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Diario elettrico – 22/12/2012 – Di nuovo a piedi

Posted in ambiente, scooter elettrici by jumpjack on 22 dicembre 2012

Lo scorso 17 dicembre, andando a lavoro la mattina, ho notato lo scooter un po’ “fiacco” già all’andata; pernsavo fosse per via del freddo, ma poi, tornato a casa, ho scoperto l’inghippo: durante la notta una batteria non si era ricaricata, perchè è “saltato” un altro caricabatterie. Per l’esattazza, è andato in fumo il fusbile d’ingresso. Conjtando anche quello che saltò quando noleggiai lo Star 45 per la prima volta nel 2011, credo che siamo al SESTO.

Mai successo prima  che saltasse il fusibile in ingresso (in genere saltavano i condensatori all’interno), così ho pensato a un sovraccarico temporaneo di tensione; ho cambiato il fusibile, riattaccato il CB, e… PUFF, di nuovo si vaporizza il fusibile.

Decido di aprire il CB ed esaminarlo: non vedo niente di strano, niente componenti bruciati o in corto, boh? Taglio la gomma che tiene il circuito attaccato all’involucro, estraggo il circuito per esaminare il lato inferiore: ci trovo diverse incrostazioni cristalline bianche…. (???) Come se fosse stato a mollo. Mah?! Lo pulisco ben ben con acqua e sapone usando un vecchio spazzolino da denti, lo lascio asciugare per 24 ore, cambio il fusibile, riattacco e… ZOT! Riparte il fusibile!

Porcaccia, rinucio, ordino un nuovo caricabatterie alla ZEM.

Intanto, uso il superstite per caricarle entrambe, tanto per ricaricare 20 km bastano 4 ore a batteria.

Ieri, però, durante la ricarica inizio a sentire una strana puzza di bruciato; vado a toccare il CB, ed è bollente! Stacco la corrente e lo lascio raffreddare un po’, chissà che gli ha preso. Lo apro, controllo se si è “inciccito” qualche condensatore, ma evidentemente sono arrivato in tempo, non è esploso niente…

Quando il CB è freddo, lo riattacco, e riesce a ricaricare interamente la batteria.

Oggi poi rimetto in carica la batteria e me ne vado a guardare la TV… senonchè, dopo un paio d’ore, sento il fatidico, malefico rumore provenire dalla stanza del CB: STOC!!! Stavolta accompagnato da un breve BIP dell’UPS a cui è attaccato.

Impreco tra me e me, ma tanto già so cos’è successo: infatti, il CB è spento, l’involucro praticamente arroventato, e la stanza immersa in una coltre di bianco fumo mefitico invisibile: so che il fumo c’è, anche se in realtà lo si vede pochissimo, perchè lo sento dalla puzza acre e schifosa.

Apro l’involucro (a momenti mi ustiono tanto è caldo!): emana calore come una stufetta, ma non tanto dai mosfet attaccati all’involucro: è il solenoide toroidale che ha raggiunto una temperatura inverosimile, tanto da fondere la guaina di un paio di fili che gli passano accanto.. e da far “bombare”, e probabilmente “sfiatare”, un vicino condensatore.

Che rottura, in sostanza sono di nuovo a piedi!!! 😦

Ho ordinato due nuovi CB alla ZEM, chissà quanto costano, mi pare che l’anno scorso costassero 60 euro l’uno… Però dovroò costruire un circuito di controllo della temperatura, non si può mica continuare così!

C’e’ di buono che non devo andarmeli a prendere a Genzano o farmeli spedire, perchè finamente la ZEM ha aperto un concessionario a Roma, “EcoItalMotor“, che rimarca i sui scooter appunto come “EcoITalMotor”.

Per il momento il sito è tremendamente scarno, speriamo che migliori… Su Facebook non è molto meglio, ma almeno si vedono gli ZEM, qui chiamati G-eco 50 (geco???) e G-eco 150: a quanto pare vendono lo Star 45 col limitatore a 45 all’ora, poverino… Invece il “150” dello Smash 54 mi suona strano, chissà se lo vendono come 150cc equivalente, cioè adatto ad andare i autostrada?!?

EcoItalMotor si trova tra Via Cavour e la Stazione Termini, in via Voghera, 49.

Ho scoperto poi anche BNR-Energia, un altro rivenditore a Roma che, mi dicono al telefono, a breve venderà, oltre a Bertini e Etropolis, anche gli ZEM, sempre chiamati G-Eco, anche se ancora sul sito non risulta.

BNR-Energia sta invece in Via Costabella, 30 (Zona Flaminio, a 1 km dalla Metro A “Lepanto”).

 

Diario Elettrico Zem Star 45 – 23/11/2012 – Problema risolto?

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 23 novembre 2012

100 km in una settiman, e lo scooter non si è più spento manco una volta! 🙂

Qualunque tipo di strada, qualunque tipo di buca, a qualunque velocità, con qualunque tempo.

Il problema sembrerebbe quindi risolto… anche senza aver trovato la causa.

Queste tutte le cose che ho provato, vai a sapere qual è stata quella decisiva:

– ho deciso di tagliare e ricollegare bene il filo del manubrio che si era parzialmente consumato mesi fa per un difetto di fabbricazione.

– ho tolto tutte le fascette che fissavano i cavi, controllato che non ci fossero cortocircuiti o falsi contatti, e rimesso nuove fascette.

– ho rifatto i collegamenti dei due diodi  aggiuntivi;

– ho spostato SOTTO alla pedana il fascio di cavi che va dal manubrio alla centralina, in modo che non sia a contrasto tra telaio e pedana.

– ho aperto la batteria nuova e ripulito tutti i contatti, che sembravano insudiciati da non so quale strana sostanza: grasso? sali da umidità? Boh. Comunque, alcune piste sui circuiti del BMS sono così ravvicinate (meno di 1mm!) che basta una cacca umida di mosca per metterle in corto, per questo ho ripulito tutto ben bene: mi è venuto infatti in mente che la batteria potrebbe “staccare” non per motivi “di potenza” (filo a massa?), ma per problemi al BMS, che leggendo male i dati va in protezione; non avendo trovato i fili staccati che sospettavo esserci, mi sono limitato a dare una pulita.

C’e’ pero’ da dire che la batteria non ha le prestazioni promesse: me l’hanno venduta come “usata, con pochissimi chilometri”, ma in realtà ha un’autonomia molto scarsa: visto che in parallaelo va in riserva dopo 20 km, posso immaginare come funzionerebbe da sola! E sì che non l’ho quasi mai usata per più di 20 km (contro i 45 per cui è data) proprio per non sforzarla!

Mah.

Meno male che, in quanto “cliente storico”, l’ho pagata molto molto meno degli 800 euro che hanno chiesto al povero Leo!

Comunque, nel fare tutti questi smanettamenti ho scoperto una cosa tanto interessante quanto preoccupante: dalla batteria esce, per ogni polo, un doppio cavo da circa 2-3 mm di diametro (non si capisce bene perchè i due cavi sono inguainati singolarmente e poi re-inguainati in coppia); dalla centralina esce per ogni polo un grosso cavo cicciuto, forse da 4 mm. MA tra batteria, centralina e motore corrono solo cavi singoli da 2 mm l’uno! Cambiarli tutti sarebbe un gran lavoraccio, però non mi sembra un gran bel progetto! Chissà quanta corrente/calore/energia sto buttando via!

Diario elettrico Zem Star 45 – 18/11/2012 – Guasto circoscritto un cavolo!

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 18 novembre 2012

Niente da fare, il guasto non è dovuto al difetto di montaggio dei cavi: dopo averli sistemati nel modo giusto e richiuso lo scooter…. questo ha ricominciato a spegnersi quando gli pare (e sulle buche), non solo qunado do una botta alla pedana, ma in modo assolutamente casuale e irriproducibile. Una volta si è anche spento quando ho preso a cazzotti la batteria.

Una gran rottura di marroni, non so più che pesci pigliare.

 

Diario elettrico Zem Star 45 – 17/nov/2012 – Rilevato nuovo difetto di fabbricazione!

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 17 novembre 2012

Ho smontato mezzo scooter per cercare di individuare il guasto che fa spegnere una batteria in caso di buche.
Così ho scoperto che c’è un difetto di assemblaggio sotto la pedana (v. altro difetto simile): un fascio di fili passa proprio tra plastica della pedana e un tubolare di ferro, e la pressione dei piedi sulla pedana, unita a 14000 km di buche,  a poco a poco ha consumato prima il nastro isolante che raccoglie i fili in un fascio, poi addirittura l’isolamento dei fili.

Pero’ non sono ancora scoperti e quindi non sono andati in corto, per cui non so se il difetto dipende da questo problema; che peraltro è facilmente risolvibile, almeno teoricamente (in realtà dovrei smontare TUTTE le plastiche e staccare TUTTI i fili!), facedo passare il fascio di fili SOTTO al tubolare, dove c’è ampio spazio.

