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L’impossibilità del passaggio “autonomo” all’auto elettrica

Posted in ambiente, auto elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 2 gennaio 2013

Intendendo per “autonomo” un passaggio “in proprio”, cioè realizzato dal singolo individuo senza l’intervento di governi e amministrazioni locali, risulta purtroppo che esso non potrà mai verificarsi; questo risulta da questioni strettamente fisiche, come evidenziato da questa tabella:

Mezzo Consumo (Wh/km) Autonomia (km) Batteria (Wh) h@2kW h@3kW h@6kW h@20kW
Piccolo scooter 30 50 1500 0,75 0,5 0,3 0,1
Piccolo scooter, alta velocità 50 50 2500 1,25 0,8 0,4 0,1
Grosso scooter 60 100 6000 3 2,0 1,0 0,3
Piccola minicar 80 100 8000 4 2,7 1,3 0,4
Grossa minicar 100 150 15000 7,5 5,0 2,5 0,8
Piccola auto 150 200 30000 15 10,0 5,0 1,5
Grossa auto 200 300 60000 30 20,0 10,0 3,0
Auto ideale 150 500 75000 37,5 25,0 12,5 3,8

La “fregatura” sta nelle ultime colonne, quelle che indicano il tempo necessario per ricaricare la batteria: ipotizzando di utilizzare solo 2 dei 3 kW disponibili in un impianto casalingo, per evitare di dedicarlo interamente alla ricarica ma conservarne invece almeno una parziale utilizzabilità per luci e servizi minimi, risultano dei tempi di ricarica inaccettabili: l’auto elettrica ideale, quella con autonomia pari a quella di una comune auto a benzina (500 km) si ricaricherebbe in 37 (trentasette) ore: un giorno e mezzo. Ma anche se potesse percorrere solo 300 km servirebbero 30 ore, che diventerebbero 15 accontentandosi di 200 km.

Il primo valore ragionevole per la colonna h@2kW è quello per una grossa minicar, che consumi 100 Wh/km e abbia un’autonomia di 150 km: basterebbero 7,5 ore per ricaricarla, che, considerando la “soglia canonica” delle 8 ore di riposo notturno di una persona, risultano accettabili.

Per rientrare in questo limite temporale con un’auto elettrica, bisogna passare a una potenza di ricarica di almeno 6 kW, ma buoni solo per una piccola auto da 200 km di autonomia; bisognerà invece spingersi a 10-20 kW per poter ricaricare in tempi ragionevoli le future auto elettriche da 500 km di autonomia. Potenze non ipotizzabili per impianti domestici, a causa della loro complessitò e pericolosità. Quindi si renderanno indispensabili distributori di corrente diffusi in quantità paragonabili ai distributori di benzina attuali.

Questo però non significa che non sia possibile già da ora passare alla mobilità elettrica in modo del tutto indipendente: tutti i mezzi che nella colonna h@2kW mostrano tempi di ricarica inferiori alle 8 ore possono essere utilizzati quotidianamente già oggi senza dover aspettare la costruzione della rete di ricarica per veicoli elettrici: non solo scooter, ma anche minicar con autonomie anche considerevoli non richiedono più di 8 ore per essere ricaricate al 100%.

Orientativamente, il limite da tenere in considerazione per la realizzabilità e utilizzabilità di un mezzo elettrico senza infrastrutture di ricarica è 15 kWh: qualunque mezzo dotato di batterie di capacità pari o inferiore a questo valore è realizzabile e utilizzabile già oggi.

Un’ultima nota in merito all’autoproduzione di questa energia tramite pannelli solari: la “regola aurea” per i calcoli sui pannelli solari è “x2 in inverno,  x4 in estate”, che significa che un pannello da 1 kWp produce al massimo 2 kWh d’inverno e 4 kWh d’estate. L’impianto fotovoltaico minimo per poter fare il pieno al “mezzo elettrico autonomo massimo” (la grossa minicar della tabella) dovrebbe quindi essere da circa 7 kWp. Per un grosso scooter ne basterebbero invece 3, e addirittura  1 kWp  o meno per un piccolo “50-cc equivalente”.

Naturalmente a questi valori di potenza andrebbero aggiunti anche quelli necessari al normale fabbisogno di casa, che però si aggira intorno ai 10 kWh al giorno, il che significherebbe rispettivamente 25 kWh, 16 kWh e 11,5 kWh, quindi rispettivamente 12,5 kWp, 8 kWp e 6 kWp.

Sembra quindi che l’unico impianto fotovoltaico “ragionevole” che consentirebbe di essere “elettricamente e mobilmente indipendenti” sarebbe un impianto da circa 6 kWp. Ai prezzi attuali di 0,60 E/W per i pannelli significa 3600 euro di pannelli più circa 2000 Euro per il pacco batterie, più qualche altro migliaio di euro per l’installazione dei pannelli sul tetto, per l’inverter e i regolatori di carica; diciamo che con 10.000 euro probabilmente sarebbe possibile realizzare l’impianto “totale” (casa+scooter). Per il solo scooter ne basterebbero forse 2000.

 

Una Risposta

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  1. simone said, on 3 gennaio 2013 at 4:01

    in realta’ la potenza non e’ troppo un problema , la monofase domestica arriva fino a 9 Kw e comunque e’ possibile chiedere un contatore separato ( tra l’altro tariffato piu’ vantaggiosamente come “altri usi” ) da dedicare all’ auto elettrica , in questo modo si possono avere 3Kw per la casa e 6 per l’auto.
    Con un 6Kw dedicato come vedi anche un auto con batteria molto grossa e’ ricaricabile in tempistiche normali , considera anche che quasi mai uno arriva con la batteria completamente scarica e quindi i tempi di carica si riducono ulteriormente.

    Comunque questo e’ un problema prettamente italiano , ad esempio in francia il contatore minimo domestico e’ un 21Kw ( si usano spesso i caloriferi elettrici) e con quelle potenze la ricarica si fa in poco tempo.

    p.s. nei tuoi calcoli devi aggiungere un 10% circa di tempo per il cosfi e le perdite di efficienza del caricabatterie ed un ora circa di finalizzazione della carica per il bilanciamento celle . Dall’ altra parte dovresti pero’ anche considerare che le statistiche di uso attuale delle auto elettriche ( fonte Nissan) dicono che gli utilizzatori raramente tornano a casa con la batteria al di sotto del 30% del SOC


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