Jumping Jack Flash weblog

I grandi misteri dell’elettrotecnica

Posted in elettricita, fotovoltaico by jumpjack on 23 giugno 2013

Visto che già da tempo ho accantonato l’idea di ricaricare lo scooter col mio piccolo impianto solare perchè i caricabatterie già da soli hanno la tendenza a bruciarsi spontaneamente una volta ogni 3 mesi, e quindi ho preferito non “stuzzicarli” con la corrente proveniente da un inverter cinese; e visto che ho scoperto che già da marzo i miei pannelli solari, benchè in giardino, si ritrovano al sole non più 3 ma fino a 10 ore al giorno; e visto che ho espanso il mio impianto fino all’esorbitante capacità di 12 kWh;
…visto tutto ciò, oggi ho deciso di fare una prova:anzichè attaccare alle batterie la sola illuminazione, ci ho attaccato anche la “torre TV”, cioè l’assieme di TV, decoder sky, DVD e computer, che nel weekend stanno accesi tipo 12 ore al giorno… 🙂

In un primo momento è andato tutto bene: attaccato il sistema alle 12:00, alle 18.00 ancora andava tutto ok; però ho visto che ormai le batterie erano “piuttosto scariche”, essendo al 46% (anche se devo ancora capire perchè, dopo 10 ore di carica e di indicazione al 100%, appena tramonta il sole si assestano sul 55%, anche dopo 3 giorni di inutilizzo!), visto che erano scariche, dicevo, ho deciso di switchare su ENEL… solo che si è spenta tutta casa!
Ho riprovato un paio di volte: dalle batterie arriva corrente, dall’ENEL no.
Sarà perchè, intanto, ho “pasticciato” col quadro elettrico, staccandolo dal muro per allargare il buco e fare spazio a un quadro elettrico più grande? L’ho fatto senza staccare la corrente (per pigrizia), ma MI SEMBRA di non aver fatto nessun casino coi fili… Voglio dire, non sono morto fulminato 🙂 , quindi non dovrei aver toccato i fili!
Fatto sta che la corrente non arriva al salvavita:me ne accorgo perchè quando premo il pulsante di test, non “stacca”.
Così vado a vedere il contatore fuori. E attaccato… ma ha una cosa molto strana: entrambe le spie sono accese fisse! (???)
Attacco e stacco qualche volta, ma dentro casa non cambia niente.
Allora attacco il router internet alla corrente che viene dalle batterie, mi collego a internet per cercare il numero verde ENEL per segnalazione guasti, e chiedo se c’è qualche casino sul mio contatore (e se per sbaglio ho mandato verso la rete la corrente dell’inverter? Magari questo ha fatto andare in protezione il contatore? Ovviamente questo non posso dirglielo, posso solo restare sul vago…).
Vado per telefonare, ma il cordless è muto. Batteria scarica. Buffa conincidenza ma vabbè, vado al fisso.
Muto.
Come muto??? Ma cosa c’è stato, un Impulso Elettromagnetico??? 🙂
Spippolo un po’ il telefono fisso, e alla fine mi dà la linea e riesco a chiamare enel.

Il tizio mi dice che fino al contatore la corrente arriva, e che le due spie accese indicano che il contatore ha sospeso l’erogazione perchè non ha rilevato consumi per 20 minuti di seguito.
????
Questo è al tempo stesso irritante e bizzarro: irritante perchè vuol dire che in caso di distacco completo dalla rete ENEL tramite impianto fotovoltaico a isola, bisognerà lasciare sempre attaccata un abatjour per far contento il contatore e non farlo spegnere…
Ma la cosa bizzarra è che è impossibile i miei consumi si siano azzerati per più di 20 minuti, visto che il frigorifero NON era attaccato alle batterie!
Va bene che non è acceso costantemente…. però almeno una volta ogni mezz’ora si accende per 10 minuti!
Uhm…ogni mezz’ora….
Vuoi vedere che allora… Potrebbe anche essere, se il contatore stacca dopo 20 minuti e il frigo si accende ogni 30, potrebbe davvero essersi staccato in automatico il contatore!

Il tecnico ENEL ha detto che il contatore dovrebbe riattaccarsi automaticamente appena rileva di nuovo un carico… ma il frigo come fa a riaccendersi se il timer è spento??

E comunque, una volta che ho switchato da batterie a ENEL, HO riattaccato un carico, quindi perchè il contatore non si è riacceso???

