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Novità per l’Oxygen Lepton: può funzionare anche con batterie LiFePO4 da 60 V

Posted in batterie, scooter elettrici by jumpjack on 12 luglio 2014

lepton_e Dopo qualche mese di utilizzo della mia nuova batteria LiFePO4 da 60 V con il mio scooter elettrico Zem Star 45, ho scoperto una cosa interessante: anche se la sua tensione di ricarica è di circa 73V (circa 3,6 volt per 20 celle), una volta ricaricata si stabilizza “dopo un po’” (devo ancora capire esattamente quanto) a 67-68 Volt (3,34 V / cella). Il manuale del Lepton dice che la centralina di bordo segnala errore in caso la batteria superi i 70V, pur essendo lo scooter “targato” 48V; questo significa che volendo potrei tranquillamente utilizzare la mia nuova batteria da 60V anche sul Lepton , e anche in parallelo con la vecchia batteria li-ion, che anche appena caricata non supera i 68V, per poi stabilizzarsi a 65. Volendo, la EcoItalMotor queste batterie, ora in versione LiFePO4, le vende già pronte intorno ai 900 euro l’una. Anche meccanicamente le batterie sono “abbastanza” compatibili: nel vano del lepton, che misura 198 x 672 x 175 mm (Larghezza x Profondità x Altezza), ne entrano comodamente due affiancate ( (2×80) x 480 x 265). L’unico problema è l’altezza: le batterie dello Zem sono troppo grosse per permettere di chiudere il coperchi originale del vano batterie, quindi nel caso bisognerebbe costruirne uno un po’ più alto in vetroresina… cosa che però non farò, perchè ho trovato un Ecojumbo 5000W usato a buon mercato, e quindi presto passerò a quello. Ma tornando al Lepton, non volendoci installare le batterie dello Zem, come già noto si possono far entrare comodamente 16 celle LiFePO4 da 40 Ah nel vano batterie: oxygen Come ultima alternativa, se si vuole restare col piombo e cambiare le batterie una volta all’anno o giù di lì, su energiasolare100.it si trovano 4 batterie AGM da 38 Ah a 84 euro l’una, per un totale quindi di 336 euro iva inclusa. Con 38Ah il lepton dovrebbe poter fare 30 km per 200-300 volte, quindi tra 6000 e 9000 km in tutto: mantenere per 400 cicli 50 km di autonomia come “garantito” dal manuale risulta impossibile dalle testimonianza di vari utenti. 9000 km a 336 euro significa 0,037 euro a km, contro gli 0,100 euro di costo di benzina per un’auto, oppure, visto al contrario, 0,037 euro/km sono il costo chilometrico di un mezzo che percorre 46 km con un litro di benzina, se questo costa 1,70 euro. Con due batterie LiFePO4 EcoItalMotor la percorrenza teorica possibile è di 60 km per 1000 volte e il costo 1800 euro, quindi 0,030 euro/km, ma con prestazioni in partenza e in salita molto migliori (le batterie pesano 40 kg di meno). C’è però da dire che usando continuativamente una batteria da 60V su un mezzo a 48V potrebbe ridurre la vita dell’elettronica di bordo, sebbene, come detto, il manuale dica che sono accettabili batterie fino a 70V.

16 Risposte

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  1. Ccriss said, on 12 luglio 2014 at 19:36

    Ma la velocità resta invariata quindi consuma meno ampere oppure aumenta proporzionalmente alla tensione? Come la gestisce la centralina questo overvolting?

    • jumpjack said, on 12 luglio 2014 at 22:02

      Immagino che ci sia un regolatore di tensione che la porta a 48V, quindi la centralina e il motore forse lavorano cmq a 48v.
      Ma quei 12V in più per 30-40A immagino che vadano dissipati da qualche parte… La centralina è esterna, ha un bel dissipatore e anche una ventola, chissà se ce la fa.

