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La guerra civile in Italia – 1943-1945

Posted in storia by jumpjack on 10 dicembre 2017

Non scrivo mai di politica su internet, perchè è una pratica autolesionistica. Ma se riesco a scrivere di politica senza esprimere un’opinione dovrei essere a posto…

In questi giorni sto colmando le lacune che la scuola italiana ha lasciato nella mia “cultura generale”, nonostante 8 anni di scuola dell’obbligo e ulteriori 5 di scuole superiori, tutti passati felicemente a pieni voti.

Eppure, sono uscito dal liceo senza sapere niente della storia del XX secolo.

Finalmente, oltre 20 anni dopo essere uscito dal liceo, sono riuscito a scoprire cosa davvero è successo prima, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale; soprattutto dopo: quello che è successo dopo la “Schettinata”(*) dell’8 settembre 1943,  quando il Re abbandonò la “barca” che affondava,  ha infatti segnato le sorti di questo paese per 70 anni, e perdura ancora oggi. E il motivo è che nessuno sa cosa esattamente sia successo, chi ha ammazzato chi e perchè; l’unica cosa certa che si sa è che, tra il 1943 e il 1945, e in alcune zone anche fino al 1948, chiunque ammazzava chiunque per qualunque motivo, a prescindere da razza, religione, partito, e colpe; semplicemente, tutti pensavano di avere un motivo per ammazzare qualcuno.

Essendo i fatti di quegli anni obiettivamente vergognosi per chiunque vi sopravvisse, e anche per i loro eredi, oggi, due generazioni dopo, i discendenti dei sopravvissuti continuano tutt’ora quella guerra civile, ma invece che con fucili e moschetti, lo fanno a colpi di TV,  carta stampata e internet, ognuno negando le proprie colpe e addossando “agli altri” la colpa di omicidi, attentati, tradimenti, deportazioni, fucilazioni, stupri.

Furono anni bui. Fu un nuovo, piccolo Medioevo, o, se vogliamo, un nostro Far West tutto italiano, in cui per “avere ragione” bastava avere una pistola.

Una volta capito questo, ho provato a scriverlo su Wikipedia, ma il mio testo è sopravvissuto 2 ore prima di essere rimosso.

Eccolo qui; era un semplice cappello alle paginate di spiegazioni che seguivano (e che non avevo scritto io):


La cosiddetta “guerra civile italiana” è un periodo politicamente e socialmente molto confuso e caotico che interessò l’Italia a partire dall’armistizio della Seconda Guerra Mondiale (armistizio di Cassibile, 8 settembre 1943) fino a una data imprecisata: la sua fine viene fatta usualmente coincidere con il giorno della resa di Caserta (2 maggio 1945), ma potrebbe anche coincidere con la fine ufficiale della monarchia in Italia (Nascita della Repubblica Italiana – 2 giugno 1946), mentre secondo altre opinioni[1] continuò fino al 1948, o ancora continuò negli anni successivi tra attentati e rapimenti (v. anche Anni di piombo in Italia).

Il motivo di tanta confusione è la molteplicità di entità in gioco nell’evento, di cui segue un elenco non esaustivo in ordine alfabetico:

Di fatto dopo l’8 settembre 1943, con la fuga del Re e il suo abbandono del comando delle Forze Armate e con la formazione di due entità governative contrapposte (Regno del Sud nel meridione e Repubblica di Salò nel settentrione), il Paese cadde nella più totale anarchia, in cui ognuna delle suddette entità cercava, tramite azioni fisiche o tramite propaganda mediatica, di distruggere o delegittimare le entità che riteneva antagoniste. Gli unici elementi che accomunavano tutte le entità, seppur con sfumature e sfaccettature diverse, furono la vendetta, il rancore e la rappresaglia, mascherati dal pretesto di avere giustizia per i presunti torti subiti durante la guerra.

Se le azioni fisiche (fucilazioni, eccidi, processi sommari, attentati, sparatorie, rastrellamenti, deportazioni) ebbero effetti immediati ma limitati nel tempo, le azioni di propaganda svolte da tutte le parti coinvolte gettarono sui fatti dell’epoca una coltre di nebbia e di incertezza tale che essa si protrae fino ad oggi, a oltre 70 anni dagli eventi, impedendo di fatto agli storici di determinare con esattezza e imparzialità cosa accadde, e ai cittadini italiani, di conseguenza, di accettare la realtà dei fatti, qualunque essa sia.

La conseguenza è che di fatto è tutt’ora in corso una sorta “guerra civile mediatica” che si combatte tra fazioni contrapposte a colpi di libri di testo, articoli di giornale, targhe commemorative, saggi, pubblicazioni, feste nazionali, commemorazioni, e più recentemente, siti internet, pagine facebook, tweet e quant’altro la tecnologia mette oggi a disposizione per diffondere informazioni.

Il testo che segue cerca quindi, al meglio delle fonti storiografiche ad oggi reperibili, di ricostruire quei tragici eventi, nella consapevolezza che forse non sarà mai possibile giungere a una versione definitiva e universalmente accettata dei fatti, e con la certezza che non sarà mai possibile stabilire chi, tra le parti, furono i “buoni” e i “cattivi”, i “colpevoli” e gli “innocenti”.


Interessante anche la cronologia delle revisioni immediatamente apportate al mio contributo (3 annullamenti in 3 ore):

(corr | prec) 16:23, 10 dic 2017Vituzzu (discussione | contributi)m . . (134 123 byte) (-3 819). . (Annullate le modifiche di Jumpjack2 (discussione), riportata alla versione precedente di Demiurgo) (annulla | ringrazia) (Etichetta: Rollback)

 

 

(*) Il 13 gennaio 2012 il comandante Francesco Schettino, al comando della nave “Concordia” della Costa Crociere, dopo aver causato l’affondamento della nave scappò a terra con la prima scialuppa che riuscì a trovare.