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Normativa scooter elettrici

Posted in ambiente, elettricita, scooter elettrici by jumpjack on 18 maggio 2011

Il Decreto del Presidente della Repubblica del 5 febbario 1953 (millenovecentocinquantatre) stabilisce che:

Testo unico del 5 febbraio 1953 n. 39

Testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche.
Pubblicato in  Gazzetta Ufficiale  n. 33  del 10 febbraio 1953

Articolo 20 – Esenzione quinquennale per autoveicoli elettrici.

In vigore dal 1 gennaio 2001

Modificato da: Legge del 23/12/2000 n. 388 Articolo 145

Gli autoveicoli, i motocicli e i ciclomotori a due, tre o quattro ruote, nuovi azionati da motore elettrico, sono esenti dal pagamento della tassa di circolazione per il periodo di cinque anni a decorrere dalla data del collaudo.

Il periodo di durata dell’esenzione e’ annotato sul documento di circolazione dal competente Ispettorato compartimentale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione.

– Decreto legislativo 7 maggio 1948, numero 1058, art. 12 (1 e 2 comma).

NOTA: legge ipertestuale con colelgamenti giuridici: LINK

————-
Articolo 1 legge 820 del Legge del 12 dicembre 1973:

In vigore dal 12 gennaio 1974

All’articolo 20 del testo unico sulle tasse automobilistiche, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 5 febbraio 1953, numero 39, e
all’articolo 12 della legge 21 maggio 1955, n. 463, sono soppresse,
rispettivamente le parole “di fabbricazione italiana” e “di produzione
nazionale”.


Comma 7 dell’articolo 145 della legge 388 del 23 dicembre 2000 (Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2000, n. 302)

All’articolo 20, primo comma, del testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 5 febbraio 1953, n. 39, dopo le parole: “Gli autoveicoli” sono inserite le seguenti: “, i motocicli e i ciclomotori a due, tre o quattro ruote,“.

———


Dal  TITOLO I (VEICOLI A MOTORE), CAPO I (NORME COMUNI A TUTTI I SETTORI),  COMMA 7 del  testo completo del provvedimento C.I.P. n. 10/1993 del 5 maggio 1993, in G.U. 8 maggio 1993, S.O. n. 106  (TITOLO I (VEICOLI A MOTORE), CAPO I (NORME COMUNI A TUTTI I SETTORI),  COMMA 7):

7) Veicoli azionati elettricamente (esclusi i filobus ed i veicoli del Settore VI)

Si applicano i premi previsti per i rispettivi settori, ridotti del 50%.


NOTA: Il CIP non esiste più. E’ applicato a discrezione delle agenzie. Lo comunica l’ISVAP:
[…] si fa presente che a seguito della liberalizzazione tariffaria intervenuta nel 1994, per quanto riguarda la tariffazione dei rischi r.c.auto occorre far riferimento alle condizioni contrattuali e tariffarie delle diverse imprese operanti nel ramo r.c.auto.  (da mail ISVAP 18 maggio 2011)

——-
Circolare ISVAP 17/05/05 N. 555/D (fa riferimento al suddetto provvedimento CIP, anche se solo per le classi di merito):
Oggetto:  Disposizioni in materia di assicurazione obbligatoria R.C.Auto – disciplina del bonus/malus.
http://www.altalex.com/index.php?idnot=1201
http://www.isaonline.it/mag/CIRC555.htm
Legge 22 febbraio 1994, n. 146 (liberalizzazione tariffe?):
http://www.d-a-c.it/doc/doc-1994-146.htm

Perchè nascondere le auto elettriche???

Posted in Uncategorized by jumpjack on 13 maggio 2011

Non amo le teorie complottiste, penso che il più delle volte si originino dall’ignoranza.

Quindi probabilmente c’e’ qualcosa che ignoro, perchè oggi mi è successa una cosa davvero strana:

Nonostante il mio grande interesse per la mobilità elettrica, la mia iscrizione a varie newsletter e a vari blog e la mia ricerca continua sull’argomento, ho scoperto solo oggi alle 15.00 che a Roma c’era una specie di raduno di veicoli elettrici, iniziato pero’ già l’11 maggio, e destinato a terminare proprio oggi!

La seconda cosa strana è che, come già altri raduni del genere e fiere del fotovoltaico, anche questo si svolgeva in orario d’ufficio: ho dovuto prendere un permesso apposta per arrivare in tempo prima della chiusura delle 17.00.

