Jumping Jack Flash weblog

Star Wars Ep.VII – Il risveglio della Forza – Le spiegazioni dei punti Oscuri (decine di spoiler!)

Posted in varie by jumpjack on 23 dicembre 2015

R2D2 si riaccende
R2D2 ha la mappa di tutta la galassia ma non sa in quale punto è Luke; non manca nessun pezzo alla sua mappa.
BB8 ha la mappa del pezzo di galassia in cui si trova Luke, ma nessuno sa collocare quel pezzo nel contesto della mappa globale.
Solo unendo le due informazioni si può trovare Luke !

Mi spiego:
vi viene data la mappa di una città e vi viene detto che in Via Pinco Pallino 137 c’è un vostro amico. Ma non vi viene detto il nome della città.
un altro vostro amico ha una mappa dettagliata di tutte le città d’Italia, ma non sa quale sia la vostra.
L’unico modo per collocare Via Pinco Pallino 137 in un punto preciso dell’Italia è sovrapporre le mappe, e “magicamente” comparirà nella mappa d’Italia il punto in cui si trova l’amico scomparso!

Seconda cosa:
i due droidi non è che comunicano a gesti o cinguettii come fanno con gli umani! Non potete sapere cosa BB8 ha detto a C1P8! Probabilmente gli ha detto “guarda, a questo punto abbiamo proprio bisogno di trovare il tuo padrone”.
E’ per questo C1P8 che si riaccende. Mica per caso!
BB8 gli dice: guarda, io ho questo pezzo di mappa, mi fai vedere dove è posizionata nella TUA mappa?
Ma non è che glielo dice cinguettando! C1P8 e BB8 cinguettano solo per parlare con gli umani! Sono droidi… tra loro comunicano via radio, no?
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La morte di Han Solo
Per quanto riguarda “se non vedo il cadavere vuol dire che non è morto”, la cosa sembra riallacciarsi alla misteriosa ricomparsa della spada laser di Luke, in teoria precipitata nella “torre di scarico” (??? boh, come si chiama???) durante il combattimento con Fener: anche Han precipita in uno di questi “pozzi senza fondo”.
E anche l’imperatore….
Forse questi “pozzi senza fondo” non sono così mortali come crediamo! (A meno che chi ci cade dentro non sia stato preventivamente smezzato in due… ).

Se non ricordo male, Luke stesso precipita in un pozzo senza fondo… Dov’era? A Cloud City? Però “all’uscita” si appende “magicamente” (jedaicamente…) a un appiglio e viene salvato dal Falcon…
Mi chiedo però da chi sia stato salvato Han. Non dimentichiamo che ci sono tre forza-fantasmi in giro per la galassia, e che, come ci disse all’epoca ObiWan, un Jedi abbattuto quando VUOLE essere abbattuto, diventa potentissimo! Tre super-jedi possono salvare Han dalla morte mentre precipita? Indubbiamente sì. Quindi lo vedremo ricomparire magicamente adagiato sul suolo del pianeta sottostante.

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Scarsa credibilità di Kylo
Non sarà lui il grande cattivo della nuova trilogia, ma l’antagonista militare con cui litiga davanti a Snoke.

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L’abilita di Rey con la forza
E’ figlia/figliastra di Han Solo, quindi nipote di Dart Fener, quindi “la forza scorre potente in lei”.

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Rey tenta di ipnotizzare con la Forza un soldato
Ha letto in antichi testi le leggende su Forza, Jedi e su “questi non sono i droidi che state cercando”.

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Finn / FN2187
“2187” è il numero “alle origini della Forza” per Lucas! Nonché il cortometraggio anni ’60 in cui Lucas ha sentito parlare per la prima volta della Forza, e la data in cui è ambientato il suo primo film, THX1138.

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La spada laser di Ben Solo
E’ fatta male perché Ben non è né un Jedi né un Sith, ma un autotidatta della Forza, di cui ha letto in giro come Rey.

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Il “mostro di fine quadro” supercattivo, Snoke
E’ solo un ologramma di un piccolo alieno, o probabilmente persino un’immagine di sintesi, quindi di fatto Snoke non esiste proprio, è creato da…?

