Jumping Jack Flash weblog

Consumi reali dei mezzi elettrici: come misurarli? dove trovare misure già fatte?

Posted in auto elettriche, batterie, scooter elettrici by jumpjack on 29 settembre 2013

I mezzi elettrici sono talmente nuovi che è disponibile poca “letteratura”, ovvero pochi dati già raccolti e studi che li elaborino.

E’ molto importante quindi che ogni possessore di mezzi elettrici cerchi, come può, di registrare i propri consumi, li annoti, e possibilmente li condivida con altri.

Il sito www.spritmonitor.de è nato, forse, per monitorare i consumi dei mezzi a benzina, ma permette anche di monitorare quelli dei mezzi elettrici, e dispone anche di un’app associata che permette di memorizzare al volo, al momento del rifornimento, i dati, senza doverli annotare su pezzi di carta volanti e doversi ricordare di passarli sul PC appena possibile: un tap qui, uno lì, ed ecco memorizzati i dati e pronti i grafici!

App per android

App per iphone

 

Per misurare i consumi si possono usare questi apparecchi:

https://jumpjack.wordpress.com/2010/01/07/misuratori-consumi-elettrici/

L’unità di misura da utilizzare è Wh/km.

 

 

Diario elettrico Zem Star 45: l’antifurto

Posted in auto elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 29 settembre 2013

Ho aperto lo scudo anteriore dello scooter (per l’ennesima volta…) e aperto lo scatolotto dell’antifurto; è stata una faticaccia perchè è tutt’altro che attaccato col biadesivo come credevo: era avvitato con due bulloni di 5 cm al telaio, insieme a un blocco di ferro che reggeva il clacson!
Ho smontato tutto…
Dentro non ho trovato nessuna batteria tampone (credevo che l’antifurto non funzionasse più perchè magari si era scaricata la batteria); in compenso, ho scoperto come funziona il sensore di movimento: un magnetino al neodimio fissato a una molla ballonzolante in prossimità di un’induttanza; se ballonzola troppo, la variazione di campo magnetico viene rilevata e fa scattare l’antifurto.
E ho anche trovato il guasto; ben nascosto sotto una goccia di silicone, ho scoperto che il terminale di una resistenza si è troncato di netto proprio all’attacco con la resistenza. Me ne sono accorto perchè mentre spippolavo col telecomando cercando di far suonare l’antifurto, ho inavvertitamente toccato la resistenza, ha fatto contatto… e 125 decibel di fischi cinesi mi hanno trapanato i timpani.
Quando hanno smesso di fischiarmi le orecchie ho tolto il silicone e trovato il guasto.. che al momento non posso riparare: la resistenza è così grossa che probabilmente da 2 o 3 watt, io le ho solo da 1/4 di watt, si vaporizzerebbe…

Dall’assenza totale di bruciature sul terminale rotto deduco che si sia spaccato per via delle vibrazioni, non per una sovracorrente (l’ho sempre detto che avvitare l’elettronica direttamente al telaio è una pessima idea, non so come faccia la centralina a funzionare ancora; che ci vuole a usare un sistema di molle per fissare l’elettronica al telaio?!? mah).

L’antifurto è marcato 64 volt (???) fuori e 48V dentro, e la “cosa” attaccata col biadesivo è invece un DC/DC converter.

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Diario Elettrico Zem Star 45: quanti cicli durano le mie batterie?

Posted in auto elettriche, batterie, scooter elettrici by jumpjack on 29 settembre 2013

Nuovi dati sull’aspettativa di vita delle mie batterie.

Anche se in realtà non ho mai capito con precisione che tecnologia/chimica usano, ritengo che si tratti delle prime li-ion, cioè le stesse usate sui portatili, quindi ecco un sito che spiega qual è la loro aspettativa di vita:

http://www.maxcapacity.co/advanced-nnp-technology-from-panasonic/

300 cicli, 350 nel migliore dei casi; 500 con le “strafiche” batteria panasonic NNP (al nichel) da 2000$/kWh ad alta capacità.

I dati combaciano con altri che ho trovato tempo fa: non ho mai trovato una cifra superiore ai 500 cicli, e ho trovato diversi siti che parlano di 300 e 350.

Durata però da considerarsi su un PC, che non assorbe correnti esagerate dalle batterie, nè viene parcheggiato sotto al sole o tenuto 24 ore all’aperto anche con -5° d’inverno!

 

 

 

Macchina del tempo di Orson Welles stampata in 3d

Posted in 3d, varie by jumpjack on 27 settembre 2013

Continua l’avventura della stampa 3d: dopo la stampa preliminare di alcuni pezzi di prova,

3d

ho cominciato a fare sul serio. Far stampare alcuni pezzi non è stato per niente facile, ho scoperto a mie spese come un modello 3d apparentemente fichissimo e dettagliatissimo sullo schermo… in realtà non può esistere nel mondo reale, a causa di buchi, sconnessioni, gusci vuoti, doppie pareti, doppi spigoli… Un vero calvario riuscire a trovare tutti gli errori!
Ho per esempio scoperto che in Google Sketchup le facce hanno un “verso”, cioè un lato rappresenta l’interno di un solido, l’altro l’esterno; solo che a volte, nel costruire un oggetto, può venir fuori che il lato interno di una faccia dà sull’esterno; visivamente è difficile notarlo, c’è solo una lieve differenza di colore, che a uno sguardo superficiale sembra essere un’ombra… ma in realtà la stampante 3d non riesce a interpretarlo, ossia il sito di stampa rifiuta il modello!

Il programma Netfabb aiuta a risolvere qualche errore (appunto le facce invertite, ma anche gli spigoli di troppo e le facce di troppo), ma non riesce a risolvere tutto, e caricando un modello su Shapeways non si viene avvisati subito se il modello non è stampabile: bisogna prima pagarlo! A quel punto infatti lo staff si mette a controllarlo A MANO (ci vogliono diversi giorni), e se infine trovano qualcosa che non va, avvisano per email che è necessario correggere il modello.

Su Sculpteo invece le cose sono molto più semplici: non solo supporta direttamente il formato di Sktechup (Shapeways solo STL e DAE), ma controlla “al volo” i modelli subito dopo l’upload, e li corregge in automatico! Non è infallibile, perchè a quanto pare la modellazione 3d è un processo un po’ empirico in cui i computer non se la cavano benissimo, un po’ come con le traduzioni, ma capita molto di rado che lo staff di Sculpteo, dopo aver esaminato un oggetto a mano, lo rispedisca al mittente.
In ogni caso, finalmente sono riuscito a rendere “digeribile” per Shapeways un oggetto complicatissimo come questo:

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La “ringhiera” della macchina del tempo. Inizialmente pensavo fosse impossibile stamparla in un pezzo unico, così mi ero fatto intanto stampare la “balaustra” (in bianco nella foto), ma dopo giorni e giorni di pratica su Sketchup ho capito il trucco, e così finalmente ora ho la ringhiera, fatta di simil-alluminio, o “alumide” come lo chiamano loro: sarebbe la stessa plastica bianca della balaustra, ma con mescolata polvere di alluminio (io pensavo fosse proprio alluminio…)

Non ho trovato nessun sito che stampi VERO alluminio, ma in compenso ho trovato siti che stampano su ottone, bronzo e titanio (sculpteo), e anche uno (i.materialise) che stampa su gomma morbida. C’è veramente di che sbizzarrirsi.

Intanto, visto che la balaustra non mi serve più, ho deciso di usarla come cavia per un test sui materiali, con risultati davvero interessanti!

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Questa plastica può essere esageratamente piegata senza problemi di rottura!

E quando dico esageratamente, intendo smodatamente: ci ho fatto praticamente un nodo:

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Ma una volta rilasciata, è tornata praticamente a posto (basta risistemarla un po’):

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Ma veniamo alla parte più bella: gli altri piccoli e strambi pezzettini che non riuscivo a stampare:

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Eccoli in un primo preassemblaggio…

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…e in un assemblaggio quasi finale:

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“Quasi” perchè, primo, i pezzi non sono ancora incollati, e secondo perchè ora devo costruire la base in legno (stamparla in plastica sarebbe costato sui 40 euro, ma farla a mano è abbastanza semplice da non valer la pena di stamparla).

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Il risultato finale dovrebbe essere una cosa simile a questa:

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Ossia questa:

 

Ma non finisce mica qui!  Mi è stato fatti notare che, oltre che per “giocare”, la stampa 3d potrebbe essere usata anche per fare qualcosa di molto utile per casa: fabbricare pezzi di ricambio! Così ho iniziato a rimuginare su quante cose in attesa di riparazione ci fossero in casa… ed ecco il risultato:

 

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A sinistra gli originali, a destra le copie; i primi due pezzi sono pezzi di uno sciacquone Geberit; ricomparlo tutto costerebbe 60 euro, i pezzi nuovi sono costati una quindicina di euro! (e ore di misurazione, progettazione e disegno…)

 

L’ultimo pezzo in basso invece è un componente del manico telescopico delle batterie del mio scooter; tutti i manici telescopici mi si sono rotti da tempo, ma dell’ultimo ho conservato, chissà perchè, i pezzi, in attesa di… che ne so, OGGI! 🙂

Il risultato è un pezzo impressionantemente simile all’originale e molto molto preciso! Non fosse per un mio errore di misurazione dell’originale, sarebbe stato perfetto; ma come “prova di stampa” è eccellente, quindi lo ristamperò corretto, lui e l’altro pezzo che mi manca per aggiustare il manico (o, a questo punto , tutti e tre!).

Invece il pezzo dello sciacquone è quasi perfetto: il “galletto” sarebbe dovuto essere tipo mezzo millimetro più largo per far bene presa sul meccanismo, ma anche così fa il suo dovere.

La cosa interessante è che mi serviva solo il “galletto” blu, ma temendo che non sarei riuscito a farlo così identico all’originale da poterlo avvitare sulla sua vite,… ho ricostruito anche la vite! E ho fatto bene, perchè in effetti è TROPPO preciso, la vite originale non ci si avvita: mi sono accorto dopo che tra la vite e il galletto originale c’era MOLTO gioco, io invece ho fatto due pezzi perfettamente coincidenti, praticamente “a specchio tridimensionale”; la cosa buffa è che la vite originale non si avvita nel mio galletto, però la mia vite si avvita nel galletto originale.

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Poi, veniamo a un pezzo più complicato: il mio primo meccanismo!DSC_0093

Banalissimo, ma pur sempre un incredibile meccanismo stampato invece che costruito! L’impugnatura della manovella, il cilindretto, è svincolo e libero di girare intorno al perno… ma non l’ho montato dopo sul perno: l’ho fatto stampare già così, infilato sul perno e bloccato dalle due estremità larghe del perno: è impossibile smontarlo… perchè non è stato mai montato!

Anche questo pezzo svolge egregiamente il suo lavoro di sostituire un pezzo rotto.

 

E infine, la mia prima invenzione, pensata, progettata, disegnata e stampata da me: 🙂

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Si tratta di un portacellulare a vite; le quattro sottili linguette in plastica serrano il cellulare, il dado ha il passo standard delle viti dei cavalletti delle macchine fotografiche…. e così ecco che potete farvi un autoscatto col cellulare usando il cavalletto della macchina fotografica!

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Purtroppo al momento è solo teoria: come prevedevo, la filettatura del dado non è esattamente identica a quella della vite del cavalletto, benchè abbia scaricato il modello già pronto e “spacciato” come “passo 1/4″-20”, cioè quello di quella vite.

Per questo motivo ho fatto una cosa modulare: così ora posso stampare altre “prove di dado” finchè non ottengo quella giusta, e a quel punto sarà sufficiente incollare il dado nel suo alloggio e avere il mio bel portacellulare! 🙂

Una volta che il portacellulare a vite sarà funzionante pubblicherò il link per acquistarlo, costa 15 euro bianco e 19 euro nero (più spedizione)

Attacco mediatico imminente, spegnete i televisori!

Posted in varie by jumpjack on 21 settembre 2013

Sta per partire l’esplosione pubblicitaria, il bombardamento del quarto potere, la guerra alla libertà di pensiero.

Da lunedì 23 settembre 7 reti nazionali trasmetteranno in contemporanea per 60 secondi tutto quello che una singola persona ha deciso di trasmettervi, raggiungendo, si stima, 10 milioni di persone; ma visto che l’evento è stato annunciato anche dai giornali, la “prima” sarà di certo molto più seguita.

Venti, trenta milioni di persone?

Tutte si riverseranno davanti alla TV alle 21 in punto del 23.

“Per curiosità”

“Perchè è il mio leader”

“Perchè è bello”

“Perchè HAIL!”

“Perchè no?”

Sia come sia, lo vedranno praticamente tutti.

Anche voi che state leggendo queste righe, “giusto per curiosità, tanto che male può farmi”.

Senza che ve ne accorgiate, vi costringerà a guardarlo, ma siccome penserete di aver scelto voi di farlo per curiosità, non vi sentirete costretti. Questa è un’arte, che insegnano nei corsi di psicologia e di comunicazione.

Io non ascolto quello che costui dice fin dal lontano 1994: se malauguratamente riesce a entrare di soppiatto in casa mia (e lui ha le chiavi di TUTTE le case d’Italia, può entrarci sempre e comunque, di giorno e di notte, basta che si sia un’antenna sul tetto), si ritrova a boccheggiare come un pesce pelato: lui parla, parla, parla… ma negli ultimi 19 anni non ho mai sentito una parola di quello che ha detto.  Lui è convinto di star lì davanti a me a trapanarmi il cervello e plasmarlo a suo piacimento… mentre io lo guardo boccheggiare come un pesce rosso.

Farei un monumento all’inventore del tasto mute. 🙂

Provateci anche voi (se avete il coraggio, ma non ci riuscirete, DOVRETE ascoltarlo): sintonizzatevi su una rete mediaset, accendete, aspettate le 21, mettete il MUTE… e ascoltate il rumore che fanno i cervelli dei vostri vicini mentre vengono plasmati e rimodellati.

Forse trasmetterenno una pubblicità di biscotti, forse uno spot di pannolini…

o magari no.

Ma qualunque cosa sia, GUARDATELA, ma non ASCOLTATELA: lui non ha nessun potere se non può parlarvi, e da mostrarvi ha solo una testa verniciata color capelli.

E attenzione: l’operazione di plasmatura si ripeterà tutti i giorni, fino alle prossime elezioni,

e oltre.

 

Raduno Genzano

Posted in auto elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 21 settembre 2013

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La TV 8k a ultra-definizione sarà autostereoscopica senza occhiali?

Posted in varie by jumpjack on 17 settembre 2013

Qualche mese fa la giapponese NHK ha annunciato di avere iniziato a studiare la tecnologia “8K”, in cui cioè uno schermo televisivo è dotato di quasi 8000 righe verticali (a partire dal 4K si indicano le righe verticali invece di quelle orizzontali), contro le 2000 della TV FullHD (da 1080 righe orizzontali).

Si tratta di una risoluzione assolutamente esagerata, pari a quella di una stampante! Infatti, uno schermo 8K da 32 pollici, essendo largo 25 pollici (32 sono la diagonale), avrebbe circa 300 pixel per pollice (PPI?), contro i classici 300 DPI (dot per inch) minimi che una stampante moderna offre.

L’unico vantaggio che riesco a vedere in una risoluzione che renderebbe i singoli pixel indistinguibili persino con la lente di ingrandimento sarebbe il 3d senza occhiali mediante tecnologia lenticolare: le immagini lenticolari sono quelle strane immagini con superficie in plastica zigrinata che cambiano a seconda di come le si guarda, offrendo in taluni casi una visione 3d; attualmente non sono realizzabili sui televisori, perchè un televisore FullHD da 32 pollici ha una densità di pixel di soli 76DPI, mentre la densità delle minuscole lenti dei fogli lenticolari deve essere tra i 60 e i 75 LPI (lens per inch) per funzionare, e sotto ogni lente ci devono essere almeno 4 o 5 pixel perchè si possa vedere l’effetto stereoscopico da più posizioni; poichè 75×4=300, un televisore 8K permetterebbe di avere sotto ogni lente 4 pixel, rendendo così possibile realizzare un televisore 3d semplicemente sovrapponendo al normale schermo un foglio di plastica lenticolare.

Oxygen Lepton vecchi e nuovi in svendita

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 13 settembre 2013

Qualche mese fa furono annunciate sia il fallimento della Oxygen, ramo “elettrico” della Atala e produttrice degli scooter Lepton dagli anni ’90, e la dismissione di diverse decine di scooter Oxygen Lepton “primo modello” (quelli, appunto, degli anni ’90) da parte del comune di Milano (vedi blog).

Ecco dove sono finiti i moderni scooter che erano rimasti nei magazzini della Oxygen (nuovi modelli con superbatterie “eterne” al litio-magnesio da 5000 cicli di ricarica), e i vecchi scooter di Milano:

Lepton anni ’90:

http://www.subito.it/moto-e-scooter/atala-lepton-oxigen-elettrico-2002-ferrara-73164756.htm?last=1

Moderni:

http://www.subito.it/moto-e-scooter/scooter-elettrici-oxygen-ex-poste-svizzere-2008-milano-72409219.htm?last=1

Il comune di Milano ha le sue ragioni per aver svenduto i suoi scooter: gli originali Lepton al piombo erano terribili! Decantavano 50 km di autonomia… mentre in realtà ne avevano al massimo 35-40, che potevano però raggiungere solo in “modalità normale”, che garantiva accelerazioni pietose a causa delle pesantissime batterie al piombo da 75 kg; l’unica modalità seriamente utilizzabile per quegli scooter era la “leprotto”, che però svuotava completamente le batterie dopo 20-25 chilometri; per di più, svuotando completamente le batterie, queste si rovinavano, per cui invece dei 20.000 km promessi dal manuale non era possibile percorrerne più di 7-8000, secondo varie testimonianze; poi bisognava spendere intorno ai 500 euro per un nuovo pacco batterie.

All’epoca in cui uscirono i Lepton non esistevano le batterie al litio, per cui il piombo era l’unica alternativa possibile; al massimo era possibile acquistare il modello “E” del Lepton, con batterie al Nichel-Zinco, più prestanti ma molto più costose.

Oggi le cose sono molto cambiate: 15 anni dopo l’uscita del primo Lepton del 1999, grazie alla previdenza degli ingegneri che lo progettarono collocando le batterie in un vano apribile con chiave rendendo estraibili le batterie tramite una semplice chiave inglese, oggi è possibile, con un po’ di “fai da te”, aggiornare quei vecchi scooter alla tecnologia moderna: al posto di 75 kg  di batterie al piombo da 38 Ah è possibile installarne 20 di batterie al litio da 40 Ah.

I 38 Ah del piombo corrispondono, su un mezzo elettrico, a circa 23 Ah effettivamente disponibili (a causa delle alte correnti che devono erogare e dell’effetto Peukert), dei quali è consigliabile utilizzare solo il 50% per garantire almeno una durata di 500 cicli invece che 200, arrivando quindi  a meno di 15 Ah effettivamente disponibili.

Nel caso delle batterie al litio, invece, anche per alte correnti è disponibile il 95% degli Ah “di targa”, quindi 0,25*40=38, cioè già di per se passando dal piombo al litio si avrebbero effettivamente disponibili i 38 Ah originariamente dichiarati per il Lepton. In più, scegliendo le giuste batterie al litio si potrà usufruire dell’80% della loro carica senza danneggiarle (addirittura 100% per le più costose, le Saphion® della Valence), per cui la capacità effettivamente disponibile per le batterie al litio sarebbe di 30-38Ah. Confrontati con i 13-15 dell’originali, significa più del doppio. In più, cìè la grande longevità delle batterie al litio, che invece dei tipici 2-300 cicli (quanto duravano le batterie del Lepton sfruttandole al massimo) ne durano 1000 o 2000; considerano una 40ina di km per ogni ciclo, significa dai 40.000 agli 80.000 km di vita.

Riepilogando:

Batterie al piombo: 13 Ah, 25 km, 9000 km totali, prestazioni scarse

Batterie al litio: 30 Ah, 38 km, 40.000 km totali, prestazioni buone, anche in salita

L’unico neo dei Lepton è che, tanto vecchi che nuovi, non possono andare a più di 45 km/h, tranne uno dei nuovi modelli, l’XP con 3 batterie, che va a 65 km/h.

