Jumping Jack Flash weblog

Diario elettrico 35bis: l’indipendeza elettrica è finalmente una realtà! (Lo scooter solare fotovoltaico)

Posted in Uncategorized by jumpjack on 17 marzo 2012

Diario di bordo

dello

scooter elettrico al litio

Zem Star 45

1500W/60Kmh/80Km


CAPITOLO 35bis


Clicca qui per l’INDICE DEL DIARIO

Un piccolo post per un uomo, un grande passo per la sua storia elettrica.🙂

Oggi ho acceso e collaudato l’impianto fotovoltaico per la ricarica dello scooter elettrico.

FUNZIONA!😀

Anche se per il momento è basato su fili volanti e ciondolanti dal giardino a casa, che vanno a formare una specie di ragnatela elettrica nel bagno (il posto più ignifugo di casa…), il sistema funziona!

Da oggi in poi, me ne sbatto della benzina e dell’Enel!

😀

(Almeno in teoria, ora inizia la fase di risoluzione dei problemi che di certo interverranno nei prossimi giorni…)

13 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Leo said, on 18 marzo 2012 at 20:15

    Graaande!
    L’assemblaggio è stato complicato? E’ possibile farlo anche senza alcuna conoscenza di elettronica e/o informatica ?

    • jumpjack said, on 19 marzo 2012 at 8:48

      Sicuramente serve una discreta conoscenza di “problematiche elettriche” per mettere insieme un sistema del genere. Elettroniche e informatiche no, ma elettriche sì: devi avere ben chiaro cosa sono i watt e i wattora, gli ampere e gli amperora, i volt,… e altre cose che ancora non so nemmeno io: per esempio, un primo problema che è sorto è il collegamento batterie-inverter: ho scoperto, leggendo il manuale, che le batterie devono avere una capacità almeno TOT per poterlo far funzionare (nel mio caso, 60 Ah, mi ha detto bene…), e per di più ha dei cavi enormi, forse da 4 mm2: io avevo calcolato che mi bastavano da 2,5 mm2 (ho trovato una regola che dice 1mm2 ogni 4 A, e il mio sistema è a 8-10 ampere). In più i cavi non devono essere troppo lunghi: di suo li ha da 1,5 metri, ma “se è indispensabile allungarli”, dice il manuale, “devono avere sezione almeno 1,5 volte quella dei cavi in dotazione”, quindi addirittura 6mm2!

      Infatti al momento ho un problema: dopo pochi minuti di funzionamento, l’inverter “stacca”, lamentando tensione insufficiente della batteria! Eppure è a 25,5 volt dopo due giorni di ricarica! Solo che appena la attacco scende a 21,5, e dopo pochi minuti sotto i 21, soglia sotto cui l’inverter la vede come scarica. Rimane spento per un po’, la batteria “si riprende”, e l’inverter riattacca!

      Insomma, devo ancora lavorarci un po’, come prevedibile.

      • Simone said, on 19 marzo 2012 at 17:00

        Lavorando in CC e non in CA gli ampere permessi dai cavi sono meno , di norma si calcola 2A al mm2 per stare sicuri e tranquilli , nel tuo caso potrebbe bastare parallelare 2 cavi da 2,5 se non vuoi comperare quelli apposta.

        L’aumento di sezione se si fanno cavi lunghi e’ per compernsare le cadute di tensione , quando i cavi sono “piccoli” lungo il tragitto c’e’ una caduta di tensione , quindi se vuoi fare piu’ strada devi ingrossare i cavi perche’ altrimenti la caduta di tensione diventa troppa e non funziona piu’ nulla.

        Nel tuo caso sembrerebbe che semplicemente le batterie siano scariche , a piena carica le batterie al piombo dovrebero segnarti 28.8 Volt ( negli ultimi istanti di carica) e 27.6 se le lasci ripostare 10 minuti finita la carica.

