Jumping Jack Flash weblog

Guerre Stellari: Il lato oscuro del Risveglio della Forza

Posted in intuizioni, Uncategorized by jumpjack on 5 gennaio 2016

Visto oggi per la seconda volta.
Vi eravate accorti del bestemmione di C3-PO??? A un certo punto, preso dall’entusiasmo, dice “sia lodato il mio creatore”!!!!

Vabbè, a parte questa chicca (chissà se si riferiva a Vader o a Lucas? ), altre cose che ho notato:

  1. Quando Poe viene sbarcato a bordo dello Star Destroyer si guarda intorno allucinato, come se avesse visto un fantasma; ma non sta guardando le persone intorno a sè, ma l’ambiente, perchè guarda anche per aria; viene quindi da pensare che credesse che non esistessero più Star Destroyer, teoricamente tutti “estinti” con la fine dell’Impero in Ep VI, come lasciava intendere il trailer.
  2. Kylo Ren conserva entrambe le mani a fine battaglia. Battaglia che perde con Rey perchè quando combatte con lei ha già una ferita da blaster e una da spada laser, quindi sta già “a pezzi”, come si dice.
  3. Su Jakku il sole viene inquadrato un’unica volta: al tramonto, quando ormai sta per scomparire. Quindi l’altro  sole è già tramontato… perciò non si capisce che siamo in realtà sempre su Tatooine! Ci sono alcuni indizi sul fatto che sia Tatooine: gli evaporatori e gli sgusci sullo sfondo, e poi la “cosa” che ingoia il Tie Fighter potrebbe benissimo essere non una pozza di sabbie mobili ma un graboid… voglio dire, un sarlacc!
  4. Qualcuno lamenta che Snoke sembra finto. Non mi pare prorio. L’ho osservato con attenzione, non sembra finto per niente… tranne quando la sala ologrammi inizia a crollare e la proiezione a rovinarsi!
  5. Rey conosce il Falcon meglio di Solo, sa pilotare, e conosce molto bene, anche se solo per sentito dire, i poteri della forza; nel film si distingue chiaramente come mette in pratica gli insegnamenti (letti o ricevuti?): normalmente quando combatte o è arrabbiata ha la fronte aggrottata e il viso distorto dalla rabbia… poi però il viso si rilassa, le rughe di espressione si distendono, si sente in sottofondo il motivetto della Forza, e Rey mostra di essere, in sostanza, un Jedi… che lo sappia o no! Ad esempio, Rey dice tre volte allo stormtrooper di liberarla: la prima volta sta praticamente recitando a memoria qualcosa che deve aver letto da qualche parte, la seconda lo dice un po’ più incazzaticcia ma sempre titubante…. e la terza lo dice concentrandosi, rilassandosi… e usando la Forza.
  6. Kylo invece non è nè un Jedi, nè un Sith, ne un Cavaliere di Ren… ordine probabilmente inventato da lui mentre giocava con una spada laser di legno in giardino… Non usa la Forza, nè il lato oscuro nè quello chiaro: usa l’incazzatura, e casualmente, siccome in lui scorre comunque sangue jedi, riesce a combinare qualcosa (perlopiù casini).
  7. In un flashback si vede (o meglio, si sente) il grosso bestione-mercante di Jakku tenere per mano Rey bambina che piange mentre vede volar via l’astonave dei genitori (Han e Leila?)
  8. C1P8/R2D2 si riattiva appena Rey e Leila si abbracciano perchè si telecomunicano tramite la Forza che Han è morto: significa infatti che le cose stanno andando a rotoli e Luke non può più tenersi fuori della mischia… quindi Luke stesso lo riattiva tramite la Forza
  9. Kylo Ren legge nella mente di Rey che lei vede in sogno un’isola… che mi sa tanto che è l’isola dove si è nascosto Luke!

La forza ormai è enormemente potente in Luke, visto che tutti i più potenti jedi e sith che l’hanno istruito o affrontato sono morti, e in sostanza è ormai l’unico nella Galassia a controllare la Forza.
E’ così che è riuscito a cancellare Tatooine dalla memoria collettiva (e dal database della galassia… come già fu fatto col pianeta Kamino); la gente ormai conserva quindi di Tatooine, Luke e la Forza solo un ricordo vago e mitologico (cosa che dopo appena 30 anni non potrebbe altrimenti spiegarsi), mentre Luke, dalla remota landa in cui si è rifugiato dopo che Ben gli si è  rivoltato contro coi suoi amici-padawan, si assicura, con l’aiuto della Forza, che il passato resti nel dimenticatoio finchè è possibile. Ma con la morte di Han e il rischio che Ben Solo diventi il nuovo Fener, Luke e il suo passato non possono più restare nell’ombra; e così si lascia trovare, riattivando R2D2 da lontano col potere della Forza.
Il dialogo silenzioso che si svolge in cima all’isola dove si è rifugiato Luke  è veramente intenso… ma essendo un dialogo muto, bisogna immaginarselo:

Rey vede Luke voltarsi.