Formato file di commento FDF per file PDF

Posted in varie by jumpjack on 7 luglio 2015

I commenti e le annotazioni aggiunti a mano a un file PDF possono essere esportati in un file di testo con suffisso FDF; ogni annotazione ha questo formato:

<</C[1.0 1.0 1.0]/CL[91.8331 536.61 162.546 562.254 174.546 562.254]/Contents(COMMENT CONTENT)/CreationDate(D:20150521145021+02’00’)/DA(1 0 0 rg /Helv 12 Tf)/DS(font: Helvetica,sans-serif 12.0pt; text-align:left; color:#FF0000 )/F 4/IT/FreeTextCallout/LE/OpenArrow/M(D:20150521151125+02’00’)/NM(4dd302eb-83fd-4cf2-b4a6-f 84c096ad11a)/Page 0/RC(<?xml version=”1.0″?><body xmlns=”http://www.w3.org/1999/xhtml” xmlns:xfa=”http://www.xfa.org/schema/xfa-data/1.0/” xfa:APIVersion=”Acrobat:11.0.6″ xfa:spec=”2.0.2″  style=”font-size:12.0pt;text-align:left;color:#FF0000;font-weight:normal;font-style:norma \

l;font-family:Helvetica,sans-serif;font-stretch:normal”><p dir=”ltr”><span style=”font-family:Helvetica”>commento</span></p></body>)/RD[82.7728 20.7243 0.5 0.5]/Rect[91.7732 534.719 283.046 571.953]/Subj(Callout)/Subtype/FreeText/T(ANNOTATION AUTHOR)/Type/Annot>>

 

Scritto in modo più leggibile:

<<

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l;font-family:Helvetica,sans-serif;font-stretch:normal”><p dir=”ltr”><span style=”font-family:Helvetica”>COMMENT CONTENT</span></p></body>)

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/Subj(Callout)

/Subtype

/FreeText

/T(ANNOTATION AUTHOR)

/Type

/Annot

>>

 

Spiegazione dei campi:

“<<” and “>>” Inizio/fine commento

/C (non so ma non mi importa…)

/CL = “CaLlout annotation”, cioè “rettangolo con freccia”; i 6 numeri che seguono sono, nell’ordine:

  • fine della freccia
  • curva
  • inizio della freccia

Le coordinate sono relative all’angolo in basso a sinistra della pagina are relative to lower-left angle of the page.
/Contents  (significato ovvio)
/CreationDate (significato ovvio)/DA Default Appearance
/DS Default Style
/F Flags  (4 = nozoom)
/IT tipo di annotazione: FreeText, FreeTextCallout,FreeTextTypewriter
/LE Stile della freccia
/NM Identificatore univoco dell’annotazione.
/Page (significato ovvio)
/RC Versione RichText (=formattata) del commento.
/RD Margini casella di testo
/Rect Casella di testo contenente il commento
/T Autore del commento

Per uan rudimentale esportazione dei commenti mi serve una lista degli stessi e le coordinate di arrivo della freccia, quindi devo fare:

  • trovare “<<“
  • trovare “/CL” e prendere i primi due numeri tra parentesi quadre
  • trovare “/Contents” e leggere la stringa tra parentesi tonde
  • trovare “/page” e leggere il numero che segue

 

Macchina del tempo di Herbert George Wells stampata in 3d – modello acquistabile online

Posted in 3d, Uncategorized, varie by jumpjack on 14 maggio 2014

Ho realizzato questo modello diversi mesi fa; mi è costato lunghe fatiche e ore di modellazione e correzioni con sketchup, partendo da un semplice modello già presente sulla 3d Google Warehouse non pensato per la stampa 3d, ma solo per la visualizzazione a schermo.

 

Riuscire a tappare tutti i buchi e buchini, a eliminare tutte le superfici impossibili, i lati invertiti e le intersezioni sbagliate è stato un lavoraccio… ma ora ho sullo scaffale della mia libreria un simpatico modellino di 10 cm della macchina del tempo di Orson Welles!

E adesso è anche ordinabile/stampabile da chiunque:


Want to get a set?

+ + + + +


Purtroppo tutti i pezzi insieme, benche minimzzati e “svuotati” il più possibile per ridurre i costi, costano complessivamente circa 50 euro!

