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Diario AUTOelettrico 3 – Renault Twizy

Posted in auto elettriche by jumpjack on 15 maggio 2012

Ho appena terminato il test su strada di 24 ore della Twizy. La valutazione è drammatica: in una scala da 1 a 10, la Renault Twizy merita un bel 2 (due).

Non bastano due mani per contate tutti i difetti della Twizy, eppure ce n’è uno che li surclassa tutti e, da solo, è sufficiente a rendere impensabile l’acquisto di questo mezzo: l’assenza dei finestrini!

Proprio così, questo “mezzo”, che non è classificabile né come scooter né come automobile, non dispone di finestrini, e persino gli sportelli sono solo opzionali. Eppure può viaggiare fino a 80 km/h! Ma si guida senza casco. Il risultato inevitabile è che a 80 all’ora l’abitacolo è investito da una specie di tornado, soprattutto nell’angusto sedile posteriore in cui è incastonato lo sfortunato passeggero. Ma anche a 45 all’ora, la velocità massima raggiungibile dal Twizy45 “per bambini”, se non è il vento a entrare, è il freddo: ci si può vestire anche da scooteristi, volendo, ma la testa risulterà comunque scoperta, perché non serve il casco per guidare il Twizy (e comunque non c’e’ spazio per indossare il casco, il tetto è troppo basso). E anche se si mette un berretto da sciatore, niente può impedire a vento, foglie, insetti e sabbia (e perché non uccelli di passaggio?) di introdursi nell’abitacolo durante la marcia, il che se a 45 all’ora può essere un fastidio, a 80 km/h diventa un serio pericolo. L’unica soluzione sarebbe quindi guidare il Twizy indossando gli occhialetti di Snoopy.

C’e’ chi dice che, a grande richiesta, la Renault sta già studiando una modifica al Twizy per dotarlo di finestrini. Vediamo se sarebbe sufficiente, elencando gli altri problemi riscontrati nel corso della prova.

Una volta fatto insinuare il passeggero a cavallo del sedile posteriore, lo comprimo (il passeggero) col sedile anteriore in modo da poter entrare anch’io; una volta a bordo mi graffio un paio di dita per abbassare lo sportello, che non ha una maniglia per tirarlo giù, ma in compenso ha il plexiglass abbastanza affilato da graffiare (domanda: ma se ha il plexiglass nella parte bassa dello sportello, perché diavolo non ce l’ha anche nella parte alta per riparare dal vento?!?). Prendo il mio fido smartphone e faccio partire il logger GPS per monitorare i parametri di viaggio, poi lo appoggio su… no lo appoggio… no lo metto…. DOVE CAVOLO lo metto il cellulare?!? Non esiste una superficie piana in tutto l’abitacolo, a parte il pavimento! Alla fine, ho trovato un posto dove appoggiare il cellulare durante il viaggio: tra le pa**e, sul mio sedile.

Ok, passo ad accendere il mezzo: inserisco la chiave nel… dove… aspetta, non… cribbio, la serratura per l’avviamento è talmente incassata dietro al volante che non si vede, e anche se la vedi, se poi metti la mano per inserire la chiave non vedi più la serratura per infilarcela! E questo DI GIORNO! Di nottè, è virtualmente impossibile accendere il Twizy, perché non esiste luce di cortesia nell’abitacolo, e nei recessi posteriori del volante, dove deve infilarsi la chiave, la poca luce dei lampioni stradali non riesce ad entrare! Ma per fortuna faccio la prima prova di giorno, quindi riesco ad accendere il mezzo. Fortuna? Be’, insomma. Una volta partito, essendo le 6 del pomeriggio ho il sole in faccia, così vado per abbassare l’aletta parasole… ma non c’e’ nessuna aletta parasole! Così, devo farmi 5 chilometri con una mano sullo sterzo e l’altra davanti agli occhi a fare da parasole. Ma non c’e’ problema, tanto il Twizy non è né una macchina né uno scooter, quindi la mano non mi serve né per cambiare marcia, né per accelerare…

