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New York, 11 settembre 2151

Posted in intuizioni, varie by jumpjack on 11 settembre 2011

Centocinquant’anni fa l’11 settembre: un evento che cambiò la storia.

Milioni, forse miliardi di persone seguirono l’evento in diretta, benchè ancora internet fosse ai primordi, i Social Network non esistessero e le fonti principali di notizie fossero ancora giornali e telegiornali.

Centocinquant’anni fa quattro aerei di linea dirottati destarono l’Occidente dal suo torpore egoista e lo riportarono alla realta’: USA e UE, insieme, contavano a malapena mezzo miliardo di persone, contro i 6 miliardi del mondo intero, eppure si credevano al centro del mondo. L’11 settembre 2011 tutto cambiò.

Ma come ogni grande cambiamento dell’Occidente, nessuno credette che si fosse trattato di un caso. Come già quasi 200 anni fa, con l’assassinio del presidente USA John Kennedy, l’America sperimentò le “fantasie negazioniste”, fantasiose storie di cospirazioni, complotto e governi ombra, create per rendere più accettabili all’ “inconscio collettivo” eventi tanto stupidamente tragici(*), così 50 anni dopo  l’America, sconvolta, decise che “non può essere vero, ci dev’essere qualcosa dietro”.

Ora sappiamo tutti come andarono realmente le cose, ma ci sono voluti centocinquant’anni prima che il segreto di Stato fosse tolto e il mistero svelato.

Trascorsi 150 anni anche da quel fatidico 11 settembre,  dagli archivi governativi emerge una realtà all’epoca sospettata solo da qualcuno, presto zittito dalla massa di “complottisti consolatori”, intenti a consolare l’America per un incidente che “non poteva essere evitato perchè tramato internamente da governi ombra e agenzie segrete”.

La versione ufficiale dell’epoca:

19 dirottatori mediorientali prendono possesso di quattro aerei di linea:  ne fanno schiantare due con successo sulle Torri Gemelle, uno sul Pentagono, ma il quarto viene fatto precipitare a terra “grazie all’eroismo dei passeggeri”.

Le versioni alternative dei “complottisti”:

troppe per essere qui riassunte tutte; tra le più bizzarre: nessun aereo si è schiantato sulle Torri Gemelle, sono stati disegnati in computer-grafica, mentre le Torri sono state abbattute tramite cariche esplosive pre-installate, in una demolizione controllata. Il Pentagono è stato distrutto da un  missile, non da un aereo. Il volo schiantatosi in Pennsylvania non è precipitato, è stato distrutto in volo.

Come tavolta accade, la verità supera la fantasia; questa volta l’ha pareggiata, o quasi.

Cos’e’ realmente accaduto:

Quattro ragazzi, fondamentalisti islamici, decidono di compiere un gesto eclatante contro l’America, distruggendone gli edifici più in vista: i grattacieli più alti di New York (senza nemmeno sapere che cosa fosse mai il “World Trade Center”), il Pentagono, la Casa Bianca.

Decidono così di dirottare alcuni aerei: niente di più facile, nel 2001 per entrare in cabina di comando basta minacciare o picchiare  l’hostess ed entrare, e i piloti stessi hanno l’ordine di fare tutto ciò che i dirottatori chiedono (non esistono precedenti di “dirottamenti suicidi”). Abbattersi sulle Torri Gemelle sembra piuttosto facile, a vederle dalle fotografie. Nella realtà, è molto più difficile, e solo una manovra all’ultimo istante (una virata in cabrata) permette al secondo aereo di centrare la Torre Sud. I due dirottatori non si aspettavano nemmeno che due edifici così colossali sarebbero venuti giù (non se lo immaginava nessuno); e invece il kerosene a 800 gradi in un’ora ha cotto cemento e acciaio, e poi la gravità ha fatto il resto. Se non fossero crollate, probabilmente il mondo sarebbe rimasto molto meno sconvolto. Ma crollarono, e scatenarono un tale putiferio mediatico, che il fino-ad-allora-sconosciuto-ai-più Bin Laden decise di dire al mondo che era tutta colpa sua, e di vantarsene.  Dando vita così al ben noto periodo della Repressione Mediorientale Ingiustificata dei primi anni del XXI  secolo.

