Jumping Jack Flash weblog

Diario elettrico carsharing – 7/marzo/2013 a Motodays

Posted in auto elettriche by jumpjack on 7 marzo 2013

Oggi mi sono fatto un altro giretto sulla C-Zero, togliendomi finalmente uno sfizio che volevo togliermi da un anno, quando uscì la notizia che la C-Zero poteva essere noleggiata per 60 euro al giorno (sì, con 500 euro di cauzione e solo con carta di credito…)

Citroen C-Zero in ricarica solitaria alla Fiera di Roma

Trattasi del parcheggio della Fiera di Roma.

La sensazione di solitudine era notevole, con una sola colonnina sopravvissuta e il “parcheggio-verde” deserto…

Nel giro di oggi ho fatto una prova di accelerazione 0-130 inquadrando il tachimetro; l’avevo già fatta usando invece il GPS del mio cellulare… che però a un certo punto ha segnato 296 km/h (forse credeva di stare su una Tesla Roadster? 🙂 ), e comunque quando ha ripreso a ragionare aveva degli sbalzi inconsulti di velocità, non particolarmente utili per valutare le prestazioni dell’auto…

Ecco il risultato, a confronto con quelli ricavati da altri video:

accelerazine-C0

Il risultato appare esattamente sovrapponibile alle prestazioni della Renault Fluence Z.E., e leggermente inferiore a quello delle auto ibride.

Infine, una bella foto dedicata a chi si diverte a parcheggiare le auto puzzone nei parcheggi riservati alle elettriche, tiè: 🙂
Parcheggio carsharing occupato abusivamente

Parcheggio carsharing occupato abusivamente – Giovedì 7 marzo 2013 – 15:05

P.S.
Nessuno sa dove trovare filmati o grafici di accelerazione per qualche utilitaria a benzina?

Vogliamo il conto-energia per le auto elettriche!

Posted in auto elettriche, fotovoltaico by jumpjack on 4 marzo 2013

Correva l’anno 2005: un pannello solare costava 6 euro/watt, quindi i soli pannelli per un impianto “classico” (anche se inutilmente sovradimensionato) da 3 kWp costavano 18.000 euro, mentre un impianto chiavi-in-mano poteva costarne anche 30.000! Ovvio che erano necessari aiuti statali per incoraggiare la gente a comprarli (riducendo così l’inquinamento) senza svenarsi; così inventarono il Conto Energia, per cui venivano di fatto regalati un sacco di soldi a chi installava il fotovoltaico: ai “vecchi tempi” si ricevevano quasi 50 centesimi ogni volta che si produceva 1 kWh… con tutto che quel kWh poi NON bisognava pagarlo all’ENEL, e quindi era già di per sè un risparmio!

Non solo: il rimborso si aveva anche DOPO che si erano recuperati i soldi della spesa iniziale, si continuava ad essere pagati per altri 10 anni! Migliaia di euro!!!

Oggi ormai il Conto Energia, arrivato alla Quinta Edizione, si va estinguendo: un kWh viene pagato intorno ai 25  centesimi, solo in condizioni molto particolari, e talmente complicate da far passare la voglia di prendere gli incentivi… che però tanto non servono più: ormai un pannello costa 0,40-0,50 Euro/Watt, quindi un impianto chiavi-in-mano costa sui 6000 euro (se da 3 kWp, ma in molti casi ne bastano 2 o meno).

 

Invece, un’auto elettrica costa 30.000 euro… proprio quanto costava 10 anni fa un immpianto fotovoltaico, che nessuno poteva permettersi di comprare.

Ok, ora ci sono gli incentivi… che comportano uno sconto di BEN 5000 euro, quindi “bastano” 25.000 euro per un’auto elettrica…

E se allora lo Stato inventasse un Conto Energia Chilometrico? Un bel GPS+GSM a bordo, e 40 centesimi di rimborso per ogni chilometro elettrico percorso! Questo sì che farebbe decollare l’auto elettrica come già decollarono i pannelli fotovoltaici! (e precipitare altrettanto l’inquinamento)

A qualcuno Lassù verrà in mente?

 

Diario elettrico carsharing – 2/marzo/2013 – A bordo!

Posted in auto elettriche by jumpjack on 4 marzo 2013

Puntate precedenti:

Diario elettrico carsharing Roma

Diario elettrico carsharing Roma – 26/2/2013

Diario elettrico carsharing – 2/marzo/2013 – A bordo!

Puntata successiva:

Diario elettrico carsharing – 7/marzo/2013 a Motodays

Riassunto: da Gennaio 2013 il Comune di Roma e ATAC mettono a disposizione per il CarSharing anche la vettura totalmente elettrica Citroen C-zero, anche con abbonamento di prova trimestrale invece che annuale.

