Jumping Jack Flash weblog

Prime applicazioni per la stampa 3d “da remoto”

Posted in 3d, scooter elettrici by jumpjack on 7 settembre 2013

Nell’attesa che mi arrivino i pezzi “futili” per la macchina del tempo 🙂 , sto pensando ad applicazioni più utili della stampa 3d a distanza tramite siti specializzati come www.shapeways.com o www.sculpteo.com (il secondo è più professionale perchè corregge automaticamente eventuali errori nei modelli inviati, ma quindi è più costoso; e può stampare anche texture a colori!).

Per esempio: la vite che serve a fissare la macchina fotografica al cavalletto, è una vite particolare, che non si trova in un qualunque ferramenta.

dado-macchina
Ci ho messo un po’ a trovare tutti i dati, comunque eccoli:
Vite in standard BSW (British Standard WhitWorth), con passo misurato in pollici.
Nello specifico, la vitarella di pochi mm delle macchine fotografiche, che hanno tutte attacchi standard, è da 1/4 di pollice, o da 20 filetti per pollice.

I “filetti” in inglese si chiamano “thread”, quindi 20 filetti per pollice diventa “20 TPI”; complessivamente quindi la vite è una 1/4″-20.

“Vite” in inglese si dice “bolt” (e, per inciso, “dado” si dice “nut”), quindi per trovare il modello 3d ho dovuto cercare in lungo e in largo “bolt 1/4”-20″… e alla fine l’ho trovata proprio nella Google/Trimble Warehouse! (all’inizio non la trovavo perchè non sapevo ancora la denominazione giusta).

LINK

A parte la testa, che non è a vite ma a brugola, l’importante è la vite stessa, che deve combaciare con l’attacco della macchina fotografica; poi la testa si può ovviamente rimodellare a piacere.

Come secondo utilizzo, sto cercando di ricostruire un pezzo della Geberit dello sciacquone del bagno: 3 giorni dopo che me l’hanno montato nuovo, un pezzo è “scomparso” dentro il cassone!

pezzo-geberit

Però ha un pezzo gemello, perchè ha due pulsanti diversi per lo scarico, quindi posso usare quello rimasto per cercare di costruire un duplicato. Sfortunatamente, la cosa si mostra MOLTO complessa: la misurazione di ogni singolo pezzettino che compone il pezzo complessivo è lunga e pallosa… ma niente in confronto a ottenere il pezzo vero e proprio in Sketchup! Alla fine ci sono grosso modo riuscito… ma solo a ottenere la vite, che volevo usare come negativo per creare il dado che è andato perso… ma a quanto pare intersecare un cilindro con una vite non è sufficiente ad ottenere un dado, ma si ottiene piuttosto un macello! 🙂

 

Dovrò ancora lavorarci su, ma nel frattempo mio è venuto in mente un altro utilizzo: mesi fa mi si ruppe il manico telescopico anche della terza batteria dello Scooter Elettrico Zem Star 45; stavolta però ho deciso di non toglierlo del tutto e sostituirlo con un palo fisso, ma lasciare che il manico rimanesse telescopico anche se non può più essere bloccato in posizione chiusa, perchè è comunque una comodità.

Il motivo del malfunzionamento è la rottura di un pezzettino di plastica largo un centimetro e spesso un millimetro, pezzo di un blocchetto più grosso lungo 2 o 3 centimetri e largo uno:

pezzo-scooter

Naturalmente è impossibile trovare da qualche parte questo pezzo di ricambio… o meglio… una volta era impossibile: ora posso farmelo fabbricare su misura e farmelo recapitare direttamente a casa!

Il pezzo non appare troppo complicato, e in “sola” mezza giornata sono riuscito, credo, a riprodurlo:

pezzo-scooter-sketchup

(in alto nell’immagine, in blu, il “cursore” che si muove all’interno del pezzo quando si preme il pulsante sul manico)

Ovviamente è difficile che funzioni alla prima botta: una volta arrivatomi il pezzo, dovrò trovarne i difetti, correggere il modello 3d e ristamparlo… ma potrebbe essere un’esperienza interessante.

 

Tagged with:

Supporto per tablet stampato in 3d

Posted in 3d, varie by jumpjack on 31 agosto 2013

Ispirato da un suggerimento – o forse era una battuta? 🙂 – di un lettore del blog, ho deciso di provare a cimentarmi nella realizzazione di un porta-tablet tramite stampa 3d; così, mi sono messo a elucubrare, modellare e convertire, ed ecco il risultato!

supporto-grandeMolto funzionale: a riposo, le due gambe stanno ripiegate nel piano d’appoggio, che quindi fa anche da contenitore. Aperte, si incastrano l’una nell’altra, consentendo varie angolazioni.

Sfortunatamente… stampare questo modello costerebbe più di 100 euro!!!

Così ho deciso di ridimensionarlo, eliminare le parti superflue, ridurre gli spessori, in modo da ridurre i costi, ottenendo questo:

supporto piccolo

Di fatto, rimangono solo le gambe e un minimo di base di supporto: tecnicamente, dovrebbe essere sufficiente; sfortunatamente… anche così il tutto costerebbe 40 euro!

Ho allora optato infine per una soluzione drastica: spessori ridotti, semplicità massima, un collaudato meccanismo a incastro tramite denti trasversali:

supporto-micro

Niente da fare, anche così costa 30 euro!!

L’ultima possibilità è un’ulteriore riduzione degli spessori, che ora non superano i 3 mm:

3mm

E infine, la versione ridotta all’osso, stampabile solo in alluminio altrimenti non reggerà mai il peso di un tablet; costa appena 14 euro! (per voi 16 perchè c’è da considerare il mio margine di guadagno! 🙂 )

osso

E’ il primo oggetto che ho messo come disponibile pubblicamente per l’acquisto nel mio negozio su Shapeways, qualcuno vuole ordinarlo? 🙂

Stampa 3d per tutti – primi risultati

Posted in 3d, varie by jumpjack on 28 agosto 2013

Solo 6 giorni per avere tra le mani la mia prima stampa 3d a partire dall’accettazione dell’ordine, non male!

Ecco il risultato:

3d

Purtroppo della ventina di pezzi che avevo progettato, sono sopravvissuti solo questi al “filtraggio” tra quelli stampabili e quelli impossibili!

Per il materiale che ho scelto, infatti, lo spessore minimo è 0,7 mm, mentre molte parti della macchina del tempo risultano molto più sottili, quindi sto lavorando per ritoccare il modello originale in modo da ottenere pezzi effettivamente stampabili.

Ciononostante, il livello di dettaglio che si riesce a raggiungere con questo materiale è davvero notevole, se si osservano i pezzettini in alto!

La superficie della plastica non è liscissima come invece mi aspettavo, avendo ordinato la versione “polished”, ma forse questi pezzi sono troppo piccoli per riuscire a levigarli; o forse più di così non si riesce, chissà.

Comunque penso di ordinare i prossimi pezzi usando altri tipi di plastica, e magari qualche pezzo piccolo anche in alluminio e acciaio, giusto per vedere come si presentano.

 

 

Terremoti in Italia in aumento: realtà o psicosi da telegiornale?

Posted in Scienza, terremoto by jumpjack on 22 agosto 2013

Ormai non passa giorno senza sentire in TV di una nuova scossa di terremoti in Italia. Viene automatico pensare che se ne parlano più spesso, vuol dire che ci sono più spesso.

Sarà vero?

Ecco una mia elaborazione dei dati pubblici dell’Istituto Nazionale di Geofisica (INGV).