Distruggere il pentagono è molto più difficile: è alto pochi metri, praticamente invisibile sull’orizzonte; per beccarlo con un aereo bisognerebbe centrarlo in picchiata. E’ molto più semplice dirottare un “mezzo di terra”, un’autocisterna dei rifornimenti. Ne arriva un ogni giorno per rifornire il distributore del Centro; bloccarlo prima che arrivi e liberarsi dell’autista è un gioco da ragazzi. Entrare nel cortile del Pentagono è meno facile, bisogna forzare il cancello di ingresso; ma tanto nessuno si mette a sparare a una cisterna carica di benzina, che puo’ comodamente parcheggiarsi a pochi metri dall’edificio, dopodichè l’attentatore si fa esplodere.

Almeno 5 telecamere di sorveglianza hanno ripreso tutta la scena, ma le registrazioni sono state secretate e archiviate per 150 anni, prima su nastro, e in seguito riversate su supporto digitale, per resistere fino ad oggi. Adesso chiunque puo’ scaricare dall’archivio storico del Pentagono i quattro video restaurati (il quinto, rimasto su nastro, è attualmente in corso di restauro, ma si nutrono poche speranze di poterne ricostruire i contenuti).

L’ultimo grande mistero rimasto è il volo United 93, il “volo degli eroi”. Sull’onda di famose produzioni hollywoodiane dell’epoca  incentrate sull’eroismo del protagonista, fu facile per il governo americano far credere all’opinione pubblica che il volo 93 fosse stato fatto precipitare dai suoi passeggeri eroici una volta scoperto che erano diventati una bomba volante.

In realtà, persino poliziotti, pompieri, e anche politici, addirittura un’ora dopo lo schianto sulla prima Torre non sapevano cosa stesse succedendo, figurarsi se potevano saperlo civili a bordo di un aereo in volo!

Eppure la versione ufficiale ha “retto” per 150 anni.

Adesso, gli Archivi di Stato rivelano che le cose andarono molto diversamente: il dirottamento del volo 93 fu confermato più di un’ora dopo il primo schianto, quando alcuni caccia militari erano in volo già da tempo, seppure inutilmente, perchè decollati da troppo lontano e troppo tardi per poter intercettare i voli su New York e il volo sul Pentagono.

Ma il volo ’93 era ancora lontano dall’obiettivo, puntava in direzione compatibile con la Casa Bianca e/o la sede del Congresso USA, ed era a portata di tiro. Erano momenti di tensione e di confusione, decine di ufficiali sulla costa Est erano senza ordini, in quanto il Colosso Politico Statunitense erauna macchina troppo grossa, lenta e farraginosa per reagire prontamente alla nuova Pearl Harbor.

Così, la decisione fu presa a basso livello, dal comandante della base di Pincopallino: l’ordine per gli F16 fu l’abbattimento immediato e senza riserve del volo 93 finchè era in territorio rurale, non costituendo pericolo per alcuna città.

Solo in seguito la notizia arrivo’ al generale Mac Che Ne So, comandante in capo della sezione di cui faceva parte il comandante Pinco Pallino. Resosi conto della gravità dell’intervento di abbattimento di un aereo civile disarmato, americano, e pieno di passeggeri, solo 8 minuti dopo che l’aereo si disintegrava in volo colpito da due missili aria aria diede ordine che i tutori dell’ordine dei paesi sottostanti il luogo dell’intervento aereo venissero istruiti via radio perchè allestissero una “scena del delitto” per i media: 7 tonnellate di esplosivo furono fatte recapitare in fretta e furia presso Stonycreek, e opportunamente collocate e fatte brillare in una radura presso un bosco vicino, mentre due camion trasportavano sul posto alcuni resti di aerei di linea prelevati dal deposito dell’aviazione poco distante.

Nessun atto di eroismo, ma semplice ragion di Stato fece decidere di uccidere in volo 44 persone, dopo che quasi 3000 erano già state uccise nelle Torri Gemelle.

(*) un pazzo qualunque con una pistola in mano (in America chiunque oltre i 18 anni può, per legge, possedere una pistola, per la Costituzione) uccide il presidente più amato d’America

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Cronaca futura inventata l’11 settembre 2011.

Una Risposta

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