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Diario elettrico 49 – Lo scooter fotovoltaico

Posted in ambiente, elettricita, Uncategorized by jumpjack on 1 maggio 2012

Diario di bordo

dello

scooter elettrico al litio

Zem Star 45

1500W/60Kmh/80Km


CAPITOLO 49


 

Qualche settimana fa è successa una cosa talmente deprimente che ho dovuto aspettare fino ad oggi perchè mi tornasse la voglia di occuparmi dell’argomento…

In una rarissima, per questa zona, giornata di vento fortissimo, il mio bel pannellone 1×2 m, appoggiato al muro esterno di casa in attesa di essere montato sul tetto del forno a legna, opportunamente puntellato da una grossa batteria per evitare che scivolasse… invece di scivolare si è ribaltato, schiantandosi sul prato facendo perno sulla batteria stessa.

Non so se sarebbe bastato l’impatto col prato da due metri di altezza, ma in ogni caso la durezza della batteria alla base ha disintegrato il vetro: essendo vetro temperato, si è frantumato in millemila quadratini.

In questa foto non si vede la frammentazione… ma si vedono altre due cose: il colpevole (la batteria) e il rimedio (pennello e vernice): ho deciso di verniciare immediatamente il pannello di “turapori” per legno, per riempire le millemila microfratture, onde evitare l’ingresso di acqua e umidità, cosa che distruggerebbe definitivamente e irrimediabilmente le celle.

Per ulteriore sfortuna, il vetro è incollato alle celle, quindi è impossibile rimuoverlo.

E ogni quadratino fa una micro-ombra sulla cella sottostant; risultato: degli 8,3 A iniziali, ora me ne restano solo 2,3 !!!😦

Questo vuol dire che non c’è più niente da fare, almeno per il momento, per ricaricare lo scooter tramite pannello.

Questa seconda immagine mostra un po’ meglio il disastro; il grosso buco non si è formato da sè, sono io che ho provato a staccare i pezzettini di vetro, ma è inutile, come dicevo, perchè sono incollati alle celle, quindi alla fine ho verniciato anche questo disastro. Purtroppo il turapori non era trasparente ma color mogano, quindi poi ho dovuto lavare via la vernice dal pannello diventato marrone (….), lasciando però così la vernice nelle fessure a fare il suo dovere impermeabilizzante.

Io però continuo imperterrito a sperimentare, studiando un modo per fissare il pannello sul tetto del forno, in cemento armato e tegole; alla fine ho optato per un semplice appoggio alle tegole, ma con l’aggiuna di tre staffe in alluminio: una fissa un lato a un camino, un’altra fissa un altro lato a un altro camino, la terza sta sotto, orizzontalmente, a prevenire improbabili scivolamenti.+

Ho infatti scoperto, cercando in giro schemi di fissaggio per i moduli, che fissarli è complicatissimo, perchè dipende da com’è stato costruito il tetto, cioè se le tegole sono cementate, appoggiate, incastrate, ecc., ed esistono non so quante varianti di tecniche di fissaggio, con o senza foratura del tetto; io non posso mettermi a forare 10 cm di cemento armato del tetto del forno, quindi ho deciso per questo fisssaggio rudimentale.

Non ho più provato il pannello dopo la “verniciatura di emergenza” e il montaggio sul tetto; potrebbe anche non funzionare più per niente, per il momento lo sto usando solo come “cavia” per imparare come montare e cablare un pannello. Anche se al tempo stesso mi sto informando per installare un impianto fotovoltaico “vero” sul tetto del condominio, ma un impianto che sia molto particolare: siccome ho calcolato che per casa mia basterebbero 1,5-1,8 kWp, ne montero 3, ma 1 lo farò lasciare scollegato dal Conto Energia, e lo userò per avere la mia “isoletta d corrente indipendente”.

Questo pannello, invece, se davvero riuscira a produrre almeno 2A (=circa 100Wp),  penso di usarlo per alimentare l’illuminazione di casa, che ho calcolato non consumare più di 300 Wh/giorno.