I Lepton nuovi hanno invece la grossa pecca della difficile guidabilità: il potentissimo recupero di energia in frenata, costantemente attivo e non regolabile, e il dosaggio troppo graduale dell’acceleratore in partenza, gli conferiscono un’inerzia enorme, cioè una risposta lentissima all’acceleratore sia in partenza che in rallentamento. Forse questo difetto, unito al prezzo esorbitante causato dalle costosissime batterie (una singola batteria costa 2000 euro, e il nuovo Lepton ne monta da 1 a 3), è stato la causa del fallimento del Lepton e, con lui, della ditta che cercava di vendere un “50cc-equivalente” a 7000 euro.

Però sarebbe sicuramente interessante installare batterie da 5000 cicli su vecchi scooter al piombo da rivitalizzare, Lepton o non Lepton.

Altra cosa non da poco: i Lepton nuovi sono bruttissimi: tra maniglioni, vano batterie e super-sella, sono del tutto orrendi; tuttavia, acquistarne per 2000 euro uno che contiene 3 superbatterie potrebbe essere interessante… sempre però considerando che 3 batterie significa 36 volt, mentre qualunque scooter elettrico ne vuole almeno 48.

Qui c’è la mia prova su strada del nuovo Lepton fatta a marzo 2012.
E qualche antica testimonianza sui vecchi Lepton:
LINK 1
LINK2

Per inciso, anche la Valence, produttrice delle superbatterie litio-magnesio, è fallita nel 2012, anche se ora, lentamente, sta tornando sul mercato, forse con altro proprietario.

Nuova prova colonnine di ricarica Enel

Posted in auto elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 12 settembre 2013

Oggi ho fatto un’altra prova con le colonnine: trovate due libere, ho provato ad attivarle entrambe con una sola tessera… e ha funzionato.

Purtroppo ho una sola spina scame quindi ho potuto effettivamente utilizzarne solo una, ma ad entrambe si sono aperti gli sportellini della presa scame e il display diceva “inserire il cavo”.

Cercansi volontari possessori di spina scame per fare prova multipla in zona Nomentana!

 

Settimana Europea della Mobilità e raduni di scooter a Genzano e a Roma

Posted in ambiente, auto elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 10 settembre 2013

In occasione della Settimana Europea della Mobilità (16-22 settembre), e’ in programmazione per la mattina del 21 settembre un raduno di mezzi elettrici a Genzano di Roma, presso il palazzo Sforza-Cesarini sito in Piazza Cesarini, in occasione di fiera locale di stampo ecologico e sostenibile.

Il raduno inizierà alle 10.00 e proseguirà fino all’ora di pranzo; abbiamo richiesto una postazione di ricarica da 10 kW e ci è stato detto che non ci sono problemi a darcela, oggi i tecnici hanno fatto un sopralluogo e domani saprò l’esito.

Il giorno seguente, domenica 22 settembre, a Roma, in zona Piazzale Istria (dettagli nei prossimi giorni), altro raduno di mezzi elettrici, anche questo, come quello di Genzano, gratuito e aperto a tutti i mezzi: scooter, moto, biciclette, monopattini, minicar e auto.

Dal comune di Roma mi dicono che ci daranno un gazebo dove “volantinare” e informare i cittadini, lo metteranno vicino alle colonnine di ricarica, chiuderanno forse viale Libia alle auto per chi dovesse venire con le bici elettriche, e vogliono anche organizzare un breve “tour” dei nostri scooter in giro per le circoscrizioni 2 e 3 per farci vedere e conoscere!

Quindi, tutti quelli che non riescono a venire a Genzano (oppure sia quelli che ci vengono che quelli che non possono, più siamo meglio è!) possono invece partecipare al raduno di Roma, a partire dalle 15:00 15.30.

Cercate di intervenire numerosi! Ho visto vecchie foto in cui eravamo addirittura 15, poi siamo andati DIMINUENDO negli anni, come mai?!?
Questa è la volta buona che ci facciamo conoscere!! Mi metteranno anche in contatto coi responsabili di H2Roma, la fiera che c’è all’EUR a novembre, per vedere se per una volta oltre alle auto metteranno in mostra anche gli scooter… MA per essere credibili dobbiamo essere in tanti!! Se mi presento solo io con Zeel come l’ultima volta… si sentiranno presi in giro e col cavolo che ci daranno ancora il patrocinio.
Sì, perchè hanno detto che il raduno si svolgerà col patrocinio del Comune di Roma!