Dovrò fare altre prove (probabilmente andrò in giro per una settimana senza pedana….) per capire se l’origine del guasto è davvero qui, perchè ho provato a smuovere i fili con lo scooter acceso ma non si spegne (in altre parole, non riesco a riprodurre il problema, si ripresenta quando gli pare).
Ma mi viene un dubbio: non è che il meccanico della ZEM, quando mi cambiò il motore l’anno scorso, per sbaglio nel ricollegare i fili passò anche male il fascio di cavi? Quasi certamente in mezzo a quei fili ci sono anche quelli dei fari, il che potrebbe spiegare perchè appena cambiato il motore mi si spegneva quando accendevo contemporaneamente fari, frecce e stop (cosa che però ora non succede, boh…). O forse magari è stato il fabbro quando ha risaldato il telaio qualche mese fa?
E infine, domanda finale: che diavolo sarà questo filo?!?

Il “rammendo” con nastro isolante della foto precedente non l’ho fatto io, c’era già, e sotto c’era quest’accrocco… Cosa sarà?!?

Diario elettrico Zem Star 45 – 15/11/2012 – Guasto circoscritto!

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 15 novembre 2012

Sono riuscito a circoscrivere il falso contatto!

Ho smontato lo scudo anteriore è provato a smuovere e tirare tutti i fili a scooter acceso e motore in movimento; niente

Ho fatto una cosa simile coi fili sotto al sedile, dopo aver tolto parte della carenatura: niente

Ho estratto la batteria che si spegne e, a scooter acceso, l’ho sbatacchiata di qua e di là: niente, non si spegne.

Poi ho dato una pedata alla pedana, a scooter acceso ma motore fermo… e si è spento tutto!

Allora ho provato a fare un giringiro senza tenere i piedi sulla pedana (vi lascio immaginare la posizione di guida…), e quando prendo le buche la batteria non si spegne quasi mai: diciamo il 10% delle volte rispetto alla marcia normal.

Quindi c’è qualcosa di storto sotto la pedana. Solo che in questi giorno quando  torno a casa da lavoro è già buio e non posso controllare!

Questo weekend darò una smontata; sotto alla pedana c’è il cablaggio dell’interruttore di sicurezza del cavalletto, e un accrocco che, a suo tempo, classificai come “centralina di sicurezza”, dal momento che scollegandola si disabilitano gli interruttori di sicurezza di freni e cavalletto.

Spero di  sbagliarmi, ma forse ci troverò qualche pesce, ho visto che la scatola della centralina non è sigillata, da sotto ci può entrare l’acqua…

Diario elettrico Zem Star 45 – 11/nov/2012 – Lo scooter a supercondensatori

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 11 novembre 2012

Sto studiando la fattibilità di aggiungere allo scooter un supercondensatore per alleviare il carico delle stanche batterie e prolungarne quindi la vita:

Applicando al motore 1500 W per 3 secondi (una partenza) consumo, se faccio bene i calcoli, 1,25 Wh (1500W * 3/3600 h)
se invece ho una salita ripida che dura 30 secondi (a 50 all’ora fanno 416 metri) mi servono 12,5Wh
Diciamo che 20, massimo 30 Wh sarebbero sufficienti per il mio scooterino e per i miei percorsi abituali.

Facendo un calcolo più generale:
wattora partenza: potenza / 1000
wattora salita LUNGH metri @ VEL km/h: W/1000 * LUNGH / VEL

Wh = potenza * tempo = potenza [W] * metri / ((kmh/3.6)/3600) [h] = poteza * metri / (1000 * kmh) = Potenza/1000 * metri/kmh
tempo = spazio/velocita = metri / (kmh/3.6) = secondi
kmh * 1000 / 3600 = m/s

Caso 1:
Potenza = 1500 W
Velocità 50 km/h
salita = 416 m
Wh = 1.5 * 416 / 50 = 12.5

Caso 2:
Potenza: 3000 W
Velocità: 80 km/h
Salita = 416 m
Wh = 3 * 416/ 80 = 15.6
Visti i costi di un supercondensatore, potrei pensare di installarne uno, tanto per fare esperimenti, da 10 Wh; l’energia contenuta in un SC è pari a :

E = 0.5 * C * V^2 [ joule]

oppure meglio

E = 0.00014 * C * V^2 [Wh]

Considerando una tensione conservativa di 75 V (le batterie, cariche, arrivano anche a 71-72), dovrei quindi avere come capacità per avere 10 Wh:

10 Wh = 0.00014 * C * 3600

C= 10 / (3600 * 0.00014) = 10 / 0.504 = 20 F

I tagli sono da 2,7V, quindi per avere 75V servono 28 condensatori in serie; siccome in serie le capacità non si sommano ma si ha 1/Ctot = 1/C1 + 1/C2 + …, risulta che per avere 20 F con 28 condensatori uguali devo avere:

1/20 = 28/C

cioè:

C=28*20 = 560 F

Quindi, 28 supercondensatori da 2,7V/560F permetterebbeo di costruire una batteria di supercondensatori da 10 Wh.