Vabbè, stacco tutto, stacco i cavi dell’inverter solare dal deviatore del quadro elettrico, spengo l’inverter, e a un certo punto, non capisco bene quando/come, torna la corrente dall’ENEL!

Però c’è ancora qualcosa che non va: il pulsante “test” del salvavita non funziona più! Cioè, non funziona più il salvavita?!? Considerando che ho deciso di togliere il vecchio quadro elettrico proprio per metterne uno abbastanza grande da contenere UN ALTRO salvavita oltre a quello per l’ENEL, sarebbe piuttosto ironico!

Adesso ho ricollegato la TV ai pannelli come prima, sono rimasto così per un’ora, e la corrente dall’ENEL, switchando, arriva ancora. Però è anche vero che il frigo non si è mai spento, probabilmente perchè è rimasto spento per ore senza che me ne accorgessi e ora deve recuperare il freddo perduto…
Ora pero s’è fatta sera e quindi devo tornare all’ENEL, perchè se mi si ristacca il contatore di notte è un problema. Domani farò altri test.

Ma intanto, ho notato un’altra cosa stramba: se quando sto a batterie accendo una striscia LED da pochi watt (mi pare una decina), sento che il gruppo di continuità che “sostiene” la torre TV stacca per un attimo e poi riattacca, come se non gli arrivasse abbastanza corrente dall’inverter… cosa che non succede se invece accendo due faretti a LED da 100 W totali!

Nel complesso, quindi, non ci sto capendo niente.

Infine, un’ultima chicca, perchè oggi a quanto pare c’è stata una congiunzione astrale di improbabilità elettrotecniche: vado per fare un’altra prova per vedere se il gruppo di continuità del televisore effettivamente ancora stacca se accendo i led e non stacca se accendo i faretti…. ma appena accendo i faretti, si spegne il decoder sky!
Eccheccazz…

Sarà un’interferenza? La forma d’onda dell’inverter non piace al decoder, e se ci aggiungo l’impulso di accensione dei faretti mi si impalla il decoder?

Macchè.

E’ solo che in quel preciso istante la RAI aveva spento il segnale su RAI1,che stavo guardando,perchè è iniziata una partita!!!

Vabbè per oggi ne ho abbastanza.

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Manuale ufficiale contatore monofase ENEL (a pag.9 la spiegazione del distacco e delle spie fisse): link

Su Marte c’era atmosfera respirabile un miliardo e mezzo di anni prima che sulla Terra.

Posted in astronomia by jumpjack on 21 giugno 2013

Come sempre quando si parla di Marte, si tratta più di un “probabilmente” che di fatti.

Ma la possibilità apre uno scenario davvero interessante, e costituirebbe un punto a favore di una mia vecchia teoria molto fantascientifica sull’origine della “ruggine marziana”; sì, perché di fatto il Pianeta Rosso è rosso perché arrugginito, o per meglio dire, ricoperto di polvere di ferro arrugginito.

Nel racconto di fantascienza che non ho mai scritto ma sempre pensato, un’antichissima civiltà sarebbe vissuta su Marte “molti” anni fa, anche se non avrei saputo definire “quanti”; quanti ne basterebbero, comunque, per permettere agli agenti atmosferici di erodere tutti i manufatti in ferro, acciaio e cemento riducendoli a mera polvere.

Immaginate costruzioni di calcestruzzo in balia di pioggia, ghiaccio e vento per un miliardo di anni: il cemento si disgregherebbe, i tondini di ferro al suo interno verrebbero divorati dalla ruggine e infine si sbriciolerebbero e polverizzerebbero… in una minutissima polvere rossa che il vento disperderebbe ovunque sul pianeta.

In un miliardo di anni di abbandono, nessuna traccia riconoscibile di insediamenti intelligenti rimarrebbe intatta.

E adesso per l’appunto si scopre che un miliardo e mezzo prima della Terra, Marte non solo aveva un’atmosfera e acqua liquida, ma l’atmosfera era anche respirabile in quanto conteneva ossigeno. Ossigeno che ora sarebbe stato inglobato all’interno del pianeta da movimenti tettonici di subduzione,… movimenti che attualmente non esistono, ma forse esistevano allora. Come dire: forse Marte ci sta mostrando quale sarà il futuro della Terra? L’ossigeno sarà “divorato” dalle zolle tettoniche, poi il “motore magnetico interno” si fermerà e le zolle tettoniche si bloccheranno, il campo magnetico decadrà, il sole spazzerà via l’atmosfera, e anche la Terra diventerà un pianeta morto?

http://www.eurekalert.org/pub_releases/2013-06/uoo-mho061813.php

L’ultima vittima

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 20 giugno 2013

Ieri c’è stata l’ennesima, o forse sarà meglio dire l’ultima, esplosione: un altro condensatore è passato a miglior vita, impestandomi il bagno di vapori tossici… (e meno male che carico le batterie al gabinetto…).