Ma non è mica tutto: quando sono arrivato, ormai stavano chiudendo, e stavano caricando le auto sui camion. Quei tipici camion aperti a due piani che trasportano 8-10 auto per volta. Beh, questi non erano tipici per niente: erano telonati, completamente coperti, e senza insegne, in modo che fosse impossibile anche solo immaginare che all’interno ci fossero delle automobili!

Ma…. PERCHE’???

Forse per lo stesso motivo per cui non ho mai visto in televisione UNA pubblicità che sia una di qualche scooter elettrico, sebbene siano ormai una realtà vera, sperimentata, efficace e consolidata? In Cina ci sono in circolazione 2 milioni di scooter elettrici… e in Italia neanche si sa che esistono?!?

PERCHE’???

E perchè quando vado dai concessionari di auto ibride nessun commesso sa spiegarmi come funziona di preciso un’auto ibrida, quanta autonomia ha in solo elettrico, che tipo di batteria ha…?

E perchè quando vado a chiedere alle Assicurazioni come si fa ad assicurare un mezzo elettrico a metà prezzo, non sanno neanche di cosa sto parlando?

E perchè tutte le colonnine di ricarica di Roma sono concentrate in un raggio di 3 chilometri intorno al centro, già pieno di autobus e taxi e metropolitane, mentre non ce n’e’ nessuna in periferia, e solo una al Lido di Ostia?

Non ho una risposta a tutte queste domande.

Pero’ penso che cancellerò la scritta “elettrico” dal mio scooter. Non sono molto tranquillo.

Ecco come Facebook ha sottratto (e pubblicato) le password di migliaia di utenti

Posted in Uncategorized by jumpjack on 13 maggio 2011

E’ notizia di queste ore che, a causa di un errore di progettazione, Facebook abbia inavvertitamente reso pubbliche le password di migliaia di utenti ignari. Anche se Facebook afferma che adesso l’errore è stato corretto e non è più possibile sfruttarlo, ormai il danno è fatto: su Internet circola liberamente un file contenente queste password, e chiunque può scaricarlo e accedere agli account di Facebook di tutti questi utenti, se ancora non hanno provveduto a cambiare la password del loro profilo Facebook.

Ma questa è solo la punta dell’iceberg. Oltre a perpetrare la più clamorosa truffa legalizzata agli utenti ignari, inducendoli a fare qualcosa che per anni tutti gli utenti di Internet si sono ben guardati dal fare, cioè registrarsi con proprio nome e cognome reale e fornire dati personali come data di nascita, titolo di studio e amicizie, Facebook si è spinta oltre, e lo ha fatto fin dall’inizio, sotto gli occhi di tutti: ha raccolto migliaia di password degli account di e-mail dei suoi utenti. E lo ha fatto in maniera semplicissima, e immediata: al momento della registrazione al servizio:

Questa pagina apparentemente innocua nasconde infatti un abile trucco di “social engineering“, cioè induce chi la utilizza a inserire informazioni riservate senza rendersene conto. Osservate bene:

Proprio così! Al momento della registrazione, Facebook non chiede di specificare un classico “nome utente”, ma di inserire il proprio indirizzo e-mail. Subito dopo invita a creare una password per Facebook. E qui scatta l’imbroglio: inserendo la richiesta di password subito sotto quella della mail, spinge l’utente a credere di dover inserire la password della propria mail, ma è del tutto falso: non è necessario, anzi è del tutto sconsigliato, usare per Facebook la stessa password della propria email!

Ma l’imbroglio non si ferma, continua nelle pagine di registrazione successive:

Facebook dichiara esplicitamente che per completare la registrazione è necessario accedere alla propria casella di posta, e fornisce, molto gentilmente, anche un pulsante per accedervi immediatamente.

E la truffa continua ogni giorno, quando Facebook vi fa credere che la vostra mail e la password di Facebook debbano essere sempre abbinate:

Qualche tempo fa premendo il pulsante “accedi alla tua mail” nella pagina di registrazione compariva una finestra di Facebook (quindi non de proprio provider di posta elettronica) che invitava esplicitamente a inserire i dati del proprio login di posta elettronica per accedere ai propri messaggi; una nota a margine specificava “Facebook non memorizza la vostra password“. Adesso pare che premendo il pulsante si venga invece rimandati alla pagina del proprio provider.

In ogni caso, ormai Facebook ha già raccolto le password private di migliaia di utenti, e l’ha fatto in maniera del tutto legale: gli utenti l’hanno immessa spontaneamente!

Fino ad ora l’unico problema era che così Facebook poteva accedere a piacimento alle caselle di posta di chiunque, e già questo era grave. Ora invece la situazione è diventata drammatica: Facebook ha inavvertitamente reso pubblico il proprio archivio di password! Archivio che non era scritto in codice, ma in chiaro, leggibile immediatamente da tutti! Adesso chiunque ha accesso a questo archivio puo’ accedere alle email personali di tutti quelli che hanno inserito su Facebook la password della propria email!