  2. mao said, on 8 settembre 2014 at 8:47

    Ho scoperto per caso questo blog. Molto interessante. Da completo ignorante di questioni elettriche/elettroniche, circa 10-12 anni fa comprai, grazie a una campagna governativa di rottamazione, un atala lepton nuovo (ancora la oxygen non esisteva) per circa 1200 euro, se ricordo bene, che tenni per circa 5 anni, ma con enormi problemi di gestione. Al di là delle infime prestazioni delle batterie, e quindi dell’autonomia giornaliera e della loro vita, il problema maggiore fu, per quanto mi riguarda, il livello pessimo della meccanica del mezzo: i freni non erano particolarmente brillanti, ma soprattutto le sospensioni erano veramente pessime, tanto che lo lasciai fermo per più di un anno per evitare di provocarmi un’ernia del disco o simili. Tralascio le difficoltà per ricaricarlo in giro per Roma (colonnine vandalizzate o fuori servizio, o con auto parcheggiate davanti). Ricordo infine che per renderlo compatibile con dette colonnine, dovetti accroccare un adattatore della spina con un componente ad hoc e un reostato. Feci tutto da solo e fui contento del risultato. Lo rivendetti infine a circa 200 euro col secondo pacco di batterie ormai completamente esaurito e la carrozzeria semi cotta dal sole dopo un anno di abbandono in strada, per tornare a uno scooter tradizionale. Quali sono i suoi giudizi sulla parte meccanica del mezzo?

    • jumpjack said, on 8 settembre 2014 at 9:06

      Considerando che Il Lepton che ho io ha forse 10 o 12 anni e ancora cammina perfettamente, mentre il cinese che ho comprato 3 anni fa si regge in piedi con scotch e fil di ferro, direi che il Lepton aveva un’ottima meccanica! Purtroppo la rigidezza delle sospensioni che hai riscontrato è una lamentela di moltissimi, se non tutti, i possessori di scooter elettrici… ma secondo me è una lamentela di qualunque possessore di qualunque scooter, anche termico, per motivi fisici di massa inerziale,vorrei tanto verificare.
      Il Lepton fu anche molto intelligentemente progettato per potergli cambiare le batterie in pochi minuti; l’Ecojumbo del 2011 che ho comprato a sostituzione del mio vecchio scooter cinese, invece, deve essere completamente smontato e richiede una giornata di lavoro, per cambiargli le batterie!
      L’unica pecca del Lepton è la velocità limitata a 42 km/h e impossibile da modificare… benchè il progettista mi abbia detto che l’hanno portato, in prova, a 80 km/h! (ma a quel punto i freni non sono più affidabili, credo).
      Il cavalletto è robusto e perfettamente bilanciato, permette di mettere in sosta lo scooter con estrema facilità; quello del mio cinese si è rotto 3 volte…
      Cmq anche tutti gli scooter di ogginon sono compatibilimcon le colonnine: non solo non hanno la spina adatta (serve una spina scame), ma nessuno la vende in negozi fisici, e se la compri online devi comunque aggiungere un circuito dentro allo scooter, affinche’ la colonnina lo veda!(v. Articoli su scame nel blog).
      Concludendo, la Lepton poteva avere un successone continuando a vendere i VECCHI lepton (invece di quelli nuovi orrendi), semplicemente convertendoli a NORMALI batterie al litio da 1000 euro anzichè a super-batterie Valence da 4000 euro (un pacco batterie che costa quanto due scooter??), e abolendo il modo “normal” lasciando solo il “leprotto”, che arriva alla velocità massima in pochi secondi invece che in un quarto d’ora.
      Occasione mancata.
      Chissà che però qualcuno non rilevi i brevetti, come fecero con la Movitron Teener: con le moderne batterie Winston, il Lepton potrebbe avere 50 km di autonomia REALE per 1000 volte (=50.000), invece che 20 km per 300 volte! (=6.000)