Ma è roba da collezionisti…

 

Qui ci sono i restanti oggetti del mio negozio online, tra cui anche alcuni oggetti attualmente in test di stampa (i vari supporto per cellulari e macchine fotografiche), che, se funzioneranno, presenterò al Maker Faire di Ottobre a Roma:

https://www.shapeways.com/shops/jumpjack

Il pezzo forte è il “supporto per selfie per iPhone” (o qualunque altro cellulare spesso fino a 10 mm):

https://www.shapeways.com/model/1919550/iphone-and-smartphone-holder-for-selfie.html?li=aeTabs

Per soli 5 euro potere accaparrarvi questo minuscolo e geniale maccanismo :-), che una volta chiuso sta comodamente nel portachiavi (c’è anche un buco apposito per infilarci un moschettone o un anello), mentre aperto dà al cellulare la stabilità necessaria per stare in piedi o o orizzontale, volendo anche con una certa inclinazione (quanto basta per inquadrarvi la faccia invece dei piedi se lo poggiate a terra…).

Non è pensato come supporto per utilizzare continuativamente il cell, perchè non è abbastanza stabile ed equilibrato per sostenere pressioni ripetute sullo schermo, ma può reggere tranquillamente la singola pressione del pulsante di scatto.

Tra una decina di giorni mi arriverà a casa e potrò verificare se la mia “teoria progettuale” è effettivamente fisicamente realizzabile e funzionante! 🙂

 

Le grandi date del progresso tecnologico – le rivoluzioni industriali

Posted in varie by jumpjack on 18 marzo 2014

Intorno al 1780: viene imbrigliata la forza del vapore, vengono inventate e costruite le prime macchine a vapore e le prime locomotive a vapore – prima rivoluzione industriale

Intorno al 1840: il vapore passa la staffetta all’elettricità, che può trasportare l’energia meccanica del vapore da un luogo all’altro – seconda rivoluzione industriale

Intorno al 1870: petrolio e motore a scoppio – inizia l’era del trasporto di massa

Intorno al 1914:  Catena di montaggio, primi aeroplani, primi apparecchi radio a valvole – inizia l’era modernaproduzione in massa, trasporto aereo, telecomunicazioni

Intorno al 1935: Con la televisione  inizia l’era della comunicazione di massa (mass media) – nascita del Quarto Potere (dopo Legislativo, Esecutivo e Giudiziario, l’Informativo, prerogativa di pochi ricchi e non ancora consapevolmente identificato dagli Stati e dai Popoli).

Intorno al 1955: Col primo transistor e il primo satellite artificiale iniziano l’era dell’elettronica di consumo e l’era spaziale

Intorno al 1970: Col primo microprocessore e la prima “rete tra reti” (Arpanet, rete militare interna precursore di Internet iniziano l’era del computer e della Grande Rete

1991: La “rete tra reti” (inter-network, abbreviato in Internet) diviene alla portata di tutti con l’invenzione del World Wide Web: nasce la mente globale, fatta di milioni (e in seguito miliardi) di menti interconnesse tra loro senza barriere geografiche – Nascita del Quinto Potere  (potere informativo mondiale gratuitamente a disposizione di tutti, dai non scolarizzati ai plurilaureati, dai 12enni ai 90enni)

1998: con la nascita del motore di ricerca Google inizia l’era dello “scibile umano condiviso“: dapprima solo siti internet, poi Google inizierà a contenere mappe mondiali e libri digitalizzati, anche vecchi di secoli, a portata di tutti in pochi millisecondi; chiunque può sapere come si costruisce qualunque cosa; premessa alla nuova rivoluzione industriale.

Intorno al 2013: Con la diffusione in massa della stampa 3d economica inizia l’era della produzione personalizzata casalinga che porterà alla fine dell’era della produzione di massa – nuova rivoluzione industriale; gli smartphone a meno di 100 euro rendono la Mente Globale e lo Scibile Umano Condiviso accessibili a chiunque, ovunque e “quandunque”: il mondo è costantemente online.

Gennaio 2014: gettate le fondamenta di RoboEarth (o Skynet nell’accezione drammatica hollywoodiana), la prima rete che interconnetterà robot di tutto il mondo.

Marzo 2014:  Bill Gates prevede la “Sofware Substitution, la fine dell’indispensabilità dell’uomo per i lavori non fisici.

Intorno al 2030: Raymond Kurzweil prevede il primo computer da tavolo in grado di simulare completamente un cervello umano: nascita dell’autocoscienza elettronica?