Due immagini statiche del totale di scosse di terremoto in Italia dal 1 gennaio al 21 agosto 2012 e dal 1 gennaio al 21 agosto 2013:

2012 2013

Non si può dire che viviamo in un paese tranquillo…

Però da questo guazzabuglio non si capisce niente, bisogna ingrandire un po’:Frame02

Frame03

Frame04

Frame05

Frame06

Frame07

Frame08

Frame09

Frame10

Frame11

Frame12

Frame13

Frame14

Frame15

Una GIF animata permette di apprezzare meglio il confronto:

Filmato .AVI: LINK

Youtube:

Tagged with: , ,

Ecco perche il Conto Energia 5 *NON* è per niente una truffa!

Posted in ambiente, energia by jumpjack on 20 aprile 2012

Studiando il nuovo Conto Energia, il quinto, usando questa pagina, ho scoperto che non è affatto vero che il CE5 è una truffa per disincentivare il fotovoltaico, tutt’altro!

Facendo i conti, infatti, risulta che per rientrare dell’investimento di un impianto da 3 kWp, fino al 2011 occorrevano 8.6 anni col CE4; nel 2012, col CE5, servono invece… 8,6 anni!

CE4 in 8,6 anni

CE5 in 8,6 anni

Stesso impianto, stessi consumi, Conto Energia diverso, ma stesso risultato.

Com’e’ possibile? Dov’e’ l’imbroglio?!?

Non c’e’ nessun imbroglio… non nel Conto Energia, almeno! L’imbroglio sta nelle ditte che vendono sistemi fotovoltaici da 3 kW a 9000 euro (come minimo): è un prezzo totalmente fuori mercato! E’ il prezzo che avevano i pannelli nel 2011. Nel 2010 un impianto analogo costava 18000 euro. Oggi, aprile 2012, un impianto da 3 kW installato costa meno di 6000 euro!!!

http://shop.energymarketfotovoltaico.com/it/kit-fotovoltaico/mastervolt-kit-fotovoltaico-2-990w-con-inverter-mastervolt-xs3200-sw-10.html?ss_ref=become  3352,00 euro + trasporto, installazione, pratiche, probabilmente non costa più di 6000 euro.

http://www.nautimarketshop.com/shop/product/11891/Kit-fotovoltaico-2.990W-con-inverter-Mastervolt-XS3200-SW-Codice-KIT2990MA.html3350,00 euro

 

E ancora:

http://www.casadelfotovoltaico.it/negozio/kit/kit-fotovoltaico-3-kwp-risun-230–solarmax-3000s.html  – 3552,00 euro

http://www.shopenergia.com/product/930/Kit-fotovoltaico-2.940W-SHARP-NDR245A5-Europeo-con-inverter-Mastervolt-Sunmaster-XS3200-Codice-KIT2940SH.html  – 3734,00 euro

http://www.ebay.it/itm/KIT-SOLARE-3KW-CONTO-ENERGIA-FOTOVOLTAICO-INVERTER-MASTERVOLT-MONOCRISTALLINO-/2709214337184250 euro.

(notare che quasi sempre è lo stesso kit con inverter Mastervolt).

 

Ma attenzione, perché basta che l’offerta sia vecchia di qualche mese perché costi centinaia o migliaia di euro in più! Questa risale al 2011:

http://www.seasolar.it/Offerte/ImpiantiResidenziali/KitCompleti/KitCompleto3kW.aspx  – 5700,00 euro iva inclusa


E questa?!?

http://www.ecorete.com/commerce.php?stato=info&codicearticolo=KIT-FOTOVOLTAICO-3KW-INSTALLATO-INTEGRATO-ARCHITETTONICAMENTE   – 13’000 euro, scontato 10’000 !!

 

Il Conto Energia 4 scade a giugno 2012: non fatevi imbrogliare da venditori/installatori che cercano di mettervi fretta per spillarvi 4000 euro in più! Se pagate 10’000 euro l’impianto invece di 6’000, col CE5 rientrerete dell’investimento in più 14 anni invece che in meno di 9!