Così, anche il secondo degli ultimi due caricabatterie acquistati (credo di essere arrivato in tutto ormai a 10 (dieci!)) è andato (l’altro lo aveva preceduto un mese fa). E questo nonostante ormai da giorni lo usassi solo “sotto ventilatore” per aiutare la misera ventolina incorporata. Ma nemmeno un ventolone con pale da 20 cm è bastato a evitare il surriscaldamento (almeno, credo sia colpa del calore, non ero presente al momento del fattaccio).

Fatto sta che sono di nuovo a piedi.

E anche se non si fosse rotto il CB, comunque ormai funziona solo una batteria su tre, quella più nuova: le altre “staccano” in caso di “eccessiva” erogazione di ampere… che però non so quantificare, non avendo mai ultimato il logger di corrente… So solo che una riesce tranquillamente ad erogare 10 ampere continui per oltre 30 secondi, avendola potuta provare con tester e resistenza… ma avere una resistenza arroventata dentro casa anche solo per pochi secondi, in questi giorni bollenti, non è che sia proprio il massimo, quindi non ho proseguito il test per più tempo o con più corrente (ma cmq il tester regge al massimo 20 A). Non so quindi a quanti ampere stacchi la batteria, né perché.

Né so perché i cavi dell’unica batteria siano bollenti dopo 10 minuti di percorso in pianura, considerando che da nuove le batterie non scaldarono nemmeno durante il mio primo test su una salita di diversi chilometri percorsa in 10-15 minuti, per un dislivello complessivo di 200 metri!

Possibile che siano le celle a surriscaldarsi e a trasmettere il calore fuori attraverso i cavi? Questo spiegherebbe perché si scalda anche il cavo di potenza del motore, anche questa una novità dell’ultimo anno, perché prima non succedeva. Oppure per qualche motivo è il motore che assorbe più che da nuovo? Senza un logger non c’è modo di scoprirlo, ma anche se lo scoprissi… non riesco a immaginare la causa né dell’uno né dell’altro comportamento.

Intanto, la batteria-boost non procede: sono arrivate le celle e il BMS di ricambio (quello da 48 V), ma anche in questo caso il BMS stacca per correnti troppo alte (???), che in questo caso sono solo 6 o 7 ampere, mentre per i 60V dovrei ancora fare la prova… ma cosa provo se non ho più le batterie principali?!?

Per di più, per come è costruita ora, per ricaricare la batteria devo ogni volta staccare da 16 a 20 fili e collegarli a un caricatore da modellismo per 6 celle! Quindi dovrei allestire un sistema più rapido basato su spinotti; il che però richiederebbe una modifica di 3 o 4 collegamenti di potenza, in modo da poterli staccare nel momento in cui collego i cavetti di ricarica/bilanciamento, per poter trasformare la batteria da 20S1P a 6S/3P+2S e caricarla tutta in una volta sola. Un lavoro piuttosto lungo e complicato, tanto più che dover dissaldare e risaldare alcuni dei cavi di potenza delle celle mi mette pensiero, viste le esperienze precedenti.

Quindi intanto sto lavorando anche sul fronte della rimessa in strada del Lepton; è ormai appurato che la ricarica minima che mi serve, 30-35Ah, mi costerebbe, online, dai 1200 euro in su, più eventualmente dogana e spedizione; ma a questo punto mi conviene allora tornare all’idea dell’adattamento della batteria dello Zanini Penelope, da 36Ah/1100,00 euro, e di misura “quasi giusta” per il vano del Lepton (mi sa che dovrò dare qualche limata qua e là, se non addirittura rifare il coperchio delle batterie.

 

Diario Carsharing elettrico a Roma – 18 giugno 2013

Posted in auto elettriche by jumpjack on 18 giugno 2013

La mia avventura nel carsharing elettrico romano ha subito una piccola inflessione negativa dopo varie esperienze positive.
Qualche mese fa avevo stipulato un contratto di prova trimestrale non rinnovabile… e naturalmente oggi mi ritrovo con un contratto:
1) rinnovato
2) automaticamente
3) non per altri 3 mesi, ma per altri 12
4) già pagato
5) non rimborsabile
!!!!

