Jumping Jack Flash weblog

Uno scooter elettrico con batterie al litio estraibili… a 2000 euro???

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 8 agosto 2012

Il buon GianniTurbo mi segnala questa chicca:

http://www.ebay.it/itm/SCOOTER-ELETTRICO-CITY-EGG-1-5-KW-/230834981300?pt=Moto_e_Scooter&hash=item35bed649b4

I dati dell’inserzionista lasciano molto a desiderare quanto a competenza, però dicono che le batterie sono estraibili…

– BATTERIE ESTRAIBILI

– Motore Brushell Wuxi angel 1,500kw 48V dc
– Voltaggio 48 V
– Capacità batteria 27 Ah / 30Ah
– Tipo e modello batterie Silicon 4 CELLE 45 Ah X KG 10,2 CAD/ 2 CELLE 30 Ah X KG 14,5 Lithium – Potenza Kw 1.5
A parte che il motore brushless (=senza spazzole) è diventato un fantomatico brushell (??? 🙂 ), ma la capacità di queste batterie quant’e’???  27, 30 o 45 Ah? E anche il fatto di parlare di potenza delle batterie dà da pensare…
Comunque, proviamo a decodificare queste specifiche:
Motore da 48 V, quindi anche batterie da 48 V; batterie di due tipi, Piombo e Litio.
Le piombo sembrerebbero 4 batterie da 48V/45Ah… ma significherebbe 8640 Wh, quindi è improbabile; probabilmente la realtà è che sono 4 batterie da 12 V/45Ah, per un totale di 48V/45Ah, cioè 2160 Wh. Resta il mistero del peso: 2 kWh di batterie al piombo nonpesano 10,2 Kg; però forse ogni batterie da 12 V pesa 10,2 Kg. Quindi possiamo ipotizzare questo dato finale:
Piombo: 4 batterie, ognuna da 10.2Kg/12V/45Ah; quindi in totale circa 40 Kg per 2160 Wh (54 Wh/Kg, dato plausibile).
Per le litio il dato sembra più sensato: una mia batteria li-ion da 60V/24Ah (=1440 Wh) pesa 10 Kg, quindi è plausibile che una batteria da 48V/30Ah (=1440 Wh) pesi 14,5 Kg. Possiamo quind ipotizzare come dato finale:
Litio: 2 batterie, ognuna da 14.5 Kg/48V/30Ah, quindi in totale circa 30 Kg di batterie per 2880 Wh (96 Wh/Kg).
Il peso del mezzo non è indicato, ma sembra piccolino come il mio Zem Star 45, ed ha la stessa potenza; considerando poi che ha anche stessa capacità delle batterie (48x30x2 = 60x24x2 = 2880 Wh), si potrebbe ipotizzare un’identica autonomia reale di 86 km da nuovo per la versione al litio. Quella al piombo arriverà probabilmente a 50.
Nessun dato sulla velocità, ma “ovviamente” andrà a 45 km/h… 😦
Sembrerebbe, infine, lo scooter venduto dalla Energeko di Dragona, che sono per l’appunto andato a visitare oggi, per il quale rimando ad apposito post. Lo stesso inserzionista vende tra l’altro anche lo scooter da 6 kw che ho visto sempre alla Energeko.
Ma tornando a quello da 1,5 kW, il venditore mi ha fatto notare una stranissima particolarità: le batterie al piombo estraibili (???). Non so se ha capito male lui le specifiche o se è davvero così, fatto sta che ha aperto il sellino ed ha tirato fuori due batterie, grose ognuna quanto una classica bottiglia d’acqua da un litro e mezzo ma molto pesante, quindi plausibilmente al piombo piuttosto che al litio (spiacente, non avevo una bilancia con me… 😉 ) . Il problema è che l’E-Max 110S al piombo, per esempio, ha una batteria da 90 Kg per 3 kWh (30 Wh/kg), e in genere le piombo non vanno oltre i 50 Wh/Kg. Ognuna di quelle batterie non pesavapiù di 10 Kg, quindi in tutto 20, perciò parliamo al massimo di 1000 Wh. Se il mio scooter da 1500 W con 2880 Wh di batterie fa 86 km, significa che con 1000 Wh farebbe 30 km.
La mia ipotesi è quindi che il City Egg con batterie al piombo estraibili abbia autonoima di 30 km.
Spero di poter un giorno o l’altro verificare…

