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Diario elettrico Zem Star 45 – 31/7/2013: C’è di nuovo gusto a gironzolare elettricamente!

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 31 luglio 2013

Gli ultimi tre mesi in scooter sono stati un pianto: dovevo scegliere solo percorsi pianeggianti, andare piano, e comunque rassegnarmi a tornare a casa quasi a spinta, perchè la batteria 2 si spegneva in caso di eccessivo sforzo, quindi di fatto viaggiavo solo con la batteria 3, completamente in riserva per tutto il viaggio di ritorno. L’ultimo mese ho proprio dovuto rinunciare allo scooter e andare in giro in auto, perchè il ritorno a casa non era più garantito.

Ma dopo il “trapianto di organi” dalla batteria 1 alla batteria 2, sto assistendo a una specie di rinascita! Ora non solo arrivo tranquillamente a casa senza che la riserva abbia mai suonato in 20 km di strada mista salite/discese/pianure… ma posso anche permettermi di gironzolare lungo il tragitto, andando 5 km di là, altri 10 km di là… e l’ago del voltmetro di bordo non scende mai sotto la prima delle 3 tacche! Ma solo sotto sforzo… perchè ad acceleratore chiuso sta appena a un millimetro o due sotto il valore massimo!

E arrivato a casa dopo 35 km di gironzolamento, sta appena a metà della prima tacca!

Eppure è strano… perchè il grafico di mezza batteria (8 celle) è un vero schifo!!

bat2-2013-07-31-ritorno

Interessante anche quanto si “ricaricano” le batterie da sole durante le soste!

bat2-2013-07-31-ritorno2

Saranno i 35°C a rigenerarle? 😉

Sicuramente contribuiscono a migliorarne le prestazioni in marcia! Chissà quest’inverno…

Ma quest’inverno potrò comunque sostituire le 3 celle morenti con altre più prestanti.

Ho calcolato che ogni nuovo caricabatterie che compro mi costa 600  km in più da fare… e ne ho già comprati 3; più il motore inutile (350,00) e la batteria seminuova senza garanzia (300,00) . Ogni euro sono 10 km da fare senza benzina…

Diciamo che lo scooter deve sopravvivere fino a maggio 2015 per ripagarsi… 🙂

Finalmente un buck/boost converter per i miei supercondensatori!

Posted in auto elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 31 luglio 2013

Sono mesi che mi documento sui supercondensatori, e finora la cosa più complicata, anzi addirittura un ostacolo insormontabile, era trovare il necessario convertitore DC/DC di tipo “buck & boost” che permetta di sfruttare appieno l’energia contenuta nei supercaps: Infatti, anche usando una serie di SC che porti la tensione complessiva a 64V su uno scooter  che opera tra 60 e 64V, è impossibile sfruttare tutti i 60V dei SC, ma saranno utilizzabili solo i 4 volt di differenza!

Se invece si usa un DC/DC buck and boost, una tensione variabile può essere convertita in una tensione fissa.

Ed ecco che finalmente a Febbraio 2013 la Analog Devices annuncia l’LT8705 (ma io l’ho scoperto solo oggi),un piccolo integrato da pochi euro che permette di convertire qualunque tensione compresa tra 2.8 e 80 volt in una qualunque tensione tra 1.8 e 80V, con un’efficienza del 98% e una potenza gestibile di 250W! Ovviamente si possono raggiungere potenze superiori mettendo in parallelo più chip.

Il singolo chip, se comprato in grosse quantità, costa 6 dollari (4 euro), quindi immagino che per piccole quantità costi sui 10-12 dollari (6-8 euro).

Esiste anche una “evaluation board”, la DC1924, con output da 48V/5A… però ne servirebbero una ventina in parallelo per creare un DC/DC converter per il mio Oxygen Lepton…

Ho provato a chiedere alla Linear se esistono altre versioni della board, vediamo se rispondono.