  • Rey: Luke… Luke Skywalker!
  • Luke: Rey…
  • R: Tu…
  • L: Non ti aspettavo così presto.
  • R: Tu.. mi as… (Guarda la spada che ha in mano). E’ per questa? Prendila, è la tua!
  • L: Lo so. Lo era. C’è un motivo se ora sei tu che la impugni.
  • R: Io? No io non … non posso!
  • L: E’ il tuo destino. Lo è sempre stato, sin da quando Han e Leila ti hanno lasciato laggiù.
  • R: Han? Ma io… (inconsciamente abbassa la mano che impugna la spada, per riflettere)
  • L: Ti aveva detto che sarebbe tornato a prenderti. Quando i tempi sarebbero stati pronti. Quando tu fossi stata pronta. (Si avvicina a Rey). Ma non ce l’ha fatta. Han è…
  • R: Lo so (abbassa lo sguardo, vede di nuovo la spada che ha in mano; la alza di nuovo verso Luke). Ma io non posso… non so niente… io non..
  • L: Certo che lo sai. Lo hai sempre saputo. Ma lo hai dimenticato, dopo che io ho fallito. E’ stato per il tuo bene. Perdonami.
  • R: (riflette a bocca aperta). Io.. vuoi dire… tu…?
  • L: Quando tuo fratello si coalizzò con gli altri padawan per rivoltarsi contro di me, capii che avevo fatto un enorme errore: un Maestro non può mai avere più di un Padawan; Ben me Yoda me lo ripetevano in continuazione. Che sciocco sono stato a pensare di poter fare meglio di loro.
  • Si avviano a ridiscendere la montagna per andare nell’alloggio di Luke, dove racconterà il resto della storia:
    Ben e Rey sono entrambi figli di Han e Leila. Entrambi erano tra i bambini che Luke voleva addestrare a diventare la  nuova generazione di Jedi, ma per l’appunto, siccome un Jedi può aver al massimo un singolo allievo, fallisce, non riuscendo a contenere il lato oscuro che normalmente fa capolino in tutti i padawan: Ben si trova un gruppetto di allievi più ribelli, inventa i Cavalieri di Ren (una sorta di setta universitaria) e si rivolta contro Luke; Luke scappa, portando con sè Rey da Han e Leila, e spiega loro che lui scapperà sull’isola taldeitali sul pianeta chissàddove del sistema nonsisa, in attesa di tempi migliori; ma, nel farlo, dovrà cancellare tanto dalla memoria collettiva che dagli archivi galattici l’esistenza di Tatooine, dove l’Ultima Jedi dovrà restare nascosta fin quando non sarà abbastanza grande da poter tentare quello che lui aveva tentato 30 anni prima: riportare il Bene e la Pace nella galassia.

 

 

Credo che questo sequel avrà bisogno di un prequel…

 


Sguscio sullo sfondo di Tatooine/Jakku

 

Il finto primo decino di Paperon de’ Paperoni

Posted in intuizioni by jumpjack on 15 marzo 2013

Rubrica “Cold cases- casi irrisolti”

Ottobre 1993.
In Italia l’Istituto Poligrafico – Zecca dello Stato conia una curiosa monetina: la “numero uno” di Paperon de’ Paperoni, il mitico “primo decino”, ossia i primi 10 centesimi guadagnati dal noto personaggio dei fumetti Paperon de’ Paperoni da bambino, dando inizio alla costruzione del suo enorme impero finanziario.
Ed eccolo qua, il primo decino coniato in oro:

 

Non c’è che dire, è proprio “uguale” a un decino di uso corrente…

 

Ma… un momento… non c’entra niente!!!
Piuttosto, la moneta coniata dalla Zecca è simile a questa:

Ma questo NON è un decino… è un centesimo!!!

Proprio così, i primi dieci centesimi di Paperon de’ Paperoni sono diventati un centesimo!

Di sicuro Paperone non avrebbe gradito molto vedersi volatilizzare così i suoi primi 9 centesimi! 🙂
La buffa svista nacque probabilmente dal fatto che il “primo decino” è spesso anche chiamato “la numero uno” nei fumetti… ma l’ “uno” si riferisce al fatto che fu “la moneta numero uno”, non al valore in centesimi della moneta stessa! La “numero uno” di Paperon de’ Paperoni era una moneta da dieci centesimi!
Chissà se la svista ha fatto aumentare di valore una moneta… inesistente?

“Cold cases” – La bufala dell’11 settembre

Posted in intuizioni by jumpjack on 14 marzo 2013

Nessun complotto terroristico, nessun complotto di Stato, nessun disco volante, nessuna complicatissima messa in scena: un avvenimento, invece, talmente semplice, da gettare talmente tanto nell’imbarazzo l’Amministrazione e la Difesa americane e l’opinione pubblica, da scatenare una caccia al complotto di risonanza mondiale, o meglio, una colossale caccia al capro espiatorio, con gli “effetti collaterali bellici” che tutti sappiamo.

E’ quella che io ho battezzato “Sindrome di Kennedy”: quando nel 1963 un cretino qualunque con un fucile in mano potè affacciarsi liberamente a una finestra e far fuori il “presidente più amato dagli americani” solo perché a lui stava sulle scatole, l’imbarazzo che, allora come nel 2001, travolse Amministrazione e opinione pubblica scatenò la caccia al complotto, al colpevole, ai segreti di Stato.