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Finalmente ci sono!

Oggi sono finalmente riuscito ad avere per le mani un’auto elettrica senza accanto un inutile “driver”/commesso, senza dover fare il giro dell’isolato e poi parcheggiare, senza dover guidare su un prato, senza dover stare a guardare e basta; è stata tutta per me, per ben 5 ore.

Ecco le mie osservazioni.

Il servizio di Carsharing:

  • Il comodo computer di bordo “parla”, avvisando ad esempio se il tempo o la ricarica sono agli sgoccioli; permette anche di effettuare chiamate in vivavoce al callcenter, ma solo per guasti ed emergenze. Visto l’addebito onnlgatorio del servizio su carta di credito o RID bancario, non dovrebbe essere tecnicamente difficile addebitare automaticamente le chiamate-extra.
  • E’ possibile prendere l’auto in un parcheggio e lasciarla in un altro.
  • E’ possibile impostare un “parcheggio preferito”, in modo da non doverlo specificare a mano ogni volta.
  • Pare che nelle istruzioni presenti a bordo dell’auto ci sia un errore: non viene specificato che per “rilasciare” l’auto dopo l’uso bisogna cliccare su RILASCIO sul computer di bordo, ma solo di strisciare la card sul lettore esterno; l’ho strisciata per mezz’ora prima di capire che non era il lettore che non riusciva a leggere la card (non è molto chiaro come va posizionata…), è proprio che prima è obbligatorio premere il pulsante sul computer!
  • Se per errore si dovesse dimenticare un oggetto personale nell’auto dopo il “rilascio”, è impossibile riaprire l’auto, bisogna chiamare il call-center. Basterebbe che permettessero di riaprire l’auto senza però abilitarla alla marcia. Per fortuna non mi sono dimenticato niente, altrimenti… cosa? Quanto ci sarebbe voluto per farmi riaprire l’auto? Possono farlo a distanza, o avrebbero dovuto mandarmi un tecnico? E di domenica sarebbe venuto?
  • Non è possibile effettuare ricariche rapide (che l’auto di per sé supporta), causa mancanza cavo apposito.
  • Non è possibile ricaricare dalle vecchie colonnine ATAC, perché non viene fornito un cavo SCAME
  • Non è possibile ricaricare a casa, perché non viene fornito un cavo di ricarica “casalingo”.
  • Il parcheggio dove ho preso la macchina io  (E_FIUME2  – Corso Italia, 83 – Zona Porta Pia) è estremamente ben nascosto: prima di trovarlo ci sono passato davanti con lo scooter tre volte, una delle quali sono stato fermo mezz’ora ad aspettare che la “mia” auto arrivasse…. in UN ALTRO parcheggio, a 10 metri da quello, dove c’erano ALTRE auto del carsharing parcheggiate, ma nessuna C-Zero. La C-Zero invece era nascosta in una stradina laterale, accanto all’edicola; ma alla stradina laterale, parallela di Corso D’Italia, si accede MOLTO prima (50 metri) del civico 83 indicato sulla mappa come luogo del parcheggio! Invece le altre auto del carsharing stanno in un parcheggio tra le due carreggiate di Corso Italia.
  • Per prenotare un’auto elettrica è obbligatorio specificare i chilometri che si pensa di percorrere… ma sul sito non è presente una pagina per calcolare la lunghezza del tragitto. Tecnicamente risolvere la cosa è molto semplice, visto che il carsharing è gestito dall’ATAC, sul cui sito si possono pianificare i percorsi per sapere quale autobus prendere.
  • I parcheggi elettrici sono per ora pochissimi (10) e tutti in centro, addirittura all’interno dell’anello-tangenziale
  • A bordo non c’è nessun orologio, né di serie nell’auto, né sul computer di bordo, che ha solo un conto alla rovescia, né mi pare di averlo visto nell’autoradio. Considerando l’”ansia temporale” indotta dal noleggio a tempo, un orologio in posizione comoda da leggere è quasi indispensabile.
  • Purtroppo il carsharing raddoppia l’ “ansia elettrica”: non più solo l’ansia da autonomia, ma anche l’ansia da ritardo. Una specie di ansia spazio-temporale… 🙂
  • Non è chiaro cosa succede dopo che rilasciate l’auto, completamente scarica: sul sistema di prenotazione dovrebbe risultare non disponibile per almeno 10 ore… ma sarà così? Ho dimenticato di controllare! E se uno va a prendere la macchina e la trova scarica?!?
  • I prezzi: 0,45 euro a km e 2,67 euro/ora di giorno (07:00-24:00); sempre 0,45 euro/km, ma 1,34/ora di notte. Più i 40 euro dell’abbonamento trimestrale di prova e i 100 euro di cauzione, che quindi dovrebbero ridarmi; quindi questo esperimento di 5 ore mi è costato 58,35 euro. Il “noleggio” minimo è di un’ora, quindi il prezzo minimo, ipotizzando una persona che usi l’auto per andare e tornare da lavoro dentro Roma, percorrendo una ventina di chilometri totali, noleggiando l’auto per un’ora la mattina e una la sera, sarebbe di 5,34 euro per il tempo e 9 euro per i km, per un totale di 14,34 euro al giorno. Il contratto annuale mi pare costi sui 140 euro, quindi circa 0,40 euro al giorno fissi. Diciamo quindi 15,00 euro totali al giorno e 4500 euro all’anno (lavorativo di 300 giorni). Considerando la mia assicurazione da 700 euro l’anno per la macchina diesel, più 20km x 300 giorni = 6000 km/anno a 15 km/litro e 1,7 E/L = 680 euro di benzina, ho un totale di 1380 euro l’anno; aggiungiamoci un po’ di manutenzione e diciamo 1500 euro l’anno di costi di utilizzo di un’auto diesel; quindi usare l’auto in carsharing mi costerebbe 3000 euro in più all’anno. Poi però ci sono i 13.000 euro che ho speso per la macchina, comprata nuova: ci vorrebbero 4,3 anni per spendere 13.000 euro mediante la spesa annua in più derivante dall’uso dell’auto elettrica. Significa che se uso l’auto in carsharing per meno di 4,3 anni, mi conviene il carsharing, ma se la uso di più, mi conviene comprarla. E in genere un’auto a benzina dura 8-10 anni, non 4, quindi direi che il servizio è un po’ caro. Se però lo paragono all’acquisto della C-Zeroa, che costa  28.000 euro, il discorso cambia: per fare 28.000 euro coi 3000 euro in più all’anno ci vogliono più di 9 anni, però qui ho il vantaggio che non mi devo sbattere io a fare manutenzione alla macchina, ma i vari svantaggi di avere un’auto in multiproprietà. Spero di aver fatto bene i conti…