Intorno al 2050: si prevede che i robot saranno in grado di gareggiare con gli uomini in una partita di calcio. Fine dell’indispensabilità dell’uomo nei lavori fisici?

http://www.dii.unipd.it/~guarnieri/didattica/corsi/Fondam.St.Epist.Svilup.Tecn/

http://cronologia.leonardo.it/welcome.html

Macchina del tempo di Orson Welles stampata in 3d

Posted in 3d, varie by jumpjack on 27 settembre 2013

Continua l’avventura della stampa 3d: dopo la stampa preliminare di alcuni pezzi di prova,

3d

ho cominciato a fare sul serio. Far stampare alcuni pezzi non è stato per niente facile, ho scoperto a mie spese come un modello 3d apparentemente fichissimo e dettagliatissimo sullo schermo… in realtà non può esistere nel mondo reale, a causa di buchi, sconnessioni, gusci vuoti, doppie pareti, doppi spigoli… Un vero calvario riuscire a trovare tutti gli errori!
Ho per esempio scoperto che in Google Sketchup le facce hanno un “verso”, cioè un lato rappresenta l’interno di un solido, l’altro l’esterno; solo che a volte, nel costruire un oggetto, può venir fuori che il lato interno di una faccia dà sull’esterno; visivamente è difficile notarlo, c’è solo una lieve differenza di colore, che a uno sguardo superficiale sembra essere un’ombra… ma in realtà la stampante 3d non riesce a interpretarlo, ossia il sito di stampa rifiuta il modello!

Il programma Netfabb aiuta a risolvere qualche errore (appunto le facce invertite, ma anche gli spigoli di troppo e le facce di troppo), ma non riesce a risolvere tutto, e caricando un modello su Shapeways non si viene avvisati subito se il modello non è stampabile: bisogna prima pagarlo! A quel punto infatti lo staff si mette a controllarlo A MANO (ci vogliono diversi giorni), e se infine trovano qualcosa che non va, avvisano per email che è necessario correggere il modello.

Su Sculpteo invece le cose sono molto più semplici: non solo supporta direttamente il formato di Sktechup (Shapeways solo STL e DAE), ma controlla “al volo” i modelli subito dopo l’upload, e li corregge in automatico! Non è infallibile, perchè a quanto pare la modellazione 3d è un processo un po’ empirico in cui i computer non se la cavano benissimo, un po’ come con le traduzioni, ma capita molto di rado che lo staff di Sculpteo, dopo aver esaminato un oggetto a mano, lo rispedisca al mittente.
In ogni caso, finalmente sono riuscito a rendere “digeribile” per Shapeways un oggetto complicatissimo come questo:

DSC_0077

La “ringhiera” della macchina del tempo. Inizialmente pensavo fosse impossibile stamparla in un pezzo unico, così mi ero fatto intanto stampare la “balaustra” (in bianco nella foto), ma dopo giorni e giorni di pratica su Sketchup ho capito il trucco, e così finalmente ora ho la ringhiera, fatta di simil-alluminio, o “alumide” come lo chiamano loro: sarebbe la stessa plastica bianca della balaustra, ma con mescolata polvere di alluminio (io pensavo fosse proprio alluminio…)

Non ho trovato nessun sito che stampi VERO alluminio, ma in compenso ho trovato siti che stampano su ottone, bronzo e titanio (sculpteo), e anche uno (i.materialise) che stampa su gomma morbida. C’è veramente di che sbizzarrirsi.

Intanto, visto che la balaustra non mi serve più, ho deciso di usarla come cavia per un test sui materiali, con risultati davvero interessanti!

DSC_0075

Questa plastica può essere esageratamente piegata senza problemi di rottura!