Successe la stessa cosa nel 1983, quando un cretino qualunque era libero di girare in piazza S.Pietro con una pistola e sparare a un Papa di passaggio che se ne andava bellamente in giro su un’auto scoperta in mezzo a 200.000 persone: imbarazzo, vergogna, caccia al complotto.

 

Ma allora, cosa è successo l’11 settembre 2001, quando chiunque poteva salire a bordo di un aereo con accendini, fiammiferi e forbicette varie e poteva entrare comodamente in cabina di pilotaggio semplicemente bussando alla porta o, se proprio doveva, sfondandola con un calcio?

Quattro fanatici decisero di dare spettacolo, bussarono a quattro cabine di pilotaggio, entrarono, riempirono di pugni piloti e assistenti e si misero ai comandi.

E si schiantarono sulle Torri Gemelle.

Nessuno poteva immaginare che potesse bastare un aereo carico di carburante a tirare giù un grattacielo alto 300 metri.

Ma fu molto comodo per tutti i detrattori che l’America aveva disseminato nel mondo: “Sì, siamo stati noi, l’abbiamo fatto apposta, era tutto calcolato, visto come siamo forti?”.

Che imbarazzo, 4 invasati qualunque rivelano al mondo che La Grande Superpotenza A Capo Del Mondo Occidentale ha in realtà le brache calate e chiunque può metterla in crisi in quattro e quattr’otto, quando vuole e come vuole!

Bisognava assolutamente trovare un capro espiatorio, un piano contorto, un mandante e almeno una quindicina di colpevoli che abbiano proditoriamente aggirato le inviolabili misure di sicurezza americane.

Il resto è nei libri di storia.

 

E, a proposito, anche abbattere intenzionalmente con un missile un aereo civile con 200 persone a bordo, bambini inclusi, non avrebbe costituito un gran motivo di orgoglio per Amministrazione e Difesa americane. Meglio che tutti e 200 si mettano d’accordo e stoicamente si suicidino eroicamente e volontariamente per salvare la Casa Bianca.

 

 

“Cold Cases” – antichi casi irrisolti

Posted in intuizioni by jumpjack on 12 marzo 2013

In questo bizzarro blog multitematico che spazia dalle energie alternative, alle invenzioni, alla politica, alla storia, all’idraulica, ecco iniziare una nuova eccentrica rubrica: “Cold Cases – antichi casi irrisolti”. Eventi verificatisi qualche anno fa, che hanno ricevuto una spiegazione ufficiale palesemente fasulla o abilmente camuffata da verità, o anche banali “sfondoni” passati inavvertitamente inosservati a migliaia di persone…

Ecco a voi…

Cosa successe realmente?

Possimamente su queste pagine. 🙂

La singolarità biologica si avvicina

Posted in intuizioni by jumpjack on 12 febbraio 2013

Non bastasse l’imminente arrivo della Singolarità Tecnologica del 2045, quando un PC da 1000$ avrà sufficiente livello di calcolo da poter simulare 7 miliardi di cervelli umani, sembra che si stia avvicinando una non meno inquietante, ma meno considerata, singolarità biologica.
"Evoluzione

Evoluzione della capacità di elaborazione di un PC da 1000$.

Pare infatti che in laboratorio si sia riusciti a stampare cellule staminali. Sì, stampare come si stampa una lettera o una foto; solo che hanno stampato un “cosino biologico” che può evolversi in qualunque cosa, da un fegato, a un occhio, a un piede…

E il tassello che mancava perchè diventasse possibile un’antica visione della fantascienza: la clonazione istantanea. Finora, infatti, per clonare un essere vivente bisognava aspettare che l’essere, una volta nato, crescesse fino all’età del genitore genetico; con le stampanti biologiche ciò non darà più necessario, potremo avere il nostro agnato pronto in poche ore per fornirci il piede di ricambio che ci serve…

Terrificante.


Un “agnato”, secondo il dottore pazzo del film The Island, è un organismo psuedo-umano non senziente contenente organi umani pronti ad essere trapiantati.

New York, 11 settembre 2151

Posted in intuizioni, varie by jumpjack on 11 settembre 2011

Centocinquant’anni fa l’11 settembre: un evento che cambiò la storia.

Milioni, forse miliardi di persone seguirono l’evento in diretta, benchè ancora internet fosse ai primordi, i Social Network non esistessero e le fonti principali di notizie fossero ancora giornali e telegiornali.

Centocinquant’anni fa quattro aerei di linea dirottati destarono l’Occidente dal suo torpore egoista e lo riportarono alla realta’: USA e UE, insieme, contavano a malapena mezzo miliardo di persone, contro i 6 miliardi del mondo intero, eppure si credevano al centro del mondo. L’11 settembre 2011 tutto cambiò.

Ma come ogni grande cambiamento dell’Occidente, nessuno credette che si fosse trattato di un caso. Come già quasi 200 anni fa, con l’assassinio del presidente USA John Kennedy, l’America sperimentò le “fantasie negazioniste”, fantasiose storie di cospirazioni, complotto e governi ombra, create per rendere più accettabili all’ “inconscio collettivo” eventi tanto stupidamente tragici(*), così 50 anni dopo  l’America, sconvolta, decise che “non può essere vero, ci dev’essere qualcosa dietro”.