Purtroppo un supercondensatore da 600F costa 32 euro, il che vuol dire 23×28= 896 euro.

Quindi un supercondensatore per aiutare nelle salite è ecnomicamente poco fattibile, per me e per ora.

Per le partenze, però, abbiamo visto che bastano 1,25 Wh, cioè un decimo di quanto sopra, che vorrebbe dire 56 Farad (teoricamente 90 euro) di supercondensatori, il che sarebbe MOLTO fattibile e vale la pena di farci un pensierino!

In realtà purtroppo il prezzo non è così lineare: un condensatore da 16V/58F costa 123 euro, e ne servirebbero 4 o 5 (intorno ai 500 euro).

Formula per il calcolo dei secondi di spunto garantiti da un condensatore da 60 V su scooter da 1500 W (da ricontrollare):

E = 1500W *( SECONDI/3600)  h = 0,42 * SEC   [Wh] (0,42 Wh per ogni secondo di spunto)

E = 0,00014 * C * V^2 [Wh]  ==> E =  C * 0,5 (Energia di condensatore da 60 V).

0,42 * SEC = C * 0,5

SEC = C * 0,5/0,42

SEC = 1,2 * C

Cioè circa un farad per ogni secondo di spunto.

C= SEC/1,2

Wattora per percorrere LUNGH metri @ VEL km/h: W/1000 * LUNGH / VEL

Per costruire un banco di condensatori da Ctot Farad usando tanti condensatorini da Cparz Farad bisogna considerare che:

1/Ctot = 1/Cparz1 + 1/Cparz2 + …

Siccome tutti i condensatori sono uguali risulta:

1/Ctot = n / Cparz

Quindi:

Cparz = n * Ctot

Il numero di condensatori dipende dalla tensione finale necessaria, divisa per i 2,7 V tipici di un supercondensatore, quindi:

Cparz = V/2,7  * Ctot

Risultato finale: per avere spunti da 1500 W per 3 secondi serve un banco di 23 supercondensatori da 2,7V/56F, che formano un SC da 62V/2,4F

Volendosi ridurre al minimo-minimo indispensabile per sperimentare e spendere poco, si può scendere a 1 secondo, visto che comunque durante le partenze si ha un picco iniziale di corrente che poi cala rapidamente.

In questo caso si arriverebbe a

C= 1/1,2 = 0,833 F

Per avere 0,844 F con una batteria di 23 condensatori, oguno deve essere da:

Cparz = 23 * Ctot = 20 F

Quindi 23 supercondensatori da 20 F danno un pacco da 62V/0,833F che permettono di assorbire spunti di corrente della durata di un secondo.

Su Mouser: http://it.mouser.com/Search/Refine.aspx?Keyword=ioxus

Un condensatore da 2,5V/10F costa 5,31 euro. Essendo da 2,5 invece che da 2,7 ne servono 24, ed essendo da 10 F ne servono 48, quindi in tutto 48×5,31 = 255 euro.

Se voglio complicarmi la vita e farlo infine da 75V per essere sicuro che le batterie stracariche non lo brucino:

E = 0,00014 * C * V^2 = 0,00014 * C * 5265 = 0,7875 * C  [Wh]

E = 0,42 * SEC  [Wh]

0,42 * SEC = 0,7875 * C

Per un secondo:

C = (0,42/0,7875) * SEC = 0,53 F per un secondo  (essendo maggiore la tensione, l’energia è maggiore a parità d iFarad, quindi per avere la stessa energia mi servono meno Farad).

Csing = 75/2.5   *   0.53  = 30*0.53 = 16 Farad

Con 30 condensatori da 2,5V/16F ottengo una superbatteria da 75V/0,53F che funziona per un secondo e contiene 0,414 Wh.

Un SC da 2,7V/10F costa 1,57 euro , ne servono 30×2 = 60, quindi 94 euro.

Con 94 euro posso fare un spercondensatore di prova che assorbe spunti di potenza della durata di un secondo.

