Jumping Jack Flash weblog

Misuratore di consumi elettrci Voltcraft SEM-3600BT

Posted in ambiente, elettricita, fotovoltaico by jumpjack on 18 febbraio 2015

Finalmente un nuovo registratore di consumi elettrici: con memoria, allarme sonoro di sovraccarico, controllo remoto e connessione al cellulare!

Di misuratori di energia elettrica per la casa ne esistono molti, ma non tutti hanno tutte le caratteristiche necessarie: alcuni non hanno memoria ma mostrano solo consumi istantanei; alcuni non si collegano al cellulare ma solo al PC; alcuni misurano solo una potenza/energia approssimativa perché usano una “pinza” anziché collegarsi realmente all’impianto elettrico; e nessuno ha un allarme sonoro di sovraccarico, ma solo luminoso!

Il nuovo prodotto Voltcraft elimina finalmente tutti questi difetti:

  1. Registrazione dati per 90 giorni
  2. Invio dati a cellulare/smartphone tramite bluetooth 4.0
  3. Condivisione dati tramite email o altro (grafico PNG, dati in CSV)
  4. Allarme sonoro di sovraccarico, con spegnimento automatico opzionale
  5. Misura potenza/energia reale tramite valore RMS di tensione
  6. Misura fattore di potenza (CosFi)
  7. Misura della frequenza di rete
  8. Telecontrollo: è possibile spegnere tramite cellulare il dispositivo collegato alla presa
  9. Programmazione oraria: è possibile programmare da che ora a che ora la presa deve fornire corrente
  10. Fino a 6 dispositivi collegabili al cellulare
  11. Funzione anti standby: se l’assorbimento scende sotto la soglia impostata, il dispositivo collegato alla presa viene spento

Su Android l’app funziona solo dalla versione 4.3 in poi (perché richiede compatibilità Bluetooth 4.0/ BLE).

Questa è l’app: https://play.google.com/store/apps/details?id=cei.android.ble.smartenergymeter&hl=en

E’ ancora molto “acerba”; al momento ho individuato questi problemi:

  1. l’immagine del grafico che viene esportata per email è tagliata male, non si leggono bene le scritte
  2. nel file CSV esportato non sono indicati tensione e fattore di potenza, che sono i punti forti di questo dispositivo!
  3. l’app scarica ogni volta da capo tutti i dati, tutte le volte che si collega al dispositivo, non memorizza i dati internamente!
  4. l’app nemmeno parte se il bluetooth non è acceso (in effetti sarebbe inutile, visto che non ha memoria).

Sono delle grosse banalità, le ho segnalate a Conrad, speriamo che le sistemino in fretta…

La capacità di misurare il CosFI (sfasamento o fattore di potenza), la possibilità di spegnere automaticamente un dispositivo che assorbe troppo, quella di spegnerlo a comando e quella di tenere un’utenza accesa solo negli orari desiderati, lo rendono il misuratore di energia migliore sul mercato. E costa persino la metà del precedente “grande successo” della Volcraft, l’energy logger 4000, che memorizza dati su SD card, ma non si connette al pc o al cellulare e non ha l’allarme sonoro di sovraccarico. Questo SEM-3600BT costa infatti 36 euro su www.conrad.it . Attenzione a comprare quello con spina/presa italiana! Ci sono anche presa tedesca, inglese, francese,…

Ecco alcuni screenshot dell’app:

wpid-energy-logger-003main.png

Schermata principale di accesso alle singole prese

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Schermata completa della sezione di monitoraggio/esportazione.

Schermata completa della sezione di monitoraggio/esportazione.

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Menu di esportazione e impostazione

Menu di esportazione e impostazione

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wpid-energy-logger-004tariffa.png

Schermata di impostazione dei costi; purtroppo non è prevista una tariffa bioraria

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Grafico esportato. Notare il taglio delle scritte

Grafico esportato. Notare il taglio delle scritte

Dati grezzi esportati

Dati grezzi esportati

 

Ho chiesto alla Voltcraft se il protocollo di comunicazione è pubblico, ma nel caso non lo fosse, con Android 4.4 si può “per default” loggare tutte le comunicazioni Bluetooth nel file btsnoop_hci.log, semplicemente attivando l’opzione dalle “opzioni sviluppatore” del telefono (opzione Registro di analisi HCI Bluetooth). Però poi c’è da fare un bel po’ di reverse engineering…

