Jumping Jack Flash weblog

Diario Elettrico StartLab Open “Street”

Posted in ambiente, auto elettriche by jumpjack on 17 febbraio 2013

http://img.chiarezza.it/sites/default/files/styles/automobile/public/auto_pic_upd_dir/00020330.jpg”>

La minicar “Open” nasce ad opera della ditta italiana StartLab, nata nel 1998.
Inizialmente ne esistevano 4 modelli: Golf, Hobby-Work e Street.

Un tempo era venduta, a Roma, presso Fashion Motors, sul cui sito permangono foto e schede tecniche, probabilmente all’insaputa dei gestori stessi del sito, vistoche non vendono più questo mezzo da anni…
Per i posteri, quindi, casomai alla Fashion Motors decidessero di dare una ripulita all’hard disk, ho salvato altrove i dati che sono riuscito a trovare sul sito, a iniziare da questa completa tabella riassuntiva delle caratteristiche.

Golf: 2 kW, 29 km/h, 9000 Euro

Telaio in lega di alluminio
Carrozzeria in ABS
Motore elettrico posteriore
Potenza 2.4 kW
Trazione posteriore
Alimentazione 4 batterie 100Ah Pb-gel
Velocità massima 25 Km/h
Autonomia circa 80 km
Lunghezza 2380 mm, Larghezza 1370 mm, Altezza 1510 mm
Peso con batterie 372 kg

Hobby & Work: 4 kw, 38 km/h, 11.300 Euro

Telaio in lega di alluminio
Carrozzeria in ABS
Motore elettrico posteriore
Potenza 4 kW
Trazione posteriore
Alimentazione 4 batterie 100Ah Pb-gel
Velocità massima 38 Km/h
Autonomia circa 70 km
Lunghezza 2345 mm, con bullbar esteso 2595
Larghezza 1260 mm, Altezza 1540 mm
Peso con batterie 450 kg

Nella pratica, l’unica che abbia senso utilizzare in strada à la versione, appunto, “Street”, che stando a una vecchia versione del sito startlabspa.it era in vendita, nel 2008, anche in versione al litio con 90 km di autonomia.

Street: 4 kW, 45 km/h, 12000 euro

Peso senza batterie 310 kg
Peso con batterie 480 kg (piombo), 410 kg (litio)
Carrozzeria in ABS
Bagagliaio 135 litri
Potenza 4 kW
Trazione posteriore
Pendenza superabile 18%
Alimentazione 4 batterie 100Ah Pb-gel
Velocità massima 45 Km/h
Autonomia: 45 km piombo, 90 km litio

Oggi sembra sia ancora venduta in questi negozi di Prato e Firenze, con ben quattro “batterizzazioni” al litio che permettono autonomie da 40 a 120 km.

Nei commenti trovate le impressioni di un utente che ha aquistato una Street al piombo nel febbraio 2013.

15/2/2013 – Il meteorite russo – cronaca delle deformazioni fantamediatico-ignorantesche

Posted in astronomia by jumpjack on 15 febbraio 2013

Lo raccontava già Manzoni ne Promessi Sposi quanto fosse “abile” la folla nel tramutare una notizia nel suo contrario dopo pochi passaggi di bocca in bocca.
Oggi, con miliardi di bocche che si passano parola alla velocità della luce grazie a internet, il fenomeno raggiunge proporzioni esorbitanti.

Il fatto:
questa notte, intorno alle 03:00 di Greenwich (04:00 Italiane, 09:00 locali) è caduto un meteorite in Russia, sopra la città di Chelyabinsk, causando almeno 1000 (mille) feriti.

E questo è tutto.