        A giudicare dai datasheet http://www.energiasolare100.it/pub/SH1265.pdf nel tuo uso la batteria perfettamente carica dovrebbe mantenere l’inverter operativo a pieno carico per circa 3 ore ( grafico corrente/tempo con corrente di 16A)

        Controlla bene che non ci siano congiunzioni tra i fili che si scaldano , perdite di voltaggio ci sono anche dove non c’e’ un buon contatto.

        p.s. ad occhio per caricare queste batterie con il pannello da 280 Wp dovrebbero servire circa 3 giorni e qualcosina , forse meno se il pannello e’ veramente ben posizionato e hai un sistema ad inseguimento

        • jumpjack said, on 19 marzo 2012 at 22:01

          Come “3 giorni e qualcosina”?!?
          Io da un pannello da 280pW contavo di ottenere almeno 200 W, e posso contare su almeno 4 ore di sole diretto al giorno, quindo contavo di arrivare a 800Wh!
          Supponendo che tu abbia considerato invece 8 ore di insolazione al giorno, verrebbero invece 3x8x200=4800Wh!! Che conti hai fatto per ottenere UN SESTO di questo rendimento?!? Mi devo preoccupare?!?

          Quanto agli spessore del filo, io avevo trovato 4A/mm2 su diversi siti sui pannelli fotovoltaici, mentre sul manuale dell’inverter parla di 3A/mm2, tu dove hai preso il valore 2A/mm2?
          Comunque voglio vedere quanto cambiano le cose mettendo l’inverter a mezzo metro dalle batterie…

          Pero’ è successa una cosa strana: il primo giorno, a carica ultimata (il regolatore indicava FULL BATTERY), le batterie erano a 28,8V, mentre il giorno dopo erano a 26…. solo che io NON le ho usate! Cioè, ho tenuto accesa per mezz’ora una lampadina da 15 W, come possono essersi scaricate così tanto?!?
          Attualmente, dopo due giorni di carica e nessun utilizzo, danno 25,6 V.

          Sono perplesso.

  2. Simone said, on 20 marzo 2012 at 1:00

    da un pannello 280 Wp ci tiri fuori 200W solo nel momento di massimo allineamento tra sole e pannello , cioe’ circa per 10-15 minuti al giorno , nel resto della giornata il sole non e’ allineato e quindi la potenza prodotta decresca all aumentare dell’ angolo tra la perpendicolare del pannello e la direzione del sole.

    Quando poi il sole e’ basso sull’ orizzonte ( mattina e sera) l’atmosfera assorbe molta della potenza luminosa e quindi il rendimento cala ulteriormente , di solito si considerano solo le 4 ore centrali della giornata come ore utili per la produzione massiva , nelle altre ore la potenza e’ decisamente piu’ bassa .

    Le batterie ( sia litio che piombo ) vanno rodate per poter raggiungere il massimo dell’ efficienza , per i primi 10-15 cicli conviene fare delle scariche parziali a mezza carica per dare modo alla chimica interna di assestarsi , prima di procedere con scariche piu’ profonde.
    E’ normale che adesso non ti tornino i conti , una parte dell’ energia e’ “mangiata” dalla batteria stessa per assestarsi. (non e’ che hai lasciato anche l’inverter collegato ? )

    Finche’ sono in rodaggio la capacita’ delle batterie e’ un po’ piu’ della meta’ di quella di targa , nel tuo caso il dato di targa e’ 55 Ah ( 65 con C/20 ma tu stai usando le batterie in C/5 e da datasheet la capacita’ a questa potenza e’ di 55Ah ).
    Sei partito con batterie da rodare cariche ( quindi circa 30Ah x 24V = 720Wh ) poi hai usato un carico da 15W tramite inverter (quindi circa 40W sulle batterie tra consumo inverter e perdite di conversione) per mezz’ora , cioe’ 20 Wh troppo poco per scaricarle.