 

 

Interessante quest’altra applicazione che ho scoperto tra quelle “simili”, “Energy Meter” di Jon Lennersten:

https://play.google.com/store/apps/details?id=se.bugumala.energymeter

Se avete un vecchio cellulare android che non usate più ma funziona ancora ed ha almeno la versione 2.1 di Android (quindi roba molto vecchia), basta acquistare un contatore da quadro a impulsi e attaccarci sopra il telefono, in modo che la telecamera inquadri il led lampeggiante. L’app misurerà il tempo tra un impulso e l’altro e calcolerà la potenza assorbita. Se poi avete il contatore ENEL in una cassetta privata chiusa a chiave, potete attaccare il cellulare direttamente lì. Non so però se l’app comunica i dati in remoto a un altro cellulare o se li visualizza solo.

 

 

Datalogger per regolatori di carica EPSolar Tracer MPPT

Posted in fotovoltaico by jumpjack on 4 maggio 2014

Mi appunto un paio di link interessanti su come costruire o dove comprare cavi/interfacce per collegare un regolatore di carica EPSolar a un PC o a un logger standalone, invece che semplicemente al display “istantaneo” fornito di serie, che non memorizza niente:

monitoraggio mppt ep solar 40A 

Datalogger Arduino per regolatore EP Solar

Questo sarebbe interessante se vendessero anche la sola interfaccia seriale:

GWL/Power Solar Controller Monitor for Tracer series (RS-232/USB)

Così si potrebbe collegare alla nuovissima versione (marzo 2014) di Ardulog, che ora oltre ad avere la SD Card incorporata ha anche l’RTC incorporato:

http://www.hobbytronics.co.uk/ardulog-rtc

 

Da notare che, nonostante serva un cavo di rete per collegare display e regolatore, NON è un interfaccia di rete ma un’interfaccia seriale a 12V, e collegare il cavo al regolatore e al PC significherebbe probabilmente bruciare la scheda di rete, che lavora a 3 o 5 V e con tutt’altro protocollo!

 

Shutdown domestico

Posted in fotovoltaico by jumpjack on 12 ottobre 2013

Non solo l’America è in shutdown… pure io. 😦

Sono ormai 7 mesi, più o meno da aprile, che l’impianto di illuminazione di casa non è collegato all’ENEL, e che tutte le sere posso permettermi di dimenticare luci accese ovunque, a volte mi capita di dimenticarmele accese pure tutta la notte… E ogni mattina l’indicatore della batteria del mio impianto fotovoltaico ad isola segna 51%, per poi arrivare al 100% durante l’insolazione piena ed assestarsi sul 60% a fine giornata (mai salito di più, nemmeno dopo una settimana sconnesso dalle luci, boh?).

Oggi, dopo una settimana di pioggia a giorni alterni, e di giornate ormai sempre più corte, la mattina l’indicatore diceva 31%! 😦

I miei pannelli infatti non sono sul tetto ma in giardino, e solo quando il sole è alto tutto il giorno possono raccoglierlo per quasi 10 ore al giorno, mentre ormai siamo arrivati forse a 5 o 6 ore di illuminazione giornaliera.

Presto dovrò riabituarmi a spegnere le luci in ogni stanza, che noia.

Maledetto inverno.

 

Attualmente l’impianto è comosto da due moduli da 240 Wp, connessi a volte in serie e a volte in parallelo secondo l’esperimento che mi passa per la testa 🙂 , collegati a un regolatore da 20A e a un pacco di batterie al piombo da 12000 Wh: 10 batterie da 100Ah/12V recuperate da vecchi Estrima Birò, pagate in tutto 250 euro (occasionissima).

I pannelli li ho pagati 0,77 Euro/watt, quindi circa 380 euro in tutto, più intorno ai 500 euro complessivi per il regolatore e l’inverter da 1500 W a onda sinusoidale.

Da quando ho installato le luci a LED, non vedo più il fastidioso “sfarfallìo” delle lampade.

La cosa buffa è che non la vedo più nemmeno nelle lampade che NON sono a led! ???

A proposito di lampade, sono finalmente arrivate sul mercato italiano le lampade a led da 100 lumen/watt e anche oltre, ossia lampade che con 10W di consumo danno una resa di circa 100 Watt di luce-incandescente-equivalente. Le fabbrica non solo la Century, che è stata la prima (per quanto ne so) ad arrivare alla soglia dei 100 lumen/watt, ma anche la Beghelli (un po’ meno luminose, 11W=75W).

Sono molto costose, una lampada 11W/75W costa 31 euro dalla Beghelli e una quarantina dalla Century, ma è una tecnologia neonata, probabilmente i prezzi scenderanno. Così come sono crollati gli assurdi prezzi dei faretti LED (anche 50 o 60 euro per un faretto da 10W fino a qualche mese fa; oggi te li tirano dietro a 20 euro).

Tra Beghelli e Century al momento preferisco le prime, perchè hanno il bulbo un po’ più  che semisferico, cioè fanno un po’ di luce anche dietro, mentre le Century dietro hanno solo alette dissipatrici; la differenza non dovrebbe notarsi molto in lampadari con lampade verticali, ma nel mio sono orizzontali e penso che si vedrebbe il “terminatore” sul pavimento, cioè la linea di separazione luce/ombra! 🙂

 

I grandi misteri dell’elettrotecnica

Posted in elettricita, fotovoltaico by jumpjack on 23 giugno 2013

Visto che già da tempo ho accantonato l’idea di ricaricare lo scooter col mio piccolo impianto solare perchè i caricabatterie già da soli hanno la tendenza a bruciarsi spontaneamente una volta ogni 3 mesi, e quindi ho preferito non “stuzzicarli” con la corrente proveniente da un inverter cinese; e visto che ho scoperto che già da marzo i miei pannelli solari, benchè in giardino, si ritrovano al sole non più 3 ma fino a 10 ore al giorno; e visto che ho espanso il mio impianto fino all’esorbitante capacità di 12 kWh;
…visto tutto ciò, oggi ho deciso di fare una prova:anzichè attaccare alle batterie la sola illuminazione, ci ho attaccato anche la “torre TV”, cioè l’assieme di TV, decoder sky, DVD e computer, che nel weekend stanno accesi tipo 12 ore al giorno… 🙂

In un primo momento è andato tutto bene: attaccato il sistema alle 12:00, alle 18.00 ancora andava tutto ok; però ho visto che ormai le batterie erano “piuttosto scariche”, essendo al 46% (anche se devo ancora capire perchè, dopo 10 ore di carica e di indicazione al 100%, appena tramonta il sole si assestano sul 55%, anche dopo 3 giorni di inutilizzo!), visto che erano scariche, dicevo, ho deciso di switchare su ENEL… solo che si è spenta tutta casa!
Ho riprovato un paio di volte: dalle batterie arriva corrente, dall’ENEL no.
Sarà perchè, intanto, ho “pasticciato” col quadro elettrico, staccandolo dal muro per allargare il buco e fare spazio a un quadro elettrico più grande? L’ho fatto senza staccare la corrente (per pigrizia), ma MI SEMBRA di non aver fatto nessun casino coi fili… Voglio dire, non sono morto fulminato 🙂 , quindi non dovrei aver toccato i fili!
Fatto sta che la corrente non arriva al salvavita:me ne accorgo perchè quando premo il pulsante di test, non “stacca”.
Così vado a vedere il contatore fuori. E attaccato… ma ha una cosa molto strana: entrambe le spie sono accese fisse! (???)
Attacco e stacco qualche volta, ma dentro casa non cambia niente.
Allora attacco il router internet alla corrente che viene dalle batterie, mi collego a internet per cercare il numero verde ENEL per segnalazione guasti, e chiedo se c’è qualche casino sul mio contatore (e se per sbaglio ho mandato verso la rete la corrente dell’inverter? Magari questo ha fatto andare in protezione il contatore? Ovviamente questo non posso dirglielo, posso solo restare sul vago…).
Vado per telefonare, ma il cordless è muto. Batteria scarica. Buffa conincidenza ma vabbè, vado al fisso.
Muto.
Come muto??? Ma cosa c’è stato, un Impulso Elettromagnetico??? 🙂
Spippolo un po’ il telefono fisso, e alla fine mi dà la linea e riesco a chiamare enel.