Naturalmente, la Folla e i Media hanno interpretato (e riportato) i fatti in modi fantasiosi:

– C’è stata una pioggia di meteoriti che hanno ferito centinaia di persone; niente affatto, non è stata una pioggia, è stato un grosso meteorite; è vero che si è disintegrato in volo, ma non è ancora appurato, ed è anche improbabile, che i frammenti caduti a terra abbiano causato tutti i danni descritti di seguito

– Le centinaia di feriti sono stati causati da cristalli di meteorite; o saranno invece maltradotti pezzi di vetro delle migliaia di finestre andate in frantumi a causa dell’onda d’urto?…

– Uno dei meteoriti ha distrutto una fabbrica di zinco, il cui tetto è crollato. Possibile… ma molto più probabilmente è stato distrutto dalla possente onda d’urto, udibile chiaramente in vari filmati quando sbriciola migliaia di vetri!

– Il meteorite è caduto sulla spiaggia di un lago; beh, non proprio; la notizia era “meteorite-caduto-lago”, quindi è diventata “caduto sulla spiaggia”, perchè ovviamente se c’è un cratere, il meteorite non può essere caduto NEL lago; poi però è comparsa una foto che mostra un buco NEL lago; sì, perchè il lago è ghiacciato… Ma a quel punto, la notizia è diventata “cratere in fondo a un lago”…

– l’impatto col suolo ha causato il boato e le devastazioni. Non è detto, molti danni li ha fatti l’onda d’urto. Ma è anche possibile che molti frammenti invisibili a occhio nudo perchè piccoli e velocissimi abbiano fatto danni lungo la traiettoria: potrebbero infatti essersi staccati fin dal primo impatto con l’atmosfera, rallentare molto prima perchè più piccoli, quindi “perdere la scia” e cadere inosservati; e quanto sembrerebbe suggerire questo video:

Poi, dopo le “traslitterazioni”, ci sono state le farneticazioni:

– non è esploso da solo, è stato colpito da un missile russo

– non era un meteorite, sono gli americani che hanno provato un’arma contro la Russia (a detta di un politico Russo!)

Poi ci sono anche i cretini che diffondono intenzionalmente immagini false, come la foto della bocca di una miniera di carbone in fiamme da 40 anni (è impossibile spegnerla), spacciata per il cratere del meteorite:

Qui è possibile vedere una raccolta di molti video:

http://thelede.blogs.nytimes.com/2013/02/15/video-captures-flaming-object-believed-to-be-meteorite/?ref=science

Osservazioni scientifiche interessanti:

– il boato del “bang” supersonico arriva diversi minuti dopo l’avvistamento della scia; infatti il suono impiega circa 3 secondi a percorrere un km, e gli strati alti dell’atmosfera, dove i meteoriti si “incendiano” al rientro, sono a 50-60 km di altezza; 60 km x 3 secondi = 180 secondi = 3 minuti.

A questo fatto nel film Deep Impact non ci avevano mica pensato! 🙂 Quando passa il meteorite sopra le teste della gente… non succede niente. In realtà, tutti finestrini di quelle auto sarebbero esplosi!! Correzione: in realtà no, perchè troppo piccoli: solo le superfici grandi (dalle finestre ai portoni metallici) hanno risentito abbastanza dell’onda d’urto da frantumarsi.

– in alcuni filmati si vedono le ombre di case ed edifici muoversi rapidamente, come se fosse un classico filmato accelerato del ciclo alba-tramonto; in realtà, è la ripresa in tempo reale della luce abbagliante prodotta dal meteorite al suo passaggio!

– un satellite Meteo ha scattato qualche foto a breve distanza di tempo proprio nei momenti dell’ingresso in atmosfera: ne è risultata una breve animazione, di cui ora non trovo però il link…

– questo video mostra chiaramente due scie parallele,quindi il meteorite, all’impatto con l’atmosfera, si è rotto subito almeno in due parti; c

I due pezzi viaggiano in parallelo, non si sparpagliano come si potrebbe pensare intuitivamente; comportamento normale, come dimostrano le tristi immagini del rientro incontrollato dello shuttle Columbia nel tragico incidente di qualche anno fa:

Ancora da capire, invece, i boati multipli e la colonna di fumo in questo video, dove immagino si possano imparare un sacco di parolacce in russo…

Un bel video che chiarisce la potenza dell’onda d’urto:

 

Quindi, riepilogando:

Un masso grande quanto un palazzo di 5 piani (15 metri) pesante quanto una nave (10.000 tonnellate) è entrato in atmosfera a circao 50.000 km/h, esplodendo e sviluppando un’energia intorno ai 300 chilotoni, la cui onda d’urto, arrivata a terra da uno a tre minuti dopo, ha fatto scoppiare 200.000 metri quadri di finestre in faccia a 1200 persone, con ovvi risultati “ospedalieri”.

Il bug dell’IDE di Arduino che cancella tutti i vostri file!

Posted in Uncategorized by jumpjack on 13 febbraio 2013

Oggi ho scoperto un divertente bug dell’IDE di Arduino, che può cancellare in un colpo solo decine e decine di file, senza chiedere conferma all’utente, senza metterli nel cestino, e rendendoli totalmente irrecuperabili se non con appositi programmi di recupero file.

Per “attivarlo” è sufficiente fare così: se in una stessa cartella è presente più di un file .PDE, quando se ne carica uno, verranno caricati automaticamente tutti, ognuno in una “tab” del programma; se si clicca col tasto destro sulle “tab”, appare un meno pop-up: non esiste nessuna voce “chiudi”, ma esiste una preoccupante voce “delete”; vabbè, magari uno si può anche arrischiare a cancellare uno sketch arduino di prova… Senonchè, cliccando su DELETE vengono cancellati TUTTI i file .PDE presenti nella cartella!

Ma non finisce mica qui!

No, vengono cancellati TUTTI I FILE DI QUALUNQUE TIPO presenti nella cartella!!

All’utente non compare nessun messaggio di avviso di imminente cancellazione termonucleare globale, semplicemente sparisce TUTTO.

E naturalmente se scaricate un programma di recupero file DOPO che i file si sono cancellati… nello scompattarlo, il sistema utilizzerà lo spazio precedentemente occupato dai vostri file per scompattarci e installarci il programma di UNDELETE…che una voltaa avviato vi avviserà che i file non sono recuperabili perchè sovrascritti da lui stesso…

Una serie di circostanze simpaticissime.

Però sono stato incredibilmente fortunato:
– il file .PDE su cui stavo lavorando era rimasto aperto in UN ALTRO IDE (di Pinguino), così cliccando SALVA si è ricreato
– l’UNDELETE aveva sovrascritto vari file ma non quello, quindi sarei riuscito a recuperarlo comunque; e comunque è il listato che avevo pubblicato ieri sul blog, quindi l’avrei comunque recuperato…
– altri file importanti, come il log fatto su uno scooter e su una batteria di prova, sono riuscito a recuperarli per intero
– un complicatissimo file Excel con la piedinatura della Pinguino, costatomi giorni e giorni di lavoro… è sopravvissuto alla catastrofe perchè era aperto in Excel ed Excel apre i file in modo esclusivo, quindi l’IDE non è riuscito a cancellarlo; di conseguenza, non essendosi svuotata la cartella, non è riuscito a cancellarla (credo che sennò avrebbe cancellato l’intera cartella)
– altre decine di file (librerie, PDF e manuali Pinguino vari) sono stati immolati sull’altare dell’imbecillità programmativa di un programmatore ignoto. Meno male che era tutta roba che avevo solo scaricato e non creato io…

Morale della favola: il codice per il PinguiLogger è ancora vivo e non devo ricominciarlo da capo…

Seconda morale:
devo attivare un sistema automatico di backup giornaliero sul mio PC…

PinguiLogger – registrazione corrente e tensione con board Pinguino

Posted in hardware, Programmazione by jumpjack on 12 febbraio 2013

Sta per vedere la luce il mio PinguiLogger 🙂 , un aggeggino che permette di registrare correnti fino a 70 A e tensioni fino a 60V su scheda SD, per analizzare cosa combina il mio scooter elettrico.