Vale la pena. 🙂

Aggiornamento

Ricerca ENEA: http://www.enea.it/it/Ricerca_sviluppo/documenti/ricerca-di-sistema-elettrico/risparmio-di-energia-elettrica-nei-trasporti/rds-73.pdf

Produttori: Maxwell, Ioxus, Nesscap

Usati da ENEA:  Maxwell BMOD0250P016 B02 (link per B01, 565,00 euro l’uno) – 16.2v/256F

Configurazione 4S2P, qjuindi: 4×16.2=64.8V ; 256/4 = 64F ; 2 in parallell = 128 F

Totale: 64.8V/128F ; energia stoccata: 0.5 * 128 * 64.8^2 = 270’000 Joule = 75 Wh

Prezzo totale: 4 x 2 x 565 = 4520,00 euro.

Batterie: piombo  acido,  del  tipo  Valve  Regulated  Lead  Acid  con  elettrolita  in  gel,  moduli  HAZE  HZY6-225EV, 6 V 200 Ah. (8 in serie, 48V totali)

Aggiornamento:

Lungo elenco di ricerca USA su varie tecnologie all’avanguardia, tra cui anche supercondensatori: http://www.sbir.gov/sbirsearch/download?type=technology&term=%22Electric%20Vehicle%22&ob=year&count=430

In particolare, questa è molto promettente:

This Small Business Innovation Research Phase I project will demonstrate the technical feasibility of using proprietary low-cost, nanostructured vanadium nitride (VN) based electrodes and an asymmetric cell architecture with aqueous electrolytes to manufacture high energy density supercapacitors. Currently available commercial products deliver 3-6 Wh/kg with power densities of 700 W/kg at a cost of ~$0.10 per Farad. The cost must be decreased by at least a factor of two for broader market acceptance, and the energy density improved to reduce the size of the supercapacitor. Successful completion of the proposed SBIR program will lead to next generation supercapacitors with energy densities that approach 15 Wh/kg, exceeding the current state of the art by a factor of 3, and costs that are as much as 10 times lower than those for currently available commercial devices.

Condensatori 10 volte più economici e 3 volte più capaci!

Come dire che con i miei ipotizzati 100 euro potrei costruire, anzichè un piccolo supercondensatore da 30 condensatori da 2,5V/16F  per formare una superbatteria da 75V/0,53F che funziona per un secondo, potrei ottenere una superbatteria da 75V/5,3F che dura 10 secondi.

In quel file sono elencate per la verità molte ricerche molto promettenti…. bisogna vedere QUANTE rispetteranno le promesse! E comunque sono elencate anche ricerche VECCHIE, fino a 20 anni, quindi forse qualcosa potrebbe  già esserci.

Ecco invece un interessante documento: Come dimensionare i supercondensatori per un veicolo ibrido:

http://users.encs.concordia.ca/~pillay/c1.pdf

Condensatori interessanti:

Illinois Capacitors INC.

Quelli da 30F in su sopportano correnti da 40.5 Ampere in su; ad esempio:

306DCN2R7M:    30F/2.7V, 40.5A, 3.70 Wh/kg, 1770 W/kg, 8.5 g

506DCN2R7Q:    50F/2.7V, 67.5A, 4.1 Wh/kg, 1770 W/kg, 14g, circa 6 euro l’uno

AGGIORNAMENTO:

Un ricercatore dell’ENEA mi informa che un SC in parallelo alla mia batteria da 60V si scaricherebbe al massimo di 10V, altro che 60! Quindi devo completamente rivedere le mie stime!

Poi c’è questa ricerca che dice che la vita stimata di un supercondensatore è di 500.000 ore se scaricato al massimo al 50%, così come quella di una batteria al litio è di 1000 cicli se scaricata al 20%. Scaricare un SC per metà permette di estrarne però il 75% dell’energia.

Nelle schede tecniche dei SC può essere indicata la costante di tempo:

la costante di tempo tipica di impiego per la carica scarica degli stessi: 1-2 s per i supercondensatori, ore per le batterie elettrochimiche (stessa ricerca di prima).

 

Diario elettrico Zem Star 45 – 3/nov/2012 – Dettagli caricabatterie

Posted in scooter elettrici, Uncategorized by jumpjack on 3 novembre 2012

Mi sono accorto che non ho mai pubblicato dettagli sul caricabatterie, a parte questo vecchio post, quindi ecco tutti i grafici di una ricarica parziale (20 km, batterie in parallelo, logger su una batteria):

 

Al termine della carica si ha un consumo costante di 0,065 A a 234V con cosFI pari a 0,21… qualunque cosa significhi (?).

Diario elettrico Zem Star 45 – 2 nov 2012 – Lo scooter empirico

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 2 novembre 2012

Questo scooter è completamente empirico.