 La macchina in generale:

  • Non esiste un posto dove appoggiare il cellulare; il pianale non è solo liscio, ma anche bombato, quindi il cellulare cadrebbe; e se cade… va a finire verso il parabrezza, che è lontano letteralmente MEZZO METRO, quindi è impossibile riuscire a recuperare il cellulare senza fermarsi! Davvero strano.
  • Gli specchietti laterali sono comodamente enormi, tipo 15x20cm di lato; però hanno un grosso difetto: il selettore dello specchietto destro o sinistro, per poterli regolare, è a mezzo centimetro di distanza dal pulsante di chiusura specchietti. Indovinate cosa succede se cercate di regolare al volo uno specchietto durante una manovra di parcheggio?… Lo specchietto interno centrale, invece, è talmente piccolo che non c’entra nemmeno il parabrezza posteriore per intero!
  • A bordo non c’è ruota di scorta, il cui posto credo sia preso dall’enorme centralina di bordo. Viene fornito un kit di riparazione di emergenza.
  • Il cruscotto è strano, bisogna abituarsi: ovviamente non c’è contagiri, ma in più l’unica lancetta non indica la velocità, ma l’assorbimento di potenza, mentre l’indicatore di velocità è digitale, in mezzo a quello della potenza…
  • C’è bisogno di trovare un nome per l’indicatore di potenza assorbita (tipo “contagiri” o “contachilometri”): non so, “contapotenza”? “Contaconsumo”? Ci vuole una parola che possa sentirsi in bocca alla casalinga di Voghera senza che sembri strano…
  • Anche l’ “indicatore di autonomia residua” ha bisogno di un nome più corto… “Rimanometro”?!? 🙂
  • Il computer di bordo, per quanto utile e comodo, è posizionato in modo infelicissimo, tra la leva del cambio e il cruscotto, sotto i comandi del condizionatore; e siccome bisogna stare sempre lì a guardarlo per sapere quanto tempo e quanti chilometri restano, si rischia continuamente di fare il botto, non guardando la strada!
  • Sul cruscotto resta costantemente accesa la scritta READY che si accende quando si avvia l’auto. Utilità: zero. Le spie accese non dovrebbero servire a indicare problemi o situazioni temporanee? L’auto è temporaneamente pronta e funzionante?!?
  • Restano sempre accesi degli strani “fari”, che non sono né abbaglianti né luci di posizione, che si spengono regolarmente tramite apposita levetta.
  • La vettura è di una manovrabilità esagerata! Mi avevano incastrato in un parcheggio impossibile: un’auto sulla sinistra a 30 cm di distanza, un muro davanti a 40 cm di distanza, un’auto dietro a un centimetro e mezzo di distanza (!!!), e spazio libero a destra: be’, in quattro  manovre sono uscito! Forse ne sarebbero bastate anche due, avendo “occhio”, ma non conoscendo la lunghezza dell’auto sono dovuto scendere a controllare quanto mancava al muro… vedendo così che le ruote davanti erano girate praticamente a 90 gradi! Una cosa pazzesca ma comodissima. Merito, credo, della trazione posteriore.

