a manovrare il LEM, a 60 piedi da terra.
102:45:17 Aldrin: 40 feet, down 2 1/2. Picking up
some dust.
9:10 …è
frutto della fede dell’Uomo.
Mentre Stagno parla, il LEM è talmente basso, ora, che inizia a sollevare la polvere lunare coi getti del motore.
102:45:21 Aldrin: 30
feet
, 2 1/2 down. XXXXXXXX faint shadows
9:13 A voi Houston. Aldrin vede le ombre delle zampe.
102:45:25 Aldrin: 4 forward. 4 forward. Drifting to the right a
little. 20 feet, down a half.
9:16 Beh… qui ci pare che manchino ancora 10
metri!
risate in studio; Stagno fa un gesto di stizza. Eppure Orlando, in modo molto professionale, non ha accusato Stagno di imbranataggine, ma ha detto “QUI SEMBRA che manchino ancora dieci metri” (e in effetti è
così).
102:45:31 Duke: 30 seconds (until the ‘Bingo’ call). Houston avverte che e’ rimasto carburante oer 30
secondi. Sarebbe stato un ottimo spunto giornalistico per mettere un po’ di “suspence” nella telecronaca… Peccato.
9:25 No Ruggero,<Orlando: Ecco, sto aspettando…>No Ruggero<Orlando: Pronto? Sto aspettando…> Le voci di Stagno e Orlando si accavallano, forse per
un ritardo nelle tramissioni telefoniche oltreoceano.
102:45:40 Aldrin: Contact Light. 9:30 Se abbiamo ascoltato bene le comunicazioni
fino a adesso…
Evidentemente NON le ha ascoltate bene: si sono accese ORA le luci di contatto dei sensori di atterraggio!
9:32 <Orlando: sto
aspettando…non…>
102:45:44 Aldrin: Okay. Engine Stop. 9:34 Da due metri e mezzo non si passa a dieci cfr 102:44:26, quando Stagno dice che 5 piedi e mezzo
sono 2 metri (si ricorda male, pensa di aver detto “2 metri e mezzo”).In realtà, Aldrin comunica di aver spento i motori, come prevede la procedura appena si accende la “luce di contatto”, ovvero una spia
azzurra che avverte l’equipaggio che le sbarre di un metro e mezzo che pendono da tre zampe del lem (con l’esclusione di quella su cui è montata la scaletta di discesa) hanno toccato terra: a questo punto è necessario spegnere il motore per evitare che
alzi troppa sabbia, tanto la bassa gravità lunare e la bassa velocità del LEM consentiranno comunque di fare un atterraggio morbido, anche se a motori spenti.
9:43 Fermare
i motori”
hanno detto da terra<Orlando: Ha
toccato in questo momento!!>
Stagno ignora le proteste  di Orlando e
continua la telecronaca, riferendo che da terra è stato dato ordine di spegnere i motori. Applaude anche Stagno, ma… cerca di “salvarsi”
raccontando la storia dell’elicottero. In realtà, i motori del LEM vanno spenti PRIMA dell’atterraggio, per l’esattezza appena i
sensori che penzolano per 1,5 metri dalle zampe toccano terra, per timore che la polvere sollevata al motore possa danneggiare il LEM.
102:45:57 Duke: We copy you down, Eagle. 9:46 Hanno fermato i motori in questo momento. E’ vero (Stagno si riferisce a ciò che ha sentito pochi secondi fa)… ma non perche’ erano GIA’ atterrati, bensi’ perche’ STAVANO aterrando!
9:49 Cioe’, praticamente (l’errore è
comprensibile [dice
Stagno], perche’ era effettivamente atterrato quando io l’ho detto,
alle 22.17 precise)
ma il motore, così come si fa per un elicottero,
è stato spento solamente dopo.
Stagno cerca di spiegare perche’ Orlando ha
sbagliato… quando invece è lui che ha sbagliato.
 102:45:58  Armstrong (onboard): Engine arm is off. (Pause) (Now on voice-activated comm) Houston, Tranquility Base here. The Eagle has landed.  –:– –:– Nessuno in Italia sente la fatidica, famosa frase nel momento in cui viene pronunciata, perchè coperta dale parole di autocompiacimento di Tito stagno (v. filmato in questo punto)!
 102:46:06  Duke: (Momentarily tongue-tied) Roger, Twan…(correcting himself) Tranquility. We copy you on the ground. You got a bunch of guys about to turn blue. We’re breathing again. Thanks a lot. –:– –:–
102:46:16  Aldrin: Thank you. –:– –:–

 

Riferimenti:

Dialoghi NASA tratti da: http://history.nasa.gov/alsj/a11/a11.landing.html

Filmato RAI  L’Uomo sulla Luna (diretta RAI del 1969) PARTE-4  –   Link originale a Youtube (rimosso) – mio nuovo link Youtube: LINK

Sottotitoli per filmato RAI: DOWNLOAD

Il programma che ho scritto per generare i sottotiitoli a partire dalletrascrizioni ufficiali NASA (con sorgenti RapidQ BASIC): DOWNLOAD

AGGIORNAMENTO agosto 2010:

Paolo attivissimo ha pubblicato su youtube un filmato che sincronizza l’audio e il video di Tito Stagno con l’audio e il video di Houston:

http://complottilunari.blogspot.com/2010/08/il-diverbio-stagno-orlando.html

Stagno annuncia l’atterraggio

—————
Aggiornamento 20 luglio 2019:
Interessantissimo filmato che mostra, in un montaggio del tutto inedito, video multipli e audio multipli, tutti sincronizzati:
https://www.youtube.com/watch?v=xc1SzgGhMKc
ATTENZIONE però: il suddetto filmato contiene un grosso errore! Appare la scritta “landed” quando Aldrin annuncia “Contact light”: in realtà la luce azzurra di contatto si accendeva quando le aste di 1.5m che pendevano da 3 delle quattro zampe del modulo lunare LM (*), proprio per rilevare la vicinanza col terreno: a quel punto il piano di volo imponeva al comandante di spegnere il motore e di atterrare in caduta libera, cosa che con la bassa gravità lunare permette comunque un atterraggio morbido, mentre mantenere il retrorazzo acceso fino al contatto delle zampe col suolo avrebbe sollevato microgranuli di regolite ad altissima velocità, che avrebbero potuto danneggiare il LM.

(*) Inizialmente doveva chiamarsi Lunar Excursion Module – LEM, ma siccome in inglese suonava come “Modulo per scampagnate lunari”, per dargli un’apparenza più seria lo rinominarono semplicemente Lunar Module – LM. Ma fu inutile, per tutti è sempre rimasto “il LEM”.
Sulla zampa dove era installata la scaletta l’asta di contatto non fu installata per evitare che si intrecciasse con la scaletta stessa al momento dell’atterraggio.


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