Mah, vediamo un po’ come sta il passeggero dietro. Vediamo?!? E chi lo vede? Non c’e’ specchietto retrovisore interno (e come potrebbe? Non c’è lunotto posteriore!), quindi a quanto ne so il passeggero potrebbe anche essere stato sbalzato fuori dell’abitacolo quando ho preso l’ultimo dosso: il Twizy ha infatti solidissime sospensioni… in marmo di Carrara, talmente solide che ogni buca è un calcio nel sedere, e se sfortunatamente si capita su uno di quei dossi per rallentare il traffico, se si è più alti di 1,70 si sbatte una sonora capocciata sul tettuccio, perché le sospensioni non assorbono assolutamente NIENTE. Sarebbe interessante provarle sui sampietrini di Roma, ma per fortuna non ho avuto l’occasione, sarebbe da rincitrullirsi dopo 50 metri!

Vabbè, devo trovare un altro modo per capire se il passeggero è ancora al suo posto. Provo a chiederglielo… ma non può sentirmi, c’e’ troppo rumore: quando arriva a 80 all’ora, il motore del Twizy produce un fischio simile a quello di un aereo in decollo; quando poi ti fermi a un semaforo, le auto che sfrecciano sulla corsia opposta fanno un frastuono tale che non riesci a sentire neanche i tuoi pensieri, figuriamoci sentire il passeggero! Forse è una sensazione dovuta al fatto di PENSARE di stare su un’auto, triovandosi un mano un volante, mentre in realtà si sta una specie di scooter… ma non si ha il casco in testa ad attutire il rumore.

Vabbè, alla fine urlando riesco a farmi sentire dal passeggero, che mi risponde di esserci, ma di non essere per niente contento: non solo sta morendo di freddo (sarà anche il 15 maggio, ma ci sono anche 15 insensati gradi centigradi!), ma ha la sensazione di trovarsi chiuso in una scatola al centro di un uragano: le uniche aperture del “vano passeggeri” sul mondo esterno, infatti, sono gli spazi tra il poggiatesta anteriore e le pareti: utili solo per far passare il vento, non certo per vedere il mondo; a destra e a sinistra, invece, il passeggero vede solo plastica, e davanti a sé vede la plastica del poggiatesta; in mezzo alle gambe ha il sedile anteriore. Un posto comodissimo.

Ignorando le proteste del passeggero, continuo il mio viaggio sperimentale: continuo a non vedere un tubo per via del sole e del vetro sporco di sabbia, così faccio partire il tergicristallo. “Comodo lo scooter col tergicristallo”, penso. Peccato che sia come non averlo: forse non c’e’ sapone nell’acqua, forse la sabbia è incollata, fatto sta che nonostante una ventina di passate il tergicristallo non riesce a pulire assolutamente niente, nonostante abbia quasi finito l’acqua, a forza di azionarli. A proposito, come si fa a rabboccare l’acqua dei tergicristalli? Semplice: basta versare acqua nel vano dove si trova la spina per la ricarica elettrica! Non è una barzelletta, è proprio così: la vaschetta dei tergicristalli si trova sotto lo sportellino sul muso del mezzo, accanto ai cavi di ricarica da 230 volt. Un’idea geniale. Come avrà fatto questo mezzo ad ottenere l’omologazione per la sicurezza?!? Me lo ero già chiesto prima, mentre traballavo a 80 all’ora tra buche e raffiche di vento, ora me lo chiedo più che mai.

Vabbè, per fortuna la prima parte del viaggio è finita, siamo arrivati alle colonnine di ricarica. Peccato, che, naturalmente, le postazioni siano occupate da auto a benzina;

anche lasciando il minuscolo Twizy in doppia fila, il cavo elastico da 3 pseudo-metri non è sufficientemente lungo, perché essendo “a molla” mi sfila la spina dalla piccola prolunga che mi sono portato dietro per interporre tra Twizy e colonnina il logger di energia… Mi tocca andare a ricaricare alle colonnine deserte dell’università: deserte perché nei dintorni, a parte l’università, non c’e’ NIENTE: un negozio, una pizzeria, NIENTE. E sono già le 8 e vorrei fare rifornimento anch’io, mentre lo fa il Twizy.