Aspetti elettrici dell’auto

  • In una prova su una salita ripidissima ho raggiunto i 70 km/h in pochi secondi. Partendo da fermo!
  • In autostrada ho raggiunto 135 km/h di velocità massima, credo limitata elettronicamente.
  • Guidare la macchina per 5 ore senza limiti mi ha permesso di rendermi conto di una cosa: guidare un’auto elettrica è davvero strano. E’ infatti impossibile capire “istintivamente” in che condizioni si trova la macchina: a che velocità sto andando, più o meno? Quanta coppia ho a disposizione a questa velocità? Dopo 20 anni do patente, queste cose le capisci al volo su un’auto a benzina, sulla base del rumore del motore, delle vibrazioni del motore stesso sul volante, e anche della posizione del cambio se hai il brutto vizio di guidare con una mano sul cambio. Ma in un’auto elettrica non hai rumore del motore, non hai vibrazioni sullo sterzo, non hai il cambio… come cavolo fai a capire a quanto vai, se puoi superare quella salita, se puoi superare quell’auto senza scalare,…? Aggià, non devo scalare… Ma quanta coppia ho? Aggià, sempre la stessa a qualunque velocità! Ma… anche per passare da 100 a 130 all’ora? E’ una prova che purtroppo non ho potuto fare, già riuscire a trovare un tratto di raccordo dove riuscire ad arrivare a 130 all’ora è stata una tragedia, con tutto quel traffico! Bisognerà abituarsi… e fare altre prove.
  • Il recupero di energia in frenata è di tipo on/off, non graduale: appena l’acceleratore smette di “spingere”, si attiva la frenata rigenerativa; se si preme il pedale del freno, però, si ha un incremento di frenata rigenerativa prima della “frenata fisica” vera e propria; lo si capisce dalla lancetta dell’assorbimento istantaneo, che ha posizione negativa e positiva.
  • Per restare fermi al semaforo bisogna stare col pedale costantemente premuto sul freno, perché appena lo si lascia, la macchina parte; credo che lo facciano tutte le macchine col cambio automatico, ma io lo trovo molto fastidioso.
  • Le 3 posizioni principali del cambio – Marcia, Folle, Retromarcia – sono estremamente vicine tra loro, questione di 1 centimetro o due; mi sembra praticamente impossibile riuscire a posizionare il cambio avanti e indietro senza guardarlo, durante una manovra di parcheggio; o forse anche qui è una questione di abitudine, chissà.
  • Durante la guida veloce in autostrada ho notato un continuo “sbarellamento” a destra e a sinistra che non sono riuscito a spiegare: forse c’era molto vento, forse la strada era troppo sconnessa (raccordo, zona Cassia), forse il volante è troppo sensibile… boh? Fatto sta che non riuscivo ad andar dritto!

PUNTI GRAVI:

  • Se, durante la ricarica, va via la luce, il manuale dice che al ritorno della corrente la ricarica non riparte! Quindi se mettete l’auto a caricare la sera, e durante la notte va via la luce anche solo per mezzo secondo… la mattina dopo vi ritrovate con la batteria scarica!
  • Il manuale dice anche che se la “batteria servizi” da 12V si scarica… è impossibile far partire la macchina, anche se la batteria principale è carica! Perché l’elettronica non è alimentata!! IN più, se la batteria rimane scarica/scollegata per molto tempo (mesi), il computer si resetta e serve l’assistenza!

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L’ingresso del parcheggio: una stradina sulla destra, accanto al fuoristrada, MOLTO prima del semaforo.

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La “mia” C-Zero in attesa.

DSC_0109Lo strano cruscotto.

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Il computer chiacchierone.

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Il controllo degli specchietti.

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Il pianale inutile

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I fari sempre accesi (riflessi, due volte, sull’auto davanti).