    Il mio sospetto e’ che quell’ inverter abbia un alto consumo in stand-by e che ti abbia scaricato le batterie

  3. Simone said, on 20 marzo 2012 at 1:10

    il valore di 2A/mm2 e’ indicato nelle specifiche di molti pannelli solari , ad esempio quelli che avevo sull’auto africana erogavano 8A di picco e da manuale richiedevano i 4 mm2, comunque sulle sezioni dei cavi e’ sempre bene abbondare e’ tutta energia che non viene dispersa in giro.

    Per il calcolo dei 3 giorni e qualcosina mi sono basato sul fatto che dicevi di poter avere 4 ore di insolazione al giorno , su una potenza media in uscita del pannello stimata in circa 160W sulle 4 ore e sul fatto che per caricare le batterie devi sempre fornire almeno il 120% dell’ energia immagazzinata , quindi se devi caricare (65×24 = 1560Wh) devi fornirne almeno 1872Wh a cui aggiungere una piccola percentuale di perdita dovuta al regolatore di carica ( facciamo il 2% ) il che porta la quantita’ di energia totale da produrre a circa 1900Wh , che diviso i 160W forniti dal pannello sono sono 11.8 ore , cioe’ circa 3 giorni da 4 ore cianscuno … in realta’ la fine della carica non puo’ avvenire a piena corrente ma il regolatore rallentera’ la carica e questo porta il tempo totale a circa 13 ore , cioe’ 3 giorni e qualcosina

  4. jumpjack said, on 20 marzo 2012 at 8:55

    Boh, i tuoi conti mi lasciano sempre più perplesso! Un pannello da 280Wp che produce, di picco, 200W?!? E 160 di media?!? Non mi pare sensato.
    2A/mm2 quando testi e manuali parlano di 4 o al massimo 3?
    E le batterie, poi, mica devo caricarle interamente! Mi servono 800 Wh al giorno, le batterie ne contengono circa 1600, quindi le caricherei e scaricherei al 50%.

    Comunque, immagino che parleranno i dati e i grafici!
    Speriamo che tu abbia torto!😉

    In caso contrario, userò l’impianto per alimentare la parte di illuminazione dell’impianto di casa, che è già sezionato.🙂

    • Simone said, on 20 marzo 2012 at 17:52

      puo’ essere che le mie stime siano un po’ pessimistiche , ma preferisco sempre fare cosi’ e trovarmi una manciata di Wh in piu’ che rimanere in mezzo al deserto con la batteria scarica.

      Comunque molto dipende da come e’ piazzato il pannello , piu’ riesci a piazzarlo bene meglio e’ , inoltre a costo quasi zero ti puoi fare dei riflettori con un cartoncino formato A3 ricoperto di alluminio da cucina , aiutano molto , soprattutto quando il sole comincia ad andare fuori allineamento , prendi spunto da questa installazione sperimentale low cost che si trova al ” Parco Energie Rinnovabili La Fenice”

      per i cavi una cosa e’ il minimo ammesso , ma non sempre il minimo e’ l’ottimo , soprattutto quando si tratta come in questo caso di spremere fino all’ ultimo watt

  5. progettimobili said, on 27 aprile 2012 at 12:01

    Salve,
    ricevevo aggiornamenti da Suo blog ma evidentemente la mia risposta alla sua provocazione deve averla infastidita. Mi dispiace. Continuerò a leggere sue news perché ritengo che la Sua competenza e desiderio di miglioramenti siano comunque degni di alta considerazione.
    Un saluto
    Daniele Ceccotti mobil 339 8407119
    progettimobili.it

  6. jumpjack said, on 27 aprile 2012 at 12:58

    Scusi ma la risposta non l’avevo nenache vista, non mi ero iscritto al blog (o forse mi è arrivata la notifica e non l’ho vista, boh).
    Per chi ci segue: http://progettimobili.wordpress.com/e-dax/

  7. […] 35b – Indipendenza elettrica […]

  8. […] Diario elettrico 35bis: l’indipendeza elettrica è finalmente una realtà! (Lo scooter solare fot… […]


Puoi inserire un commento qui sotto; diventerà visibile dopo la moderazione dell'amministratore

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: