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Macchina del tempo di Orson Welles stampata in 3d

Posted in 3d, varie by jumpjack on 27 settembre 2013

Continua l’avventura della stampa 3d: dopo la stampa preliminare di alcuni pezzi di prova,

3d

ho cominciato a fare sul serio. Far stampare alcuni pezzi non è stato per niente facile, ho scoperto a mie spese come un modello 3d apparentemente fichissimo e dettagliatissimo sullo schermo… in realtà non può esistere nel mondo reale, a causa di buchi, sconnessioni, gusci vuoti, doppie pareti, doppi spigoli… Un vero calvario riuscire a trovare tutti gli errori!
Ho per esempio scoperto che in Google Sketchup le facce hanno un “verso”, cioè un lato rappresenta l’interno di un solido, l’altro l’esterno; solo che a volte, nel costruire un oggetto, può venir fuori che il lato interno di una faccia dà sull’esterno; visivamente è difficile notarlo, c’è solo una lieve differenza di colore, che a uno sguardo superficiale sembra essere un’ombra… ma in realtà la stampante 3d non riesce a interpretarlo, ossia il sito di stampa rifiuta il modello!

Il programma Netfabb aiuta a risolvere qualche errore (appunto le facce invertite, ma anche gli spigoli di troppo e le facce di troppo), ma non riesce a risolvere tutto, e caricando un modello su Shapeways non si viene avvisati subito se il modello non è stampabile: bisogna prima pagarlo! A quel punto infatti lo staff si mette a controllarlo A MANO (ci vogliono diversi giorni), e se infine trovano qualcosa che non va, avvisano per email che è necessario correggere il modello.

Su Sculpteo invece le cose sono molto più semplici: non solo supporta direttamente il formato di Sktechup (Shapeways solo STL e DAE), ma controlla “al volo” i modelli subito dopo l’upload, e li corregge in automatico! Non è infallibile, perchè a quanto pare la modellazione 3d è un processo un po’ empirico in cui i computer non se la cavano benissimo, un po’ come con le traduzioni, ma capita molto di rado che lo staff di Sculpteo, dopo aver esaminato un oggetto a mano, lo rispedisca al mittente.
In ogni caso, finalmente sono riuscito a rendere “digeribile” per Shapeways un oggetto complicatissimo come questo:

DSC_0077

La “ringhiera” della macchina del tempo. Inizialmente pensavo fosse impossibile stamparla in un pezzo unico, così mi ero fatto intanto stampare la “balaustra” (in bianco nella foto), ma dopo giorni e giorni di pratica su Sketchup ho capito il trucco, e così finalmente ora ho la ringhiera, fatta di simil-alluminio, o “alumide” come lo chiamano loro: sarebbe la stessa plastica bianca della balaustra, ma con mescolata polvere di alluminio (io pensavo fosse proprio alluminio…)

Non ho trovato nessun sito che stampi VERO alluminio, ma in compenso ho trovato siti che stampano su ottone, bronzo e titanio (sculpteo), e anche uno (i.materialise) che stampa su gomma morbida. C’è veramente di che sbizzarrirsi.

Intanto, visto che la balaustra non mi serve più, ho deciso di usarla come cavia per un test sui materiali, con risultati davvero interessanti!

DSC_0075

Questa plastica può essere esageratamente piegata senza problemi di rottura!

E quando dico esageratamente, intendo smodatamente: ci ho fatto praticamente un nodo:

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Ma una volta rilasciata, è tornata praticamente a posto (basta risistemarla un po’):

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Ma veniamo alla parte più bella: gli altri piccoli e strambi pezzettini che non riuscivo a stampare:

DSC_0059

Eccoli in un primo preassemblaggio…

DSC_0087

…e in un assemblaggio quasi finale:

DSC_0088 DSC_0089 DSC_0090

“Quasi” perchè, primo, i pezzi non sono ancora incollati, e secondo perchè ora devo costruire la base in legno (stamparla in plastica sarebbe costato sui 40 euro, ma farla a mano è abbastanza semplice da non valer la pena di stamparla).