Quindi, accorrete numerosi: con scooter, biciclette, monopattini, minicar, quello che vi pare, basta che sia elettrico!
🙂

Nei prossimi giorni ulteriori dettagli qui sul blog e sul forum.

AGGIORNAMENTO 17 SETTEMBRE
Aggiornamento Genzano:
Non riusciamo ad avere 10 kW, 400 euro sono troppi, dovremo accontentarci di 4.
Ma la fiera è aperta fino alle 19, quindi abbiamo 36 kWh da distribuire, vi bastano? 🙂

Aggiornamento Roma
Luogo definitivo del raduno: viale Regina Margherita 123, davanti Punto Enel, ore 15.30.
Alle 16.30 inizio tour accompagnati dai vigili urbani; sosta espositiva di 15-20 minuti a piazza bologna (portate volantini e schede tecniche!), poi partenza per viale libia, ritorno a viale Regina Margherita. Il raduno si conclude alle 19.
Le colonnine di ricarica si possono usare gratis con la mia tessera; nel raggio di 1 km ci sono altre 4 colonnine, portate le vostre tessere!

E il derby???

Ebbene sì, il raduno di domenica si sovrappone al derby…. ma niente paura! Come accennato sopra, il raduno è diviso in 3 momenti:

15.30-16.30: Ritrovo davanti VIale Regina Margherita 123, ricarica degli scooter, scambio di idee e conoscenze

16:30-17:00: Giro per la città per farsi conoscere. Si potrebbe anche posticipare alle 16.45… per sfilare con le bandiere giuste! (vigili permettendo…)

17:00-19:00: Seconda parte del raduno, ricarica ulteriore per chi ne ha bisogno, promozione tra i passanti, merenda elettrica 🙂 , …

AGGIORNAMENTO FINALE

Raduno svoltosi con discreto successo anche se non esattamente come programmato…

Partecipanti: 4 bici elettriche, 4 scooter (un Vectrix, un LemEV Xstream, un Ecostrada Ghibli, un EcoItalMotor Geco150), una minicar (GreenGo Icaro), un’auto (Fiat 600 elettrica convertita al litio). Rispetto alla nostra media di 10-12 scooter partecipanti, zero bici e un’auto, c’è un certo miglioramento come varietà ma peggioramento come quantità, forse per via del fatto che non eravamo”associati” a una fiera come Motodays o Motorshow o H2Roma come le volte scorse.

Il tour cittadino delle 16.30 accompagnati dai vigili… si è svolto invece alle 18.00 per conto nostro, perchè i vigli non si sono visti (?); purtroppo scarsa affluenza di pubblico a causa del deserto circostante (negozi inesistenti, bar chiusi, quattro persone in giro…); purtroppo in questa circoscrizione, che ha molto entusiasticamente promosso il raduno (e fatto i salti mortali per riuscire a superare tutte le barriere burocratiche con solo una settimana di preavviso!), questa era l’unico posto dotato di colonnine che non fosse troppo nascosto tra vicoli e viuzze! Ma è comunque importante che il Comune di Roma si sia ufficialmente interessato a noi, potrebbe essere l’inizio di un “movimento” verso la “visibilità elettrica ufficiale”. 🙂

Siamo infatti rimasti in contatto col Comune di Roma, che potrebbe darci una mano a “spingere” con gli organizzatori di H2Roma per far parecipare non più solo auto (sempre le solite 5 o 6) ma anche scooter e minicar. La fiera si svolge in novembre all’EUR, abbiamo due mesi per preparaci, vediamo cosa riusciamo a fare! l’anno scorso abbiamo partecipato quasi di prepotenza 🙂 , quest’anno dovranno essere proprio loro a invitarci!

Si ringrazia l’assessore Santoriello per il prezioso supporto burocratico fornito.

Non si ringrazia “Polizia Roma Capitale” perchè non ci si è filata di pezza.