Ma non è ancora tutto: alcuni utenti usano la stessa password non solo per Facebook e la posta, ma anche per l’accesso ai servizi di hosting per pubblicare i propri siti su internet: il risultato è che ora chiunque può accedere come amministratore ai loro siti, modificarli a piacimento, e leggerne i dati. Se si tratta di siti di e-commerce che permettono il pagamento tramite di credito, il problema diventa di portata enorme.

Ma è tutto legale: Facebook non ha infranto nessuna legge. La infrangerà solo chi userà quelle password per usi illeciti.
Si rammenta che l’accesso indebito a sistemi informatici non di propria appartenenza è punibile con fino a due anni di reclusione.

Social Network o Social Engineering?

L’aggettivo “social” si sta diffondendo a macchia d’olio da quando esiste Facebook, come se l’avesse inventato lui, ed ha sempre connotazione positiva: sociale = fichissimo è un binomio ormai ben impresso nella mente di molti.

Ma esiste anche un aspetto negativo del “social”: il social engineering. Si tratta di una tecnica utilizzata da persone senza scrupoli per carpire informazioni sensibili alle persone, senza che queste ne siano consapevoli: in sostanza, gli rubano informazioni, ma anzichè usare la forza bruta utilizzano la persuasione per farsi consegnare spontaneamente i dati.

Pare incredibile, ma nei decenni scorsi, agli albori dell’informatica e della telematica, per fare una telefonata gratis bastava, negli USA, chiamare il centralino facendo lo “zero” e lamentando l’impossibilità e allo stesso tempo l’urgenza a comporre un numero, per essere connessi al numero desiderato, così come per sapere se una persona risiedeva o meno in un albergo… bastava chiederlo alla reception! Cose impensabili oggi, ma normalissime allora.

Oggi i metodi di social engineering sono più raffinati, e adottano la cosiddetta tecnica del phishing, che consiste nell’inviare a migliaia di utenti finte mail provenienti da banche: le mail dicono che l’account è stato bloccato per degli illeciti, e per sbloccarlo bisogna cliccare un link della mail… che rimanda a una pagina apparentemente identica a quella della banca, ma che immancabilmente è un sito russo che raccoglie le password di utenti di tutto il mondo!

Altre volte arrivano mail che parlano di fantomatiche vincite, accrediti e premi; tutte cose che, per essere riscosse, richiedono di inserire username e password della propria banca…

Facebook ha fatto un grosso salto di qualità, nel convincere le persone che stava facendo qualcosa di buono e utile per loro, quando invece lo stava facendo per sè: “Registratevi con nome e cognome e data di nascita reali, e ritroverete i vostri amici d’infanzia!”; e così mezzo miliardo di persone scrivono da anni tutte le loro informazioni personali, inclinazioni politiche, preferenze religiose, relazioni amorose, preferenze sugli acquisti, spostamenti, informazioni sulle vacanze, ecc… sui computer dell’azienda-Facebook. C’è anche chi ha avuto la casa svaligiata per aver scritto su Facebook in quali giorni sarebbe stato fuori casa (ma questa è un’altra storia).

Ma la mossa geniale è stata indurre la gente a credere che la password della propria posta e quella di Facebook sono la stessa cosa, legando così a doppia mandata, di nascosto e per anni l’azienda-Facebook alle mail personali, nonchè ai siti personali, di mezzo miliardo di persone.

Sfortunatamente una piccola disattenzione dei programmatori di Facebook ha scoperchiato il vaso di Pandora!

Altre notizie:
http://technews.it/HiSfB
http://technews.it/BgePc

NOTA: L’autore di questo articolo ha avvisato del problema alcuni dei provider interessati (Alice, Hotmail, Libero) e vari giornali e telegiornali (TG1, TG La7, Corriere della Sera) nelle prime ore della mattinata, ma ad ora, 13:20, la notizia non risulta presente da nessuna parte oltre qualche blog.

Diario elettrico 2 – Autonomia, comsumi e ricarica

Posted in ambiente, scooter elettrici by jumpjack on 11 maggio 2011

Diario di bordo

dello

scooter elettrico al litio

Zem Star 45

1500W/60Kmh/80Km


CAPITOLO 2


Clicca qui per l’INDICE DEL DIARIO

Trascorsi 9 giorni dall’acquisto dello scooter elettrico ZEM Star 45.

Oltre 400 chilometri percorsi.