E quando dico esageratamente, intendo smodatamente: ci ho fatto praticamente un nodo:

DSC_0076

Ma una volta rilasciata, è tornata praticamente a posto (basta risistemarla un po’):

DSC_0074

Ma veniamo alla parte più bella: gli altri piccoli e strambi pezzettini che non riuscivo a stampare:

DSC_0059

Eccoli in un primo preassemblaggio…

DSC_0087

…e in un assemblaggio quasi finale:

DSC_0088 DSC_0089 DSC_0090

“Quasi” perchè, primo, i pezzi non sono ancora incollati, e secondo perchè ora devo costruire la base in legno (stamparla in plastica sarebbe costato sui 40 euro, ma farla a mano è abbastanza semplice da non valer la pena di stamparla).

mt-base-vuota

Il risultato finale dovrebbe essere una cosa simile a questa:

la-macchina-del-tempo

Ossia questa:

 

Ma non finisce mica qui!  Mi è stato fatti notare che, oltre che per “giocare”, la stampa 3d potrebbe essere usata anche per fare qualcosa di molto utile per casa: fabbricare pezzi di ricambio! Così ho iniziato a rimuginare su quante cose in attesa di riparazione ci fossero in casa… ed ecco il risultato:

 

DSC_0091

 

A sinistra gli originali, a destra le copie; i primi due pezzi sono pezzi di uno sciacquone Geberit; ricomparlo tutto costerebbe 60 euro, i pezzi nuovi sono costati una quindicina di euro! (e ore di misurazione, progettazione e disegno…)

 

L’ultimo pezzo in basso invece è un componente del manico telescopico delle batterie del mio scooter; tutti i manici telescopici mi si sono rotti da tempo, ma dell’ultimo ho conservato, chissà perchè, i pezzi, in attesa di… che ne so, OGGI! 🙂

Il risultato è un pezzo impressionantemente simile all’originale e molto molto preciso! Non fosse per un mio errore di misurazione dell’originale, sarebbe stato perfetto; ma come “prova di stampa” è eccellente, quindi lo ristamperò corretto, lui e l’altro pezzo che mi manca per aggiustare il manico (o, a questo punto , tutti e tre!).

Invece il pezzo dello sciacquone è quasi perfetto: il “galletto” sarebbe dovuto essere tipo mezzo millimetro più largo per far bene presa sul meccanismo, ma anche così fa il suo dovere.

La cosa interessante è che mi serviva solo il “galletto” blu, ma temendo che non sarei riuscito a farlo così identico all’originale da poterlo avvitare sulla sua vite,… ho ricostruito anche la vite! E ho fatto bene, perchè in effetti è TROPPO preciso, la vite originale non ci si avvita: mi sono accorto dopo che tra la vite e il galletto originale c’era MOLTO gioco, io invece ho fatto due pezzi perfettamente coincidenti, praticamente “a specchio tridimensionale”; la cosa buffa è che la vite originale non si avvita nel mio galletto, però la mia vite si avvita nel galletto originale.

DSC_0092

 

Poi, veniamo a un pezzo più complicato: il mio primo meccanismo!DSC_0093

Banalissimo, ma pur sempre un incredibile meccanismo stampato invece che costruito! L’impugnatura della manovella, il cilindretto, è svincolo e libero di girare intorno al perno… ma non l’ho montato dopo sul perno: l’ho fatto stampare già così, infilato sul perno e bloccato dalle due estremità larghe del perno: è impossibile smontarlo… perchè non è stato mai montato!

Anche questo pezzo svolge egregiamente il suo lavoro di sostituire un pezzo rotto.

 

E infine, la mia prima invenzione, pensata, progettata, disegnata e stampata da me: 🙂

DSC_0094

Si tratta di un portacellulare a vite; le quattro sottili linguette in plastica serrano il cellulare, il dado ha il passo standard delle viti dei cavalletti delle macchine fotografiche…. e così ecco che potete farvi un autoscatto col cellulare usando il cavalletto della macchina fotografica!

DSC_0095

Purtroppo al momento è solo teoria: come prevedevo, la filettatura del dado non è esattamente identica a quella della vite del cavalletto, benchè abbia scaricato il modello già pronto e “spacciato” come “passo 1/4″-20”, cioè quello di quella vite.

Per questo motivo ho fatto una cosa modulare: così ora posso stampare altre “prove di dado” finchè non ottengo quella giusta, e a quel punto sarà sufficiente incollare il dado nel suo alloggio e avere il mio bel portacellulare! 🙂

Una volta che il portacellulare a vite sarà funzionante pubblicherò il link per acquistarlo, costa 15 euro bianco e 19 euro nero (più spedizione)

Attacco mediatico imminente, spegnete i televisori!

Posted in varie by jumpjack on 21 settembre 2013

Sta per partire l’esplosione pubblicitaria, il bombardamento del quarto potere, la guerra alla libertà di pensiero.