Intanto ecco anche un circuito di bilanciamento per SC in serie, altro circuito cruciale nell’utilizzo di SC, sensibilissimi alle cariche eccessive (possono anche esplodere):

Per poter utilizzare il suddetto LT8705, infatti, è indispensabile avere almeno due SC in serie, perché il chip opera a partire da 2.8 volt e in genere i SC hanno tensione di 2.7V.

Da notare che l’invecchiamento dei SC aumenta all’aumentare di temperatura e tensione, e la temperatura dipende dalla corrente che erogano, quindi è opportuno dimensionare i circuiti in modo da trattare con cura i costosi SC.

Sorpresa: lo Zem Star 45 a supercondensatori?

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 29 luglio 2013

Qualche mese fa ordinai quasi per scherzo, sul sito della Cooper Industries, una 20ina di campioni gratuiti di supercondensatori, indicando come possibile numero di utilizzo all’anno 100 (!!!) a scopo di sperimentazione su scooter elettrici…
Pensavo che non mi si sarebbero filati di pezza… e invece ecco che mi ritrovo tra le mani 20 di questi cosi!

supercap1

La faccenda sorprendente (oltre al fatto che me li abbiano regalati!) è che… be’, me li aspettavo un po’ più massicci!!

supercap2
Considerando che 25 Farad son 25 milioni di microfarad, significa che nel supercap di sinistra sono contenuti 25000 volte più Farad che in quello a destra, anche se a un decimo della tensione.
In termini di energia, essendo che E = 1/2 * C * V^2, risulta:
supercap: 0,5 * 25 * 2,7 = 91 Joule
normale: 0.5 * 0,001 * 25 = 0,0125 Joule
Rapporto: 7280:1

Per passare da Joule a Wattora bisogna dividere per 3600, quindi nel supercap ci sono 0,026 Wh, che per 20 fa 0,5 Wh.
Una vera miseria, ma che comunque, considerando un assorbimento di 1500 W dello scooter fa 1,2 secondi di durata:
3600 sec/h * 0,5  Wh / 1500 W = 1,2

Dovrebbero comunque essere sufficiente per “sentirsi” all’inizio dell’accelerazione.

Starei pensando di mettere i 20 SC in parallelo, in modo da ottenere un grosso supercap da 500 Farad e 2,7V, che metterei poi in serie ad UNA batteria, che così oscillerebbe, complessivamente, tra 62,7 e 66,7 V tra carica e scarica, e il tutto in PARALLELO alla seconda batteria, che al massimo arriva a 64V: in questo modo quando la batteria con supercap è scarica, la DDP di 1,3 Volt dovrebbe permettere il ricaricarsi (un po’) dei supercap… o forse no, chissà, boh? 🙂 Siamo qui per sperimentare, no? 😉
Ovviamente quando batteria e supercap sono carichi (64+2,7=66,7), la seconda batteria non può inviare nessuna corrente al SC perchè 64<66,7.

Riassumo:
Batteria carica, SC carico: 64+2,7 = 66,7 V
Batteria carica, SC scarico ho 64+0  = 64 V
Batteria scarica, SC carico (60+2,7) = 62,7 V
Batteria scarica, SC scarico (60+20) = 60 V

Con i SC in parallelo c’è anche il vantaggio che non devo impazzire per trovare/comprare/inventare un’elettronica di bilanciamento, si bilanciano da sè.

I supercondensatori in questione sono dei “PowerStor Aerogel, Serie HV” della Cooper Industries:

http://www.cooperindustries.com/content/dam/public/bussmann/Electronics/Resources/product-datasheets/Bus_Elx_DS_4376_HV_Series.pdf

Non me lo ricordo perchè li ho chiesti da 25 invece che da 100, o perchè HV piuttosto che gli altri, tutto pensavo tranne che mi avrebbero accettato l’ordine… 🙂

Forza, vediamo quanti geni diranno “ma come, non le hai lette le dimensioni sul datasheet?”.