Ora sappiamo tutti come andarono realmente le cose, ma ci sono voluti centocinquant’anni prima che il segreto di Stato fosse tolto e il mistero svelato.

Trascorsi 150 anni anche da quel fatidico 11 settembre,  dagli archivi governativi emerge una realtà all’epoca sospettata solo da qualcuno, presto zittito dalla massa di “complottisti consolatori”, intenti a consolare l’America per un incidente che “non poteva essere evitato perchè tramato internamente da governi ombra e agenzie segrete”.

La versione ufficiale dell’epoca:

19 dirottatori mediorientali prendono possesso di quattro aerei di linea:  ne fanno schiantare due con successo sulle Torri Gemelle, uno sul Pentagono, ma il quarto viene fatto precipitare a terra “grazie all’eroismo dei passeggeri”.

Le versioni alternative dei “complottisti”:

troppe per essere qui riassunte tutte; tra le più bizzarre: nessun aereo si è schiantato sulle Torri Gemelle, sono stati disegnati in computer-grafica, mentre le Torri sono state abbattute tramite cariche esplosive pre-installate, in una demolizione controllata. Il Pentagono è stato distrutto da un  missile, non da un aereo. Il volo schiantatosi in Pennsylvania non è precipitato, è stato distrutto in volo.

Come tavolta accade, la verità supera la fantasia; questa volta l’ha pareggiata, o quasi.

Cos’e’ realmente accaduto:

Quattro ragazzi, fondamentalisti islamici, decidono di compiere un gesto eclatante contro l’America, distruggendone gli edifici più in vista: i grattacieli più alti di New York (senza nemmeno sapere che cosa fosse mai il “World Trade Center”), il Pentagono, la Casa Bianca.

Decidono così di dirottare alcuni aerei: niente di più facile, nel 2001 per entrare in cabina di comando basta minacciare o picchiare  l’hostess ed entrare, e i piloti stessi hanno l’ordine di fare tutto ciò che i dirottatori chiedono (non esistono precedenti di “dirottamenti suicidi”). Abbattersi sulle Torri Gemelle sembra piuttosto facile, a vederle dalle fotografie. Nella realtà, è molto più difficile, e solo una manovra all’ultimo istante (una virata in cabrata) permette al secondo aereo di centrare la Torre Sud. I due dirottatori non si aspettavano nemmeno che due edifici così colossali sarebbero venuti giù (non se lo immaginava nessuno); e invece il kerosene a 800 gradi in un’ora ha cotto cemento e acciaio, e poi la gravità ha fatto il resto. Se non fossero crollate, probabilmente il mondo sarebbe rimasto molto meno sconvolto. Ma crollarono, e scatenarono un tale putiferio mediatico, che il fino-ad-allora-sconosciuto-ai-più Bin Laden decise di dire al mondo che era tutta colpa sua, e di vantarsene.  Dando vita così al ben noto periodo della Repressione Mediorientale Ingiustificata dei primi anni del XXI  secolo.

Distruggere il pentagono è molto più difficile: è alto pochi metri, praticamente invisibile sull’orizzonte; per beccarlo con un aereo bisognerebbe centrarlo in picchiata. E’ molto più semplice dirottare un “mezzo di terra”, un’autocisterna dei rifornimenti. Ne arriva un ogni giorno per rifornire il distributore del Centro; bloccarlo prima che arrivi e liberarsi dell’autista è un gioco da ragazzi. Entrare nel cortile del Pentagono è meno facile, bisogna forzare il cancello di ingresso; ma tanto nessuno si mette a sparare a una cisterna carica di benzina, che puo’ comodamente parcheggiarsi a pochi metri dall’edificio, dopodichè l’attentatore si fa esplodere.

Almeno 5 telecamere di sorveglianza hanno ripreso tutta la scena, ma le registrazioni sono state secretate e archiviate per 150 anni, prima su nastro, e in seguito riversate su supporto digitale, per resistere fino ad oggi. Adesso chiunque puo’ scaricare dall’archivio storico del Pentagono i quattro video restaurati (il quinto, rimasto su nastro, è attualmente in corso di restauro, ma si nutrono poche speranze di poterne ricostruire i contenuti).

L’ultimo grande mistero rimasto è il volo United 93, il “volo degli eroi”. Sull’onda di famose produzioni hollywoodiane dell’epoca  incentrate sull’eroismo del protagonista, fu facile per il governo americano far credere all’opinione pubblica che il volo 93 fosse stato fatto precipitare dai suoi passeggeri eroici una volta scoperto che erano diventati una bomba volante.

In realtà, persino poliziotti, pompieri, e anche politici, addirittura un’ora dopo lo schianto sulla prima Torre non sapevano cosa stesse succedendo, figurarsi se potevano saperlo civili a bordo di un aereo in volo!

Eppure la versione ufficiale ha “retto” per 150 anni.

