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La mania del posto di lavoro fisso…

Posted in varie by jumpjack on 5 febbraio 2012

Come può un professore e un esperto di politica come Mario Monti, che finora ha fatto i salti mortali per salvare l’Italia dalle caste(*), dire una bestialità come “il posto di lavoro fisso nono è indispensabile” (in sostanza)?

Mi riusciva davvero difficile capirlo… poi finalmente oggi, ascoltando laTV, ho capito qual è l’arcano!!!

Funziona così: a causa dell’articolo 18, i lavoratori italiani sono intoccabili, non possono praticamente in nessun caso essere licenziati: per assenteismo, per furto,… niente, qualunque cosa facciano, vengono solo “tempraneamente sospesi” oppure “momentaneamente allontanati”, e poi vengono “riammessi”. Lo abbiamo visto con gli assenteisti ripresi dalle telecamere nascoste, coi ladri dell’aeroporto di Fiumicino,…

“Qual è il punto?”, direte. Come ha detto qualcuno oggi in TV, a causa dell’articolo 18, oggi in Italia un’assunzione è come un matrimonio: una volta che un’azienda assume, è per sempre, qualunque cosa succeda.

Una strabiliante quanto insospettabile verità! Dalla quale scaturiscono clamorose deduzioni, che spiegano perchè il mondo del lavoro in Italia oggi funziona osì male.

– Le aziende sono obbligate per legge a tenersi un dipendente per sempre, una volta assunto; quindi… perchè dovrebbero assumerlo?? E’ naturale (dal loro punto di vista) NON assumerlo, ma piuttosto “affittarlo” con un contratto a tempo, così l’azienda E’ SICURA che, qualunque cosa succeda, dopo un tot di tempo l’impiegato SE NE DOVRA’ ANDARE! In sostanza, così il potere sulle assunzioni torna in mano alle aziende: è un modo per aggirare l’illicenziabilità!

– I lavoratori fissi sono liberi di essere disonesti (ma anche di non esserlo). E… siamo in Italia: se hai la possiblità di essere disonesto e hai la garanzia dell’impunità… perchè dovresti fare l’onesto?!?

Quindi in sostanza, l’illicenziabilità garantita dall’articolo 18, unita alla disonestà insita e intrinseca dell’italiano medio (“presenti esclui”😉 ) “garantisce” anche alla società lavoratori disonesti e posti fissi sempre più rari. Un cocktail micidiale e insospettabile, come mischiare varichina e acido muriatico “per pulire meglio il pavimento da grasso e calcare”: in realtà il risultato sono vapori ultratossici di cloro, proprio come il risultato di Articolo 18 e Disonestà sono un mercato del lavoro “tossico”.

Inculcare l’onestà in un italiano abituato da 151 anni ad “arrangiarsi” appena lo Stato volta lo sguardo è impresa difficile.

Togliere l’illicenziabilità dall’equazione è più semplice.

Anche perchè in realtà non è che l’articolo 18 VIETI di licenziare: in realtà OBBLIGA a riassumere l’impiegato licenziato INGIUSTAMENTE:

ARTICOLO 18 (estratto):

Ferme restando l’esperibilità delle procedure previste dall’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, il giudice con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell’articolo 2 della predetta legge o annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo, ovvero ne dichiara la nullità a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro[…] di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.

http://www.lomb.cgil.it/leggi/legge300.htm#ART.%2017

 

Non mi intendo di leggi, e non so se da qualche parte esista una legge che definisce in modo univco e inequivocabile quale CAUSA di licenziamento sia GIUSTA. Ma, a occhio, fare un elenco completo di tutte le “giuste cause” mi sembra non realizzabile. Per cui l’articolo rimane sul generico. Ma il punto dolente è: CHI decide quale causa è GIUSTA, se non l’ha fatto il legislatore?!?

Se non esiste in nessun angolo della legislazione italiana un articolo, comma o cavillo che indichi SPECIFICAMENTE almeno QUALCHE esempio di causa GIUSTA… è decisamente ora di cambiare l’articolo 18, perchè così provoca GRAVI DANNI alla società: milioni di potenziali lavoratori onesti non “possono” essere assunti perchè, non potendo sapere a priori se sono onesti o no, e non avendo nessuno strumento per difendersi dai disonesti, le aziende sono COSTRETTE a NON assumere!