Passeggiando per mezz’ora arrivo alla fine a un ristorante, dove posso rifocillarmi; tra andata, ritorno e pasto, passa un’ora e mezzo, sufficiente per riportare la carica dal 60% al 100%. L’assorbimento nel corso della ricarica è mostrato dal grafico qui sotto, che mostra le due ricariche che ho fatto:

Perché dicono che è obbligatorio cambiare fornitura ENEL da 3 a 4,5 kW per ricaricare il Twizy?!? Forse quando la batteria è a zero il caricabatterie assorbe molto di più? Il grafico non dà motivo di crederlo, sembra un normale grafico di ricarica di una batteria al litio con assorbimento costante per il 90% del tempo e bilanciamento finale.

Vabbè, lo scooter ormai è carico, apro lo sportello per entrare…. usando la maniglia INTERNA, perché fuori non c’e’, e dopo aver tolto da terra e dal sedile foglie e aghi di pino, ci re incastriamo in posizione. Il viaggio di ritorno notturno non si può fare a più di 40 all’ora, per non morire assiderati. Arrivato a casa, non me la sento di parcheggiare questo coso aperto in strada, ma per fortuna riesco a incunearlo nel mio posto macchina INSIEME alla macchina, per quanto è piccolo.

Stanotte non potrò ricaricarlo, perché dovrei tenere una prolunga di 20 metri in cortile attaccata alla 220 per tutta la notte, e oltretutto mi rimarrebbe aperta la porta di casa, perché non ho finestre che danno sul cortile: posso fare solo una breve prova di ricarica, da cui ottengo qualche ultimo dato: la prolunga in effetti scalda abbastanza (infatti il manuale vieta apertamente di usare prolunghe e riduttori per attaccare il cavo di ricarica), specialmente nel tratto che qualche giorno fa ho sostituito, per motivi sperimentali di altro genere, con un tratto di cavo piuttosto sottile. Assorbendo 2300 W, nel cavo passano 10 A, quindi si scalda come si scalda quello della stufa elettrica del bagno, forse più. Accettabile per una breve ricarica monitorata di persona, non certo per un collegamento notturno di 8 ore.

Il manuale non fa il minimo cenno alla capienza delle batterie (come anche all’assorbimento del caricabatterie), parla solo di 3,5 ore necessarie per ricaricarle a casa, e può darsi che sia vero, visto che in un’ora e mezzo ho caricato mezza batteria. Se ne deduce che l’energia utile delle batterie dovrebbe ammontare a circa 8 kWh, che se sono il 50% della capacità totale come accade in genere, più o meno, per le auto elettriche, significa una batteria da 16 kWh effettivi; se invece è il 65%, significa 12 kWh.

Un paio di ultime note sul vano portaoggetti posteriore: un vero disastro di progettazione. Non solo è quasi impossibile da aprire e da chiudere, perchè quando la serratura è aperta la chiave non si può estrarre e impedisce allo sportello di aprirsi, ma anche perchè è ricavato direttamente tra la scocca metallica e il rivestimento in plastica, con spigoli vivi che rischiano di graffiare le mani, ed è talmente profondo che è impossibile vederne il fondo, bisogna andare a tastoni.

Ricapitoliamo quindi i difetti riscontrati:

*Finestrini assenti

*Alette parasole assenti

*Luce abitacolo assente

*Chiave incassata

*Superfici di appoggio assenti

*Retro claustrofobico

*Sportelli taglienti

*Sportelli senza maniglie

*Tergicristalli che non puliscono

*Ricarica elettrica vicino ad acqua tergicristalli

*Sportelli che non si aprono da fuori

*Sospensioni durissime

*Specchietto interno assente

*Rumorosità motore

*Rumorosità da fuori

*Freddo

*Vento

*No spazio per indossare il casco

*Traballante ad alta velocità

*Sbuffi di sabbia in faccia

*Aghi di pino per terra

*Accesso posteriore scomodissimo, maniglia sedile introvabile

*Vano portaoggetti si incastra sulla chiave

 

Ma quindi questo strano aggeggio ha solo difetti?

No, ha anche dei lati positivi; l’idea di per sè è ottima, di andare in giro occupando lo spazio di due persone invece che di 5, e la propulsione elettrica sappiamo già essere l’inevitabile scelta del futuro, se non vogliamo morire tutti soffocati. Solo che è stata realizzata malissimo, per via di tutti i difetti elencati sopra.

Non resta quindi che aspettare un’eventuale “Twizy 2.0”, o che la Volpe Car in uscita nel 2013 non abbia tutti questi difetti.

Un altro “difetto” che non ho citato è quello della batteria; non è proprio un difetto, ma piuttosto una miglioria da implementare in qualunque mezzo elettrico: la doppia batteria. Avendo due batterie identiche su un mezzo, si può avere una ragionevole certezza dell’autonomia, perchè quando è finita l’autonomia di una, si sa che sicuramente sarà possibile al massimo percorrere solo altrettanto spazio di quello già percorso. A scapito, però, delle dimensioni delle batterie: dovranno essere più grandi, per poter sopportare scariche maggiori.

In conclusione, il progetto Renault di “mobilità elettrica a 2” per il momento è un totale fallimento.

Aspettiamo di vedere cosa combineranno Volpe, Audi,  Volkswagen e tutti quelli che stanno studiando city car elettriche a uno o due posti.

 

 

31 Risposte

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  1. leomignemi said, on 16 maggio 2012 at 9:08

    Semplicemente fantastico!
    Da morir dal ridere …😉

  2. gianni(turbo) said, on 16 maggio 2012 at 10:56

    dillo che eri prevenuto…
    Il casco è ovvio che non si pùò indossare…
    Pensa invece ce se facessero la versione cabrio, li essendo un quadriciclo (ovvero un Quad) dovrebbe essere obbligatorio il casco…
    come vantggio la puoi guidare a 16 anni !!!
    diamo a Cesare quel che è di Cesare…
    l’ho provata anch’io anche se solo per un giro del cane, e devo ammettere che ha i difetti dello scooter elettrico sommati a quella di una piccola city car (non svicoli come su uno scooter)
    Quello che a me non piace à la non visibilità posteriore, non vedi nulla sembra di guidare un camioncino… devi usare solo gli specchietti…
    Se non altro la sensazione è però non spaccherà in due …

  3. Kewinsan said, on 22 maggio 2012 at 22:04

    Rispetto il tuo pensiero tu devi rispettare il mio ,due sono le cose o non vedi la farfallina da un anno o sei il classico sfigato che non può permettersi nemmeno una bmx o meglio tutte e due.la twizy è uno spettacolo studiata alla grande complimenti ai francesi.chissà quando ci arriverà la Fiat . Oh senza rancore Ciccio.

    • jumpjack said, on 23 maggio 2012 at 9:39

      Mi sa che non l’hai provata (o lavori alla Renault).
      Io l’anno prossimo mi compro una VolpeCar.

      • Kewinsan said, on 23 maggio 2012 at 11:02

        Ho comprato twizy da una settimana certo se devo paragonarla ad un Mercedes non a senso ma se guardo il gioco che deve fare e se penso è l’inizio del futuro te lo dico in due parole la amo!

        • gianniturbo said, on 23 maggio 2012 at 12:15

          Due punti di vista diametralmente opposti…

        • jumpjack said, on 23 maggio 2012 at 12:41

          Ottimo, abbiamo un possessore!
          Raccontaci tutto!
          Ce l’hai un blog dove scrivere le tue esperienze?