Adesso, gli Archivi di Stato rivelano che le cose andarono molto diversamente: il dirottamento del volo 93 fu confermato più di un’ora dopo il primo schianto, quando alcuni caccia militari erano in volo già da tempo, seppure inutilmente, perchè decollati da troppo lontano e troppo tardi per poter intercettare i voli su New York e il volo sul Pentagono.

Ma il volo ’93 era ancora lontano dall’obiettivo, puntava in direzione compatibile con la Casa Bianca e/o la sede del Congresso USA, ed era a portata di tiro. Erano momenti di tensione e di confusione, decine di ufficiali sulla costa Est erano senza ordini, in quanto il Colosso Politico Statunitense erauna macchina troppo grossa, lenta e farraginosa per reagire prontamente alla nuova Pearl Harbor.

Così, la decisione fu presa a basso livello, dal comandante della base di Pincopallino: l’ordine per gli F16 fu l’abbattimento immediato e senza riserve del volo 93 finchè era in territorio rurale, non costituendo pericolo per alcuna città.

Solo in seguito la notizia arrivo’ al generale Mac Che Ne So, comandante in capo della sezione di cui faceva parte il comandante Pinco Pallino. Resosi conto della gravità dell’intervento di abbattimento di un aereo civile disarmato, americano, e pieno di passeggeri, solo 8 minuti dopo che l’aereo si disintegrava in volo colpito da due missili aria aria diede ordine che i tutori dell’ordine dei paesi sottostanti il luogo dell’intervento aereo venissero istruiti via radio perchè allestissero una “scena del delitto” per i media: 7 tonnellate di esplosivo furono fatte recapitare in fretta e furia presso Stonycreek, e opportunamente collocate e fatte brillare in una radura presso un bosco vicino, mentre due camion trasportavano sul posto alcuni resti di aerei di linea prelevati dal deposito dell’aviazione poco distante.

Nessun atto di eroismo, ma semplice ragion di Stato fece decidere di uccidere in volo 44 persone, dopo che quasi 3000 erano già state uccise nelle Torri Gemelle.

(*) un pazzo qualunque con una pistola in mano (in America chiunque oltre i 18 anni può, per legge, possedere una pistola, per la Costituzione) uccide il presidente più amato d’America

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Cronaca futura inventata l’11 settembre 2011.

I computer IBM eguagliano il cervello umano… ma l’IBM tranquillizza: vince l’uomo

Posted in intuizioni, Programmazione, Scienza by jumpjack on 22 agosto 2011

Lo scorso 23 febbraio  il computer IBM “Watson” ( http://ibm.com/watson/it ) è balzato agli onori delle cronache per un clamoroso risultato: partecipando al quiz televisivo Jeopardy (l’originale da cui nacque l’italiano Rischiatutto) come un “comune” concorrente, cioè semplicemente ascoltando le domade fatte a voce dal presentatore, è riuscito a capirle e a fornire le risposte giuste, risultando alla fine vincitore contro i concorrenti umani, aggiudicandosi il montepremi di un milione di dollari.

Ecco l’inquietante video (nonchè umililante per i concorrenti umani) della trasmissione:

Un risultato così strabiliante… che l’IBM ha sentito la necessità di tranquillizzare la gente: è già da alcune settimane infatti che pubblica questo “manifesto” che suona però come un poco tranquillizzante “niente panico”:


Ma la ricerca non si ferma: pochi giorni fa l’IBM stessa ha fatto un altro annuncio clamoroso: è riuscita a fabbricare dei chip (completamente elettronici, quindi senza componenti organiche e senza collegamenti a neuroni “veri”) in grado di riprourre i processi cognitivi del cervello umano.

Per il momento ogni chip riproduce solo 256 (=2^8)  neuroni e al massimo 262’144 (=2^18) sinapsi, ma visto che ogni neurone umano ha al massimo 100’000 sinapsi, il traguardo raggiunto è sensazionale, perchè significa che adesso esiste la capacità tecnica di riprodurre un cervello umano funzionante!

Un cervello umano completo contiene fino a 100 miliardi di neuroni, ognuno con fino a 100’000 sinapsi. Si tratterebbe quindi di collegare tra loro circa 400 milioni di chip da 256 neuroni ciascuno: una cifra esorbitante, che quindi rende (fortunatamente?) ancora non troppo vicina la realizzazione di un cervello umano artificiale.

C’è da chiedersi però se questa ricerca non verrà “insabbiata” come probabillmente è già successo per quella del robot QRIO della Sony, che all’apice del suo sviluppo, quando era ormai prossimo alla commercializzazione, è stato cancellato dai progetti Sony. Cancellato… o forse “passato” a qualche ente che potrebbe avere interesse a disporre di un robot umanoide in grado di camminare e correre in modo autonomo, seppur ancora non troppo disinvolto?

QRIO

QRIO

 

E che tipo di “macchina” risulterebbe dall’unione di un androide bipede autonomo con un cervello umano artificiale?

Sarebbe ancora una macchina? Sarebbe ancora tenuta a rispettare la programmazione? Vorrebbe ancora rispettare la sua programmazione?

