Jumping Jack Flash weblog

Portachiavi tecnologici al makerfaire 2014

Posted in Uncategorized by jumpjack on 29 settembre 2014

Crowdfunding campaign on indiegogo:
https://www.indiegogo.com/projects/myselfie–2

Nota: i produttori che mi hanno contattato al makerfaire possono richiedermi dettagli per l’industrializzazione e commercializzazione scrivendomi a cassioli at libero dot it.
Nota 2: i clienti interessati all’acquisto che vogliano essere informati quando saranno disponibili i portachiavi a prezzi “popolari” (3 o 4 euro) possono lasciare un commento, così riceveranno gli avvisi automatici, o scrivermi personalmente a cassioli at libero.it per essere ricontattati. I possessori del mio biglietto da visita ritirato in fiera avranno diritto al 10% disconto sull’acquisto.
Nota 3: gli stampatori dotati di stampanti 3d ad alta risoluzione disponibili a stampare pezzi su ordinazione possono contattarmi a cassioli at libero.it per accordi.

Da venerdì 3 ottobre a domenica 5 ottobre presenterò al MakerFaire 2014, la “Fiera dell’artigianato tecnologico”, le mie invenzioni stampate in 3d:

Si tratta di oggetti ideati da me personalmente, modellizzati in 3d al computer mediante il programma gratuito Trimble Sketchup (già Google Sketchup), e stampati tramite i servizi di stampa 3d online “Shapeways” e “Sculpteo”.

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Le invenzioni sono 3:

Portacellulare per selfie

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Si tratta di un piccolo oggetto in plastica colorata dotato di una pinza elastica, all’interno della quale si posiziona il cellulare; appoggiando l’oggetto su una superficie piana, il cellulare rimane stabilmente in posizione verticale, pronto a scattare una foto; utile sia per non graffiare il telefono appoggiandolo a terra (se è un telefono “quadrato” come l’iPhone che potrebbe in teoria restare in piedi anche da solo), sia per tutti quei telefoni “a saponetta” che non hanno un lato piatto su cui appoggiarsi.

Il portacellulare è anche equipaggiato con un innesto universale che ne permette il fissaggio a qualunque treppiede per macchina fotografica dotato di vite standard di tipo “Withworth”.

L’invenzione si presenta in due varianti: la “minimal” ha gli occhielli-portachiavi sulla pinza, in modo da ridurre al minimo l’ingombro e poterlo avvitare al micro-treppiede per macchina fotografica (v.sotto). L’altra ha invece anche un occhiello laterale, che ne permette l’utilizzo senza estrarlo dall’anello-portachiavi.

Porta micro-sd

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Si tratta della riproduzione in miniatura (1×1 cm) dei vecchi “portadischi” anni ’90, quando si usavano floppy disk da 5”1/4 o 3”/12; oggi invece si usano micro-sd larghe 1 cm, ed è facilissimo perderle nelle pieghe di una tasca. Il microportadischi è invece una scatoletta chiusa che si può agganciare al portachiavi tramite apposito foro, che oltre a fissare il porta-microsd al portachiavi ne impediscono l’apertura. E’ utile però usare, anziché un classico anello portachiavi, un micro-moschettone, che permette di estrarre e aprire più rapidamente il porta-microsd.

Micro-treppiede per macchina fotografica

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Di treppiedi per macchina fotografica ne esistono decine di tipi di tutte le misure… ma nessuno, tranne questo, è così piccolo da poter stare in tasca! Più piccolo di un pennarello, è però dotato di micro-zampette estraibili a doppia articolazione, che formano un’ampia e solida base in grado di sostenere una macchina fotografica compatta, anche con foro non centrale, e quindi sbilanciato. L’aggancio alla macchinetta avviene tramite vite Withworth standard, fissata su uno snodo sferico che permette una certa libertà di inclinazione della macchinetta, in modo da poter utilizzare il treppiede anche su superfici non piane.