Da lunedì 23 settembre 7 reti nazionali trasmetteranno in contemporanea per 60 secondi tutto quello che una singola persona ha deciso di trasmettervi, raggiungendo, si stima, 10 milioni di persone; ma visto che l’evento è stato annunciato anche dai giornali, la “prima” sarà di certo molto più seguita.

Venti, trenta milioni di persone?

Tutte si riverseranno davanti alla TV alle 21 in punto del 23.

“Per curiosità”

“Perchè è il mio leader”

“Perchè è bello”

“Perchè HAIL!”

“Perchè no?”

Sia come sia, lo vedranno praticamente tutti.

Anche voi che state leggendo queste righe, “giusto per curiosità, tanto che male può farmi”.

Senza che ve ne accorgiate, vi costringerà a guardarlo, ma siccome penserete di aver scelto voi di farlo per curiosità, non vi sentirete costretti. Questa è un’arte, che insegnano nei corsi di psicologia e di comunicazione.

Io non ascolto quello che costui dice fin dal lontano 1994: se malauguratamente riesce a entrare di soppiatto in casa mia (e lui ha le chiavi di TUTTE le case d’Italia, può entrarci sempre e comunque, di giorno e di notte, basta che si sia un’antenna sul tetto), si ritrova a boccheggiare come un pesce pelato: lui parla, parla, parla… ma negli ultimi 19 anni non ho mai sentito una parola di quello che ha detto.  Lui è convinto di star lì davanti a me a trapanarmi il cervello e plasmarlo a suo piacimento… mentre io lo guardo boccheggiare come un pesce rosso.

Farei un monumento all’inventore del tasto mute. 🙂

Provateci anche voi (se avete il coraggio, ma non ci riuscirete, DOVRETE ascoltarlo): sintonizzatevi su una rete mediaset, accendete, aspettate le 21, mettete il MUTE… e ascoltate il rumore che fanno i cervelli dei vostri vicini mentre vengono plasmati e rimodellati.

Forse trasmetterenno una pubblicità di biscotti, forse uno spot di pannolini…

o magari no.

Ma qualunque cosa sia, GUARDATELA, ma non ASCOLTATELA: lui non ha nessun potere se non può parlarvi, e da mostrarvi ha solo una testa verniciata color capelli.

E attenzione: l’operazione di plasmatura si ripeterà tutti i giorni, fino alle prossime elezioni,

e oltre.

 

La TV 8k a ultra-definizione sarà autostereoscopica senza occhiali?

Posted in varie by jumpjack on 17 settembre 2013

Qualche mese fa la giapponese NHK ha annunciato di avere iniziato a studiare la tecnologia “8K”, in cui cioè uno schermo televisivo è dotato di quasi 8000 righe verticali (a partire dal 4K si indicano le righe verticali invece di quelle orizzontali), contro le 2000 della TV FullHD (da 1080 righe orizzontali).

Si tratta di una risoluzione assolutamente esagerata, pari a quella di una stampante! Infatti, uno schermo 8K da 32 pollici, essendo largo 25 pollici (32 sono la diagonale), avrebbe circa 300 pixel per pollice (PPI?), contro i classici 300 DPI (dot per inch) minimi che una stampante moderna offre.

L’unico vantaggio che riesco a vedere in una risoluzione che renderebbe i singoli pixel indistinguibili persino con la lente di ingrandimento sarebbe il 3d senza occhiali mediante tecnologia lenticolare: le immagini lenticolari sono quelle strane immagini con superficie in plastica zigrinata che cambiano a seconda di come le si guarda, offrendo in taluni casi una visione 3d; attualmente non sono realizzabili sui televisori, perchè un televisore FullHD da 32 pollici ha una densità di pixel di soli 76DPI, mentre la densità delle minuscole lenti dei fogli lenticolari deve essere tra i 60 e i 75 LPI (lens per inch) per funzionare, e sotto ogni lente ci devono essere almeno 4 o 5 pixel perchè si possa vedere l’effetto stereoscopico da più posizioni; poichè 75×4=300, un televisore 8K permetterebbe di avere sotto ogni lente 4 pixel, rendendo così possibile realizzare un televisore 3d semplicemente sovrapponendo al normale schermo un foglio di plastica lenticolare.

Finalmente quasi pronta la macchina del tempo in 3d!

Posted in varie by jumpjack on 31 agosto 2013

Finalmente ho capito qual era il problema principale che rendeva non stampabili con Shapeways i miei modelli in 3d: la Macchina del Tempo è stata realizzata “simmetrizzando” alcune parti… ma questo comporta un’inversione delle facce non gradita al software di Shapeways! Re-invertendo manualmente le facce, senza però re-invertire la forma degli oggetti, sono riuscito a fare accettare tutti i pezzi necessari alla realizzazione del modellino:

mt-led

mt-cones

mt-shell

mt-base-piena

mt-pezzi

E il pezzo più difficile:

mt-ringhiere

Il tutto verrebbe a costare 70 euro… di cui 40 solo nella base di appoggio! QUesto perchè contiene molto materiale, così ho ipotizzato due casi: farla cava sotto e nel blocco sopra (32 euro invece che 40):

mt-base-vuota

Oppure eliminare del tutto la base, che è talmente semplice che non c’e’ bisogno di farsela stampare, si può fare facilmente a mano in legno, semplificandola un po’; rimarrebbe quindi solo il blocco in alto (8 euro):

mt-base-vuota-mini

Con questa soluzione, il modellino completo costerebbe 38 euro invece che 70, e starebbe nel palmo di una mano.

Supporto per tablet stampato in 3d

Posted in 3d, varie by jumpjack on 31 agosto 2013

Ispirato da un suggerimento – o forse era una battuta? 🙂 – di un lettore del blog, ho deciso di provare a cimentarmi nella realizzazione di un porta-tablet tramite stampa 3d; così, mi sono messo a elucubrare, modellare e convertire, ed ecco il risultato!

supporto-grandeMolto funzionale: a riposo, le due gambe stanno ripiegate nel piano d’appoggio, che quindi fa anche da contenitore. Aperte, si incastrano l’una nell’altra, consentendo varie angolazioni.

Sfortunatamente… stampare questo modello costerebbe più di 100 euro!!!

Così ho deciso di ridimensionarlo, eliminare le parti superflue, ridurre gli spessori, in modo da ridurre i costi, ottenendo questo:

supporto piccolo

Di fatto, rimangono solo le gambe e un minimo di base di supporto: tecnicamente, dovrebbe essere sufficiente; sfortunatamente… anche così il tutto costerebbe 40 euro!

Ho allora optato infine per una soluzione drastica: spessori ridotti, semplicità massima, un collaudato meccanismo a incastro tramite denti trasversali:

supporto-micro

Niente da fare, anche così costa 30 euro!!

L’ultima possibilità è un’ulteriore riduzione degli spessori, che ora non superano i 3 mm:

3mm

E infine, la versione ridotta all’osso, stampabile solo in alluminio altrimenti non reggerà mai il peso di un tablet; costa appena 14 euro! (per voi 16 perchè c’è da considerare il mio margine di guadagno! 🙂 )

osso

E’ il primo oggetto che ho messo come disponibile pubblicamente per l’acquisto nel mio negozio su Shapeways, qualcuno vuole ordinarlo? 🙂

Stampa 3d per tutti – primi risultati

Posted in 3d, varie by jumpjack on 28 agosto 2013

Solo 6 giorni per avere tra le mani la mia prima stampa 3d a partire dall’accettazione dell’ordine, non male!

Ecco il risultato:

3d

Purtroppo della ventina di pezzi che avevo progettato, sono sopravvissuti solo questi al “filtraggio” tra quelli stampabili e quelli impossibili!

Per il materiale che ho scelto, infatti, lo spessore minimo è 0,7 mm, mentre molte parti della macchina del tempo risultano molto più sottili, quindi sto lavorando per ritoccare il modello originale in modo da ottenere pezzi effettivamente stampabili.

Ciononostante, il livello di dettaglio che si riesce a raggiungere con questo materiale è davvero notevole, se si osservano i pezzettini in alto!

La superficie della plastica non è liscissima come invece mi aspettavo, avendo ordinato la versione “polished”, ma forse questi pezzi sono troppo piccoli per riuscire a levigarli; o forse più di così non si riesce, chissà.

Comunque penso di ordinare i prossimi pezzi usando altri tipi di plastica, e magari qualche pezzo piccolo anche in alluminio e acciaio, giusto per vedere come si presentano.