No, non le ho lette, non mi interessavano le dimensioni ma i Wh! 🙂

edit:

Cribbio, sono TRECENTO EURO di condensatori!!! (Supercondensatore HV 100F 2,7V 0,012 Ohm su Rs-Components)

Ed ecco, gratis, lo schema elettrico del circuito di bilanciamento, coi valori esatti e le sigle dei componenti necessari: http://www.cooperindustries.com/content/dam/public/bussmann/Electronics/Resources/End%20of%20Life/bus-elx-powerstor-active-balance-royalty-note.pdf

Ogni circuito dovrebbe costare intorno ai 2 euro (l’opamp MAX4470 costa 1,30 euro) e bilancia due condensatori.

Un pacco da 48V nominali (quindi almeno 60 totali per sicurezza) dovrebbe essere composto da 22 SC in serie, per un costo di 352 euro, più 22 euro di bilanciamento (11 circuiti) e qualche altro euro per un regolatore che porti la tensione dai 12V dei sistemi di bordo ai 3-5 necessari al bilanciatore. Diciamo 400 euro.

Per 60V nominali/80reali si arriva a 30 supercap e 480 euro + 30 euro = 510 euro.

Ma in caso di collegamento in parallelo alle batterie serve anche, probabilmente, un complicato DC/DC converter buck&boost da qualche altro centinaio di euro.

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Lunga vita ai pannelli solari

Posted in Uncategorized by jumpjack on 28 luglio 2013

Ideato un sistema di placcatura del silicio tramite titanio, che permette di ridurre la normale degradazione di un pannello, che porta normalmente la sua capacità produttiva a ridursi all’80% dopo “soli” 20 anni.
Purtroppo tale metodo non è applicabile ai pannelli già installati, ricoperti da uno strato di plastica protettiva e da un pannello di vetro antigrandine, ma potrà rssere applicato ai pannelli di prossima produzione.
http://www.aist.go.jp/aist_e/latest_research/2013/20130722/20130722.html

Condiviso e salvato in locale tramite app Pocket per Android.

Posted in batterie, scooter elettrici by jumpjack on 28 luglio 2013

Dopo i grafici della batteria 1 e della batteria 2 ecco infine i grafici della batteria 3:

Bat3-GrXY-org

Identici in modo impressionante!

Forse grazie al fatto che la batteria è un po’ più giovane e l’ho trattata meglio fin dall’inizio, usandola sempre in parallelo, non presenta nessuna cella danneggiata; tuttavia, la batteria è complessivamente “stanca”, come si vede dal tratto di utilizzo da sola, che fa scattare la riserva dopo poche decine di secondi (penso che scatti intorno ai 3,2 volt, o 51,2 se è tarato sulla tensione totale).

Ecco infine un grafico di confronto di tutte e tre le batterie (su sole 8 celle per ciascuna, giusto per avere un’idea=:

batt1-2-3

Non sono molto confrontabili visto che il primo test è durato 25 minuti, il secondo un’ora e il terzo 10 minuti, ma nei prossimi giorni dovrei essere in grado di effettuare registrazioni più uniformi andando a lavoro.

A proposito di registrazioni, ho capito come usare al meglio il logger Jun-Si CellLog8s: visto che può creare più file diversi che chiama LogfileX con X=numero, e che accoda automaticamente ogni log all’ultimo file usato precedentemente, dovrei riuscire a creare un file diverso per ogni batteria su cui memorizzare, in ognuno, più giorni di scarica e ricarica.

…sempre se non mi dimentico di scegliere ogni volta il file giusto, visto che ho 2 log per 3 batterie…

E devo anche decidermi a contrassegnere i due logger, visto che ognuno logga solo mezza batteria, ma è impossibile attaccare un’etichetta ai logger perche’ fatti di una plastica scivolosissima, e non ci posso nemmeno scrivere sopra perchè sono neri… Dovrò inventarmi qualcosa.

