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L’omicidio colposo di Ayrton Senna

Posted in Uncategorized by jumpjack on 12 marzo 2013

Il Gran Premio di San Marino 1994 si è svolto il 1º maggio del 1994 a Imola, nell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari. Questa competizione è passata alla storia come l’evento di F1 con più incidenti mortali.

Così recita Wikipedia.

In quella tragica corsa, infatti, si susseguirono gli incidenti, mortali e non, fin dalla giornata di prove di venerdì: l’auto di Rubens Barrichello “spiccò il volo”, come scrissero sul Corriere,  anzichè curvare, facendo schiantare il pilota a 220 all’ora contro un muro. Fortunatamente, almeno lui sopravvisse.

Questo succedeva subito dopo che la FIA – Federazione Internazionale dell’automobile – aveva abolito le cosiddette “sospensioni attive”, ovvero le sospensioni elettronicamente controllate che, adattandosi decine di volte al secondo alle irregolarità della strada grazie a un cervello elettronico, annullavano la perdita di aderenza delle gomme dovuta a micro-dossi e micro-avvallamenti inevitabilmente presenti sulla pista, di fatto “incollando” le vetture alla strada. (Il sistema era così efficiente e importante per la sicurezza che venne poi adottato anche sulle auto di serie).

Ma lo spettacolo doveva continuare, e le prove andarono avanti comunque.

Il giorno dopo, Sabato, morì il pilota austriaco Roland Ratzenberger, tradito dalla sua auto che lo portò a schiantarsi contro un muro a 312 chilometri all’ora.

Ma lo spettacolo doveva continuare, e il giorno dopo la gara si svolse comunque.

Domenica alle 14:17 Ayrton Senna morì prendendo a dritto la “curva del Tamburello” e schiantandosi sul muro a 310 km/h.

La corsa continuò regolarmente.

Dopo la corsa furono aperte varie indagini da vari Enti (altro link): nessuna concluse che la causa degli incidenti fosse l’impossibilità dei piloti di “disimparare” a guidare auto prima  incollate alla strada dall’elettronica, e ora tornate “traballanti” ad ogni asperità, buca o dosso: tutte le indagini trovarono come colpevoli alettoni, sterzi, freni, strade e altri capri espiatori. Misteriosamente, tutti questi oggetti si erano rotti o avevano smesso di funzionare nello stesso weekend. E poco importa se “Fra l’ altro, di testa coda a Imola […] ce ne sono stati un’ infinita’”, come recitava il Corriere; ovviamente era una pura coincidenza.

Naturalmente è del tutto scorrelato anche il gravissimo incidente capitato a Karl Wendlinger nella corsa successiva,  quindici giorni dopo, al Gran Premio di Monaco, quando la sua auto non riusci a curvare e si schiantò contro un muro: “I testimoni oculari, fra i quali il papa’ di Alesi e un collega brasiliano, parlano di un salto della Sauber sull’ asfalto al momento della frenata, della perdita di controllo della macchina da parte di Wendlinger che avrebbe percorso gli ultimi trenta metri con le braccia incrociate nel tentativo, vano, di girare il volante.

Questo non è altro che il comportamento normale di un auto senza sospensioni attive lanciata ad altissima velocità su un pur lieve dosso sulla strada: le ruote si staccano da terra, lo sterzo smette di funzionare finchè l’auto non “atterra”.

Una Risposta

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