Il tizio mi dice che fino al contatore la corrente arriva, e che le due spie accese indicano che il contatore ha sospeso l’erogazione perchè non ha rilevato consumi per 20 minuti di seguito.
????
Questo è al tempo stesso irritante e bizzarro: irritante perchè vuol dire che in caso di distacco completo dalla rete ENEL tramite impianto fotovoltaico a isola, bisognerà lasciare sempre attaccata un abatjour per far contento il contatore e non farlo spegnere…
Ma la cosa bizzarra è che è impossibile i miei consumi si siano azzerati per più di 20 minuti, visto che il frigorifero NON era attaccato alle batterie!
Va bene che non è acceso costantemente…. però almeno una volta ogni mezz’ora si accende per 10 minuti!
Uhm…ogni mezz’ora….
Vuoi vedere che allora… Potrebbe anche essere, se il contatore stacca dopo 20 minuti e il frigo si accende ogni 30, potrebbe davvero essersi staccato in automatico il contatore!

Il tecnico ENEL ha detto che il contatore dovrebbe riattaccarsi automaticamente appena rileva di nuovo un carico… ma il frigo come fa a riaccendersi se il timer è spento??

E comunque, una volta che ho switchato da batterie a ENEL, HO riattaccato un carico, quindi perchè il contatore non si è riacceso???

Vabbè, stacco tutto, stacco i cavi dell’inverter solare dal deviatore del quadro elettrico, spengo l’inverter, e a un certo punto, non capisco bene quando/come, torna la corrente dall’ENEL!

Però c’è ancora qualcosa che non va: il pulsante “test” del salvavita non funziona più! Cioè, non funziona più il salvavita?!? Considerando che ho deciso di togliere il vecchio quadro elettrico proprio per metterne uno abbastanza grande da contenere UN ALTRO salvavita oltre a quello per l’ENEL, sarebbe piuttosto ironico!

Adesso ho ricollegato la TV ai pannelli come prima, sono rimasto così per un’ora, e la corrente dall’ENEL, switchando, arriva ancora. Però è anche vero che il frigo non si è mai spento, probabilmente perchè è rimasto spento per ore senza che me ne accorgessi e ora deve recuperare il freddo perduto…
Ora pero s’è fatta sera e quindi devo tornare all’ENEL, perchè se mi si ristacca il contatore di notte è un problema. Domani farò altri test.

Ma intanto, ho notato un’altra cosa stramba: se quando sto a batterie accendo una striscia LED da pochi watt (mi pare una decina), sento che il gruppo di continuità che “sostiene” la torre TV stacca per un attimo e poi riattacca, come se non gli arrivasse abbastanza corrente dall’inverter… cosa che non succede se invece accendo due faretti a LED da 100 W totali!

Nel complesso, quindi, non ci sto capendo niente.

Infine, un’ultima chicca, perchè oggi a quanto pare c’è stata una congiunzione astrale di improbabilità elettrotecniche: vado per fare un’altra prova per vedere se il gruppo di continuità del televisore effettivamente ancora stacca se accendo i led e non stacca se accendo i faretti…. ma appena accendo i faretti, si spegne il decoder sky!
Eccheccazz…

Sarà un’interferenza? La forma d’onda dell’inverter non piace al decoder, e se ci aggiungo l’impulso di accensione dei faretti mi si impalla il decoder?

Macchè.

E’ solo che in quel preciso istante la RAI aveva spento il segnale su RAI1,che stavo guardando,perchè è iniziata una partita!!!

Vabbè per oggi ne ho abbastanza.