 

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Diario elettrico Zem Star 45 – 28/7/2013 – La resurrezione della batteria

Posted in batterie, scooter elettrici by jumpjack on 28 luglio 2013

Diversi mesi fa una batteria mi ha completamente abbandonato: benchè risultasse sempre quasi carica, una volta sullo scooter restava “accesa” per pochi secondi, per poi spegnersi al minimo sforzo richiesto.

Cablandola con due CellLog8S sono riuscito a scoprire la causa, riassunta in questo grafico della tensione di cella in fase di ricarica:

Sapendo che la tensione minima ammessa di batteria scarica per una cella li-ion è di 3,0 volt, risulta evidente il disastro: le righe in altro rappresentano le celle a posto, la riga in basso rappresenta la cella 16: irrimediabilmente rovinata! Durante la ricarica ha preso un po’ di tensione, ma poi è crollata.

Così ho deciso di cambiarla per vedere se riesco a rivitalizzare un po’ la batteria: visto che l’altra batteria risulta avere 14 celle su 16 apparentemente in ottime condizioni anche sotto carico, ho tolto una cella da quella (in realtà un blocco di 6 celle in parallelo) e l’ho piazzato, con non poca fatica, in quella che chiamo “batteria 2”, quella morta.

(more…)

Primi passi nella stampa 3d lenticolare

Posted in varie by jumpjack on 27 luglio 2013

Una “foto lenticolare” è una foto stampata che si può vedere in 3d senza bisogno di occhiali speciali.

Si riconosce facilmente perchè la superficie della foto appare ruvida al tatto, perchè la foto stesa è ricoperta da un foglio di plastica dotato di migliaia di “scanalature” verticali, che in realta’ sono minuscole lenti.

Guardando la foto da diversi punti di vista si possono vedere immagini diverse, per cui si può anche fare in modo che da due punti di vista diversi si vedono le immagini diverse che vedrebbero i due occhi guardando uno stesso oggetto, creando così l’effetto 3d.

La densità delle lenti o linee verticali è espressa in Lines o Lenses per Inch (LPI), e varia al variare della distanza a cui la foto deve essere vista.

Per foto in formato A4 vanno bene LPI comprese tra 40 e 60; valori più grandi sono adatti a foto più piccole e viceversa.

Parallelamente all’LPI varia lo spessore: alto valore di LPI = basso spessore.

Importante è l’angolo di visione: a un basso LPI corrisponde un angolo di visione stretto, [per cui bata spostarsi di poco per veder cambiare l’immagine].

Importante anche la distanza di visione, anch’essa correlata con gli altri valori: alto LPI = distanza corta.

Quindi riassumendo:

  • LPI alto
  • Angolo grande –> animazioni
  • Distanza corta

oppure:

  • LPI basso
  • Angolo stretto –> 3d
  • Distanza grande

Tabella riassuntiva:

LPI 10 15 20 30 40 60 75 100
Angolo di visione
48 47 47 49 49 54 49 42
Distanza di osservazione
15 – 3 m 6-1,5 m 6-1,5 m 5-1m 5m-30cm 3m-30cm 1m-15cm 25-15 cm

Altra tabella secondo altro sito:

LPI 20 40 60 75 100
Spessore 3,3 – 3,8 mm 0,9 – 1,8 mm 0,8 mm 0,65 mm 0,4 mm
Distanza di osservazione 8 – 1,5 m 4 – 1 m 2 – 0,3 m 1,5 – 0,2 m 1 – 0,15 m

La carta lenticolare va scelta non solo in base a questi dati, ma anche in base alla stampante: per una stampante da 600 DPI andrà bene un valore di LPI qualunque tra 60, 50, 40, 30, 20, 15 e 10, perchè 600 è divisibile per tutti, ma se la stampante è da 720 DPI si potranno scegliere solo 60, 40, 30, 20, 15, e 10 , escludendo cioè il 50; questo per evitare disallineamenti nella stampa.