Comunque, questa “grave perdita” mi ha dato l’occasione per andare a investigare sul mercato fotovoltaico:

tra qualche giorno dovrebbero iniziare ad essere disponibili pannelli da 230 W a meno di 200 euro:

http://www.shopenergia.com/product/231/Kit-fotovoltaico-2.990W-con-inverter-Mastervolt-XS3200-SW-Codice-KIT2990MA.html

Un impianto da 2990 W con inverter Mastervolt da 3000 W del costo di 1080 euro costa 3340 euro: significa che i soli pannelli costano circa 2300 euro, ed essendo 2990 W significa 0,78E/W, che moltiplicato per i 230 W di un singolo pannello significherebbe 180 euro!

I moduli sarebbero Sunrise p660230, ma a quanto pare esistono anche i Tianwei TW190(35)D-2  da 190W a 140 euro (0,73 E/W), ma anche molte altre marche (anche se QUI si possono acquistare solo in stock minimi di 5 pezzi), e chissà quanti ne usciranno ancora nei prossimi mesi!

Questi Sunrise non devono essere pannellini da quttro soldi, se li hanno usati per questo impianto da 1 megawatt

Comunque può darsi che non si trovino proprio a 180 euro (ancora),  qui per esempio costano 247 (ma potrebbe essere una pagina vecchia). Oppure se ne può comprare direttamente un pallet da 24-32 moduli🙂 , pagandoli, ad oggi, 0,88 euro/watt (=202 euro); credo si tratti di un sito di vendita all’ingrosso per rivenditori. Notare com in questa lista ci siano altri pannelli con prezzi simili: Sharp, Sun Earth e Cotech vendono un container di pannelli rispettivamente a 0,78 , 0,79 e addirittura 0,69 E/W (cioè 250W = 159 euro) , contro gli 0,84 E/W di Sunrise (230W=193 euro). Interessante la lista analoga di aprile duemilaUNDICI:  i prezzi erano doppi!

Al momento non capisco quasi niente di datasheet fotovoltaici, comunque per chi ci capisce ecco quello del Sunrise da 230W:  datasheet.

Apprfitto di queste ricerche e di questo post per appuntarmi la differenza tra le varie tecnologie di pannelli fotovoltaici:

  • monocristallino, da preferire: i cristalli, tutti orientati nella stessa direzione, sono più stabili, il modulo rende di più e più a lungo.
  • policristallino: lavorazione di scarti, i cristalli orientati in diverse direzioni e stesso prezzo del mono.
  • micro-amorfo: coefficiente termico molto basso, (-0,30) indicato per luoghi caldi, resa medio-bassa (11-12%), inoltre lo strato di microcristalli allunga la vita media.
  • amorfo: coefficiente termico ottimo (-0,21), adatto per luoghi torridi, resa bassa (8-10%).

(da http://www.pannellisolari.bologna.it/nuovo-conto-energia/esempi/confronto-performance-moduli-fotovoltaici.html )

Interessante anche la tabella di confronto sullo stesso sito:

Magari domani riesco a pubblicare foto del mio pannello montato e dati sulla resa schifosa finale…

4 Risposte

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  1. gianni(turbo) said, on 2 maggio 2012 at 8:59

    okkio ho paura che la toppa sia peggio del buco, il turapori potrebbe fermare parte della luce infiltrandosi, so per certo che si fai un pannello solare non fotovoltaico e lo proteggi con plexiglass sbagliato perdi come niente 30/40% dell’efficienza.

    • jumpjack said, on 2 maggio 2012 at 9:44

      E’ probabile, ma ho dovuto decidere in fretta, prima che sopraggiungesse l’umidità della notte: o la va o la spacca. Comunque ormai punto più sul kW sul tetto che non su questo pannellino “di studio”.

  2. […] Temporaneamente impossibilitato a realizzare il “progetto scooter fotovoltaico”, mi dedico per il momento alla sperimentazione di illuminazion fotovoltaica. Il progetto è rimandato a settembre quando acquisterò a ZeroEmissionRome 2012 un nuovo pannello. […]

  3. […] 49 – Lo scooter fotovoltaico […]


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