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Manuale ufficiale contatore monofase ENEL (a pag.9 la spiegazione del distacco e delle spie fisse): link

La casa a batterie :-)

Posted in ambiente, fotovoltaico by jumpjack on 24 aprile 2013

Ormai le batterie stanno diventando una fissazione. 🙂

Sono venuto in possesso a prezzo prodigioso delle batterie usate di 2 Estrima Birò, per un totale di 12000 (dodicimila) Wh!!! 10 batterie da 12V/100Ah l’una,  30 kg  di peso, non vi dico il cu*o per scaricarle dalla macchina… 🙂

Svendute a 250 euro perchè ormai non più abbastanza prestanti per i Birò, conto di poterle utilizzare per alimentare la casa (*); purtroppo non tramite pannelli solari, finchè i vicini stolti mi impediranno di installarli sul tetto, ma in ogni caso dovrei risparmiare parecchio: attualmente pago circa 0,20 E/kWh di giorno e circa 0,04 E/kWh di notte, tra le 19:00 e le 7:00; il che significa che se di notte ricarico e di giorno scarico, dovrei ridurre la bolletta a 1/5 del prezzo!

Ipotizzando 3000 kWh/anno, significherebbe passare da 600 euro a 120 euro all’anno! Un risparmio di 480 euro che ammortizzerebbe molto presto anche il prezzo del grosso inverter/caricabatterie che probabilmente comprerò: 550 euro. Uniti ai 250 delle batterie fanno 800 euro…. che dovrei recuperare in meno di due anni!

Faccenda interessante, chissà se ci riesco…

 

(*) 2000W a 24V sono 83A, mentre a 48V sono 41; a 48V sarebbe meglio, ma gli inverter costano, e i carichi da 2000W (lavatrice, lavastoviglie) durano comunque pochi minuti. Il ferro da stiro, che resta acceso per più tempo, da 1000W, succhierebbe 41A a 24V e 20A a 48V.

 

Pannelli solari: 3 metri quadri, 1 kW, 30 euro

Posted in ambiente, elettricita, fotovoltaico by jumpjack on 9 aprile 2013

Cifre del genere sono per ora soltanto un sogno: i migliori pannelli solari odierni producono 200W/m2, e costano 0,5 euro per ogni W, quindi per avere 1 kW servono 5 m^2 e 500 euro.
Se si potesse usare l’arseniuro di gallio, basterebbero invece 2 m^2… e 20.000 euro, visto che costa 10.000 E/m2 !
Senonchè ecco che le onnipresenti nanotecnologie ci vengono in aiuto,rendendo possibile un pannello solare in nanofili di arseniuro di gallio che produce quasi il doppio a parità di superficie rispetto al silicio (330W vs 200W) e contiene 1/10.000 dell’arseniuro di gallio rispetto a un pannello standard in GaAs:
http://actu.epfl.ch/news/nanowires-have-the-power-to-revolutionize-solar-en/

Ecco come ho smesso di pagare l’illuminazione all’ENEL

Posted in ambiente, fotovoltaico by jumpjack on 13 marzo 2013

Sono 4 giorni che non pago all’ENEL il “dovuto” per l’illuminazione di casa. Eppure, la casa è illuminata 5 ore al giorno, non ho cambiato gestore, non ho taroccato il contatore 🙂 , e i miei pannelli solari sono, come sempre, al sole soltanto per 2 o 3  ore al giorno (mannaggia all’inverno e ai vicini ottusi), e sono anche 2 giorni di seguito che piove!

Eppure, le mie 2 batterie da 12V/65Ah non sono mai scese sotto il 35% di carica (anche se a dirla tutta non sono mai nemmeno salite sopra il 55%…)

Come ho fatto a fare questa specie di miracolo?

Così:

PRIMA:

  • Lampada alogena angolo cottura: 30W
  • 2 faretti angolo cottura: 70 W
  • Luce cappa aspirante: 10 W
  • Luci fluorescenti soggiorno: 55 W

Totale: 165 W

ORA:

  • Lampada alogena: eliminata
  • Faretti: eliminati
  • Luce cappa: eliminata
  • Rimpiazzo: striscia da 150 led/700 lumen, 12 W
  • Luci a led in soggiorno: 30 W  (420 LED da una striscia di 600 led)

Totale: 42 W

Risparmio: 123W

Prima tenevo accesi cappa, faretti e alogena 2 ore a sera per la preparazione della cena, più 5 ore di luce accesa in soggiorno, cioe 2h * 110W = 220Wh    e   5h * 55W = 275 Wh , per un totale di 495 Wh al giorno, mentre ora con 2h * 12 W = 24 Wh   e   5h * 30 = 150 Wh consumo 174 Wh al giorno! Quasi un terzo di prima.