http://www.vicgi.com/DIY-lenticular-print.html

Se le lenti sono orizzontali si può realizzare un’animazione, se sono verticali un effetto 3d, secondo questo schema:



Quest’immagine descrive l’angolo di osservazione, che non può essere mai maggiore di 60° a causa dei limiti di riflettività del materiale:

I fogli lenticolari per immagini 3d hanno angoli compresi tra 24° e 30°, mentre quelli per animazioni tra 45° e 60°.
La sezione trasversale è diversa per i due tipo:

Guida e programma PhotoProjector:
http://www.3dmix.com/eng/help/help1_eng.htm

Programmi utili vari:
http://www.3dmix.com/eng/

Calcolo distanza stereo:
http://www.vicgi.com/viwing-distance-vs-depth.html
http://www.vicgi.com/lenticular-printing-quantitive-analysis.html

DOVE COMPRARE IN ITALIA, anche singoli fogli:

http://www.lenticolari.it/ita/lenticolari.html

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Diario elettrico Zem Star 45 – log batteria 2

Posted in batterie, scooter elettrici by jumpjack on 27 luglio 2013

Ecco l’entusiasmante log della seconda batteria, dopo quello della batteria 1 visto ieri:

batteriaB-logB

Ho dovuto tagliare la prima parte del grafico perchè a quanto pare ogni volta che inizia un logging si accoda automaticamente a quello precedente!

La cella 16 della batteria B si trovava a 1,76 volt quando ho iniziato a caricare la batteria; inizialmente prometteva bene… ma poi è deceduta. 😦

Completamente da buttare.

La buona notizia è che è l’unica cella con meno di 4,10 Volt dopo più di un mese che non uso la batteria!

Quindi le restanti celle potrebbero essere in buone condizioni.

Devo iniziare a smontare le celle di questa e dell’altra batteria… ma non è una cosa semplice, ho già fatto un bello scintillone armeggiando con le tronchesi per cercare di rimuovere il supporto di plastica tra una cella e l’altra…

Altra osservazione: lo scaricamento del log dal CellLog8s al PC tramite USB è leeeeeeeento, lentissimo! Roba che per scaricare 20.000 campioni ci mette qualche minuto! Una vera barba.

Questo è un ritaglio di quanto compare sulla porta serial virtuale del PC che i driver creano sulla porta USB (parte finale del file di log):

17:47:25,296 [A] $1;1;;4122;4122;4105;4099;4083;4121;4059;942;29653;37<CR><LF>$1;1;;4122;4122;4105;4099;4083;4121;4059;942;29653;37<CR><LF>
17:47:25,328 [A] $1;1;;4122;4122;4105;4099;4083;4121;4059;942;29653;37<CR><LF>$1;1;;4122;4122;4105;4099;4084;4121;4059;942;29654;37<CR><LF>
17:47:25,343 [A] $1;1;;4122;4122;4105;4099;4083;4121;4059;942;29653;37<CR><LF>$1;1;;4122;4122;4105;4099;4083;4121;4059;942;29653;37<CR><LF>
17:47:25,375 [A] $1;1;;4122;4122;4105;4099;4083;4121;4059;942;29653;37<CR><LF>$1;1;;4122;4122;4105;4099;4083;4121;4059;942;29653;37<CR><LF>
17:47:26,312 [A] $1;1;;4122;4122;4105;4099;4083;4121;4059;942;29653;37<CR><LF>$ENDBULK;64<CR><LF>

Quindi in sostanza il formato è: sequenza di tante stringhe come questa, una per ogni campione:

17:47:25,296 [A] $1;1;;4122;4122;4105;4099;4083;4121;4059;942;29653;37<CR><LF>

Invece il file di log .lov creato sul PC è binario con formato leggermente diverso.

Gli unici numeri che al momento riesco a identificare sono questi:

4122;4122;4105;4099;4083;4121;4059;942;29653

Sono le tensioni in millivolt delle 8 celle e la tensione totale della “batteria”.