  4. Paolo iamback (@iamback_it) said, on 29 maggio 2012 at 17:24

    Ottimo test jumpjack.
    Anche secondo me è un progetto fallito in partenza, mi dispiace per chi l’ha acquistata (o meglio, se ha soldi da spendere, contento lui).
    Mi spiego meglio: progetto fallito in partenza per l’intenzione che avevano in Renault, ovvero zero emissioni e alternativa all’auto, maggior mobilità. Ecco, questa non c’è.
    Un esempio sul mio percorso quotidiano. Io percorro 50 km al giorno per recarmi al lavoro e tornare a casa, di cui 25 prettamente in città (Milano).
    Avevo un auto ibrida, se uscivi in determinati orari potevi anche impiegare 2 ore per 25km…(non scherzo).
    Ho risolto con uno scooter, un BMW C1 (a qualcuno potrà non piacere, io ne ho fatto il mezzo ideale per la mobilità cittadina 24/24 7/7). Non mi interessa se è bello o brutto, mi interessa raggiungere il posto di lavoro in breve tempo. In media, impiego 25/30 minuti. Se piove, mi bagno al massimo le braccia, se fa freddo sono più riparato di una moto ma comunque mi copro, e lo uso tutto l’anno.
    Un’occhiata al Twizy l’avevo data, sembrava interessante, ma a cosa mi serve se devo comunque fare la fila? Proprio ieri sera ho beccato un Twizy in centro Milano, dopo due semafori non lo vedevo già più, incastrato a far la fila con gli altri.
    Oltretutto, non so se lo sapete, ma a Milano le corsie preferenziali non possono essere usate dalle auto elettriche, a meno che non siano di proprietà ATM…
    Personalmente, ripeto, non lo ritengo utile. In altri ambiti urbani può anche aver successo, ma in esperienze come la mia non ne vedo l’utilità né il risparmio (contando anche che, per 100km, la mia spesa media è di 7 euro).

  5. Anonimo said, on 30 giugno 2012 at 16:19

    Salve a tutti, io ho appena preso la twizy, onestamente mi trovo benissimo comoda per la citta, ovvio che non la paragono con un altra auto,a dimenticavo i vetri la renault li vende a parte a 299 euro basta chiedergleli, su intenret pèoi si trovano dei condizionatori chen assorbono solo 8 watt che vanno benissimo e si montano i 5 miknuti io li messi …..premetto che io ho anche una corvette zr1 ed un gallardo, quindi non sono da paragonare con questi mezzi… ma PER GIRARE PER LA CITTA DI NOVARA va benone, ora sicurament e ci sara’ qualcuno che dira’ ” va be tu hai soldi da buttar via ” ma non e vero dipèende sempre l utilizzo che bisogna fare della macchina… ovvio che non mi azardo a fare novara roma con una twizy ma per gli spostamenti quitidianoi e una figata… bhe ciao a tuttti e buona estate

    • jumpjack said, on 30 giugno 2012 at 18:24

      Hai qualche link ufficiale per questi finestrini?

      Sent from my Sony Ericsson Xperia mini pro

  6. gianniturbo said, on 30 giugno 2012 at 19:07

    Un condizionatore che consuma 8 w ??
    Qualcosa non mi quadra, normalmente su un auto consuma 2-3 cavalli hp, quindi migliaia di watt… Essendo le auto termicamente poco isolate, perché di metallo e hanno l effetto serra con i vetri, a casa un condizionatore consuma tra 800 watt e 1500, dove l isolamento termico è migliore…..

  7. jumpjack said, on 18 luglio 2012 at 21:37

    I finestrini made in Italy per la Twizy:
    http://www.rainstopperrenaulttwizy.com/
    Dubito pero’ che siano omologati e che mantengano valida la garanzia.

  8. Anonimo said, on 3 settembre 2012 at 22:34

    No diciamo fesserie, io ce l’ ho da fine maggio, ad ora ho percorso più di 2200 km. Sono soddisfattissimo. Ha sostituito una Smart cabrio rubatami in precedenza. I 40/45 euro che mettevo ogni settimana di benzina sono un lontano ricordo. Domani ordinerò i vetri e risolverò l’unico difetto che ho riscontrato. Oggi pioveva piuttosto forte e ho soltanto preso un paio di gocce. Non c’é semaforo dove qualcuno non mi chiede informazioni. La parcheggio al centro di Roma dove lavoro e ad oggi ci saranno centinaia e forse migliaia di foto in giro per il mondo della mia macchina. Già tre miei amici l’hanno ordinata dopo avermela vista e provata. Tieniti pure il tuo aborto di BMW c1, io intanto ho 4 ruote e qualche possibilità in più di tornare a casa intero.