Visita preliminare al “negozio elettrico” Energeko di OStia/Dragona

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 8 agosto 2012

In un precedente post ho accennato all’immimente trasferimento a Dragona da Ostia del “negozio elettrico” Energeko, un venditore specializzato in prodotti eco-elettrici: scooter, biciclette, monopattini, skateboard, minicar, tutto elettrico, e in più anche pannelli solari e pensiline fotovltaiche.

Inizialmente avevano previsto di inaugurare il negozio il 10 giugno scorso, ma hanno avuto dei ritardi e quindi inaugureranno a settembre.

Il nuovo negozio, attualmente in fase di allestimento, si trova a Dragona (sulla via Ostiense, tra Roma e Ostia), in Via del Dragone,122: lo si trova facilmente, perchè ha due mega-insegne con scritto “energie alternative” e una colossale vetrina con esposti in bella vista sulla strada, a un metro da terra, 10 scooter elettrici.

Al momento ha per la maggior parte Etropolis di ogni forma, potenza e dimensione, ma a settembre disporrà anche di City, SuperCity & co, di Govecs, forse di E-max, di tre modelli di minicar elettriche e chissà cos’altro.

Intanto, ho avuto modo di provare un paio di scooter: finalmente sono riuscito a provare un Etropolis su strada! (La prima volta li vidi a una fiera ben due anni fa). Mi è “toccato” il Retrò, l’unico targato al momento. E’ un po’ imbarazzante andare in giro su uno scooter che sembra un ibrido tra la vespa della nonna e una Harley Davidson 🙂 , però volevo levarmi lo sfizio.

Non mi ha molto soddisfatto: a parte la solita pecca della mancanza di un vano portaoggetti (ma possibile che ce l’abbiano solo gli Zem e gli E-max?!?), non mi è piaciuto l’acceleratore davvero troppo sensibile, che “attacca” subito; è vero che è un difetto comune a tutti gli scooter elettrici, ma su questo è particolarmente accentuato.

Pero’ di per sè lo scooter è grosso, largo e comodo, con una bella pedanona ampia e un bello spazio per il passeggero, che ha anche i poggiapiedi estraibili a molla.

Il motivo principale per cui l’ho voluto provare, però, è la velocità: volevo vedere che effetto fa andare a 45 all’ora. D’accordo, riuscire ad arrivarci, per le viuzze di Dragona, è stato difficile per via del traffico intenso, ma è stato anche lento arrivarci. Diciamo però che per muoversi in città il mezzo andrebbe più che bene. E’ per i percorsi extraurbani che un mezzo che va a 45 all’ora è del tutto inadatto, secondo me.

Per fortuna, però, alla Energeko hanno anche soluzioni alternative: per esempio, il Super City da 6 kW. Pur essendo anche questo di fattura cinese (almeno all’apparenza, a giudicare da plastiche e telaio, molto simili allo Zem; poi in realtà che ne so…), almeno non soffre di questa fastidiosa limitazione dei 45 all’ora! Potrebbe arrivare a 120 all’ora, ma è stato limitato a 80. Purtroppo non era targato e l’ho potuto provare solo nel cortile, spero a settembre di poterlo provare meglio. Però ho potuto già notare che è davvero silenziosissimo, più di qualunque scooter elettrico abbia mai provato! Invece di fare ZZZZZZZZZZZZ, fa ……………….. 🙂

A vederlo mi pare assomigli un po’ all’Ecojumbo, chissà che non sia lo stesso prodotto rimarchiato?

Interessante che esista sia in versione piombo (4000 euro) che litio (6000); meno interessante che le batterie al litio non siano estraibili… però viene dato per un’autonomia di 120 km e oltre!

Parlando di estraibilità, come accennato in altro posto gli scooter “City” (che non ho ben capito di che marca siano) hanno una caratteristica interessante: hanno le batterie estraibili sia al litio che al piombo!