Quindi farli registrare da un Ardulog per poi leggerli col PC dalla SD Card a 400 MB al secondo tramite USB sarebbe fattibile e più comodo, e permetterebbe di far durare il logging non 30-40 ore, ma praticamente in eterno, lasciando il logger sempre collegato alla  batteria…

 

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Diario elettrico Zem Star 45 – i caricabatterie

Posted in batterie, scooter elettrici by jumpjack on 27 luglio 2013

Ho comprato, spero per l’ultima volta, due caricabatterie, ma stavolta ne ho anche ordinato uno “serio” da Lipotech, non ancora arrivato.

In attesa che arrivi, ho provato a indagare sui motivi dei guasti continui degli originali; non ho trovato niente, però in compenso mi sono imbattuto in un thread che spiega come “smanettarli” per renderli compatibili con LiFePO4 (come sarebbero in realtà in origine) e come regolare tensione e corrente.

Alcune foto di uno dei miei:

KP6002T-ann-mini

Caricabatterie Kingpan KP6002

Caricabatterie Kingpan KP6002

 

1 – Trimmer 1

2 – Trimmer 2

3 – Termoresistenza (molto utile, dalla parte OPPOSTA di dove si surriscalda il caricabatterie!!)

4 – Transistor della scheda “Power manager”?

5 – Trimmer 3

I thread che sto studiando (in effett qualcuno parla anche di condensatori bruciati e surriscaldamento):

Per adesso l’unica cosa interessante che ho capito è:

The EP series chargers are originally designed for Lipo battery packs. So, it has a function of Power lock – when battery pack is charged till charger cut-off, the power won’t be turned on even if the battery voltage is reduced or you plug another empty battery pack to it, unless restart the charger or re-plug it to the wall.
t’s a good function to protect Lipo battery packs against over-charge, but could cause bad imbalance problems for LiFePO4 battery packs. If all LiFePO4 cells in a pack are balanced or almost balanced, the charger can fully charge and amost balance all the cells . However, if there’s a cell is not balanced and BMS is resistor heat bleeding type, the charger cannot balance the pack and the imbalance problem could be worse and worse. (fonte)

The kingpan chargers are built with a special small daughter board in the back end that shuts off the charging altogether when the charger reaches the final voltage. the power led remains lit but the charger will not push current any more during the cycle until it is turned off long enuff for the power led to turn off. (fonte)

Cioè avrebbero adattato alle LiPo un CB per LiFePO4, e quindi per motivi di sicurezza avrebbero aggiunto un circuito che spegne completamente il CB al raggiungimento della tensione di massima carica… anche se le ci sono celle non bilanciate! Cioè, verrebbe inibita la fase a tensione costante nella quale una piccola corrente dovrebbe fluire verso le batterie al solo scopo di permettere il bilanciamento.

Il problema è che io non ho ancora capito se le mie batterie sono Li-ion, LiPo, LiCoO2… o se le tre cose sono equivalenti!

Un utente dice anche:

The third pot does not adjust the balancing current. it is there to set the point at which the charger goes into the CV mode by measuring the voltage drop across the shunt resistor so that when the current drops below a certain level, 450mA for the EMC600, then the charger fan is turned off and the TL494 is not commanding the front end to send any more current that it is already making to the back end. that current tapers off as the battery reaches the full voltage and the charger reaches full voltage with the shunt current going through the shunt resistors. (fonte)

Cioè la ventola si spegnerebbe non a carica terminata, ma al momento del passaggio da carica a Corrente Costate / Tensione in aumento alla fase di carica a Tensione Costante (Constant Voltage) / Piccola corrente di bilanciamento. Quando finalmente la batteria risulta completamente carica, si spegne infine il CB.