Voglio dire, non è deterministico.

Oggi ho tolto le carene sul lato sinistro per accedere al cavo del motore, dopo che l’ho sentito più caldo del motore dopo un viaggio di soli5 km.

A motore acceso, ho tirato, piegato, mosso, agitato e stiracchiato il cavo dopo aver tolto le fascette che lo fissavano al telaio.

Lo scooter non ha fatto una piega, non si è spento niente.

Sono stato lì a spippolare per mezz’ora, niente.

Poi sono partito, lasciando il filo penzoloni dal telaio, e prendendo tutte le peggiori buche del paese…

Lo scooter non si spegne.

Quasi mai.

Qualche volta, se la buca è esagerata, si spegne momentaneamente una batteria, per cui se accelero sento il beep della riserva. Ma poi basta lasciare l’acceleratore, e la batteria “riattacca”, senza dover staccare/riattaccare il magnetotermico.

Non capisco proprio.

Dovrei provare il motore sotto sforzo… ma sul cavalletto come cavolo faccio? Sul freno c’è l’interruttore di sicurezza che fa spegnere il motore! Vabbè, potrei staccare il controllo di sicurezza…. ma sta nella centralina sotto la pedana, sotto il rinforzo del telaio, sotto la copertura in vetroresina che ho aggiunto, uffa…

Bah.

Oggi poi è risuccessa una cosa strana, per la seconda volta in un mese o due: durante la ricarica di una batteria, il gruppo di continuità a cui è collegato il caricabatterie ha iniziato a strillare come un pazzo! Non so cosa “volesse”, perchè ho perso il manuale anni fa, ma la cosa non è bella. E’ andato in sovraccarico? Mi sta per piantare un caricabatterie? Boh?

 

Diario elettrico 28/10/2012 – Scooter fotovoltaico: ricominciamo (per la 3a volta…)

Posted in fotovoltaico, scooter elettrici, Uncategorized by jumpjack on 28 ottobre 2012

Dopo aver letteralmente fuso regolatore di carica e inverter, ricominciamo: devo ricomprarli entrambi.

Messi per sempre da parte gli EPsolar cinesi difettati, dopo aver gironzolato un po’ e studiato un BEL po’, ho desunto che coi miei nuovi pannelli da 6o celle / 240 Wp non mi serve un costosissimo regolatore MPPT da 250 euro, ma è sufficiente un più economico PWM da 80 euro; la ragione è che la tensione di un pannello da 60 celle è di circa 36 Volt, che rispetto ai 24 V delle batterie significa il 50% in più, e per di più la tensione effettiva del pannello (anzichè quella a circuito aperto) è anche inferiore, quindi la quantità di tensione che l’MPPT convertirebbe in corrente sarebbe così bassa che “il gioco non vale la candela”.

Quindi, per il regolatore ho optato per un interessante Western CO WR20 da 20A comprato su Ipersolar per 82,50 euro. L’idea è di collegare in parallelo due pannelli da 240Wp/8A, quindi 16 A totali,  quindi il 20A va più che bene.

E’ interessante perchè ha un bel display LCD invece che 3 led, ed ha anche le soglie di tensione regolabili.

Molto più complicato invece scegliere l’inverter: dopo la brutta esperienza del  Sinergex PureSine 24V 350W che si è rivelato troppo poco potente per il mio caricabatterie da 250W/430VA (cosFi di 0,58 !!!), visto che in realtà era un Sinergex/Victron da 350 VA/250W, devo cercarne uno più grosso. Solo che nel frattempo ci ho preso gusto e quindi vorrei ANCHE alimentare le luci di casa (100W contemporanei), quindi mi servirà ancora più grosso…

Grafico tipico di una mia ricarica giornaliera: meno di 700 Wh, 250W/430Va

Solo che i venditori non specificano mai se indicano W o VA nelle loro schede tecniche, quindi sto un po’ impazzendo.

Comunque, ipotizzando di dover sommare i 430 VA ai 100 VA/W di potenza delle lampadine (chissà quanto hanno di cos FI quelle a incandescenza, boh…), mi servirà un inverter da 530 VA, quindi diciamo 600.

L’impianto è a 24V, per due motivi:

– non serve regolatore MPPT

– posso collegare i pannelli in parallelo, e siccome sono messi in una pessima posizione, spesso uno dei due potrebbe essere in ombra

Quindi devo cercare un inverter a onda sinusoidale pura da 24V/600VA ; devo però ancora capire la faccenda del “soft start”, una tecnologia dei nuovi inverter per evitare picchi di potenza in avvio: mi chiedo se però non rovinino lampadine a fuorescenza e caricabatterie, essendo pensatiper motori elettrici…

Per esempio ho letto che bisognerebbe accendere PRIMA le lampadine fluoresecenti e POI l’inverter, cosa impensabile/irrealizzabile per me, visto che l’inverter starà in giardino!

