Jumping Jack Flash weblog

Tutti i raduni!

Posted in raduni by jumpjack on 21 gennaio 2018

Ormai sono parecchi anni che ci “raduniamo elettricamente”! Ecco un elenco dei raduni organizzati dal gruppo Raduno Elettrico Romano:

  • 2012
    II – Sabato 10 novembre –  H2roma
    Prima edizione libro “Guida all’auto elettrica”
  • 2015
    VIII – Domenica 20 Settembre – Centro commerciale Porta di Roma
  • 2016
    IX – Domenica 18 Settembre 2016 – Ristrorante  Etaly  (Facebook)
    Primo “flash mob elettrico” di “Mobilità elettrica e non solo”
    Prima edizione libro “Guida alla costruzione di una batteria al litio”
  • 2017 (nessuno di Raduno Elettrico Romano)
    1° raduno di “Mobilità elettrica e non solo”

 

In programmazione

  • 2019
    • (XII) – Sabato 13 Aprile – EUR, Formula E (Facebook)
    • (XIII) – Domenica 22 Settembre – 1° giornata senza benzina (25° anniversario della 1° Giornata senz’auto)

 

Possibili date future

  • 2020
    • (XIV) – Sabato 11 Aprile –  EUR, Formula E
    • (XV) – Domenica 20 Settembre

Impianti solari condominiali: la rivoluzione del 2012

Posted in ambiente, fotovoltaico by jumpjack on 11 gennaio 2018

Pochi anni fa, nel 2012, c’è stata una piccola “rivoluzione ecologica” che però è forse passata inosservata alla maggior parte della gente…

E’ diventato lecito, rapido e senza problemi installare impianti solari anche nei condomini!

Prima, l’installazione di pannelli solari era per forza di cose prerogativa dei proprietari di villette monofamiliari, pena l’insorgere di infinite discussioni e votazioni, nonchè dispetti, tra condòmini più o meno civilizzati.

Ma la legge 220/2012, entrata in vigore nel 2013, contiene un comma specifico che modifica l’articolo 1122 del Codice Civile, a cui viene aggiunto l’articolo 1122bis, che nella sua parte finale recita:


E' consentita l'installazione di impianti per la produzione di energia 
da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unita' del condominio 
sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti 
di proprieta' individuale dell'interessato.
Qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l'interessato 
ne da' comunicazione all'amministratore indicando il contenuto specifico e 
le modalita' di esecuzione degli interventi.
[...]
L'accesso alle unita' immobiliari di proprieta' individuale deve essere 
consentito ove necessario per la progettazione e per l'esecuzione 
delle opere. Non sono soggetti ad autorizzazione gli impianti destinati
 alle singole unita' abitative.

 

Ci sono, naturalmente, tutta una serie di condizioni da rispettare in merito alla sicurezza, all’accessibilità, al rispetto della proporzionalità degli spazi ecc… , ma il punto chiave è che non serve più nessuna votazione, nessuna maggioranza, nessun permesso: se voglio mettere un impianto solare, lo metto e basta. 🙂

Appunti su Ara Pacis e teca del Morpurgo

Posted in Uncategorized by jumpjack on 4 gennaio 2018

Da qualche mese sto effettuando uno studio storico sulla cosiddetta “Teca del Morpurgo”, una strana “costruzione provvisoria” costruita nel 1938 a protezione di un antico monumento romano, l’Ara Pacis; talmente “provvisoria” che, con alterne vicende, è rimasta lì fino al 1996, quando è stata distrutta… per costruirne una ancora più brutta e ancora più grande!

Solo che non c’è traccia di tutta la storia della teca nell’odierno Museo dell’Ara Pacis, sebbene sia uno dei monumenti più famigerati di Roma, al punto che i turisti vanno a visitarlo perchè “hanno sentito dire che è famoso”, e non certo perchè sia qualcosa di bello… Così ho deciso di ricostruire la storia del monumento tramite realtà virtuale.

Ogni tanto vado in qualche biblioteca o archivio di Roma in cerca di  fonti storiche, ma al momento persiste un’impenetrabile  cortina di fumo su quello che è successo alla teca tra il 10 giugno 1940 (giorno di entrata in guerra dell’Italia e della copertura dell’Ara con sacchetti di sabbia antibomba) e il 1956, anno della prima foto in cui si vede la teca transennata da muri di cemento alti 4 metri e mezzo. Quando siano stati costruiti di preciso, e perchè, non è dato di sapere.

Però oggi un’ “incursione” nell’archivio del Museo di Roma mi ha permesso di individuare un periodo storico ben preciso ricco di fonti scritte: febbraio-aprile 1942, quando ben 5 giornali romani ospitavano i “battibecchi” di archeologi, studiosi e politici su quale potesse essere la miglior sistemazione definitiva dell’Ara Pacis:

  1. il popolo di roma
  2. il messaggero
  3. la tribuna
  4. l’osservatore romano
  5. il tevere

Non sono al momento ancora riuscito a trovare nessun altro archivio online oltre quello del Messaggero… che però chiede 1 euro per ogni numero consultato! Vedremo se riuscirò a trovare da qualche parte gli altri.