Accoppiato al “portacellulare per selfie”, permette di utilizzare anche un cellulare per fare le proprie foto.

Quando non viene usato, il treppiede può essere riposto nel suo tappo a vite, dotato di occhiello per portachiavi.

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PER ACQUISTARE
Per ricevere direttamente a casa il portachiavi che preferisci, lascia un breve commento (tipo “vorrei acquistarne uno”): ti risponderemo per email per dettagli e per prendere accordi su prezzi e quantità.

Purtroppo il prezzo è un po’ alto (da 8 a 10 euro secondo il colore, + spedizione) perchè sono tutti pezzi unici stampati su misura anzichè in quantità industriali, ma ordinandone una grossa quantità puoi dividere i costi dispedizione con altre persone.

AGGIORNAMENTO: stiamo prendendo accordi con vari stampatori 3d per ridurre il prezzo del supporto per cellulare a 1 o 2 euro, quello del port-sd a 4 o 5 euro e quello del treppiede tascabile a 7-8 euro.
Se vuoi essere avvisato quando e se saranno disponibili, basta che lasci un commento qui sotto: ti avviseremo con una mail.

AGGIORNAMENTO 6 ottobre:

Avviata campagna di finanziamento su Indiegogo: più persone inviti a partecipare, prima potrai avere in tasca il tuo portacellulare! Condividi il link! https://www.indiegogo.com/projects/myselfie–2

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Diario elettrico Ecojkumbo – 19 settembre 2014 – Nuova batteria

Posted in Diario elettrico Ecojumbo 5000 by jumpjack on 20 settembre 2014

Ho acquistato una nuova batteria, ma al piombo; 12V/30Ah, 75 euro. Quelle originali sono PbGel da 46 Ah, questa è da 30 perchè era l’unica abbastanza piccola da entrare nel vano: tutte quelle tra 40 e 45 Ah sono MINIMO 17×17 cm di base, ma non si può assolutamente sforare 16,3 altrimenti la batteria non c’entra, nemmeno segando piedini e sporgenze.

Questa, oltre a entrare comodamente in larghezza, ha anche esattamente stessa latezza, così può essere tenuta in sede dalla sbarra di ferro che tiene ferme le 4 batterie in origine; in realtò potevo anche mettere una batteria stretta e alta, arrivando a 40Ah, perchè nel sottosella c’è posto, ma avrei tolto spazio alla batteria LiFePO4 EcoItalMotor che voglio aggiungere sotto la sella oltra a quella che ho già messo… (sì, sto facendo un casino… 🙂 )

La batteria è una Exide Y60-N30-A venduta “a secco”, cioè da riempire manualmente di acido, fornito con la scatola: in questo modo non invecchia sullo scaffale, perchè di fatto “nasce” nel momento in cui viene riempita.

Appena riempita, misurava 14,4 volt senza neanche caricarla!!

Nei prossimi giorni la scaricherò un po’, poi costruirò un multipartitore di tensione per loggare le 5 batterie con un cellllog8s, che regge al massimo 5 volt per cella: non sarà un log precisissimo, e dovrò misurare a mano tutte le singole resistenze e convertire i file di log tramite opportuni fattori messi in un foglio excel… ma sono curioso di vedere come si comporano le singole batterie in marcia e in ricarica.

Chissà perchè questi esperimenti devo sempre farli io per primo… Gli scooter al piombo esistono da 20 anni e nessuno ha mai fatto ‘sta prova… vabbè.

Diario elettrico Zem Star 45 – 19/9/2014 – Falso contatto

Posted in Diario elettrico Zem Star 45, scooter elettrici by jumpjack on 20 settembre 2014

Da qualche giorno notavo degli strani “ballonzolii” della lancettina del voltmetro dello scooter, ma in condizioni non riproducibili, ossia quando gli pareva.