Ho provato a far notare all’Agenzia della Mobilità di Roma che non ha molto senso rinnovare in automatico per altri 12 mesi un contratto di prova trimestrale non rinnovabile… ma ovviamente mi hanno risposto picche, dicono che sul contratto è scritto chiaramente che c’è il tacito rinnovo!
Il problema è: dov’è ‘sto contratto? Trovarlo sul sito è impossibile! Dopo qualche ricerca, ho trovato un REGOLAMENTO che dice che il CONTRATTO di 3 mesi si rinnova automaticamente se non viene disdetto 1 mese prima dei 3 mesi…
Però resta il fatto che di tutto questo non si fa parola nelle pagine del sito preposte all’iscrizione!
Quindi, siccome sono bastardo e pignolo, non solo ho fatto uno screenshot del sito, che voi altrimenti non potreste vedere perchè lo si vede solo al momento dell’iscrizione, ma lo pubblico anche sul blog, e naturalmente ho anche informato della pratica scorretta l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha un modulo apposito per le promozioni truffaldine.
Immagino che questop ricorso servirà quanto è servito fare ricorso per avere ricevuto una multa per essere passato con lo scooter elettrico sotto il cartello “vietato l’accesso tranne ai mezzi elettrici” di Piazza di Spagna (mai visto una lira), ma intanto mi levo lo sfizio 🙂  (e faccio informazione).

carsharing1

CARHARING2

Potete consultare gli altri miei post sul carsharing romano cliccando sulla tag “carsharing” qui sotto.

Collegamenti impossibili

Posted in Uncategorized by jumpjack on 18 giugno 2013

Il copia-copia di Hollywood

La fantasia in quel di Hollywood è ormai ridotta ai minimi termini. E dico “Hollywod” intendendolo come “cinema” in generale: la carenza di idee sembra aver dato vita a una nuova pratica, il “plagio indiretto”.

Ed ecco che ti escono fuori “accoppiate” inaspettate come

Hugo Cabret (2011)” e “La Migliore Offerta (2013)”,

o

Cowboys vs Aliens (2011)” e “Skyline(2010)”,

o anche

Avatar (2009)” contro “Il mondo dei replicanti (2009)”.

Con questi ultimi due film è iniziata anche una nuova usanza, il furto di titoli a catena: ne “Il mondo dei replicanti”, i protagonisti sono gli Avatar, ovvero dei robot che vivono la vita reale al posto dei loro proprietari; ma evidentemente il titolo era stato già preso da Cameron, quindi anziché chiamarlo Avatar si è dovuto inventare “Il mondo dei replicanti”. Mentre invece in “Avatar” non sono certo gli avatar i protagonisti del film: sono solo un mezzo per parlare delle avventure su Pandora; solo che il film non poteva chiamarsi “Pandorum”… perché un film con questo nome esiste già: si chiama… “Pandorum“. E per caso parla di un pianeta che si chiama Pandora? Macchè. Parla di una “nave generazionale” che va in missione secolare a cercare un nuovo pianeta abitabile; nemmeno la nave si chiama Pandorum, bensì Elysium. Ma allora che cavolo c’entra Pandorum?!? Secondo Wikipedia “Il titolo del film si riferisce ad una condizione psicologica a cui sono soggetti gli astronauti che viaggiano nello spazio profondo.” (il famoso effetto pandoro). Forse qualcuno che sa poco il latino ha confuso Pandorum con Pandemonium??? 🙂

Ma tornando alle coppie di film accennate sopra: cosa c’entra “Hugo Cabret” con “La Migliore Offerta“? Il fattore comune è un elemento del tutto inutile, incompleto e raffazzonato in entrambi i film, su cui però si concentra tutta la narrazione, finchè alla fine si scopre… che non serve a niente, o che non funziona!

Mi riferisco agli automi; in Hugo Cabret, come in La Migliore Offerta, il protagonista passa TUTTO il film a raccogliere pezzi per ricostruire un misterioso automa, in apparenza sofisticatissimo.

In Hugo Cabret, l’ “automa sofisticatissimo” si rivela essere null’altro che… un braccio capace di disegnare, attaccato a un corpo completamente inutile!

In La Migliore Offerta, l’ “automa sofisticatissimo” è ancora più sfigato, perché tutto quello che riesce a fare una volta ultimato è ballonzolare scomposto senza compiere un solo movimento sensato, mentre dentro di lui suona un “disco”.

Non so chi abbia copiato chi, ma hanno fatto entrambi un’emerita figuraccia.