Al momento il listato C è già pronto e funzionante su scheda Arduino, anche se si limita a registrare i dati senza elaborarli, quindi registra solo valori compresi tra 0 e 1023 da due sensori di corrente e da due partitori di tensione 1:21, creando un file .CSV; poi bisogna importare il file in Excel e fare i dovuti calcoli.

I campi registrati nel file sono:

  • tempo (millisecondi)
  • riferimento 1
  • corrente 1
  • tensione 1
  • riferimento 2
  • corrente 2
  • tensione 2

Il “riferimento” è il pin di riferimento dei sensori di corrente, il cui valore dovrebbe servire, se ho ben capito, a indicare a quale valore del pin di output corrisponde una corrente nulla (perchè immagino che il “punto 0″ dipenda dalla tensione effettiva di alimentazione”, ma devo ancora studiare bene la faccenda…

(more…)

La singolarità biologica si avvicina

Posted in intuizioni by jumpjack on 12 febbraio 2013

Non bastasse l’imminente arrivo della Singolarità Tecnologica del 2045, quando un PC da 1000$ avrà sufficiente livello di calcolo da poter simulare 7 miliardi di cervelli umani, sembra che si stia avvicinando una non meno inquietante, ma meno considerata, singolarità biologica.
"Evoluzione

Evoluzione della capacità di elaborazione di un PC da 1000$.

Pare infatti che in laboratorio si sia riusciti a stampare cellule staminali. Sì, stampare come si stampa una lettera o una foto; solo che hanno stampato un “cosino biologico” che può evolversi in qualunque cosa, da un fegato, a un occhio, a un piede…

E il tassello che mancava perchè diventasse possibile un’antica visione della fantascienza: la clonazione istantanea. Finora, infatti, per clonare un essere vivente bisognava aspettare che l’essere, una volta nato, crescesse fino all’età del genitore genetico; con le stampanti biologiche ciò non darà più necessario, potremo avere il nostro agnato pronto in poche ore per fornirci il piede di ricambio che ci serve…

Terrificante.


Un “agnato”, secondo il dottore pazzo del film The Island, è un organismo psuedo-umano non senziente contenente organi umani pronti ad essere trapiantati.

Diario elettrico Lepton – 6/2/2013: ricerca delle batterie

Posted in ambiente, scooter elettrici by jumpjack on 9 febbraio 2013

Iniziano le ricerche delle batterie.

Cercando “drop in batteries”, “lead replacement” e combinazioni varie, si trovano delle nuove, particolari batterie: sono al litio, quindi molto leggere e prestanti, ma essendo dotate di un particolare circuito interno di gestione, agli utilizzatori esterni appaiono come normalissime batterie al piombo, tanto che non c’è bisogno nemmeno di cambiare il caricabatterie!

Ovviamente la presenza del circuito particolare riduce la capacità gravimetrica (Wh/kg) e aumenta i costi (Euro/Wh), quindi bisogna fare le opportune valutazioni.

Sto raccogliendo un po’ di dati in modo da formare una tabella che permetta di fare gli opportuni confronti, ma intanto voglio annotare questa scheda tecnica, perchè contiene una frase “elettricamente entusiasmante” 🙂 :

“At low rates these cells can deliver thousands and thousands of cycles at 100% Depth-of-Discharge[…] Even when cycled at 10C discharge rates, these cells deliver in excess of 1,000 full depth-of-discharge cycles.”

Cioè, queste particolari batterie possono essere scaricate ad altissima intensità (una batteria da 10 Ah può fornire 100A!) e in profondità (DoD 100%) pur mantenendo una vita di migliaia di cicli!