La discussione su “dove risieda la mente” dentro a un cervello, e soprattutto dove e come sia “codificata” la morale in un cervello umano, va avanti da alcune migliaia di anni, dai tempi degli antichi Greci. Il cervello è solo una macchina, e i pensieri solo scambi elettrochimici, oppure esite un’ “anima”, o una “entità” che noi chiamiamo “mente”? E’ sufficiente riprodurre bit per bit, neurone per neurone, questa “macchina”, per creare un cervello che sia anche in grado di provare emozioni e sentimenti, oltre che di ragionare? Sarà in grado di avere pensieri propri? Ma cos’e’ che definisce “proprio” e “spontaneo” un pensiero? Siamo noi  creare i nostri pensieri e a produrre le nostre idee, o si tratta solo di processi elettrochimici casuali che poi noi “elaboriamo”? Ma questa elaborazione stessa, è fatta di meri processi elettrochimici, oppure….????

Migliaia di domande, e c’è da chiedersi se davvero vogliamo avere le risposte.

Io personalmente vorrei non dovermi neppure fare le domande!!!

Cyborg terminator

Cyborg del film Terminator

"L'uomo bicentenario"

"L'uomo bicentenario": nel film, tratto da un romanzo di Isaac Asimov del lontano 1976, il robot chiede al suo costruttore di essere "aggiornato" ripetutamete fino a diventare umano.

 

Isaac Asimov è forse il più famoso autore di fantascienza ad aver trattato in modo continuato, approfondito e con approccio scientifico il “problema” robot; non robot com quelli di ieri, che sono al massimo bracci meccanici automatici e “pseudo-intelligenti”, ma i robot di domani… o forse, ormai, di oggi: di forma umanoide, e dotati di intelligenza vera, se non addirittura creativa (sebbene non esista una esatta definizione di “intelligenza”, men che meno “intelligenza vera“).

Ma fin dai suoi primi romanzi, c’è sempre stato un fattore comune nella “robotica asimoviana”: la tre leggi della robotica, requisito indispensabile e imprescindibile, senza il quale nessun robot è autorizzato ad uscire dalle fabbriche (del futuro). Queste tre leggi sono ormai così “antiche” e conosciute che ci sono persone che pensano che siano reali, e cioè che un robot intelligente non possa in alcun modo nuocere a un essere umano. Le tre leggi della robotica, completamente frutto della fantasia di Asimov, dicono infatti:

  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Sfortunatamente, sebbene sembrino “perfette”, è Asimov stesso, in molti racconti, a mostrarne la debolezza intrinseca, che fa sì che molto spesso i robot che le adottano finiscano sempre, in un modo o nell’altro, per nuocere all’essere umano, sebbene “a fin di bene”; un tema ripreso anche in un vecchio film italiano con Alberto Sordi, “Io e Caterina“, in cui la badante robotica era così premurosa… che alla fine diventa la guardiana del suo datore di lavoro, che si ritrova invece ad essere prigioniero. Ma “per la sua sicurezza”!

Alberto Sordi in "Io e Caterina"

Un altro tema spesso affrontato dalla fantascienza è invece la superiorità delle scelte robotiche rispetto a quelle umane, che indurrebbe le intelligenze robotiche a ritenere l’umanità un problema per il mondo, e quindi alla fine risulta necessario eliminarla. E’ così che nasce la nota saga di Terminator, che ha debuttato sul grande schermo nel lontano 1984, ma ancora nel 2009 ha avuto un quarto seguito, e ne sono in programma altri. Per l’appunto nel secondo film della serie, “Il giorno del giudizio”, si scopre che alle origini di Skynet, la rete mondiale di computer e robot che dichiara guerra all’umanità, è stata resa possibile dalle ricerche di uno scienziato; come si legge su Wikipedia:

[…]l’uomo più direttamente responsabile si chiama Myles Dyson, il direttore della Cyberdyne Systems Corporation, il quale, dieci anni prima, rinvenne i rottami del primo Terminator (un chip e un braccio), da cui sono partite le ricerche per lo sviluppo di un esercito di Terminator, lo stesso che nel futuro daranno battaglia all’umanità, nonché alle ricerche che negli anni novanta stanno portando alla creazione di Skynet su commissione del governo degli Stati Uniti.

Neppure la fantasia hollywoodiana fu in grado, all’epoca, di far inventare all’uomo il “chip pensate”: in uno strano paradosso temporale, il chip viene infatti non inventato, ma ricostruito a partire da un chip esistente arrivato dal futuro, lasciando così “alla fantasia del lettore” capire chi e come  quando, davvero, ha inventato il chip che, nel 2029, ha dato il via alla guerra dei robot contro gli umani.

Ma ora forse sappiamo che è stata l’IBM.

Con buona pace di Kurzweil, che prevedeva, fino a poco tempo fa, che avremmo dovuto aspettare fino al 2029 (? per l’appunto ?!?) per vedere un cervello umano riprodotto da un PC da tavolo. Forse ha sbagliato le previsoini, e succederà prima?

 

Proiezione di crescita della potenza di calcolo dei computer

Proiezione di crescita della potenza di calcolo dei computer

La nullità del genere umano

Posted in astronomia, intuizioni, Scienza by jumpjack on 1 agosto 2011

500 anni fa il Sole girava intorno alla Terra, che era al centro dell’universo e dell’attenzione di un Dio buono e misericordioso che si premurava di far avere all’uomo un premio nell’aldilà se fosse stato anch’egli buono e misericordioso in questa vita.