Riporto la mia deduzione dall’altro post:

Nel sotto sella ci sono due batterie, grose ognuna quanto una classica bottiglia d’acqua da un litro e mezzo ma molto pesante, quindi plausibilmente al piombo piuttosto che al litio (spiacente, non avevo una bilancia con me… 😉 ) . Il problema è che l’E-Max 110S al piombo, per esempio, ha una batteria da 90 Kg per 3 kWh (30 Wh/kg), e in genere le piombo non vanno oltre i 50 Wh/Kg. Ognuna di quelle batterie non pesavapiù di 10 Kg, quindi in tutto 20, perciò parliamo al massimo di 20×50=1000 Wh. Se il mio scooter da 1500 W con 2880 Wh di batterie fa 86 km, significa che con 1000 Wh farebbe 30 km.

 La mia ipotesi è quindi che il City Egg con batterie al piombo estraibili abbia autonoima di 30 km.
Ecco qualche foto:
Batteria estraibile al litio (monoblocco)
Batteria al litio collocata nel sottosella del “City Egg”
La batteria al piombo, con accanto lo spazio per la seconda
La batteria “sfilata”
L’ho estratta per esaminarla minuziosamente, ma non c’e’ la benchè minima etichetta o incisione! E’ tutto “supersegreto”! L’unica cosa che si nota è che il caricabatterie è integrato, perchè la batteria ha un attacco per cavo da 220V come quello dei PC.

I coperchi delle telecamere del rover MSL-Curiosity

Posted in astronomia by jumpjack on 7 agosto 2012

Perchè non vada perso per sempre nei meandri di un forum qualunque, riporto qui l’interessante intervento del’ingegnere che ha progettato i “tappi” delle telecamere “hazcam” del rover marziano MSL-Curiosity appena arrivato su Marte:

Well, since I was the cognizant engineer on these now-world-famous dust covers, I guess I can stop lurking and talk about them a little bit.

The covers are indeed are restrained by a metal rod, which was cut by a dual NSI pyro cable cutter.  The cutter is massive overkill for the job, but….

These dust covers were one of the last things added to the rover.  The MSL HazCams are build-to-print copies of the MER HazCams.  On MER, the cameras were protected inside the lander, and in over 10 rover-years on the ground they haven’t seen dust building up enough to be worrysome.  The Skycrane system was supposed to reduce the plume ground pressure during landing to the point where dust wouldn’t be an issue for MSL.

But after Phoenix landed and everyone saw the pictures of pebbles *on top of* the pads on the bottom of the lander legs, and the legs themselves coated with a sticky looking layer of dust, some concerned folks looked at the issue more closely.  It turned out there is a core flow in the Mars Lander Engines on the descent stage that stays strong all the way to the surface, even hanging at the end of the skycrane.  And that can kick up a lot of dust+reaction products during the skycrane maneuver, some of which would go back towards the rover.  There was a review of hardware in danger of being coated with “sticky” dust; everything was determined to be dust tolerant *except* the HazCams.

Oh, but the HazCams were already done, and so were their mounting interfaces onto the rover, and the mounting hardware was already built….

I was given the task of working around all the geometric constraints of were the cameras needed to be to do their job, carving out a volume for the covers to open, making sure they end up above the belly pan of the rover so they don’t impede mobility after they are open, etc (just finding room for the covers to swing with the vehicle design where it was in late 2009 was….fun).  The covers were a “do no harm” best effort – the idea was not to impact the existing HazCams.  Some of the constraints in that area meant they couldn’t be 100% sealed, hence the dust particles that got past them.  But the front images from last night especially showed a LOT of caked-on dust blocking a significant amount of the images – and that’s what we were really trying to protect against – caked on dust or impacts from small pebbles damaging the coating on the cameras.

Another consequence of being a late addition to the design was that we didn’t have time to procure a custom mini-cable-cutter, and we had to fire something with the same electrical characteristics as a NASA Standard Initiator.  The cutters I used had been ordered for another part of MSL and then went unused because of a design change in that other subsystem.

