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BMS con intercomunicazione a infrarossi

Posted in auto elettriche, batterie, scooter elettrici by jumpjack on 12 settembre 2018

La Lion Smart ha avuto un’idea geniale: il BMS a infrarossi! (o forse esisteva già, ma io l’ho scoperto adesso)

Quest’idea comporta l’enorme vantaggio di non dover più costruire batterie come questa!

 

Cioè niente più fili di segnale che svolazzano dappertutto, ma solo massicci collegamenti di potenza.

Questo comporterà probabilmente anche una grossa riduzione dei prezzi di fabbricazione delle batterie, rendendo il processo molto più automatizzabile: basta infatti un braccio robotico che infila nel contenitore/batteria tanti moduli quanti ne servono per raggiungere l’amperaggio e la  tensione desiderati, e la batteria è pronta. Molto meglio di dover saldare 200 fili con precisione millimetrica.

Considerando che nella batteria di un’auto possono esserci anche 100-150 celle in serie (sulle auto le batterie sono da 300 o 400V e ogni singola cella è da 3 o 4 V), e che ognuna deve essere collegata al BMS per poter essere bilanciata, e considerando per ognuna un filo di lungezza media di 1 metro per collegarla al BMS, parliamo di quasi 200 metri di filo in meno.

E nessun problema di interferenza nelle trasmissioni tra celle, essendo chiuse in una scatola buia e non essendo una trasmissione nè WiFi nè Bluetooth.

Chissà se una tecnologia del genere potrà mai arrivare nei BMS amatoriali a cifre ragionevoli (ne dubito, visto che un BMS “discreto”, cioè con un circuito per ogni cella, costa 400 euro invece che 100).

 

Una batteria Lion Smart a infrarossi è stata installata per prova su una BMW i3 (link a inizio articolo).

 

 

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3 Risposte

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  1. Mauro Tassinari said, on 12 settembre 2018 at 20:06

    Un po’ di polvere e non legge più.

    • jumpjack said, on 12 settembre 2018 at 19:13

      un po’ di acqua e non funziona più.
      Basterà un contenitore IP55

  2. selidori said, on 13 settembre 2018 at 5:30

    Interessante molto interessante.
    Un problema dei BMS “con cavo” me lo raccontò un progettista Tazzari e secondo me il cablaggio “via infrarossi” potrebbe risolverlo.

    Cerco di spiegarmi:
    La Tazzari ha 24 celle distribuite in 3 blocchi: 7+7+10 (7 sotto ogni sedile +10 davanti).

    (DISEGNO logico ma anche FISICO: https://www.forumelettrico.it/forum/download/file.php?id=8380 )

    Il cablaggio di controllo di ogni singola cella si raccoglie via via su un fascio che fuoriesce da un lato.
    Guardando dunque il PACK1 (giallo, in basso a destra) ci accorgiamo che i cavi di controllo delle celle 1-7 hanno lunghezze diverse: la cella numero 7 è molto vicino al MODULE1 mentre la cella numero 1 è molto lontana da esso.
    Siccome le batterie sono da 3.5volt e quindi suscettibili di cadute di tensione notevoli già con cavi corti, probabilmente il voltaggio che il MODULE1 leggerà per la cella1 sarà inferiore al valore reale della stessa, mentre quello della cella 7 sarà più veritiero visto il cavo è più corto. Si potrà pensare che non è un grosso problema, la lettura errata, poichè conoscendo la caduta di tensione, si può semplicemente correggere la lettura (se ad esempio si perde 0.1V durante il tragitto sarà sufficiente aggiungere “+1” alla lettura).
    Il problema è che questa caduta di tensione non è sempre uguale e varia a seconda di molti fattori. Ad esempio della temperatura (del cavo). Infatti è noto che a temperature più basse la dispersione è minore. Quindi per correggere la lettura si avrà bisogno anche di un termometro. A proposito, la sonda però DOVE LA METTIAMO? In che punto del cavo?
    Altra cosa che fa peggiorare la precisione della lettura è la vecchiaia del cavo: più passa il tempo e peggio conduce, naturalmente a seconda delle condizioni atmosferiche che attraversa, nella percentuale di lunghezza del cavo, ma anche a quanto è sottoposto a cambiamenti (si ricorda che i metalli si dilatano col caldo, tutti) ecc ecc.
    (avrete già capito -a questo punto- perchè Tazzari ha messo 3 moduli per raccogliere questi dati e non uno solo a cui confluivano tutti i dati delle 24 celle, con quella più lontana dopo chissà quanti metri di cavo…).


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