A scooter fermo ho provato a muovere un po’ i cavi della batteria nuova, e in effetti risultava esserci un falso contatto, ma non riuscivo a capire bene dove: di sicuro non sui connettori esterni, perchè dopo averli stretti tutti, il falso contatto persisteva.

Così, ho aperto la batteria… e nel togliere il coperchio, ho visto cadere una vite di una cella! Si era quasi completamente svitata, aprendo il coperchio devo avergli dato una bottarella che l’ha finita di svitare! Praticamente la cella faceva contatto per miracolo…

Però, stranamente, la cella non era molto più calda delle altre, mentre mi aspetterei che un contatto lento scaldi parecchio per via dell’alta resistenza (con un falso contatto su una cella del lepton mi sono ustionato un dito… però era una cella da 40Ah su uno scooter da 1800W, queste sono da 15 Ah in parallelo con una batteria mezza morta da 25 Ah, chissà se c’entra qualcosa.).

E pensare che su ogni vite c’è anche una rondella “spaccata”, cioè di quelle “a molla” per garantire una miglior tenuta! E ci avevo anche messo una goccia di frenafiletti… Ma giusto una goccia, e di frenafiletti “medio”: temo che troppo frenafiletti finirebbe per fare da isolante tra fili, morsetti e celle… Stavolta ho stretto bene questa e tutte le altre viti, e  aggiunto ancora un po’ di frenafiletti.

Speriamo bene… ma queste vibrazioni stradali sono davvero una seccatura enorme!

Diario elettrico Ecojumbo – 12 settembre 2014: batteria estratta!

Posted in Diario elettrico Ecojumbo 5000 by jumpjack on 12 settembre 2014

Il lavoro per la conversione al litio dell’Ecojumbo continua.

Oggi sono finalmente riuscito a estrarre la batteria 5, esausta; ma ora sono esausto io! E’ stato un lavoro durissimo! Deciso a NON smontare completamente tutte le plastiche dello scooter, ma a trovare un modo più comodo per cambiare la batteria, ho allargato il buco sul fondo del sottosella, già fatto per alloggiare UNA batteria LiFePO4 dello Zem: infatti, se riesco a mettercene due, avrò un pacco da 40Ah (25+15) invece dell’attuale da 15, che è troppo piccolo e si sforza troppo. E dal buco dove metterei le due batterie forse posso estrarre quelle al piombo.

“A occhio” sembra che il posto per un’altra batteria Zem ci sia, almeno come larghezza; il dubbio è sull’altezza: forse dovrò “scavare” un po’ il sedile…

Comunque, intanto ho svitato dal vano batterie le due grosse morsettiere di potenza: per fortuna i cavi sono abbastanza lunghi da darmi un margine di 15-20 centimetri sul posizionamento! Tolti quelli e la batteria 5, la batteria dello Zem dovrebbe entrarci come altezza. Ho dovuto staccare tutti gli spinotti a innesto, e anche i tre cavi di potenza del motore, per poter avere questi 15-20 centimetri di margine, ma bene o male, con l’aiuto anche di un po’ di svitol, ci sono riuscito.

Ma la vera rogna è stata la batteria 5: non solo sopra c’è una sbarra di ferro che la tiene in sede; non solo c’erano i morsetti, che ho tolto; ma ci sono anche tutti i fili e cavi di potenza che escono dalla centralina, a impedire l’estrazione della batteria! E la centralina non può retrocedere di un mm, non c’è spazio!

Dopo un’ora, dopo aver sganciato la barra di ferro sotto al sottosella e averla allentata dalla parte opposta (ma ho dovuto fare un buco nella carenatura dello scooter per arrivare al bullone….), dopo aver storto, compresso e schiacciato i cavi della centralina, sono riuscito a estrarre la maledetta batteria!