Si tratta delle batterie  ALM-12V7-B della A123, da 12V/7Ah/0.85kg/100,00Euro,

Se è vero quanto dice la A123, si tratta di una specie di rivoluzione! Batterie del genere, anche nel caso costassero troppo (devo indagare), potrebbero comunque fare le veci di una batteria di supercondensatori, ma avere autonomia molto maggiore: una batteria da 48V/7Ah , cioè appena 336 Wh, potrebbe fornire fino a 28A per ben 15 minuti senza rovinarsi, quando un supercondensatore in grado di fornire 30 secondi di alta potenza può costare  migliaia di euro, mentre in questo caso ne costerebbe 400. Purtroppo non posso provarlo sullo Zem, che va a 60 V e quindi richiederebbe 5 batterie… 😦

La curva di scarica parla chiaro:

A123 battery lead replacement drop in discharge rate

A123 battery lead replacement drop in discharge rate

Questa batteria, anche scaricata a 4C (4×7=28A), mantiene pressochè la stessa capacità.

Interessanti anche le prestazioni con la temperatura; ecco il grafico a 0°C:

A123-ALM12V7-drop-in-0gradi

Ecco però una piccola controindicazione:

Do not connect more than four modules in series. Connecting more than four modules in series exceeds the voltage limit of the integrated protection circuitry, leaving the module without critical safety features such as over-voltage and over-temperature protection.

Queste particolari batterie “taroccate” 😉 hanno dei limiti per quanto riguarda il collegamento in serie: queste in particolare possono formare al massimo serie di 4 (=48V), ma ne ho viste altre che al massimo possono formare serie di 2 (=24V), pena la perdità della capacita di autobilanciarsi.

Un breve riassunto dei vantaggi di queste batterie:

•A123 ALM batteries are less than half the weight of their lead-acid equivalents
•A123 batteries deliver more energy than lead-acid equivalent at high-rate discharges (short run time)
•A123 batteries deliver up to ten times more cycles than their lead-acid equivalents

Nota sulla creazione di pacchi batterie:

You can arrange A123’s ALM 12V7 battery modules in series and/or in
parallel to achieve higher operating voltages and capacities for your
intended application, with a maximum configuration of 4S10P. An external
BMS or other electronics are not required to configure multiple ALM 12V7s.

Quindi il più grande pacco-batteria che si può mettere insieme con queste batterie sarebbe un 48V/70Ah/3360Wh/34kg/4000,00Euro.

Su uno scooter medio che consuma 50 Wh/km significa 67 chilometri di autonomia, ma reali, potendo scaricare le batterie al 100% senza che si danneggino.

  • 98 Wh/kg (nella media delle LiFePO4)
  • 1,19 euro/Wh (il doppio delle normali batterie al litio!)
  • 60 euro/km

Il pacco “minimo” è invece un 4S/1P, quindi 48V/7Ah/336Wh/3,4kg/400,00Euro

Quanto alla ricarica:

The ALM 12V7 is compatible with any 12V7 lead-acid battery charger of 10 A or less.

Se ognuna può essere ricaricata a 10A, significa che basta meno di un’ora, visto che sono da 7 Ah.

Però c’è un warning:

Chargers that automatically detect voltage at the terminals and charge accordingly may fail to wake the ALM 12V7 from a state of under-voltage protection.

Constant Voltage (CV) chargers may result in an inrush of current due to the low impedance of the cells, interrupting the charge. Reset the charger and continue charging normally if the charger trips.

Se cioè le batterie risultano troppo scariche, un normale caricabatterie per piombo potrebbe pensare che sono guaste e non ricaricarle affatto, oppure rilevare un eccesso di corrente di ricarica iniziale e “staccare”, nel qual caso basterebbe resettare il CB. Nel caso del primo problema non viene invece proposta una soluzione, ma potrebbe essere sufficiente una resistenza aggiuntiva temporanea per limitare la corrente iniziale, tipo quelle che si mettono a volte anche nei normali caricabatterie attuali, per evitare che al momento del collegamento la scarica immediata dei condensatori danneggi il caricabatterie (non so se si fa per le batterie al piombo o al litio).

In caso di basse temperature (0°C) la massima corrente di carica accettabile è 1C/7A.

Nota:

Under-voltage protection creates an open circuit, removing voltage from the terminals. With a lead-acid battery, finding no voltage at the terminals often indicates the battery has reached the end of its life. With the ALM 12V7 module, no voltage at the terminals typically means the cell protection circuitry has interrupted current to protect the battery module. Simply connect the module to a charger to restore voltage to the terminals.

Cioè, i circuiti di protezione tagliano completamente la tensione in caso di scarica eccessiva, per cui una batteria “in protezione” sembra morta, perchè dà 0V; basta però collegare un caricabatterie per “resuscitarla”… sempre però che il caricabatterie accetti di caricare una batteria che dia 0 V!

BIlanciamento:

Over time, the cells inside a batter pack diverge in both capacity and SOC.
An advantage of the ALM 12V7 is the circuitry continuously monitors the
capacity and SOC of each individual cell and balances the battery module
to ensure maximum capacity. Completely balancing the battery module can
take up to 48 hours.

Il bilanciamento delle celle al litio interne avviene automaticamente, e può impiegare fino a 48 ore! Mi chiedo se siano cumulative o continuative!!

Vedremo se riuscirò a trovare qualcosa di più economico.

Intanto, meno male che qualcuno mi ha preceduto, sennò avrei finito io per sacrificare 100 euro per la ricerca… 🙂 (sono altre batterie, ma va bene lo stesso…)


http://www.etotheipiplusone.net/?p=1991

Nuovo Diario Elettrico – Atala/Oxygen Lepton al litio – Prima puntata – 6 febbraio 2013

Posted in ambiente, scooter elettrici by jumpjack on 7 febbraio 2013

Nuova data storica per il mio blog:

il 6 febbraio 2013 sono venuto in possesso di un glorioso, antico scooter elettrico Atala Lepton, il precursore di quello che è oggi prodotto e venduto come Oxygen Cargo Scooter: questo perchè nel tempo è successo che la Oxygen è diventata la “branca” dell’Atala che si occupa di veicoli elettrici anzichè biciclette.

Costo dell’acquisto: 100 (cento) euro. 🙂

Condizioni del mezzo: ottime. A parte un po’ di sudiciume dentro e fuori e qualche sgraffio qua e là, sembra nuovo… eppure ha 9 anni di vita, ed è passato dalle mani di almeno due o tre precedenti proprietari (credo che lo vendessero ogni volta che finivano le batterie… :-).

Impressioni: la qualità sembra ottima rispetto al mio povero Zem Star 45 d’importazione cinese: le plastiche sono ancora solidamente al loro posto e SIGILLATE, non aperte ai quattro venti dove appena l’occhio non riesce ad arrivare… E il telaio è fatto, sostanzialmente, da due grossi tubi ad U larghi forse 5 centimetri, ognuno dei quali è un pezzo unico che va dal manubrio al sellino, senza stupide saldature a indebolirlo proprio nel mezzo, sotto la pedana….

A proposito di pedana, dentro di essa trovano posto 4 antiche batterie al piombo: riescono ancora a far girare a quasi 50 all’ora la ruota quando lo scooter sta sul cavalletto… ma col mio sederone sopra riescono a far faticosamente arrivare lo scooter a 30 all’ora in pianura, mentre in salita c’è da piangere.

Misurando, risulta che riescono a tirare fuori al massimo 10-15 ampere prima che la centralina pietosamente stacchi tutto. Ma d’altra parte cosa si può pretendere da batterie che quando si accende la luce dello stop posteriore si affievolisce la luce del quadro? 🙂

Ovviamente lo sapevo, l’ho comprato a prezzo stracciato proprio per questo: conto di utilizzare le batterie per il mio piccolo impianto fotovoltaico (mi basta che arrivino a tirare fuori 10-15A, che a 24 V fanno circa 300W, che per accendere le luci di tutta casa sono più che sufficienti). Riuscire a ricaricare uno scooter o, peggio mi sento, tirar fuori 3 kW sarà tutto un altro paio di maniche: 3 kW a 24 volt sarebbero 125 A…. Ma questa è un’altra storia.

Qualche dato preliminare registrato un po’ di corsa:

  • consumo a scooter spento (l’antifurto?): 0,5A/24W (!!!)
  • consumo a quadro acceso: 1A/48W
  • consumo luci stop: 1A/24W
  • consumo luci anteriori (solo anabbaglianti, gli abbaglianti non esistono): 1A/24W
  • Peso batterie: 15×4 = 70 kg (pensavo una novantina)
  • Capacità batterie: 48V/38Ah=1824Wh
  • Centralina (che loro chiamano “DRIVER” e include il caricabatterie): LAFERT BAEZ48120SC1, 60A continui, 100 di picco (=2880W/4800W), 48V
  • Batterie: 4, ma non tutte uguali: 3 sono Exide P12V975 da 40AH@C20, part number NAPW120875HP0MA, l’altra non si capisce…
  • Motore: LAFERT B6306I-02251
  • Riduzione cinghia: 26:69 (il motore non è nella ruota)
  • Ampio spazio sottosella, forse c’entra addirittura un casco integrale… o una batteria aggiuntiva :-). Caricabatterie a bordo intergrato nella centralina

Prossimamente qualche foto.

Obiettivi:

  • rimpiazzo delle batterie al litio con “Litio drop-in” a rimpiazzo diretto.
  • creazione pacco batteria in formato estraibile e modulare (possibilmente due pacchi… uno per mano, max 10 kg, avendo già sperimentato che più di 10 kg sono troppi e le mani sono solo due…).
  • cambio centralina, o riprogrammazione per aumentare voltaggio/velocità.
  • verifica adattabilità batterie litio drop-in anche al vecchio Zem, dove però ne servirebbero 5 e l’elettronica di bordo è predisposta per il litio…

Note:

  • la risposta di acceleratore e motore è paurosamente simile a quella del Lepton Cargoscooter moderno, cioè una cosa orribilmente tremenda che rende lo scooter inguidabile: lento a partire, velocissimo a rallentare grazie alla potentissima frenata rigenerativa: sul cavalletto, la ruota passa da da 45 km/h a zero in un secondo!! E spingere lo scooter da spento è una fatica sovrumana per via della resistenza meccanica del motore. Impressionante che uno scooter inguidabile 13 anni fa sia rimasto inguidabile oggi, abbia la stessa velocità massima (45 kmh) ma costi SETTEMILA euro invece che 2000…. Se riesco, come spero, a trovare la “formula segreta” per portare un Lepton a nuova vita con batterie da 2000 cicli e 30 km (l’autonomia originaria reale), penso che molti Lepton usciranno dalle cantine d’Italia
  • Nessun vano portaoggetti, ma gancio per buste sul manubrio.
  • Frecce totalmente silenziose, senza nemmeno la parvenza di un bip o di un click.
  • Mancanza meccanismo si spegnimento del motore in concomitanza con la frenata.
  • Mancanza cavalletto laterale.

Stime:

Per ottenere un’autonomia REALE di 30 km scaricando le batterie solo al 50% per farle durare un’eternità, considerando che un 50ino elettrico consuma sui 40 Wh/km serviranno batterie da 2400 Wh, che per batterie da 48V significa 50 Ah.

Per raggiungere la “soglia psicologica” dei 50 km alle stesse condizioni servirebbero 4000 Wh, cioè 83 Ah.

Considerando una densità gravimetrica di meno di 100 Wh/kg per le drop-in, in termini di peso significherebbe 25 e 42 kg,  a fronte dei 70 attuali.

Omologazione veicoli retrofittati e modificati: appunti

Posted in ambiente, auto elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 2 febbraio 2013

Ad agosto 2012 il Decreto Sviluppo del governo Monti ha ribadito la non-necessità del nullaosta della casa costruttrice di un veicolo perpoter apportare modifiche allo stesso, come spiegato in altro articolo.

3-bis. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti stabilisce
con  propri decreti norme specifiche per l’approvazione nazionale dei
sistemi,  componenti ed entita’ tecniche, nonche’ le idonee procedure
per  la  loro  installazione  quali  elementi  di  sostituzione  o di
integrazione di parti dei veicoli, su tipi di autovetture e motocicli
nuovi  o  in circolazione.

Il problema era capire quali fossero questi propri decreti, ma forse ho finalmente trovato un utile indizio: cercando “” in questa pagina, si trova una lunghissima tabella che elenca decine e decine di questi decreti.

Per i lettori abituali di questo blog, interessati per lo più a veicoli elettrici e loro modifiche, i decreti di interesse dovrebbero essere questi:

N. prova Argomento Decreto nazionale Norma CEE Norma ECE
                      40 POTENZA DEI MOTORI D.M. 12.6.1981 80/1269/CEE 85/00/sup3
                      40 POTENZA DEI MOTORI D.M. 16.3.2000 1999/99/CE
                      44 MASSE E DIMENSIONI (catg. M1) D.M. 30.3.1994 92/21/CEE
                      44 MASSE E DIMENSIONI (catg. M1) D.M. 25.3.1996 95/48/CE
                      44 MASSE E DIMENSIONI (catg. M1) D.M. 24/04/2001 +rettifica
                      47 LIMITATORI DI VELOCITÀ D.M. 30.3.1994 92/24/CEE 89/00/sup.1
                      47 LIMITATORI DI VELOCITÀ D.M. 14.05.2004 2004/11/CE
                      48 MASSE E DIMENSIONI (diversi dai veicoli di cui al punto 44.) D.M. 14.11.1997 97/27/CE
                      48 MASSE E DIMENSIONI (diversi dai veicoli di cui al punto 44.) D.M. 12.09.2003 2003/19/CE
a. MONTAGGIO DEL LIMITATORE DI VELOCITÀ D.M. 30.3.1994 92/6/CEE
a. MONTAGGIO DEL LIMITATORE DI VELOCITÀ (2002/85/CE)
i. VELOCITÀ MASSIMA (68/00/sup.1)
n. VEICOLI ELETTRICI (100/00/sup.1)
q. MONTAGGIO/IMPIEGOLIMITATORI DI VELOCITÀ D.M. 30.03.1994 92/6/CE (2002/85/CE)
r. DIMENSIONI (nazionale/internazionale) E PESI  (internazionale) D.M. 6.04.1998 96/53/CE
r. DIMENSIONI (nazionale/internazionale) E PESI  (internazionale) D.M. 12.09.2003 2002/7/CE
gg. POTENZA FISCALE L 30.11.1976 n. 786
gg. POTENZA FISCALE DEI MOTORI ELETTRICI D.P.R. 5.2.1953 n. 39
ii. ACCERTAMENTO DEL RAPPORTO TRA LA POTENZA MASSIMA DEL MOTORE E LA MASSA COMPLESSIVA DELL’AUTOVEICOLO E/O DEL COMPLESSO DI VEICOLI Art. 219 REG, app. III
ii. ACCERTAMENTO DEL RAPPORTO TRA LA POTENZA MASSIMA DEL MOTORE E LA MASSA COMPLESSIVA DELL’AUTOVEICOLO E/O DEL COMPLESSO DI VEICOLI al Titolo III,Punti 1, lett.a) b) c); 3; 4; 6

Naturalmente per venirne a capo c’è ancora molto da cercare e da leggere e da studiare e da tribolare, ma questo è un altro piccolo passo per l’umanità elettrica… 😉