mt-base-vuota

Il risultato finale dovrebbe essere una cosa simile a questa:

la-macchina-del-tempo

Ossia questa:

 

Ma non finisce mica qui!  Mi è stato fatti notare che, oltre che per “giocare”, la stampa 3d potrebbe essere usata anche per fare qualcosa di molto utile per casa: fabbricare pezzi di ricambio! Così ho iniziato a rimuginare su quante cose in attesa di riparazione ci fossero in casa… ed ecco il risultato:

 

DSC_0091

 

A sinistra gli originali, a destra le copie; i primi due pezzi sono pezzi di uno sciacquone Geberit; ricomparlo tutto costerebbe 60 euro, i pezzi nuovi sono costati una quindicina di euro! (e ore di misurazione, progettazione e disegno…)

 

L’ultimo pezzo in basso invece è un componente del manico telescopico delle batterie del mio scooter; tutti i manici telescopici mi si sono rotti da tempo, ma dell’ultimo ho conservato, chissà perchè, i pezzi, in attesa di… che ne so, OGGI!🙂

Il risultato è un pezzo impressionantemente simile all’originale e molto molto preciso! Non fosse per un mio errore di misurazione dell’originale, sarebbe stato perfetto; ma come “prova di stampa” è eccellente, quindi lo ristamperò corretto, lui e l’altro pezzo che mi manca per aggiustare il manico (o, a questo punto , tutti e tre!).

Invece il pezzo dello sciacquone è quasi perfetto: il “galletto” sarebbe dovuto essere tipo mezzo millimetro più largo per far bene presa sul meccanismo, ma anche così fa il suo dovere.

La cosa interessante è che mi serviva solo il “galletto” blu, ma temendo che non sarei riuscito a farlo così identico all’originale da poterlo avvitare sulla sua vite,… ho ricostruito anche la vite! E ho fatto bene, perchè in effetti è TROPPO preciso, la vite originale non ci si avvita: mi sono accorto dopo che tra la vite e il galletto originale c’era MOLTO gioco, io invece ho fatto due pezzi perfettamente coincidenti, praticamente “a specchio tridimensionale”; la cosa buffa è che la vite originale non si avvita nel mio galletto, però la mia vite si avvita nel galletto originale.

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Poi, veniamo a un pezzo più complicato: il mio primo meccanismo!DSC_0093

Banalissimo, ma pur sempre un incredibile meccanismo stampato invece che costruito! L’impugnatura della manovella, il cilindretto, è svincolo e libero di girare intorno al perno… ma non l’ho montato dopo sul perno: l’ho fatto stampare già così, infilato sul perno e bloccato dalle due estremità larghe del perno: è impossibile smontarlo… perchè non è stato mai montato!

Anche questo pezzo svolge egregiamente il suo lavoro di sostituire un pezzo rotto.

 

E infine, la mia prima invenzione, pensata, progettata, disegnata e stampata da me:🙂

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Si tratta di un portacellulare a vite; le quattro sottili linguette in plastica serrano il cellulare, il dado ha il passo standard delle viti dei cavalletti delle macchine fotografiche…. e così ecco che potete farvi un autoscatto col cellulare usando il cavalletto della macchina fotografica!

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Purtroppo al momento è solo teoria: come prevedevo, la filettatura del dado non è esattamente identica a quella della vite del cavalletto, benchè abbia scaricato il modello già pronto e “spacciato” come “passo 1/4″-20”, cioè quello di quella vite.

Per questo motivo ho fatto una cosa modulare: così ora posso stampare altre “prove di dado” finchè non ottengo quella giusta, e a quel punto sarà sufficiente incollare il dado nel suo alloggio e avere il mio bel portacellulare!🙂

Una volta che il portacellulare a vite sarà funzionante pubblicherò il link per acquistarlo, costa 15 euro bianco e 19 euro nero (più spedizione)

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