  3. mao said, on 8 settembre 2014 at 9:22

    Ricordo che la spina SCAME la comprai alla R.E.R. di via idrovore della magliana. E appunto, per farla riconoscere usai un reostato incastrato col cacciavite da qualche parte. A casa lo caricavo calando una prolunga dalla finestra fino in strada, poiché abitavo al primo piano e parcheggiavo lo scooter sul marciapiedi attaccato al palazzo. Il cavo finiva dietro un cartellone pubblicitario ed era abbastanza nascosto, ma il condominio protestava ugualmente. All’università invece c’erano le colonnine. Con lo scooter dotato di parabrezza, bauletto, me stesso (sui 100 kg completo di abbigliamento e casco) e zaino con libri, facevo circa 18/20 km, e spesso sono rimasto completamente a piedi sotto la pioggia, smadonnando contro l’autonomia sbandierata dal manuale. Le sospensioni dello scooter tradizionale (SH o Kymko) erano decisamente migliori. Forse alla Atala non considerarono i sampietrini🙂

    • jumpjack said, on 8 settembre 2014 at 9:36

      A me la RER voleva vendermi un pacco da 10 spine… Meno male che il Comune di Roma me ne ha regalata una!
      Pensa che oggi, con le batterie LiFePO4, fanno valigette da 10 kg / 30 km l’una che puoi ricaricarti comodamente in soggiorno!
      Comunque complimenti per l’intraprendenza! Oggi noi con lo scooter elettrico siamo pionieri, voi 10 anni fa non so… “antesignani”?🙂 Grandi Padri dell’Elettrico? :-))

      • mao said, on 8 settembre 2014 at 10:02

        Un pazzo piuttosto, visto il risultato. Se vuoi vado avanti col racconto:
        ad esempio, potrei cominciare dicendo che per questo fantastico Lepton rosso rottamai una Vespa 50 dell’84 ricevuta in regalo qualche tempo prima. Convinto delle magnifiche sorti e progressive della rivoluzione elettrica. Privo di garage, non potevo che caricarlo da casa con la prolunga, infischiandomene delle proteste e sperando che nessun bambino prendesse la scossa per strada. Tuttavia, il cavo non aveva niente di scoperto perché la spina era ben nascosta sotto il vano casco. Inoltre quando uscivo di casa e il motorino era carico, staccavo ovviamente la spina, e all’inizio avevo anche messo un timer che lo caricava solo di notte.
        Tuttavia non arrivò mai il libretto di circolazione e dopo parecchi mesi di proteste, forte anche del fatto che inspiegabilmente (per me) la ruota motrice aveva cominciato a girare al contrario, ottenni la totale sostituzione del mezzo.
        Il mezzo in sostituzione, però, dovetti andarlo a recuperare presso l’officina del galoppatoio, e non dal venditore.
        In ogni caso, finalmente ebbi il libretto e un mezzo funzionante. Dopo un po’ di tempo, forse un anno-un anno e mezzo, dovetti cambiare il primo pacco di batterie, e lì a villa borghese mi proposero credo delle rigenerate, con un certo risparmio (ora non ricordo più le cifre). Ma non fui mai veramente soddisfatto delle prestazioni, proprio per il problema dell’autonomia e delle sospensioni. Addirittura dovetti cambiarle una seconda volta, forse non tutte quante.
        Dal lato estetico lo scooter non era affatto male. Forse un po’ troppo lungo, a causa della dimensione delle batterie nel tunnel, ma era il meglio che il mercato elettrico offrisse, soprattutto per il prezzo veramente basso favorito dalla rottamazione.
        La modalità normale era pressoché inutilizzabile, soprattutto in salita, e vista la quantità di salite a Roma andavo quasi sempre col leprotto, provocando l’ilarità degli amici.

        Di positivo ricordo che il comune di Roma permetteva la ricarica gratuita del mezzo e che a un certo punto il numero delle colonnine in giro per la città aumentò. Tuttavia spesso era impossibile utilizzarle, o perché fuori servizio, o perché danneggiate da simpatici vandali, o perché irraggiungibili a causa delle macchine parcheggiate davanti.

        Il bollo era gratuito, inizialmente si disse per i primi tre anni, poi a mia insaputa prolungarono la gratuità, ma io pagai il bollo lo stesso per il quarto anno. Poi vendetti il lepton a un tizio che da 600€ riuscì a strapparmelo a 200 (più bollo inutilmente pagato). Del resto non lo usavo più da almeno un anno per disperazione e mal di schiena.