Eppure sarebbe avvilentemente facile migliorare, anche di pochissimissimissmo, l’articolo 18, senza causare rivoluzioni, rivolte, guerre civili…

Basterebbe aggiungere un comma che definisce la “giusta causa”:

– Definiscesi GIUSTA CAUSA di licenziamento la constatazione che il comportamento del dipendente ha causato danno volontario all’azienda e/o ai suoi clienti.

Sfortunatamente quel “volontario” diventerebbe un “gancio” per gli avvocati di tutti i futuri dipendenti disonesti. Per difendersi da costoro, sarebbe necessario una forumlazione diversa, senza il “volontario”, ma con un ulteriore comma:

– Definiscesi GIUSTA CAUSA di licenziamento la constatazione che il comportamento del dipendente ha causato danno all’azienda e/o ai suoi clienti.

– La giusta causa è da considerarsi aggravata di grado 1 se risulta comprovata la volontarietà del danno

e già che ci siamo, per sbarazzarsi anche dei lavoratori più infami:

– La giusta causa è da considerarsi aggravata di grado 2 se il dipendente a commesso danno per ottenere un vantaggio personale.

In questo modo chi ruba all’azienda o manda affanbicchiere un cliente, avrebbe una colpa più grave di chi è semplicemente incompetente, irresponsabile, o comunque inadatto all’incarico che ricopre.

Purtroppo gli italiani hanno decenni di esperienza nel “trovare gli inganni per le leggi appena fatte” (parafrasando il nostro vergognoso proverbio; mi chiedo se negli altri paesi ne esista uno analogo), per cui non si può certo risolvere la formulazione del nuovo articolo 18 in due righe di post in un blog…

Ma da qualche parte bisognerà pure iniziare.

Prima possibile, perchè i pochi disonesti d’Italia stanno bloccando tutte le assunzioni a tempo indeterminato dei milioni di giovani onesti e disoccupati!!!

La differenza tra un lavoratore disonesto e un evasore fiscale? Entrambi sono piaghe della società; ma il secondo è facile classificarlo (non paghi le tasse dovute = evasore fiscale), il primo… non esiste legislativamente!

 

(*) L’Italia ha un cancro: le categorie protette non ufficiali. Non i disabili, ma le persone “perfettamente abili ma intoccabili”. Ecco un elenco non esaustivo:

– farmacisti

– tassisti

– petrolieri

– dentisti

– avvocati

– notai

– banchieri

Ci avete fatto caso? Il governo Monti sta stanando tutte queste categorie, una per una: è facile riconoscerle, sono quelle che scioperano per motivi ridicoli. Tipo i farmacisti che non vogliono che ci siano TROPPE farmacie (troppe????), o i petrolieri che non vogliono che ci sia troppa scelta di prezzi alla stessa pompa (troppa???), i tassisti che non vogliono ci siano troppi taxi (troppi????) e via dicendo…

 

2 Risposte

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  1. leomignemi said, on 6 febbraio 2012 at 18:43

    Come mai chi vuole eliminare i diritti acquisiti dei lavoratori è o un Senatore a vita (Monti) oppure ha una figlia addirittura con due contratti fissi (Silvia Deaglio, figlia di 37 anni del ministro Fornero, risulta professore associato alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino, nella stessa università torinese di mamma e papà. Il secondo impiego è quello di responsabile della ricerca presso la HuGeF, una fondazione attiva nel campo della genetica) ?

    Perché per un mutuo per la casa, le banche chiedono il posto fisso?

    Secondo me, il problema non è il posto fisso o quello precario. In Italia non c’è più lavoro, tanto è vero che l’Italia è il secondo paese per emigranti dopo la Romania. Oggi, chi ha un posto fisso in Italia è un privilegiato. E non perché l’Italia è piena di farabutti. O meglio, i farabutti sono quelli che ci hanno governato. E quelli che ci governano ora mascherano gli interessi delle banche con la sobrietà.

    Bisogna riformare il lavoro in entrata (leggi assunzioni) non quello in uscita (leggi licenziamenti).
    Lo spiega bene Ferragina qui a seguire:

  2. […] La mania del posto di lavoro fisso… […]


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