E in realtà potrei consumare anche meno, perchè la prima striscia LED che ho comprato, ora posizionata sotto i pensili della cucina, è da 700 lumen/150 LED/12 W  (4,6 lumen/LED, 58 lumen/Watt), quella che ho comprato dopo e “fatto a pezzi” per costruire una “lampadona” per il soggiorno è da 1400 lumen/600  LED /48W (2,3 lumen/LED, 29 lumen/Watt), ma ora ne ho vista anche una da 5400 lumen / 300 LED / 72W  (18 lumen/led, 75 lumen/Watt), che mi permetterebbe di portare i consumi del soggiorno, a parità di luminosità (1000 lumen), a 13 W invece degli attuali 30,  passando così da 150 Wh a 65 Wh/giorno per il soggiorno, per un totale quindi di circa 65+24= 89 Wh al giorno (invece di  495) per illuminare due stanze per 5 ore: 495/89 = 5,6 !!

Tanto per la cronaca, se invece delle fluorescenti usassi in soggiorno vecchie luci a incandescenza consumerei 1000 Wh al giorno (più l’angolo cottura).

L’unica controindicazione è il costo, ogni striscia LED l’ho pagata circa 60 euro!

Vogliamo il conto-energia per le auto elettriche!

Posted in auto elettriche, fotovoltaico by jumpjack on 4 marzo 2013

Correva l’anno 2005: un pannello solare costava 6 euro/watt, quindi i soli pannelli per un impianto “classico” (anche se inutilmente sovradimensionato) da 3 kWp costavano 18.000 euro, mentre un impianto chiavi-in-mano poteva costarne anche 30.000! Ovvio che erano necessari aiuti statali per incoraggiare la gente a comprarli (riducendo così l’inquinamento) senza svenarsi; così inventarono il Conto Energia, per cui venivano di fatto regalati un sacco di soldi a chi installava il fotovoltaico: ai “vecchi tempi” si ricevevano quasi 50 centesimi ogni volta che si produceva 1 kWh… con tutto che quel kWh poi NON bisognava pagarlo all’ENEL, e quindi era già di per sè un risparmio!

Non solo: il rimborso si aveva anche DOPO che si erano recuperati i soldi della spesa iniziale, si continuava ad essere pagati per altri 10 anni! Migliaia di euro!!!

Oggi ormai il Conto Energia, arrivato alla Quinta Edizione, si va estinguendo: un kWh viene pagato intorno ai 25  centesimi, solo in condizioni molto particolari, e talmente complicate da far passare la voglia di prendere gli incentivi… che però tanto non servono più: ormai un pannello costa 0,40-0,50 Euro/Watt, quindi un impianto chiavi-in-mano costa sui 6000 euro (se da 3 kWp, ma in molti casi ne bastano 2 o meno).

 

Invece, un’auto elettrica costa 30.000 euro… proprio quanto costava 10 anni fa un immpianto fotovoltaico, che nessuno poteva permettersi di comprare.

Ok, ora ci sono gli incentivi… che comportano uno sconto di BEN 5000 euro, quindi “bastano” 25.000 euro per un’auto elettrica…

E se allora lo Stato inventasse un Conto Energia Chilometrico? Un bel GPS+GSM a bordo, e 40 centesimi di rimborso per ogni chilometro elettrico percorso! Questo sì che farebbe decollare l’auto elettrica come già decollarono i pannelli fotovoltaici! (e precipitare altrettanto l’inquinamento)

A qualcuno Lassù verrà in mente?

 

Diario elettrico / scooter fotovoltaico – 13/1/2013: Ritorno a 12V

Posted in ambiente, fotovoltaico, scooter elettrici by jumpjack on 13 gennaio 2013

Dopo un paio di mesi di sperimentazione con nuovo regolatore di carica (Steca Solarix 2020) e nuovo inverter (Sinus 24V/1000W), ho deciso di tornare a fare prove a 12V… con un inverterino cinese da 300W!

Sì, perchè col sistema a 24V, nonostante avessi aggiunto anche un pannello, per un totale di 480Wp, riuscivo ad avere un’autonomia di illuminazione di appena mezz’ora! (con 50W di assorbimento). Indecente rispetto alle 6 ore di quest’estate… quando però avevo un MPPT EPSolar (morto carbonizzato) e un impianto a 12V.