PERO’:

Quella dello Zem alla fine non c’entra: per 3 cm, anche scavando il sedile, non ci sta in altezza; anche segando via uno dei supporti del vano batterie, non c’entra; tagliare il bordo superiore del vano è impossibile, col frullino non ci si arriva. Quindi dovrò rialzare di questi 3 cm tutto il sottosella e il sellino stesso, mettendo una zeppa di legno nella parte anteriore… Solo che così si creerà una fessura, che poi dovrò coprire con la vetroresina. L’alternativa è togliere TUTTE le batterie al piombo e rimpiazzarle con LiFePO4 Winston da 40Ah… che però ancora non ho; e comunque con questo sistema sarebbe un bel casino inserirle e soprattutto cablarle al BMS… Invece, se riesco a inserire la batteria Zem, potò lasciare lì le batterie al piombo: finchè durano, mi aggiungeranno un po’ di Ah e A ai 25+15 di litio; quando saranno esauste, potrò lasciarle lì, oppure buttarle, estranedole una ad una dal sottosella.

Secondo PERO’: non c’entra neanche la batteria al piombo che avevo messo nel Lepton: è troppo larga di 8-10 mm rispetto alla Pb originale, e non c’è assolutamente margine nel vano batterie, nè modo di allargarlo! Devo trovarne una poco più piccola (questa era da 42 AH, contro i 46Ah di quelle originali, eppure non c’entra).

La strada è ancora lunga…

Nota positiva: teoricamente, senza rialzare il sedile, si potrebbero montare sull’Ecojumbo 60Ah di litio nel vano e altri 25 nel sottosellla (più altri 25 con molto lavoro di taglia e cuci), arrivando quindi a 85 o addirittura 110 Ah!

La mia batteria infatti è da 15Ah, ma pare che quelle nuove della Zem, nella stessa dimensione delle vecchie LiCoO2, siano comunque da 25 Ah (secodo me non è vero, ma loro dicono così…)

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Diario elettrico Ecojumbo 5000 – 5 settembre 2014 – Batteria andata

Posted in Diario elettrico Ecojumbo 5000 by jumpjack on 6 settembre 2014

Una delle batterie è completamente andata (la 5): 10,5 volt A VUOTO! Le altre sono relativamente a posto, essendo oltre i 12V.

Ho pensato di sostituire la batteria andata con una di quelle del vecchio Lepton, che negli ultimi mesi ho mantenuto collegate a un pannello solare, un regolatore di carica e 2 batterie sane; purtroppo però non è stato sufficiente: sono tutte a 9,5 volt! 

In compenso, la quarta batteria, che avevo preso per sostituire una andata del Lepton, è addirittura a 12,8 V! E’ una normale batteria per auto, perchè l’avevo comprata solo per provare lo scooter, però, col fatto che il pacco-Pb dello scooter lavorerà in parallelo a una batteria al litio Headway-based da 15Ah/45A, potrebbe verificarsi quel fenomeno osservato dall’ENEA, cioè potrebbe comunque durare alcune migliaia di km, pur non essendo specifica per autotrazione, in quanto la batteria al Litio assorbierebbe i picchi di corrente che invece normalmente rovinerebbero una batteria da avviamento dopo pochi cicli.

Per misurare le singole batterie ho dovuto aggiungere dei cablaggi:per le 3 batterie centrali è stato facile, perchè per raggiungerne i terminali basta togliere due piastre di plastica sui lati dello scooter, ma le altre 2 non sono raggiungibili in questo modo perchè troppo coperte; però ovviamente i morsetti della 1 corrispondono uno con un morsetto della 2, e uno col – di tutto lo scooter, e similmente per la batteria 5; quindi ho potuto cablare tutte e 5 le batterie, ottenendo questo nuovo cablaggio:

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Ho attaccato i SEI fili delle batterie a OTTO morsetti di una morsettiera, così i due fili estremi, che sono + e -, hanno ognuno due morsetti dedicati: in questo modo, i 6 morsetti centrali restano vuoti da una parte, liberi per sensori di monitoraggio (anche manuale), mentre ai due morsetti esterni ho collegato il connettore di ricarica, un “Anderson” SC50 50A; questo va a sostituire l’assurdo connettore “di serie”, visibile in alto nella figura: è esattamente quello che sembra, un comune connettore da PC; il problema è che è anche LO STESSO connettore a 220V del caricabatterie! E tra il connettore da PC e le batterie non c’è nessun interruttore di sicurezza, come non c’è sul cavo a 220 volt del caricabatterie: questo significa che niente impedisce di attaccare erroneamente il cavo a 220V del caricabatterie direttamente alle batterie da 60V; penso che i risultati sarebbero catastrofici e pericolosi, e non si capisce come faccia uno scooter così fatto a essere legalmente omologato!

 

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Diario elettrico Zem Star 45 – 6 settembre 2014 – doppio log batterie

Posted in Diario elettrico Zem Star 45 by jumpjack on 6 settembre 2014

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L’ultimo log di ricarica dà risultanti seccanti: la vecchia batteria LiCoO2 resta praticamente inutilizzata, quindi probabilmente la nuova funziona a 2C o più.

Ho provato a loggare anche coi celllog… ma già cominciano a essere difettosi! Sti cosi non durano niente: ai primi due si è rotto lo schermo, ora uno ha l’USB difettosa e l’altro mostra segni strani sul display, ed entrambi hanno loggato male…

 

AMD Athlon II X2 240 si surriscalda

Posted in hardware by jumpjack on 4 settembre 2014

Ho un vecchio PC dotato di processore AMD Athlon II X2 240; da qualche mese va soggetto a surriscaldamento, per cui devo tenere il cabinet aperto e un ventilatore da tavola acceso per evitare che, superata una certa soglia critica che credo sia 70 °C, il PC si spenga (a volte mi scordo il ventilatore e si spegne tutto senza preavviso!)

Mi è stato detto che potrebbe essere sporco il dissipatore, così ho provato a dargli un’occhiata…

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Un vero schifo, non c’è che dire. Il fatto che il PC sia da 3 anni in un soggiorno con angolo cottura ha prodotto questo schifoso strato di polvere e grasso che, chiaramente, ostacola il flusso d’aria e impedisce il raffreddamento.

Quindi adesso devo vedere se riesco a smontare la ventola dal dissipatore senza far danni.

E poi devo trovare un modo per pulire questo disastro, chissà se va bene la pompa per il materassino usando un ugello piccolo..

 

Aggiornamento:

Ho smontato l’alimentatore, passo necessario per riuscire ad arrivare comodamente alla ventolina. Incidentalmente, do un’occhiata alla ventola dell’alimentatore…

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Vabbè, approfitto è do una pulita pure a questo: potendolo rimuovere dal cabinet, posso anche dargli una soffiata, ma prima tolgo il grosso con un pennello pulito.

Passiamo poi a smontare la ventola della CPU:

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Quattro anni di permanenza in un soggiorno con angolo cottura lasciano il segno!

E veniamo al dissipatore:

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Una cosa davvero indegna! Non è difficile capire perchè il processore si surriscaldasse!!

La mappazza di polvere+grasso è così compatta che, piuttosto che col pennello, posso rimuoverla con un cacciavite, anche perchè penso che col pennello finirei per infilarla ben bene nelle alette o per spargerla per tutto il cabinet!

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I residui rimanenti li rimuovo invece col pennello:

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Il risultato finale è ottimo:

 

 

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Prima

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Dopo

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Anche termicamente il risultato è ottimo: adesso la CPU non supera nemmeno i 45 gradi, anche col ventilatore spento (prima stava stabilmente a 60 col ventilatore acceso e il cabinet aperto).

Non ho rimosso il dissipatore dalla CPU perchè è un procedimento molto delicato e si rischia di danneggiare la CPU stessa, ma per fortuna gli ottimi risultati raggiunti rendono del tutto superflua una pulitura più approfondita.

Si ringraziano gli utenti di HWUpgrade per avermi fatto risparmiare 400 euro per comprare un PC nuovo! 🙂