500 anni dopo, non solo il Sole non gira più intorno alla Terra, ma l’intero Sistema Solare non è più niente di particolare, solo uno tra alcuni miliardi sparsi nella galassia, e la galassia stessa è solo un granello di sabbia in una sterminata spiaggia fatta di miliardi di galassie.

Eppure, nonostante questa retrocessione a micropuntino insignificante nell’universo, l’Uomo è ancora convinto di essere non solo la razza dominante del pianeta, ma anche quella che più merita di esserlo, in quanto più evoluta di tutte le altre specie animali, così come ritiene che la sua civiltà attuale sia la migliore e più avanzata mai esistita sulla Terra.

Nuove ricerche arriverebbero ora a consolidare queste ipotesi:

– Il professor Elio Sindoni dell’Università Bicocca (Tuttoscienze 27 luglio 2011), per esempio, afferma con certezza che siamo sicuramente gli unici esseri intelligenti di tutto l’universo, perché la nostra evoluzione è stata così complessa e casuale, che è impossibile che si sia verificata in altri luoghi oltre la Terra. Il fatto che nelle ere passate si siano registrate almeno 7 colossali estinzioni di massa indicherebbe infatti che, se oggi esistiamo, è solo grazie ad un fortuitissimo caso.

– Simon Laughlin, invece, professore di Neurobiologia all’università di Cambridge, sostiene che il nostro cervello abbia raggiunto il massimo sviluppo biologicamente possibile, in quanto se crescesse di più, il nostro organismo non sarebbe più in grado di sostenerlo e nutrirlo. E che quindi non potremo mai diventare più intelligenti di così; al massimo, potremmo invece regredire.

Ma una semplice riflessione getta una luce del tutto diversa su tutto questo: Il NuPECC – comitato composto dai maggiori esperti comunitari della Fisica della Materia – ha presentato ai tecnocrati  di  Bruxelles  il  «Long  RangePlan 2010 for Nuclear Physics», una «road  map»  completa  di  strategie, obiettivi  scientifici  e da perseguire nei prossimi anni mediante le ricerche da svolgersi nei laboratori di Fisica di tutta Europa. Uno dei tanti misteri ancora in attesa di essere svelato, per esempio, è perché gli elementi leggeri nell’universo sono molto più abbondanti di quelli pesanti: l’idrogeno rappresenta il 75% del totale, l’elio il 23% e tutti gli altri elementi contribuiscono con il residuo 2%. Sappiamo che Idrogeno ed Elio esistono dagli albori dell’Universo, mentre gli elementi pesanti si producono nelle stelle, nel corso di miliardi di anni, a seguito delle reazioni nucleari.

Ma in questo meccanismo, a ben pensarci, potrebbe essere nascosto un ulteriore colpo all’umanità e alla sua presunzione di importanza e unicità: se sono stati necessari 14 miliardi di anni – l’età attuale dell’universo – per convertire in elementi pesanti il 2% della massa totale dell’Universo, e se questa trasformazione è spontanea ed inevitabile, e continuerà finchè esisteranno elementi leggeri da tarsfomare; e se negli ultimi 4 miliardi di anni – da quando è nata la Terra – la vita ha subito quelle 7 devastazioni che hanno costretto ogni volta l’evoluzione a ricominciare il lavoro da zero; se è vero tutto ciò, non potrebbe forse significare proprio che invece l’umanità è tutt’altro che un caso più unico che raro nell’universo, ed ha tutt’altro che raggiunto la massima evoluzione possibile?

Quel “2%” potrebbe non essere altro che la lancetta di un orologio cosmico, che attualmente segna appena le 00:28 (il 2% di 24 ore); mentre in questi 28 minuti tutto l’universo cresceva e si evolveva, la vita sbocciava, civiltà nascevano e progredivano, sulla Terra tutto era condannato a ricominciare da capo ogni pochi milioni di anni (o ogni 4 minuti), come in quel vecchio film col protagonista costretto a rivivere ancora e ancora e ancora sempre la stessa giornata. Una giornata che è ancora lontanissima anche solo dal vedere l’alba, figurarsi poi l’apice, nel mezzogiorno, e la fine, nella mezzanotte.

Imprigionati nel nostro sfortunatissimo sistema solare, soggetto a continui e inesorabili bombardamenti meteoritici ed elettromagnetici, arrancavamo e ricominciavamo nella scalata evolutiva, mentre i nostri compagni nell’universo, più fortunati, progredivano, avanzavano, crescevano. Ricominciare 7 volte in 4 miliardi di anni significa farlo in media ogni circa 600 milioni di anni; significa che al nostro attuale livello di evoluzione si è arrivati nel corso di 600 milioni di anni, mentre in altri punti dell’universo la corsa dalla protocellula all’intelligenza potrebbe essere iniziata 3500 milioni di anni prima, se non più. Se in 600 milioni di anni l’evoluzione è riuscita a produrre una creatura complessa come l’uomo, cosa può essere riuscita a fare in 3500 milioni di anni? E se consideriamo che gli ultimi 600 milioni di anni sono solo il 15% dei primi 4 miliardi di anni di vita della Terra, che a loro volta  sono solo il 30% della vita dell’universo, che a sua volta è appena al 2% della sua possibile vita totale, cosa possiamo immaginarci per il futuro? Il 15% del 30% del 2% equivale allo 0,009%: sarebbe come dire, rapportandosi alla vita media di 70 anni per un uomo, che di questa vita per ora abbiamo vissuto solo lo 0,009%, cioè poco più di 2 giorni.