The cover flips open (in 10-20ms depending on if it’s the front or the rear) into a honeycomb energy absorber that bring it to stop with a constant deceleration.  The honeycomb absorbers I used had been fabricated 10 years ago as flight spares for the TES mission and kept in their purge/baked out bags with all the certifications by the engineer who built them.  I went to review my absorber design with him one day, showed him the size and shape, and he said – “I already built that, I have 60 flight certified units in storage”. Once the covers are open, the spring force from the torsion springs holds it in place against ever moving again.  Because the springs are oversized to meet design practices for moving mechanism torque margins, they have plenty of torque to simply hold the covers open forever.  No latches or other mechanism needed.

Traduzione libera:

Il progetto iniziale non prevedeva nessuna protezione per gli obiettivi. Pero’ poi ci fu la missione Phoenix, che portò sul suolo marziano una sonda facendola atterrare tramite retrorazzi anzichè tramite airbag. Le foto rivelarono una gran quantità di polvere depositata sulle gambe della sonda, il che destò preoccupazione negli ingegneri dell’MSL, in quanto tutti i dispositivi esterni del rover erano di per sè in grado di resistere alla polvere, tranne le hazcam!

Quelle montate su MSL sono identiche a quelle montate sui precedenti rover Spirit e Opportunity, nei quali però sono più incassate, quindi protette dalla polvere, e durante l’atterraggio i rover erano interamente chiusi all’interno del lander, atterrato tramite airbag, quindi problemi di polvere non ce n’erano.

Sull’MSL le hazcam sono invece sporgenti, e lo “sky-crane”, seppur riducendo molto la quantità di polvere sollevata essendo i retrorazzi distanti molti metri da terra, produce comunque una nuvola di polvere, contro cui le telecamere dovevano essere protette.

Ma ormai il design delle telecamere era consolidato e l’hardware già pronto, non si potevano più apportare modifiche; così fu richiesto all’ingegnere di progettare una soluzione esterna, che lasciasse del tutto inalterate le telecamere; questo comporto’ che tra i requisiti ci fosse anche quello che i tappi antipolvere non fossero perfettamente aderenti (e quindi ermetici alle telecamere; questo è il motivo per cui qualche granello di polvere è riuscito comunque a entrare; ma, considerando la quantità di polvere depositatasi sui tappi, se ne deduce che essi hanno comunque svolto egregiamente il loro compito.

I tappi sono fissati sopra le telecamere mediante un meccanismo a molla bloccato da un sistema pirotecnico, sovradimensionato per motivi di reperibilità e di urgenza. Questo significa che all’apertura i tappi danno una “bella botta”, come si vede in questo filmato, e l’urto e’ assorbito da un materiale, l’honeycomb, appositamente collocato nel punto di impatto dello sportello. L’apertura avviene tramite l’attivazione di una microcarica esplosiva, come spesso accade nelle missioni spaziali (anche per sganciare pannelli solari, bracci robotici, cavi di sicurezza e quant’altro), benchè non siano sicuri al 100% in quanto sensibili alle interferenze elettromagnetiche, che potrebbero causarne l’attivazione prematura; oggi infatti si preferisce usare, al posto dei “pyro”, i “NEA”, “Non-Explosive Actuator”, probabilmente non disponibili all’epoca della realizzazione dell’MSL.

 

Quest’immagine mostra il campo visivo di una hazcam posteriore:

Appunti sulle batterie al litio

Posted in auto elettriche, scooter elettrici by jumpjack on 6 agosto 2012

Ecco un interessante grafico che mostra come cambia la capacità di una batteria al litio (Li-Ion) al variare della temperatura:

 

 

L’ho trovata in questa utile pagina della Maxim che illustra come il “metodo coulombiano” di misura della corrente uscente da una batteria non è sufficientemente accurato per valutare la quantità di carica residua.