        Se avessi un garage (oggi non abito più lì al primo piano), se ci fossero mezzi più affidabili e esteticamente belli e potessi permettermelo considererei ancora senz’altro veicoli elettrici. Ma non uso più lo scooter e una Tesla S costa decisamente troppo🙂

        • jumpjack said, on 8 settembre 2014 at 10:08

          Questa della ruota al contrario non l’avevo mai sentita!🙂
          Continua a raccontarci la tua storia, se vuoi, qui siamo tutti interessatissimi!
          Avevi batterie al piombo o allo zinco?
          almeno all’inizio riuscivi a fare 50 km con un pieno?
          In che modalità viaggiavi?
          Dove comprasti le batterie nuove, e a quanto?
          E quello che ti viene in mente…

  4. mao said, on 8 settembre 2014 at 11:08

    Recupero informazioni da qualche antica mail e dalla mia memoria.
    Grazie alla rottamazione della vespetta comprai il Lepton nel novembre 2000 per circa 1100/1200€, compresi parabrezza e bauletto, ma già dopo pochi mesi, a gennaio/febbraio 2001, una delle batterie dovette essere sostituita, credo in garanzia.
    I problemi amministrativi e meccanici che ho raccontato sopra fecero sì che nel tardo 2001 mi fu cambiato il mezzo. Mi chiedo ancora se il primo non fosse caduto dal camion, o simili.
    Anche col secondo mezzo e definitivo (essendo identico al primo la mia memoria li fonde in uno solo, ma ovviamente i problemi dell’uno non erano necessariamente dell’altro) ebbi enormi problemi di autonomia.
    Quella dichiarata era di 40km, ma da nuovo non ne feci mai più di 20-22 in modalità standard. I problemi furono tantissimi. A volte non percorreva più di 15 km, a volte anche meno, tipo 7/8, e a volte semplicemente non si ricaricava per niente, facendomi arrivare in ritardo o saltare appuntamenti.
    Ricordo che dopo un po’ di tempo, se andavo a trovare la mia ragazza, teoricamente a 8/9km di distanza da casa, regolarmente al ritorno mi si fermava per strada.
    Tutte le batterie che cambiai per il secondo mezzo le presi direttamente dall’officina al galoppatoio. Per il prezzo, ho in mente una cifra tipo 300€ per quelle originali, ma davvero non ricordo. Credo fossero batterie al piombo. L’ultimo pacco di batterie nuove durò dal novermbre 2005 alla primavera 2006. Alla fine rifiutai ormai sdegnato qualsiasi ulteriore cambio, date le cifre in ballo.
    Con la velocità massima limitata a circa 45 km/h e dato il notevole peso del mezzo, spesso in curva mi sentivo molto instabile. D’altra parte, in modalità leprotto aveva un’ottima accelerazione in partenza e un’ottima trazione in salita. La modalità standard faceva venire invece il latte alle ginocchia, ma la usavo lo stesso per non restare troppo a piedi.
    Alla fine, cambiate tre volte le batterie e forse anche qualche altro componente (forse la scheda integrata accanto alla ruota?) e con la schiena distrutta, ero completamente disamorato e disperato. Lo parcheggiai sotto casa nel 2006 e non lo usai più, finché non mi risolsi a venderlo su porta portese, a memoria prima dell’estate 2007. L’unico tizio che si presentò, lo guardò, fece degli apprezzamenti irripetibili, e ottenne il grande sconto da 600€ a 200€ compreso il bollo pagato di corsa la mattina stessa, prima di scoprire che non sarebbe stato necessario. Del resto ormai non sapevo che farmene, essendo lo scooter inutilizzabile. Lo caricò su un furgone e non ne seppi più nulla. Ho ancora da qualche parte la targa però🙂
    Tornai per qualche mese al termico. Ma presto abbandonai definitivamente gli scooter perché nel frattempo avevo comprato una magnifica (stavolta sul serio) Citroën Xantia 2.0i del ’95 che però feci trasformare a GPL con impianto a gas liquido a iniezione diretta. Il quale ovviamente non era pienamente compatibile col motore e, dopo mille e mille problemi, svendetti nel 2012. Ma questa è un’altra (?) storia. :D:D