 

 

 

Fotovoltaico a Roma

Posted in ambiente, elettricita, energia by jumpjack on 5 aprile 2012

Pochi sanno che alle porte di Roma esiste un gigantesco impianto fotovoltaico da 5 megawatt, in grado di fornire energia elettrica gratis ad un’intera circoscrizione: si trova fuori del GRA, a sud ovest, a due passi dalla Nuova Fiera di Roma; si tratta del parcheggio del centro commerciale Commercity, interamente ricoperto di pannelli fotovoltaici. Il parco solare è stato inaugurato nel maggio del 2011, seguito poi da un impianto analogo presso il Centro Agroalimentare di Roma (4,7 Mwp), ed è in via di ultimazione una nuova installazione di dimensioni analoghe: la Enertronica la sta costruendo presso il Parco delle Mistica, in zona Tor tre Teste, a copertura di serre agricole; l’impianto, con i suoi 4 megawatt,  porterà a 13 megawatt totali la potenza di questi megaimpianti; gli studi mostrano che per alimentare l’intera cttà col sole servirebbero in tutto 100 megawatt, e si tratta quindi di grossi passi in direzione dell’ “indipendenza elettrica romana”.

Grazie all’impianto di Commercity è già possibile ricaricare vetture e scooter elettrici tramite energia solare, come già alla Fiera di Roma, dove pure è stato installato recentemente un grosso impianto fotovoltaico, che fornisce alla fiera stessa il 20% dell’energia ad essa necessaria.

Per gli impianti più recenti di CAR e Parco della Mistica non sono disponibili immagini aeree, ma lo sono invece per Commercity e Fiera di Roma. Ecco come era la zona di Commercity (nell’angolo in basso a destra) prima e dopo l’impianto:

Ecco invece come appare adesso la zona:

E’ molto interessante anche osservare invece la Fiera (i grosi rettangoli al centro dell’immagine sono i padiglioni della Fiera di Roma): nella prima foto i tetti risultano metà di un colore e metà di un altro, mentre dopo, riflessi di luce a parte, appaiono più omogenei: Google ha infatti catturato l’evoluzione della copertura dei tetti della Fiera nel corso dei mesi, iniziata dal lato sud dei tetti e poi estesasi all’intera copertura.

Grazie alla funzionalità “immagini storiche” di Google, è stato persino possibile ricostruire la storia completa della Nuova Fiera di Roma dalle origini ai giorni nostri:

Nel dettaglio:

Ecco invece una suggestiva immagine dal basso:

Tutti i dettagli dell’impianto della Fiera di Roma sono disponibili in questa brochure in PDF:

http://www.oice.it/progettopubblico/40/fieraroma.pdf

Diario elettrico 44 – Nuove indagini, stavolta alla Fiera di Roma

Posted in energia, scooter elettrici, Uncategorized by jumpjack on 3 aprile 2012

Diario di bordo

dello

scooter elettrico al litio

Zem Star 45

1500W/60Kmh/80Km

INDICE

La brutta prima esperienza della ricarica dello scooter elettrico alla Fiera di Roma è ormai solo un ricordo: adesso ogni volta che vado in fiera posso regolarmente entrare gratis e ricaricare lo scooter.

C’è però questa strana faccenda che ogni volta mi fanno caricare in un posto diverso…

La prima volta caricai di straforo nella hall, e vabbè.

La seconda e terza volta caricai sotto la pensilina fotovoltaica riservata alle bici (il mio caricabatterie consuma solo 240 watt)

La quarta volta, in occasione di Motodays, abbiamo caricato tutti in un’area appositamente, e temporaneamente, attrezzata.

Stavolta mi hanno fatto ricaricare… qui:

In pratica, a una presa volante dove ricaricano anche una specie di “golf cart” che usano per spostarsi all’interno della fiera.

Ho però approfittato per andare a dare un’occhiata più da vicino all’ “isola fotovoltaica” dove caricai lo scooter le prime volte, utilizzando una normale spina shucko. Ho fatto qualche foto:

Questa è l’insegna presente sul “box di ricarica”. Google porta al sito www.cellstrom.at, che però rimanda a http://www.dmg.com/energysolutions/de .