Il motivo è presto detto: la quantità di carica che una batteria riesce ad accumulare dipende dalla temperatura a cui essa viene caricata (linea superiore), e così pure la quantità di carica che riesce a rilasciare (linea inferiore). Caricando e scaricando la stessa batteria a -20°C o +80°C si ottengono infatti rispettivamente 860 mAh e 1090mAh di carica disponibile (nel caso specifico di questo grafico): una differenza del 27% ! Trasposto in termini di autonomia automobilistica, sarebbe come dire che l’autonomia mostrata da un semplice indicatore di consumo elettrico può variare tra 100 e 127 km a parità di utilizzo del mezzo. In realtà, la situazione è anche peggiore per gli scooter elettrici perché la maggior parte di essi usa un semplice voltmetro per valutare la carica residua, cosa del tutto inadeguata in quanto durante la marcia la tensione cala esageratamente in accelerazione per poi tornare alta col motore a riposo.

 

Ai fattori ambientali si aggiungono poi i fattori temporali: la capacità di una batteria di mantenere la carica diminuisce col tempo:

 

Tutto ciò significa che perchè un “fuel gauge”, ossia un indicatore di carica residua, sia accurato, deve essere applicato a una batteria sin dal momento dell’acquisto ed avere una memoria per tenere conto sia dell’età (secondo grafico)  che dei “parametri di caratterizzazione” della batteria (primo grafico).

Esistono alcuni integrati, specifici per applicazioni “fuel gauge”, che integrano proprio algoritmi di questo tipo per permettere di realizzare un valido “indicatore di carburante” con poca spesa e pochi componenti; alcuni addirittura includono l’output per 5 o 6 led da usare come indicatori di livello.

 

Nuovo “colpaccio” della sonda Mars Reconaissance Orbiter: “beccato” il rover Mars Science Laboratory!

Posted in astronomia by jumpjack on 6 agosto 2012

Qualche mese fa suscitò grande scalpore e meraviglia questa immagine ripresa dalla sonda marziana Mars Reconaissance Orbiter alla sonda Phoenix in fase di atterraggio:

Oggi, se ce ne fosse bisogno, abbiamo conferma che non fu uno scatto fortunato, ma il frutto di complessi ma inesorabili  calcoli matematici fatti su oggetti lontani alcuni milioni di km, uno dei quali in movimento a diverse migliaia di km l’ora. Ecco infatti ora una splendida foto del “contenitore” del Mars Science Laboratory (noto anche come “Curiosity”) appeso al suo paracadute ipersonico largo 50 metri:

Il canale twitter ufficiale su cui “scrive” Curiosity:

https://twitter.com/MarsCuriosity

In realtà non è che scriva molto spesso, ma sintonizzandosi su #MSL si possono leggere moltissimi tweet interessanti.

Questa missione ha dell’impossibile perchè il rover, invece che come un carrello della spesa, è grosso quanto una Fiat 500 e pesa una tonnellata. Motivo per cui non lo si poteva far rimbalzare dentro un guscio di airbag, ma bisognava farlo atterrare dolcemente.

Pero’ il suo grande peso e la grande gravità marziana (*) non permettevano di usare comuni retrorazzi: avrebbero alzato un polverone così intenso e potente da distruggere i delicati strumenti di bordo.

Così, si è deciso per una soluzione tanto innovativa quanto bislacca: il “gomitolo marziano”  “paranco marziano”, chiamato in inglese “sky crane” (“gru del cielo”, mah…): una piattaforma volante sostenuta da potenti retrorazzi, sospesa a parecchi metri da terra in modo da non sollevare troppa polvere, da cui il rover è stato lentamente calato fino a toccare dolcemente terra.

Fortunatamente i venti marziani sono stati clementi (**), e questa “grande invenzione” non si è trasformata in costoso gomitolo, e adesso MSL-Mars Science Laboratory-Curiosity è sano e salvo su Marte, ed ha inviato le sue prime immagini:

Sì, ok, fa un po schifo, l’obiettivo è tutto impolverato… Ma come “impolverato”? Non hanno fattolo “sky crane” apposta per evitare la polvere?!?

Beh… era troppa. Così, hanno anche previsto un paio di “occhiali” per le “hazcam” (***), che si tolgono da davanti all’obiettivo una volta posatasi la polvere. Ecco per esempio la foto di un’altra hazcam fatta senza occhiali protettivi:

In questo filmato è possibile vedere dove sono posizionate le hazcam posteriori e come funziona il sistema di protezione delle lenti, che viene aperto con un meccanismo a molla e quindi probabilmente non puo’ più essere richiuso:

http://www.nasa.gov/multimedia/videogallery/index.html?media_id=149754761

Viste le difficoltà riscontrate nel reperire il video, ne metto anche una descrizione in inglese a beneficio di Google..