    • Claudio said, on 3 settembre 2012 at 23:02

      Said,condivido in pieno tutto quello che hai scritto,vivo la tua stessa situazione……..sono passato a circa €,6,00
      alla settimana per andare a lavorare percorro km.50 al giorno, ho gia’ montato i vetri rigidi ,comprati a Milano in Via G. Silva,27,dall’assistenza Greencarsmilano,e ho dimenticato l’auto che uso per la spesa e week a fine settimana.
      Ciao.

      • Anonimo said, on 5 settembre 2012 at 9:31

        ma certo che è così, io la twizy l’ho ordinata a fine febbraio e l’hanno presentata a Roma a fine marzo. L’ho comprata sapendo perfettamente tutti i limiti della macchina, ma per le mie esigenze è la macchina perfetta. a casa la mattina si discute per chi la prende. costa un po’ è vero, ma scooter come l’honda 400 costano poco meno. e poi non si cambiano olio, filtri e tuttequelle cose che ai tagliandi ti fanno nero, solo cambio dell’ acqua di raffreddamento della batteria una volta l’anno, entra negli ztl e non paga i parcheggi… alla fine dell’anno con i soldi risparmaiti ci vado in vacanza con tutta la famiglia…… e poi quando sei ai semafori e magari di fianco ad una porche… la gente guarda la tua macchina e e a volte la fotografa snobbando l’altro bolide… non ha prezzo…. mio figlio di 5 anni impazzisce per salirci e poi parcheggi ovunque

  9. Anonimo said, on 11 settembre 2012 at 10:12

    http://www.finestrinirenaulttwizy.it/fr/

    io li ho ordinati qui, è quello che li produce

  10. valter said, on 13 settembre 2012 at 10:53

    ognuno la pensa come vuole, io ce l’ho da due mesi, per l’uso quotidiano per lavoro in città non ho più visto un distributore di benzina ma tanta gente però la vedo che va a fare super per 5€, sono felicissimo e lascio che gli altri ridano come dai matti quando mi vedono perchè la sera a casa quando sp di aver fatto circa 80/90km con 1€50 di spesa rido io, in più non ho da pensare a cambi d’olio filtri e quantaltro, certo ho capito a cosa deve servire, inutile e stupido fare paragoni di accessori o carenze con le auto normali…questa è la twizy

    • Gianni(turbo) said, on 13 settembre 2012 at 12:07

      Peccato che non sia una macchina…

      • Gianni(turbo) said, on 13 settembre 2012 at 12:21

        Ooops ho capito il contrario

  11. Anonimo said, on 26 settembre 2012 at 15:29

    vero gianni non è una macchina come tutte le altre, ma la utilizzi allo stesso modo…. superati i 3000 km di utilizzo sono sempre più contento…

  12. jumpjack said, on 2 novembre 2012 at 20:34

    Sono arrivati il freddo e la pioggia.
    Come va con la Twizy?

  13. […] Diario AUTOelettrico 03 – Renault Twizy […]

  14. nemoravi said, on 7 novembre 2014 at 14:27

    Grazie per questo divertente ed esplicativo test! Ora ho le idee chiare🙂 Solo una domanda: non riesco a trovare da nessuna parte le specifiche di consumo: ossia quanti km posso fare con una batteria carica al 100%… sempre considerando che dipende da come guidi ecc. ma un valore di riferimento per farsi un’idea sarebbe utile. In ogni caso, vivendo a Roma e dovendo ahimé guidare su pavimentazioni tutt’altro che regolari, credo proprio che rinuncerò!

    • jumpjack said, on 7 novembre 2014 at 14:54

      Ha una batteria da 6000Wh e un consumo reale di circa 80Wh/km, quindi un’autonomia reale di 75 km.


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