La faccenda di Skyline sembra invece un po’ meno misteriosa: visto che Skyline non ha nessun senso, è un film inutile, e non succede niente fino a 5 minuti dalla fine, quando finalmente si intravede un po’ di intelligenza nella trama, mi pare evidente che l’intero film si basi sul furto di un’idea originale, quella della “luce blu misteriosa che ti cattura”: chiunque guardi quella luce, perde il possesso delle proprie facoltà a vantaggio degli alieni.

Ok, però questa strana cosa non serve assolutamente a niente in tutto Skyline, mentre invece ha un ruolo molto importante in Cowboys vs Aliens: la luce blu è una sorta di anestetico che serve a tenere buoni i prigionieri umani intanto che gli vengono tolti i denti d’oro…

Tutto questo sembra ricordare la faccenda di Deep Impact (1998) e Armageddon (1998), forse il primo caso di “spionaggio industriale cinematografico”: due film catastrofici con la Terra distrutta da un corpo celeste impazzito, nello stesso anno!!

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Sequel e prequel imprevisti

Se tra alcuni film sembrano esistere collegamenti impossibili dovuti al plagio, tra altri sembrano esistere collegamenti concettuali del tutto involontari ma curiosamente plausibili.

Prendiamo ad esempio Blade Runner (1982) e The Island (2005).

In “Blade Runner” esistono dei “replicanti”, che non sono organismi cibernetici ma vere e proprie persone create artificialmente in laboratorio; nessuno sa da dove vengano, si sa solo che vanno fatte fuori. Senonchè ecco che 23 anni dopo pare di scoprire da dove sono venuti fuori questi replicanti: da un’inesistente “isola”, in realtà una “struttura ospedaliera” segreta in cui vengono fabbricate persone a scopo di “rimpiazzo chiurgico”. Cosa succede quando la struttura viene scoperta e smantellata? Che gli “agnati”, teoricamente “masse di carne senza coscienza”, ma in realtà persone vere, si disperdono per il mondo. Finchè non viene assoldato Rick Deckard per farli fuori tutti. 😉

Poi ci sono Mad Max (1981) e Waterworld (1995).

Ci si può chiedere: ma da dov’è venuta fuori tutta l’acqua di Waterworld? E da dove vengono gli “smokers”, uniche persone dotate ancora di mezzi a motore?

Ma dall’universo di Mad Max, naturalmente! Nel secondo film della serie, “Il guerriero della strada“, non solo troviamo gli Humungus, dei tipacci dotati di mezzi a motore che ricordano molto da vicino gli Smokers acquatici di Water World, ma il film stesso sembra concludersi in un modo appositamente indirizzato (un po’ difficile, essendo un film del 1981) verso l’inizio di Water World (del 1995): i protagonisti, una volta “perso tutto” nella loro cittadella andata distrutta, decidono che l’unica cosa che possono fare sarà dirigersi verso il mare. E, guarda un po’, in Water World ci sono dei disperati che costruiscono una città galleggiante, continuamente assediata da “cattivi a motore”, che in Mad Max erano gli Humungus, e in Water World diventano gli Smokers.

Infatti, in Water World mica è vero che è scomparsa del tutto la terraferma: alla fine del film i protagonisti approdano.

In Australia?…

Prova su strada in vista per la Renault ZOE

Posted in auto elettriche by jumpjack on 9 giugno 2013
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L’impossibile primavera 2013 a confronto con quella del 2012: che diavolo sta succedendo???

Posted in ambiente by jumpjack on 1 giugno 2013

primavera-2012-2013

Analisi basata su dati di ilmeteo.it

Dati per Roma-Fiumicino.

Finalmente i dati sulla durata delle mie batterie al litio LiCoO2 (dopo più di 2 anni dall’acquisto dello scooter!!)

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 1 giugno 2013

Nella ricerca che ho già citato in altro post c’è un grafico tristissimo:

cicli-LiCoO2

Se lo interpreto bene, significa che ad una temperatura media di 25°C, le mie batterie avevano un’aspettativa di vita di 85 cicli, utilizzando la “convenzione dell’80%”, mentre si sarebbero ridotte a metà capacità dopo appena 300 cicli.

Situazione addirittura peggiore ad alte temperature: tra 35 e 45 gradi, i cicli attesi sono tra 50 e 85!

Io comprai lo scooter a maggio 2011, e a settembre o ottobre dello stesso anno già iniziai a lamentarmi delle batterie, anche se mi rassegnai solo a novembre.