Dai vari test risulta che ogni batteria permette 45-50 km, a seconda ovviamente della strada (salite, discese), del traffico (percorso urbano, extraurbano) e della velocità.

A proposito della velocità: lo scooter raggiunge facilmente in pianura i 70 km/h contro i 60 “di listino”… cosa però sconsigliabile, visto che non è evidentemente progettato per raggiungere queste velocità, e la meccanica potrebbe dare problemi (specie i freni).

In ogni caso, dopo 30 km inizia quella che io chiamerei “prima riserva” o “piano-riserva”, nel senso che  dopo 30 km si viaggia agevolmente solo in piano, perchè appena si prova a fare una salita, inizia a suonare l’allarme acustico della riserva: in realtà la batteria è ancora piena a metà, ma l’indicatore di carica scende anche in base al consumo istantaneo, e sulle salite l’indicatore puo’ scendere fino alla zona rossa, facendo accendere l’allarme.

Si possono comunque agevolmente percorrere altri 10 km in pianura o in lieve salita (l’allarme resterà acceso per tutta la salita), più ulteriori 5 a velocità ridotta (30-35 km/h). Pero’ negli ultimi 10 dei 45 km totali percorrere salite è difficile (e forse non fa bene alle batterie: l’allarme resta costantemente acceso, quando il motore è  sotto sforzo).

Di seguito un paio di grafici che illustrano l’assorbimento dei due caricabatterie (ne viene fornito uno per ogni batteria).

I dati di targa sono 67V/3A, quindi un consumo teorico di circa 200 W, perfettamente in linea con quanto misurato:

Ecco invece una ricarica parziale dopo un percorso di 20 km, registrando questa volta solo i consumi del caricabatterie:

Si nota facilmente come l’ultima ora di ricarica non sia a tensione costante ma come la tensione cali esponenzialmente. Il manuale specifica che si puo’ ultimare la carica anche un’ora prima della fine “nominale”, quando si accende l’apposita spia sul caricabatterie, ma che sarebbe meglio aspettare che il caricabatterie si spenga del tutto.

Quello che salta pero’ all’occhio è la notevole differenza tra potenza apparente e potenza attiva, con un CosFi che raggiunge anche valori di 0,575! (non visibile nel grafico ma nell’output testuale del logger di energia).

Da notare che nei primi due grafici ci sono vari valori non correlati al consumo dei caricabatterie, in quanto il logger è a situato a monte di tutto l’impianto di casa (si tratta di un logger Voltcraft EL3500 con supporto per SD card, pagato 65 euro e in vendita ora su http://www.menoenergia.com/  come modello successivo, EL4000)

Purtroppo l’esperimento di viaggio FonteNuova-Lido Di Ostia non è riuscito, per soli 1,5 km di autonomia “mancanti”! In realtà a Ostia ci sarebbe una postazione per la ricarica, ma questo scooter non supporta la ricarica da colonnina, quindi ho dovuto ricaricare la batteria in un bar…

Le colonnine di ricarica hanno infatti una presa di sicurezza con “quarto polo”, mentre i caricabatterie dello scooter hanno una normale presa “siemens” (schucko). Le spine adatte si trovano a comprare online, ma probabilmente non è sufficiente, perchè le colonnine devono poter dialogare elettronicamente con i caricabatterie per dare il consenso all’erogazione di corrente.

Sembra che sia necessario installare una spina come questa (IEC 62196) sul caricabatterie:

Ecco lo schema dei cablaggi tanto delle colonnine (a sinistra) che delle psine (a destra):

1+2 = contattore, che attiva l’erogazione di corrente quando il circuito 3 rileva la presenza della resistenza da 820 Ohm all’interno della spina, connessa a massa. Con “5” sono indicate le ruote del veicolo.

La spina è fabbricata e venduta dalla SCAME; a questo link i  punti vendita

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Raduno scooter elettrici a colleverde di Guidonia – 21 maggio 2011

Posted in ambiente, elettricita, scooter elettrici by jumpjack on 11 maggio 2011

Sabato 21 maggio 2011, nella cornice ecologica di “Biocolleverde”, sagra dedicata all’ecologia e al rispetto per l’ambiente, sarà presente uno stand informativo interamente dedicato agli scooter elettrici. Verranno effettuate anche prove dimostrative con gli scooter su vari percorsi.

Questa è la locandina di Biocolleverde dell’anno scorso:
http://www.prolococolleverde.it/atta…colleverde.pdf

Sito della Proloco locale:

http://www.prolococolleverde.it

La partecipazione all’evento è gratuita, e chiunque è interessato a portare il proprio scooter puo’ contattarmi all’indirizzo jumpjack at libero dot it per prendere accordi.