Here it is an animation showing how the dust cover on the MSL hazcam works: a spring mechanism deploys the cover, which previously protected the lens from dust raised during landing operations:

http://www.nasa.gov/multimedia/videogallery/index.html?media_id=149754761

http://www.nasa.gov/multimedia/videogallery/index.html?media_id=149754671

Altro fatto interessante è che a bordo è montata una telecamera HD con risoluzione 1600×1200 a 5 FPS puntata verticalmente verso terra (chiamata MARDI): nei prossimi giorni potrebbe quindi rendersi disponibile un filmato HD che mostra tutte le fasi dell’atterraggio dal momento del distacco dello scudo termico!

Stando alla NASA, le prime immagini potrebbero essere disponibili già oggi, ma per il filmato ci vorranno settimane… internet permettendo! 😉

(*) “grande” rispetto a quella lunare: 0,37 volte quella terrestre, contro quella lunare che è 0,17 volte quella terrestre; quindi la gravità su Marte è 3 volte più forte di quella sulla Luna.

(**) Con la tecnologia attuale non è possibile rimandare un aterraggio: non è possibile nè rallentare, nè fermarsi, si vola semplicemente come sassi lasciati in balia delle correnti gravitazionali. Se la sonda fosse arrivata durante una delle terribili tempeste di sabbia marziane, l’atterraggio non sarebbe potuto essere rimandato.

(***) Anti-hazard camera, “telecamera per evitare pericoli”; sono posizionate sulle ruote, sono in bianco e nero e tridimensionali, e servono al computer di bordo ad individuare ostacoli e al personale di terra a monitorare lo stato delle ruote.

Scooter elettrici in prova SU ASFALTO alla fiera di roma!

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 6 agosto 2012

Sarà perchè faccio due maroni così da due anni a tutti gli organizzatori di “fiere elettriche” d’Italia 🙂 , o sarà per altri motivi, fatto sta che mi è stato confermato dagli organizzatori di Electric Cars  in ZeroEmissionRome 2012 (a settembre) che quest’anno gli scooter elettrici saranno provabili negli spazi esterni, anzichè su pista di mattonelle o pista di moquette come gli anni precedenti (sia a Milano che a Roma).

Vale a dire che invece di andare a 15 all’ora e fare tre curve si potrà arrivare, mi auguro, almeno ai 45 all’ora dei “cinquantini” (qualche mese fa al Motodays o come si chiamava c’era proprio un vero circuito di prova… per i termici) e fare qualche prova sensata.
Quest’anno ci sono diverse novità in giro in rete: lo scooter BMW, lo scooter Smart, l’XO2 pieghevole dela francese XOR (interessante potersi portare lo scooter elettrico in vacanza!), l‘italiano ME (vedi altro post),… speriamo di vederne qualcuna dal vivo!
Costerà, mi dicono dalla ditta, 3670,00 euro iva inclusa

Nuovo scooter elettrico al litio con batterie estraibili all’orizzonte: l’italiano ME

Posted in scooter elettrici by jumpjack on 6 agosto 2012

Per adesso è solo uno dei tanti “concept”, cioè una bella idea su un pezzo di carta e tante belle immagini FINTE create al computer; però se manterrà le promesse, sarà un prodotto interessante.

Lo scooter ME (bel nome del cavolo, sarà facilissimo trovare notizie su di esso con google…) avrà:

  • autonomia di 85 km
  • velocità massima di 65 km (limitata a 45 km/h, la solita rottura di zebedei)
  • motorizzazioni da 1800 a 3000W
  • batterie al litio estraibili o al piombo

Sul sito dicono anche che l’impianto elettrico/elettronico del mezzo sarà predisposto per future espansioni, il che non è una cosa da poco.

Dalla ditta mi comunicano che il prezzo sarà di 3670,00 euro iva compresa, ma non hanno specificato modello e dotazioni.