Normative e procedure per immatricolazione veicoli acquistati all’estero, anche fuori Europa

Posted in auto elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 18 febbraio 2013

Per la serie “quando cerchi una cosa non la trovi, quando non la stai cercando eccotela tra i piedi”, ecco tutta la documentazione necessaria, le normative e le procedure per immatricolare un veicolo acquistato all’estero, anche in Cina:

http://www.motorizzazionecivilenapoli.it/index.php?option=com_content&view=article&id=97:d..

http://www.polimar.it/edgard/calldoc.asp?id=254293

C’è da leggere per un’ora o due…. ma almeno ci dovrebbe essere tutto quello che serve!

Comunque, ecco più in basso un estratto, tanto per far contento Google.

Queste invece le tariffe secondo il portaledellautomobilista.it :

Immatricolazione veicoli esteri (nazionalizzazione) da paesi non ue
Autoveicolo 45,00 29,24 41,04 22,50
Autoveicolo con targa quadrata 45,00 29,24 40,67 22,50
Motoveicolo 45,00 29,24 21,87 22,50
Rimorchio 45,00 29,24 18,98 22,50
Ciclomotori 45,00 29,24 13,34 22,50

TARIFFA INTERESSANTE:

Visita e prova (collaudo) ciclomotori per rilascio cert. di circolaz. e targa a seguito smar., sottraz., distruz. del cert. di idoneità tecnica 25,00 29,24 13,34 12,50

Ora ci sarebbe solo da trovare il modulo in triplice copia da compilare…

IMMATRICOLAZIONE E ISCRIZIONE AL PRA DEI VEICOLI PROVENIENTI DA PAESI EXTRA UE

L’immatricolazione dei veicoli nuovi e usati provenienti da Paesi extra UE deve avvenire:

  • nel rispetto delle norme generali valide per l’immatricolazione dei veicoli,
  • delle procedure di immatricolazione previste per tali veicoli,
  • presentando idonea documentazione tecnica,
  • presentando (ove richiesta) idonea documentazione fiscale.

Inoltre, in base al Paese di provenienza o al richiedente sono previsti specifici documenti che possono essere diversi tra loro.

Immatricolazione di veicoli provenienti da Paesi extra UE

Il documento di origine o di circolazione estero (autenticati e legalizzati) può consistere in:

  • certificato di origine della casa costruttrice del veicolo, oppure,
  • dichiarazione di conformità o certificato di conformità della casa costruttrice del veicolo, oppure,
  • documento di circolazione civile definitivo, oppure,
  • fotocopia integrale autenticata del documento e certificazione relativa alla cancellazione dai registri di immatricolazione o al ritiro temporaneo dalla circolazione del veicolo e attestante che il documento è stato ritirato o distrutto dall’autorità competente.

La documentazione tecnica integrativa deve contenere anche la dichiarazione di rispondenza del veicolo alle prescrizioni della vigente normativa UE, con particolare riferimento ad inquinamento, livello sonoro, serbatoio, sterzo, frenatura, ancoraggi sedili, ancoraggi cinture, resistenza all’urto frontale e laterale, ecc..

La documentazione può consistere in:

  • certificato contenente le caratteristiche tecniche (dati tecnici quali il tipo di veicolo, la carrozzeria, il modello motore e le sue principali caratteristiche, i valori per il controllo del silenziatore, il numero di posti, le dimensioni e le masse, il numero di marce, il rapporto di trasmissione, il tipo di pneumatici, il tipo di impianto di frenatura, i numeri delle principali direttive alle quali risponde il veicolo, ed altri), oppure,
  • copia fotostatica del verbale di omologazione con dichiarazione firmata da uno dei soggetti di cui sopra attestante che il veicolo individuato per numero di telaio ha le caratteristiche indicate e non depennate nel verbale stesso, oppure,
  • documentazione indiretta (dichiarazione di conformità estera ovvero carta di circolazione o sua fotocopia con gli estremi di omologazione estera e copia autenticata del certificato di omologazione con i medesimi estremi e le necessarie caratteristiche tecniche).

Qualora la bolletta doganale sia unica per più veicoli, certificato doganale in bollo ove risulta che sono stati corrisposti i diritti di confine e sono indicati fabbrica e tipo di veicolo, numero di telaio, estremi della bolletta doganale, categoria del veicolo e stato d’uso. Qualora il certificato doganale non contenga i dati necessari occorre allegare:

  • bolletta originale e fotocopia del certificato doganale, oppure,
  • copia autenticata della bolletta e certificato doganale.

L’UMC, esaminata la documentazione allegata alla domanda, appone, di norma, un visto sulla pratica per la presentazione del veicolo a visita e prova, che comprende anche i controlli previsti per la revisione.

Il veicolo è sempre soggetto a visita e prova presso lUMC.