Trovo informazioni discordanti in merito agli svantaggi e l’applicabilità dell’onda modificata c’e’ chi dice possa alimentare lampade fluorescenti ma non lampade al neon (???), c’è chi dice che puo’ alimentare caricabatterie, ma non TUTTI i caricabatterie,… boh???

Gli iInverter ad onda sinusoidale modificata sono adatti ad alimentare PC, Notebook, televisori, radio, Hifi, caricabatterie x cellulare, ed altri apparecchi elettrici . Non sono invece consigliati per elettrodomestici quali frigo, lavatrice, microonde, nè per luci al neon o carichi induttivi quali pompe

http://www.shop.ilportaledelsole.com/Onda-sinusoidale-modificata

Certain rechargers for small nickel-cadmium batteries can be damaged if plugged into a modified sine wave inverter. In particular, two types of appliances are susceptible to damage:

  • Small, battery-operated appliances such as flashlights, cordless razors and toothbrushes that can be plugged directly into an AC receptacle to recharge.
  • Certain battery chargers for battery packs that are used in some cordless hand-tools. Chargers for these tools have a warning label stating that dangerous voltages are present at the battery terminals.

http://www.donrowe.com/inverters/inverter_faq.html#modified

Ho provato a contattare la Donrowe, vediamo cosa mi dicono…

Se solo questo fosse DAVVERO da 400W nvece che da 400VA, sarebbe perfetto per il mio caricabatterie; se fossero invece VA… be’, andrebbe comunque benino.

http://www.alimentatorishop.com/epages/990115904.sf/it_IT/?ObjectPath=/Shops/990115904/Products/TS400-224B  (175,00 + IVA = 200,00 euro circa)

Contatto anche loro e vediamo un po’, il datasheet i VA manco li cita!

Se fossero 300W veri potrebbe andare bene anche questo, mai VA quanti saranno?!?

http://www.ebay.it/itm/Lafayette-i24-300S-Inverter-con-ONDA-sinusoidale-PURA-24V-300W-/320992300599?pt=CB&hash=item4abca1ce37

Questo sembra un bell’inverter sinusoidale economico.

Ed è anche dimostrato che è sinusoidale! http://www.youtube.com/watch?v=t_OF2M5i6F8

Quest’altro video mostra la differenza tra onsa sinusoidale pura e modificata:

http://www.youtube.com/watch?v=CzmfsU06qN8&feature=related

Interessanti inverter sinusoidali economici ma provenienti dall’inghilterra anzichè dalla Cina (quindi niente dogana):

600 W – 134.00 euro

1000W – 170 sterline (211,00 euro)

1500 W – 230 sterline (286,00 euro)

Non capisco però cosa significhi questa tabella:

Proverò anche a chiedere lumi su questo forum:

http://www.cruisersforum.com/forums/f14/charging-drill-batteries-from-inverter-bad-79125.html

Inverter 24V/500W onda poura UK, 200 sterline:

http://www.sunshinesolar.co.uk/khxc/gbu0-prodshow/VPS50024.html

Questo mi sembra un po’ truffaldino: onda pura da 500 W a 80 euro…

http://www.ebay.it/itm/500W-PURE-SINE-WAVE-POWER-INVERTER-DC-24V-AC-220-240V-/380347334234?pt=AU_Boat_Parts_Accessories&hash=item588e77be5a

UK

Da controllare

Diario elettrico Zem Star 45 – 27/10/2012 – Indizi e ipotesi di guasto

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 27 ottobre 2012

Sto cercando di trovare il guasto “a mente” prima di iniziare a smontare lo scooter, quindi sto mettendo insieme gli indizi:
– il magneto di sinistra scalda quando monto la batteria nuova a sinistra
– se monto la batteria a destra, scaldano entrambi
– in caso di buche, la centralina “stacca” la batteria nuova sia se sta a destra che a sinistra
– lo “stacco” non avviene in tutte le buche: non avviene nelle “buche a tremarella” (tipo sanpietrini), non avviene ad acceleratore chiuso, avviene anche andando su una buca lentamente ma con acceleratore al massimo, avviene con buche profonde anche lentamente…
– il problema dello “stacco” è iniziato quando mi cambiarono il motore mesi fa

Sospetto:
e se fosse difettoso il cavo che collega l’hub motor alla centralina? La centralina è fissata al telaio, il motore fa su e giù per via degli ammortizzatori, quindi il cavo “flette” ad ogni buca, e più la buca è grossa, più l’ammortizzatore flette.
Ho provato a sentire il cavo del motore alla fine di un viaggio: è caldo! Purtroppo, non ho mai pensato a fare questa prova fino ad ora, quindi non so se ha sempre scaldato.