DOVE SIAMO

La fiera si tiene qui:

LINK GOOGLE

Colleverde è raggiungibile seguendo la via Nomentana da Roma (uscita 11 del Grande Raccordo Anulare)

VISITATORI

L’ingresso alla sagra “Biocolleverde” e al raduno sono gratuiti. Nello stand saranno presenti persone che illustreranno vantaggi e svantaggi della mobilità elettrica e distribueranno materiale informativo.

Verranno effettuate anche prove su strada di vari modelli di scooter, in pianura e in discesa, per mostrarne le effettive capacità.

Non è prevista la possibilità di far provare gli scooter ai visitatori, per problemi legali e assicurativi, ma è possibile fare le prove come paseggeri.

Lo stand resterà aperto dalle 16:00 alle 19:00 di Sabato 21 maggio, mentre la fiera Biocolleverde durerà da venerdi’ sera a domenica sera. E’ presente un punto di ristoro dove è possibile  acquistare panini e bibite.

Per informazioni inviare una mail a jumpjack at libero dot it .

ORGANIZZATORI

L’idea sarebbe di mettere lo stand vicino all’incrocio tra Via Monte Grappa, via Monte Bianco e Via Monte Gran Paradiso: Via Monte Bianco è chiusa a sinistra dell’incrocio perche’ ospita le varie bancarelle, stand e gazebi, mentre la parte destra, quella in curva, è aperta, ed è un bel discesone del 15%/20% , utile per fare dimostrazioni con gli scooter.

E’ infatti importante far vedere alla gente non solo fogli, volantini e scooter parcheggiati, ma scooter in funzione! Perche’ attualmente tutti ancora pensano che uno scooter elettrico vada a 20 km/h per 10 km!!!

Il programma è di tenere aperto lo stand dalle 16:00 alle 19:00, quindi chi è interessato dovrebbe arrivare a Colleverde entro le 15:30 per oganizzarci al meglio. Chiedete di Luca.

Chi è interessato ad esporre dovrebbe anche portare almeno 30 volantini (ma piu’ sono, meglio è!) che elenchino questi dati:
– autonomia
– velocità massima
– tipo di batteria (voltaggio, capacità in Ah, cicli di ricarica, tempo di ricarica, peso della batteria, se estraibile o no, ecc..)
– tipo di caricabatterie (potenza assorbita, voltaggio, tipo di presa: per colonnine elettriche o per presa di casa)
– tipo immatricolazione (ciclomotore o motociclo; cilindrata equivalente)
– assicurazione (agenzia assicurante, possibilmente prezzo del premio annuale)
– portata dello scooter (1/2 persone)
– prezzo
– luogo/modalità di acquisto (negozio, online, fabbricante,…)

ATTENZIONE:
Gli organizzatori della fiera ci forniscono lo spazio, ma non il gazebo e il tavolo! Chi ha disponibilità di portare l’uno e/o l’altro, me lo faccia sapere!

Localizzazione del  nostro stand nella fiera:

Punti di ricarica a Roma:

http://www.colonnineelettriche.it/index.php?z=RM

NOTA: A Colleverde non sono disponibili punti di ricarica: tenetene conto nel fare i calcoli per tornare a casa! Considerate anche che potreste dover fare almeno 5-6 chilometri di percorso di prova in salita.
Lo stand non sarà dotato di presa di corrente, ma forse potreste farvi prestare la corrente dagli stand vicini o da qualche bar vicino (per chi ha la spina siemens).

Colleverde dista circa 5 km dal raccordo e 13 km dalla stazione di ricarica più vicina (Piazza Istria)

Diario elettrico – 2 maggio 2011: Inizia l’avventura!

Posted in ambiente, elettricita, energia, scooter elettrici by jumpjack on 5 maggio 2011

Diario di bordo

dello

scooter elettrico al litio

Zem Star 45

1500W/60Kmh/80Km


CAPITOLO 1


Clicca qui per l’INDICE DEL DIARIO

Terzo giorno di possesso dello scooter ZEM Star 45, terzo giorno senza macchina e senza usare benzina.

Test di oggi:

21 km di percorso misto casa/lavoro, gita fuori porta di 29,8 km, di cui 1,6 km di salita continua seguiti da altri 3,6 di salita continua, oltre a vari tratti in pianura..

Batteria completamente piena, spremuta fino all’ultima goccia. Passeggero di 75 chili. Strada asciutta. Fari spenti.

Percorso totale: 50,8 km.

(contachilometri di bordo; effettivi: 43)

>>> Vai a TEST 2

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