Consultazione pubblica sullo sviluppo dell’auto elettrica

Posted in auto elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 27 luglio 2013

La dizione esatta è”Disposizioni per favorire lo sviluppo della mobilità mediante veicoli a basse emissioni complessive – Consultazione pubblica“.

La consultazione si è conclusa a maggio 2013 dopo aver coinvolto:

  1. ENEL S.p.A.
  2. A2A S.p.A.
  3. Federazione Anie (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche)
  4. AEEG (Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas)
  5. CEI-Cives (Commissione Italiana Veicoli Elettrici Stradali a Batteria, Ibridi e a Celle a combustione – sezione italiana dell’AVERE, European Association for Battery, Hybrid and Fuel cell Electric Vehicles promossa dalla CEE nel 1978) nell’ambito del CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano
  6. ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile)

La consultazione si è svolta nell’ambito del “PNire – Piano Nazionale Infrastrutture di Ricarica Elettrica” e ha dato questi risultati:

http://www.mit.gov.it/mit/mop_all.php?p_id=14974

http://www.mit.gov.it/mit/mop_all.php?p_id=14588

Estratto:

Sulla base dell’assenza di restrizioni nella normativa tecnica corrente circa la necessità di presidio dei punti di ricarica di tipo fast si rimuove il vincolo legato all’installazione degli apparati di ricarica veloce solo in aree presidiate.
Rimane inteso che per gli apparati di ricarica fast e, soprattutto, very fast è fortemente auspicabile che questi siano allestiti in aree presidiate, in particolar modo nei pressi degli attuali distributori di carburante, anche per garantire la persistenza di punti di riferimento già acquisiti da parte dei conducenti di veicoli.

Si concorda con l’importanza di dotare GDO, Centro Commerciali e Cinema di infrastrutture di ricarica al fine di permette di rispettare le tempistiche e lo stile di vita degli utenti senza stravolgerne le abitudini del conducente medio.

Per tutte le autorimesse, parcheggi privati e parcheggi pubblici in generale si auspica la predisposizione di un numero adeguato (e coerente con la dimensione del parcheggio), di stalli da allestire con infrastrutture di ricarica elettrica.
In caso di nuova costruzione tale predisposizione dovrà essere indicata in sede di progetto e garantire una percentuale dei posti dedicati ai veicoli elettrici pari almeno al 5% del numero complessivo dei posti messi a disposizione.

Sulla base di approfondimenti successivi e dei diversi contributi ricevuti nell’ambito della Consultazione pubblica, si ritiene di non includere, in questa fase, le biciclette elettriche all’interno del piano.

Il Piano prevede i seguenti passi intermedi [per l’Europa o per l’Italia?]:
– OBIETTIVO 2016 – 90.000 punti di ricarica accessibili al pubblico
– OBIETTIVO 2018 – 110.000 punti di ricarica accessibili al pubblico
– OBIETTIVO 2020 – 130.000 punti di ricarica accessibili al pubblico

Deve essere contemplata la possibilità di coesistenza, sul territorio nazionale, di infrastrutture di ricarica pubbliche di proprietà di diversi operatori e che queste siano fra di esse aperte all’interoperabilità secondo standard condivisi.

E’ necessario assicurare che i prezzi praticati nei punti di ricarica accessibili a tutti siano ragionevoli e non includano un sovrapprezzo o oneri proibitivi per la ricarica di un veicolo elettrico da parte di un utente che non abbia una relazione contrattuale con il gestore del punto di ricarica.

Si richiama l’importanza di creare uno standard tecnologico nelle smart card abilitanti.

Nell’ambito del prossimo aggiornamento del Piano verrà studiata la creazione di un PRAc (Pubblico Registro Accumulatori), che consenta la tracciabilità degli accumulatori che dovranno essere sottoposti a collaudi periodici. In caso di sostituzione, il detentore dovrà produrre prova di aver smaltito l’accumulatore posseduto, secondo le prescrizioni di legge in materia di tutela ambientale.

Link interessante:

European Electro-mobility Observatory