Intanto, ecco alcune cose che ho scoperto nella fonte al momento più ricca che ho trovato, “Ma non era quello che si voleva”- L’Ara Pacis Augustae. Una storia tutta romana , di Elena Cagiano de Azevedo, in “Strenna dei Romanisti”, 21/4/2005, , pp.105-129 – Inventario Museo di Roma: CD/1/F/STR

  • fine dicembre 1937: scoppio tubi di congelamento
  • 22/10/38: chiusa per crollo intonaci
  • novembre 1938: infiltrazioni nei sotterranei
  • 1942: ancora “imballata” nei sacchetti, oggetto di vandalismo (p.126); molti articoli di giornale la definiscono “provvisoria dimora”
  • Nel 1948 la competenza per l’Ara passa dallo Stato al comune di roma
  • Nel messaggero del 24 settembre 1938 viene paragonata all’edificio della citroen di van goeten a bruxelles (v. anche brinckmann )
  • Prima di essere messa nella teca era ancora colorata, p.126

Articoli di giornale (e autori) che la citano:

  • 25/2/1942: Biancale
  • 27/2/1942: Popolo di roma: Alessandrini, Amerigo Caravacci, Marcello Piacentini
  • 3/3/1942: Il tevere
  • 8/3/1942: Giornale d’italia, Bacchiani
  • 14/3/1942: Popolo di Roma, Amerigo Cavacci
  • 7 e 13 marzo 1942: il messaggero, Biancale
  • 24/2/1942: corriere della sera
  • 26/2/1942: popolo d’italia

 

Diario elettrico hoverboard – 4 gennaio 2018: le modifiche

Posted in ambiente, hoverboard, scooter elettrici by jumpjack on 4 gennaio 2018

Sono ormai parecchi mesi che ho comprato un simil-segway, cioè un “hoverboard col manico”.

Hoverboard Go!Smart

Hoverboard Go!Smart

Lo trovo decisamente utile per le escursioni turistiche cittadine, anche se purtroppo in alcuni posti iniziano a vietarmi l’ingresso…. tipo un paio di musei, o i supermercati dei centri commerciali.

Comunque, nel frattempo ho apportato alcune modifiche/migliorie al prodotto:

  • spostamento display: nativamente il display per la ricarica si trova sulla pedana, in mezzo ai piedi, ed è scomodissimo da consultare; ma il manico è cavo e il manubrio è di plastica, anch’esso cavo, quindi non ci è voluto molto a “trasferire” il display nel manubrio, rendendolo così molto più leggibile; il cavo di collegamento è un cordone a spirale del telefono, che così può assecondare allungamenti e accorciamenti del manico telescopico.
  • Posizione iniziale del display, al centro della pedana

     

     

    Nuova posizione del display

  • rinforzo sul manubrio: il punto di attacco del manubrio all’hoverboard è molto sollecitato a causa della leva lunga un metro, quindi stavano saltando alcuni punti di saldatura: niente di drammatico, perchè comunque il manico è avvitato con due viti, però iniziava ad avere troppo “gioco”: forse 1 grado… che a un metro di distanza significava spostare il manubro di 5-10 centimetri a destra o a sinistra senza che il mezzo effettivamente svoltasse; così, ho aggiunto un piastrino di alluminio che blocca il gioco del manubrio.
  • antifurto: visto che probabilmente sempre più spesso mi vieteranno di entrare da qualche parte, ma che comunque il mezzo è impagabile per coprire la distanza dal parcheggio al luogo di interesse, ho aggiunto alla pedana un anello d’acciaio, dentro al quale posso far passare un antifurto da bici, e legare così l’aggeggio a un palo proprio come si fa con una bici. Il telaio è di alluminio quindi non è stato difficile forarlo.
  • Anello antifurto

 

Diario elettrico Ecojumbo 5000 – 4 gennaio 2018: secondo inverno fermo

Posted in Diario elettrico Ecojumbo 5000, scooter elettrici by jumpjack on 4 gennaio 2018

Poco più di un anno mettevo a riposo forzato lo scooter causa rottura del cerchione/motore in una delle tante buche stradali.

Ancora oggi non sono risalito in sella, per il semplice fatto che la situazione non è migliorata ma peggiorata: nel mio percorso abituale casa-lavoro sorgono settimanalmente nuove buche di dimensioni colossali; quella che ho visto ieri era larga, credo, 50×100 cm, ma la cosa più inverosimile è che era profonda almeno 15 cm! Se non l’avessi vista, avrei spaccato persino la ruota della macchina… figuriamoci se l’avessi presa con lo scooter… E non era neanche sola: lì intorno c’era una simpatica costellazione di altre buche (per tacer delle altre nel resto del tragitto).

Però questa fabbrica di smog che è la mia Fiesta diesel Euro 4 mi sta stufando, spero proprio che col nuovo governo e con l’ormai appurata esplosione dell’elettrico si decidano a sbloccare gli incentivi bloccati 3 anni fa!

O forse  mi deciderò, incentivi o no, a comprarmi una Hyundai Ionique ibrida? Mi sa che vado almeno a informarmi…