Ipotizzo dunque che lo “scatolone” che fa da base a un grosso pannello solare di 6 metri per 6 custodisca una grossa batteria, e quindi sia un “cellcube”:

http://en.cellcube.com/mailing_e-tankstelle_11/en/index.htm

Stavolta però non c’erano prese shucko “libere”: erano incapsulate in una strana colonnina di ricarica:

Riuscite a intravederla dietro la plastica blu semitrasparente?

Quella “plastica blu” è uno dei cerchi blu visibili in quest’altra foto:

Sopra ai “cerchi blu” ci sono queste istruzioni:

Sembra cioè che sia necessaria una qualche tessera, sulla quale devo ancora indagare. Prima vorrei però finire l’indagine su questa misteriosa “ricarica solare” pubblicizzata dalla SEM – Solar Electric Mobility.

Con “Younicos” google porta qui:

http://www.younicos.com/en/products/Yana/about-Yana.html

Io avevo ipotizzato che le centinaia di metri quadri (e di chilowatt) di pannelli solari che sorgono accanto alla fiera fossero l’effettiva fonte di energia del progetto…

Ho contato almeno 4 gruppi di 2 file ognuno, ogni fila sembra formata da 3 blocchi, ognuno di 15 stringhe di 10 pannelli. Ipotizzando che siano pannelli da 100 W (ma forse sono da 200), verrebbe:

4*2*3*15*10*100= 360 kWp

Ho sempre visto questi parcheggi deserti, tanto un anno fa, quando nacque il progetto SEM, che l’altro giorno; e non si capisce se sono collegati (fisicamente e concettualmente) alla Fiera di Roma e al progetto SEM (sono fuori dal perimetro della fiera).

Di progetto SEM non si è più parlato da aprile 2011, quando appunto nacque.

Domenica scorsa ho fatto una foto al “parcheggio SEM” in fiera:

Oltre a essere desolantemente deserto… (l’area SEM è solol quella in fondo a sinistra, ha il pavimento verde) sono anche sparite le colonnine! Io me ne ricordavo almeno una per posto macchina (sono 6), mentre ora ne è rimasta solo una (sulla sinistra, in fondo, attaccata alla colonna con la scritta SEM).

Forse ricordo male io… o forse sta già andando tutto in malora e stanno smantellando il progetto SEM?!?

Una foto “d’epoca” mostra che in effetti di colonnine ce n’erano almeno due:

I pannelli di cui sopra, come dicevo, che fotografai qualche mese fa quando mi recai in fiera con la macchina (lo scooter non andava…)  si trovano fuori dalla fiera, a sud est; una passeggiata con Street View sembrerebbe rivelare che si tratta dei parcheggi di un supermercato Majorana?!?

LINK

Oppure di Commercity, più avanti?

LINK

Questo scorcio potrebbe essere proprio quello della mia foto… ma forse risale a quano i pannelli non c’erano?

LINK

Mia foto:

Confesso che non ci stavo capendo proprio niente…

Poi però l’insegna di Commercity data in pasto a google insieme ai pannelli solari e a via Portuense, finalmente mi ha tirato fuori un risultato interessante!

Inaugurato parco fotovoltaico – E’ il più grande di Roma (3 maggio 2011)

In realtà è anche molto più potente di quello che credevo!

Le pensiline del grande parcheggio dell’area commerciale sulla Portuense hanno una potenza di 4.980 Kwp, un totale di 17.475 moduli distributivi in cinque sezioni elettricamente gemelle ognuna con una potenza di 996 KWp.

Ma quindi, tornando a noi, il tanto decantato progetto SEM…. si riduce a questo funghetto solare da… quanto, 3 kWp?!? 24 kWh al giorno? Ci carico un’automobile  e mezzo…

E quei 5 megawatt di commercity invece come vengono utilizzati?!?

Sono un po’ perplesso.

 

AGGIUNTA DELL’ULTIMO MINUTO

Eppure sembra che non ci sia solo questo “funghetto”… Ci sarebbero alcuni MEGAWATT installati sui tetti dei padiglioni!

http://investimentispa.it/il-sole-in-fiera/?lang=it

Ma non esiste nemmeno una foto.