Ora, il cavo è fissato tramite fascette di plastica molto ben tirate.
Ahi ahi ahi… e se sono TROPPO tirate, e impediscono al cavo di assecondare i movimenti richiesti dai movimenti del motore?
Forse si sta strappando il rame all’interno? Probabilmente si è formato un falso contatto, e in caso di forti correnti “scintilla” e la centralina va in protezione!
O, peggio ancora, potrebbe essersi “sbucciato” il cavo, che quindi a volta fa contatto col telaio, e la centralina va in protezione!
Il secondo caso sarebbe anche peggiore, perchè significherebbe che periodicamente le batterie vanno in super-scarica verso massa!
Per di più… rischio pure di andare a fuoco!!!

Dovrò fare un esame più approfondito della cosa.

E, a proposito di esami approfonditi, ogni tanto “sondo” il telaio per vedere se per caso mi ha mollato di nuovo, ma per fortuna è ancora tutto ok.
Però, da quando ho segato il cavalletto laterale, faccio belle curve in piega anche a sinistra… e da quando ho risaldato il telaio, le faccio ben in piega anche a destra…. mentre nei primi mesi mi ricordo che in una certa particolare curva con fondo altamente scommesso dovevo praticamente fermarmi per svoltare a destra, altrimenti i “salti” sulle buche facevano flettere le sospensioni talmente tanto che toccavo terra…. O forse era IL TELAIO a flettersi, perchè già rotto, ma non abbastanza da accorgermene in marcia normale?
Ma questo significherebbe che doveva essere rotto fin dall’inizio o quasi…
Pensa che ti ripensa, mi è venuto in mente uno strano episodio, successo un mese dopo l’acquisto: entrai nel parcheggio di un supermercato, ma dovetti fare una curva a sinistra strettissima per evitare qualcosa/qualcuno che non mi ricordo… e mi ritrovai sdraiato per terra!
Andavo talmente piano, essendo in un parcheggio, che non mi feci niente, nè io, nè lo scooter…. FORSE. FORSE lo scooter invece si “fece male”??? Il problema è che, dopo 2 minuti che ero fermo per terra come un salame con lo scooter sdraiato sulla gamba sinistra, cercando di capire come mai mi trovavo lì (non ero scivolato), capii cos’era successo: all’ingresso del parcheggio c’era un cancello scorrevole, a terra un lungo binario d’acciaio che sporgeva da terra di un centimetro o due. Lo stupido spuntone blocca-cavalletto, a causa della curva strettissima e del fatto che il binario sta pure su un dosso alto 10 cm sul piano strtada, si impuntò contro il binario, bloccando immediatamente lo scooter (sentii una gran botta) e facendomi finire per terra.
Il motivo per cui rimasi basito per terra per due minuti era che mi era sembrato di sbattere contro un muro… solo che davanti a me non c’era proprio niente!
Poi, rialzando lo scooter, vidi il binario, che a un esame più ravvicinato mostrò un bell’ “intaglio” nel punto in cui aveva sbattuto il cavalletto!

Ora, visto che il cavalletto sta attaccato proprio a 5 cm dal punto del telaio che si è dissaldato, mi chiedo se non sia stata questa la causa del guasto: magari allora si crepò solo un po’, ma siccome ci andavo sempre in giro da solo, non mi accorsi di niente per mesi.
Poi, molti mesi dopo, ebbi la bella idea di portarmi a spasso una bella gnocca :- ) (mica facile ricostruire eventi accaduti a distanza di mesi gli uni dagli altri!), e il giorno dopo iniziai a sentire le flessioni del telaio che mi fecero sospettare la rottura.
Insomma, un guasto che ha impiegato 6 mesi per manifestarsi e altri 6 per essere capito/scoperto?
Sarebbe interessante.
Anche perchè mi porterebbe a una rivalutazione di questo telaio che ho tanto maledetto!

Purtroppo mi sa che non potrò mai sapere la verità. Potrei andare di nuovo a schiantarmi sul binario del parcheggio… 🙂 ma invece no, perchè il cavalletto l’ho estirpato mesi fa, quindi CICCIA! 🙂