Cos’altro potrà mai succedere nei prossimi 25548?

 

 

Fusione nucleare, anelli di fumo e delfini

Posted in intuizioni by jumpjack on 8 dicembre 2010

Come possono mai tre cose così diverse trovarsi insieme in uno stesso posto?!?

Osservate questi filmati:

http://www.youtube.com/watch?v=VbV98Z0QP-k

http://www.youtube.com/watch?v=bT-fctr32pE&feature=related

E ora guardate questa immagine:

tokamak reactor

L’immagine mostra uno spaccato di un tokamak, una macchina in cui si dovrebbe realizzare la fusione nucleare, se non fosse per il fatto che il plasma, a milioni di gradi, tende a sfuggire dal confinamento magnetico indotto dai magneti, a colpire le pareti, contaminarle e contaminarsi, compromettendo la fusione.

Da wikipedia:

Magnetic fusion energy

All of these devices have faced considerable problems being scaled up and in their approach toward the Lawson criterion. One researcher has described the magnetic confinement problem in simple terms, likening it to squeezing a balloon – the air will always attempt to “pop out” somewhere else. Turbulence in the plasma has proven to be a major problem, causing the plasma to escape the confinement area, and potentially touch the walls of the container. If this happens, a process known as “sputtering”, high-mass particles from the container (often steel and other metals) are mixed into the fusion fuel, lowering its temperature.


Recentemente è stata trovata una possibile soluzione:

Taming thermonuclear plasma with a snowflake

November 8, 2010

Physicists working on the National Spherical Torus Experiment (NSTX) at the Princeton Plasma Physics Laboratory are now one step closer to solving one of the grand challenges of magnetic fusion research — how to reduce the effect that the hot plasma has on fusion machine walls (or how to tame the plasma-material interface).

http://www.physorg.com/news/2010-11-thermonuclear-plasma-snowflake.html

E se ce ne fosse un’altra?

Se fosse possibile imprimere al plasma, tramite i campi elettromagnetici, una “autorotazione ad anello” come quella degli anelli di fumo?

E’ infatti una caratteristica degli anelli di fumo (o di aria sott’acqua), quella di essere estremamente stabili, cioe’ di mantenere la loro forma intatta nonostante la profonda diversità del materiale che li compone rispetto a quello che li circonda, e tutto questo senza nessun apporto di energia dall’esterno; anzi, nel caso degli anelli vulcanici, c’e’ sicuramente cessione di energia verso l’esterno, poiche’ si formano e persistono  a quote di 3000 metri, quindi a temperature sotto lo zero, pur essendo formati da vapore bollente.

Una classica nuvoletta di vapore, invece, tende naturalmente a disperdersi in ogni direzione… proprio come tende a fare il plasma nonostante i tentativi di contenerlo.

Immersive Virtual Reality – Realtà Virtuale Immersiva

Posted in intuizioni, Symbian by jumpjack on 1 agosto 2009

It was a long time ago since when Immersive Virtual Reality development has been totally abandoned. Since then, when we listen or read about VT, it’s a totally different thing from the original meaning: now “virtual reality” is quite anything related to computers and information technology!! So we now have to use a different terminology, Immersive Virtual Reailty, to be understood when talking about this subject. But.. who ever is still talking about RV in the sense of IRV today? Nobody. But I clearly remember that kind of a 15 yars ago I was able to personally test an IRV system: it costed several thousands of dollars; it consisted of a head-up display with very low resolution (maybe 320×200 or even 160×100, I remember BIG pixels!), a “magnetic enclosure” where I had to stay to get the system detecting my position, and a “state of the art” PC: 2 co-working 80486 PC at 100 MHz!!! This system was able to create the “illusion” of being into a 3d environment; well, it was REALLY an illusion, as:

  • the display was not stereo, only the image were “3d” as the represented… a virtual city!
  • as said, resolution was really low
  • FPS was around 15 or 20
  • no textures were applied to surfaces.

For some reasons, today, when we have multicore processors working at 3000 MHz we do NOT have ANY commercial application of IRV! Why not?!? Don’t know. What I know is that we COULD actually have it, even if industries are not interested on its development. Now, let’s see what we have available today: A Nokia 82 cellphone has:

  • 320×240, 16 million colors screen (and we have the head-up display)
  • headphones support (and we have audio too in the head-up display)
  • accelerometer (and we have the head position locator)
  • 330 MHz CPU (and we have the “system”)
  • internal GPS (could we even use our IRV system to see something overlapped to real world?!?)

So, what do we need to turn our N82 into a IRV system?

  • Something to fix it in front of our eyes.
  • Proper SW.

And that’s all!

Now, is there anybody out there able to write such a SW? A sample 3d game or something?