Ho provato a fare foto ai tetti della fiera da terra, perchè mi sembrava di aver già letto questa cosa, ma nonostante siano curvi e giganteschi, da terra non si vede niente. E google ha solo foto vecchie.

Una vera tragedia

Posted in ambiente, elettricita, energia by jumpjack on 31 marzo 2012

“La Repubblica” di oggi:

ROMA – Il boom nella produzione di energia rinnovabile, arrivata ormai a coprire oltre un quarto del fabbisogno nazionale di elettricità, unito a consumi ormai da anni stabili o in calo, rende sempre più mariginale la necessità di produrre energia dalle centrali tradizionali, costringendole a lavorare a scartamento ridotto, con pesanti ripercussioni sulla loro redditività.  

http://www.repubblica.it/ambiente/2012/03/30/news/enel_contro_rischi_rinnovabili-32459174/

Oh, poverine! LOL 🙂

 

Penso che dovremmo segnare il 31 marzo 2012 come una data storica: l’inizio della fine delle centrali elettriche a carbone, a gas, a olio combustibile, a roba puzzolente varia.  😀

Presto succederà al mondo quello che è successo nei ristoranti qualche anno fa: improvvisamente scomparvero le sale fumose, nebbiose e puzzolenti: eraon stati banditi i fumatori!

Immaginate lo stesso grado di differenza di vivibilità nei ristoranti tra prima e dopo quella legge, applicato però all’aria che si respira fuori, per strada.

Forse ci saranno delle intossicazioni da ossigeno (“iperossia”?) tra la popolazione. La gente inizierà a dare i numeri per strada (l’eccesso di ossigeno “ubriaca”). Forse le persone diventeranno più attive e volenterose (la carenza di ossigeno è causa di spossatezza).

 

Novità in vista per ZeroEmissionRome2012 (a settembre)

Posted in ambiente, energia, scooter elettrici by jumpjack on 17 marzo 2012

Alla fiera dell’energia alternativa che si tiene ogni anno a Roma, ZeroEmissionRome, sono previste un po’ di novità: i padiglioni passeranno da 5 a 7, e i temi trattati saranno molteplici:

I nuovi settori espositivi sono:

Molto MOLTO interessante il fatto che ci sia un settore dedicato all’accumulo di energia, oltre che alla sua produzione, specie ora che le batterie stanno evolvendosi così rapidamente passando dal piombo, al litio, a…. ?

Anche i veicoli elettrici mi pare siano una novità per questa fiera, checchè ne dica l’eleno sopra!

 

Il grande mistero delle batterie di gomma (silicone)

Posted in energia, Scienza, scooter elettrici by jumpjack on 5 dicembre 2011

Capita sempre più spesso, grazie alla ripresa della ricerca nel campo delle batterie per autotrazione, di imbattersi in siti che parlano di batterie al silicone; ma com’è possibile che esistano batterie di gomma? Il silicone è infatti usato per sigillare le tubature, ed è un ottimo isolante elettrico! Cosa ci sta a fare dentro una batteria?!?

Semplice: non c’è. E’ una specie di leggenda metropolitana derivante da un’errata traduzione; ecco infatti come stanno realmente le cose:

Inglese –> Italiano

  • silicon = silicio
  • silicone = silicone

Il “silicon gel” che si trova nelle batterie al piombo è un gel di silìcio (o più esattamente gel di sìlice), costituito da particelle di sìlice disperse nella soluzione acida, originariamente liquida, in modo da “solidificarla” in forma di gel: in questo modo si previene la formazione all’interno della batterie di gas, che potrebbero portare all’esplosione della stessa.

Il brevetto originale di questa tecnologia risale addirittuta al 1965 (US patent 3172782), ma ovviamente negli anni è stato perfezionato, come ad esempio in questo: http://www.freepatentsonline.com/4317872.html