    • jumpjack said, on 8 settembre 2014 at 11:27

      Interessantissimo grazie. Certo che… meno di 15 km di autonomia…😦

  5. Mario said, on 26 novembre 2014 at 11:53

    Buongiorno, mi chiamo Mario e sono di Roma, leggo questo post solo ora. Perchè sono entrato in possesso da qualche mese di un Atala Lepton di un conoscente che lo teneva fermo da moltissimi anni. Volevo sistemarlo perchè la mobilità elettrica mi affascina ed anche lo scooter lo trovo simpatico con le sue forme. Premetto che sono un motociclista/scooterista da sempre… Solo che provando a collegarlo all’alimentazione inizia a fare un rumore, mi sembra la ventola, credo facilmente risolvibile e le batterie non si caricano, non si accende neanche il quadro. Ho provato a ricaricare le batterie singolarmente…Ma ovviamente avendo circa 15 anni lascio immaginare i risultati. Oltre ad avere le batterie defunte il mezzo è anche senza libretto ne targa. Ho pensato prima di affronatre tutte queste spese che mi piacerebbe provare se riesco a farlo funzionare un minimo.
    Ho letto parecchi articoli di cui molti di jumpjack🙂, quindi ho pensato di chiedere qui se per caso qualcuno di Roma avesse un vecchio pacco di batterie per il Lepton da regalare, così da provare se almeno lo scooter carica, il motore gira ecc. E poi affrontare la spesa importante per batterie nuove e la riomologazione. Ovviamente mi occuperei io di venire a ritirare le batterie e poi una volta usate per la prova di andarle a smaltire alla discarica. O magari voi che avete più esperienza sapete indicarmi un luogo più adatto dove chiedere o cercare. Ogni soluzione è ben accetta🙂.
    Grazie in anticipo.

    • jumpjack said, on 5 dicembre 2014 at 17:56

      Ciao, ti ho mandato una mail, l’hai ricevuta? Ho sette batterie al piombo da 40 Ah, vecchie ma non troppo, da svendere, e abito vicino a Roma. Fammi sapere.

      • Antonio said, on 24 marzo 2015 at 11:36

        Salve, sono Antonio e abito a Roma, vorrei riattivare con opportune modifiche migliorative un vecchio Atala Lepton fermo da moltissimi anni (circa 7 anni). Provando a collegarlo all’alimentazione inizia a fare un rumore, mi sembra la ventola, credo facilmente risolvibile e le batterie non si caricano, si accende il quadro per qualche minuto quindi credo ci sia vita!!. Ho provato a ricaricare le batterie anche singolarmente, ma niente da fare. Immagino che dovrò procedere alla sostituzione delle batterie (al piombo gel). Accetto soluzioni già adottate da altri che hanno sperimentato con risvolti positive nuove soluzioni accennate nel presente forum, ed anche interventi migliorativi sulla meccanica del Lepton. Nel test di attivazione risulta che anche la chiave elettronica è sprogrammata e non allineata con la centralina, quindi vorrei sapere dove posso trovare, su Roma una chiave ” master ” per riallineare la mia chiave elettronica con le eventuali nuove batterie.

        • jumpjack said, on 24 marzo 2015 at 16:03

          Ciao, Le batterie dopo 7 anni sono ormai ovviamente da buttare.
          Interventi sulla meccanica purtroppo non si possono fare, altrimenti invalidi omologazione, immatricolazione e assicurazione.
          Per la chiave la vedo dura, la Oxygen/Lepton è fallita un paio d’anni fa.
          Io comunque fossi in te passerei al litio, finanze permettendo.

          • Antonio said, on 24 marzo 2015 at 16:41

            Tutto esatto quello che dici, mio obiettivo è passare al litio. Mi passi qualche suggerimento sull’elettronica?? (Centralina, caricabatteria, chiave elettronica, etc..) che hai sperimentato positivamente!!

            • jumpjack said, on 24 marzo 2015 at 19:40

              Se cerchi LiFePO4 nel blog trovi i miei “esperimenti” di batteria autocostruita… che però si sono conclusi la settimana scorsa con l’ennesimo guasto, stavolta definitivo; devo ancora pubblicare il post…


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