Purtroppo le variabili sono troppe per riuscire a isolarle e a capire chi e come e quanto influenza la resa: giorni nuvolosi o soleggiati, sole alto o basso sull’orizzonte, maggiore o minore ombreggiatura della casa… e questo solo per parlare delle variabili stagionali! A cui poi devo aggiungere quelle legati all’uso di MPPT o PWM, di 12V o 24V… insomma, una gran baraonda!

Lo scopo dell’esperimento attuale è capire se un regolatore da 24V/20A, “dato” come in grado di reggere al massimo 480 Wp MA con impianto a 24V, riesce a gestire 480 Wp con impianto a 12V: potrebbe sembrare di no, visto che 480/12 fa 40 Ampere, il doppio del sopportabile…. ma secondo me il calcolo (e quindi il limite di specifica) non ha senso, visto che il massimo che ognuno dei miei pannelli è in grado di erogare non supera gli 8A! Avendoli collegati in parallelo, il massimo che possono dare è ovviamente 16A, quindi non vedo come il limite dei pannelli debba essere 480 Wp! Comunque, lo sapremo presto, alla prima giornata di sole: la fumata bianca, in questo caso, non sarà di buon auspicio, ma indicherà la  prematura morte di UN ALTRO povero regolatore di carica vittima dei miei esperimenti!

Se invece sopravvive, avrò scoperto finalmente come interpretare le (poche)  specifiche tecniche date per i vari regolatori di carica in vendita: ignorare i Wp, ma scoprire i V e A massimi sia in entrata che in uscita: per me è ancora un mistero capire se quando scrivono “20 A massimi” li intendono in entrata, in uscita, o in entrambi! Comunque, poi basterà confrontare quei valori con Voc e Isc (tensione di Open Circuit e corrente di Short Circuit), anche se probabilmente bastano anche i valori Vmp e Imp (Maximum Power), inevitabilmente più bassi: un pannello collegato non sarà mai in condizione di circuito aperto o corto circuito!

Al massimo, la corrente di corto circuito può forse essere utile per dimensionare i fusibili.

Sto anche ultimando il logger di energia definitivo, anzichè con fili penzolanti, così forse riuscirò finalmente a fare grafici giornalieri.

Comunque, per il momento la ricarica dello scooter tramite energia fotovoltaica è fuori discussione.

Appunti su illuminazione a LED

Posted in fotovoltaico by jumpjack on 10 novembre 2012

Per poter passare dalla classica illuminazione a incandescenza ad altre fonti (lampade fluorescenti o addirittura a LED), bisogna “disimparare” a misurare la luminosità in watt come si faceva appunto con le lampade a incandescenza, e iniziare a ragionare in lumen.

Per farlo, ecco un numerello mnemonico:

15 lumen per watt

E’ la luminosità media di una lampada a incandescenza.

Quindi, una lampada da 100W dava 1500 lumen.

Per avere la stessa luce con fluorescenti e led, bisogna considerare:

fluorescenti: 60 lumen/watt

led: da 10 a 200 lumen per watt (!)

Questa fila di  led emette 700 lumen, quindi circa l’equivalente di una vecchia lampada da 50 W. Però assorbe 12 W invece che 50 (60 lumen/watt). Ma è anche vero che costa 50 euro invece che 2….

Ai fini dell’illuminazione fotovoltaica, installare 100 W di questi  led permetterebbe di ottenere un’illuminazione di 6000 lumen, ottenibile con 4 lampade a incandescenza da 100W (400 W totali).

aggiornamento:

questa è la prima striscia di LED che ho comprato per i miei esperimenti, ed ha queste caratteristiche:

  • Acquisto su conrad-uk.com
  • Prezzo: 40,00 euro
  • Metri: 5
  • Volt: 12
  • Led: 150
  • Lumen totali: 700
  • Lumen/metro: 140
  • Led/metro: 30
  • Watt totali: 12
  • Ampere totali: 1
  • Lumen/led: 4.7
  • Watt/led: 0.08
  • Lumen/watt: 58
  • Weq/led: 0,36
  • Led per 1 Weq: 2,7

1 Weq = 13 lumen

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