Dal 2 maggio al 2 ottobre sono 5 mesi, ma togliendo agosto diventano 4, per un totale di circa 90 giorni lavorativi, ognuno con un consumo minimo di 20km, pari a circa il 30% dell’autonomia possibile. Cioè, ogni 3 giorni completavo un ciclo di scarica del 100% (all’inizio lo facevo letteralmente, scaricando completamente le batterie!!!). Questo significa almeno 30 cicli completi di scarica, effettuati su batterie utilizzate, come da manuale, una per volta, quindi scaricate a 2C o addirittura 3C!! Il tutto in piena estate.

A 35°C i cicli attesi erano, guarda un po’, proprio 30!

Paradossalmente, se poi durante l’inverno le batterie non sono decadute altrettanto rapidamente è proprio perchè col freddo durano di più…

A ottobre 2012, quindi un anno e mezzo dopo l’acquisto, le batterie non erano più ragionevolmente utilizzabili nemmeno in parallelo, per fare 20 km al giorno, e ne ho comprata una definita “seminuova” dalla ZEM, “con pochissimi cicli”; beh… considerando una vita massima di 200 cicli a 45° e un dimezzamento di capacità già a 100 cicli (trasscurando i rispettivi ridicoli 30 e 50 cicli), e considerando che molto probabilmente alla ZEM le scaricavano ogni volta al 100%, purtroppo devo constatatre che è normale che ora, 6 mesi dopo, anche la batteria nuova non vale più una cicca!

Adesso non mi resta che trovare i grafici di durata delle batterie in base alla temperatura anche per le LiFePO4; per il momento conosco solo i dati delle celle A123 ANR26650 a 2C/45°C: : durano 2000 cicli  (contro i TRENTA delle LiCoO2!!!)

 

Aggiornamento 2016:

http://ecec.mne.psu.edu/Pubs/2010-Zhang-JPS.pdf

 

batterie-lifepo4-cicli

Effetto della temperatura sulle batterie al lithio “li-ion” (LiCoO2)

Posted in batterie, scooter elettrici, Uncategorized by jumpjack on 1 giugno 2013

Finalmente qualche dato sugli effetti della temperatura sulle batterie al litio!

http://www.virginia.edu/ms/ecs/files/KUMARESAN.pdf

(http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.593.9784&rep=rep1&type=pdf)

Queste dovrebbero essere proprio le batterie del mio Zem Star 45, che ha batterie al litio da 3,6 V, e che mi è stato detto “in giro” che non possono essere LiPo: quindi LiCoO2 dovrebbe essere l’unica alternativa rimasta, essendo le altre (mangamese e altro) troppo recenti (il mio scooter è di più di 2 anni fa).

Ho ricostruito il grafico in Excel:

temperatura-LiCoO2-1

E da quello poi ho desunto la capacità disponibile con scariche di 1C alle varie temperature, che sul mio scooter corrispondono a 48A; in realtà credo che sotto sforzo arrivi anche a 80, quindi sarebbero quasi 2C.

temperatura-LiCoO2

Immagino che a 2C la capacità si riduca a un 20 o 30% a zero gradi… 😦

Ecco infine un confronto tra i grafici in temperatura di queste batterie al litio e la batteria al piombo-gel (SLA) di un Etropolis:

Temperature performance comparison among Lithium (LiCOO2) and Lead (SLA) batteries

Temperature performance comparison among Lithium (LiCoO2) and Lead (SLA) batteries

Il mio giudizio professionale è “ammazza che schifo”. 😉

AGGIORNAMENTO 11/10/02013

Trovato nuovo grafico (per litio NMC):


http://www.altenergymag.com/emagazine/2012/04/a-comparison-of-lead-acid-to-lithium-ion-in-stationary-storage-applications/1884

 

Aggiornamento 2016:

Trovato grafico per LiFePO4:

batterie-lifepo4-temperatura

 

Andando a sovrapporre i grafici di LiCoO2 e LiFePO4:

batterie-lico-life-temp

Il grafico dice che sotto zero le batterie LiCoO2 sono pressochè inutilizzabili su un mezzo elettrico: a 1C (linea nera continua) hanno capacità praticamente nulla (non ci sono dati, ma la linea continua che ne rappresenta l’ideale continuazione è molto chiara), e anche a C/2 non si va oltre il 30%. Alla stessa temperatura di -5C le LiFePO4 dannò, sì, uno scarso rendimento… ma comunque mantengono un 40-50% della capacità, con poca differenza tra 1C e C/2.