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Consumi elettrici

Posted in elettricita by jumpjack on 10 ottobre 2010

Tramite il Power Logger Voltcraft EL 3000 ho registrato i miei consumi elettrici per un anno intero, e questo grafico è il risultato:

Si vede chiaramente che la stragrande maggioranza dei consumi (per l’esattezza il 90%) è inferiori agli 800 watt istantanei.

I consumi raggiungono un massimo di 500 watt l’81% del tempo, e addirittura per il 50% del tempo i consumi sono sotto i 300 watt.

 

Questi sono i dati precisi:

watt perc
100 6,07%
200 49,29%
300 68,45%
400 79,07%
500 86,41%
600 89,60%
700 90,54%
800 90,93%
900 91,13%
1000 91,21%
1100 91,26%
1200 91,41%
1300 91,62%
1400 91,82%
1500 92,22%
1600 92,50%
1700 92,60%
1800 92,66%
1900 92,68%
2000 92,70%
2100 92,71%
2200 92,74%
2300 92,80%
2400 92,91%
2500 93,00%
2600 93,09%
2700 93,17%
2800 93,24%
2900 93,26%
3000 93,27%

Questo significa che per coprire i consumi tramite pannelli solari fotovoltaici non è affatto necessario installare un impianto da 3 kWp da 10.000 euro: i consumi non arrivano a 3 kW praticamente mai! Solo nei brevi momenti in cui la resistenza della lavatrice o dellalavastoviglie scaldano l’acqua, o in cui si accende l’aspirapolvere, i consumi superano il kW; oppure se si hanno elettrodomestici “energivori” come forno elettrico e scaldabagno elettrico, che sono degli ottimi modi per… buttare soldi dalla finestra.

La soluzione proposta è quindi la seguente: un impianto solare cosiddetto “a isola” o “da baita isolata”, dotato di batterie e inverter,  in grado di accumulare l’energia solare tramite le batterie ed erogarla in forma di 220V tramite l’inverter.

Impianti di questo tipo costano meno di 2000 euro!

Esempi:

Kit Baita 400W con inverter 2000W

1,955.00EUR IVA inclusa

 

Kit Baita 200W con inverter 1000W

1,180.00EUR IVA inclusa

 

E’ possibile collegare questi impianti alla parte di impianto riservata alla sola illuminazione (per gli impianti che hanno questa suddivisione), oppure eventualmente dotarsi di una centralina di commutazione automatica, del costo di 240 euro, che mantiene l’impianto collegato alle batterie finchè queste sono sufficientemente cariche, altrimenti collega automaticamente l’impianto alla rete elettrica.

Nel mio caso particolare di 50 euro di bolletta elettrica a bimestre, un impianto da 1180+240 euro si ripagherebbe in meno di 5 anni:

1180+240 = 1420 euro

50 euro/bimestre = 300 euro/anno

1420/300 = 4,73 anni

 

In realtà, più la bolletta è alta, prima si ripaga l’investimento: se i consumi istantanei restano bassi (cioe’ senza grossi elettrodomestici attaccati) ma prolungati (illuminazione o televisione accesi per molte ore), e per esempio la bolletta è di 100 o addirittura 200 euro a bimestre, l’investimento viene recuperato rispettivamente in 2,36 e 1,18 anni!

 

Scala di abitabilità di un pianeta

Posted in astronomia by jumpjack on 7 ottobre 2010

Habitability classification scale

Based on parameters described here , an “habitability scale” can be set up, to classify new planets as they will be discovered.

A first distinction can be made among “habitable” and “liveable” planet. A planet can be defined as “liveable” if you can stay there for minutes or hour, with the aid of a few technology. An habitable planet, as specified above, is a planet where you can live indefinitely.

Liveability (?) parameters: Temperature, Gravity, Atmosphere

Habitability parameters: Seasons, Liquid water, magnetic field, dryland, animals and vegetables, night/day,…

We can try ordering these parameters by “dependency”: if a planet has suitable atmosphere but 10 g gravity, it is not liveable, so atmosphere “depends” on gravity, and so on; so, the order could be:
Liveability (?) parameters:

  • L1 Temperature
  • L2 Atmosphere
  • L3 Gravity

Habitability parameters:

  • H1 Liquid water
  • H2 Magnetic field
  • H3 Dryland
  • H4 Animals and vegetables
  • H5 night/day
  • H6 Seasons

We could also collaps all parameters into a single scale, which starts from class A (=Earth), and goes down to less liveable/habitable planets by “subtracting” features to Earth:
Classes

  • A: Earth
  • B: Earth with no seasons
  • C: Earth with no seasons and no night/day cycle
  • D: B+C and no animals/vegetables
  • E: no dryland
  • F: no magnetic field
  • G: no liquid water
  • —————- habitability limit
  • H: bad atmosphere (no oxygen; toxic gas; high/low pressure,…)
  • I: bad temperature (<-20, > 40 °C)
  • J: bad gravity (>1.5 g)

Currently better earth-like known planet is Gliese 581g, which should be Class H (until we discover more data).

Dischi volanti nel mondo

Posted in varie by jumpjack on 6 ottobre 2010

Questo non è un post sugli avvistamenti UFO, ma più un post “letterario”: ecco infatti un elenco di come nelle varie lingue vengono chiamati i “dischi volanti”:

Flying Saucers – (Inglese) Piatti volanti (prima definizione ufficiale, inventata da Kennet Arnold il 24 Giugno 1947 nel primo “avvistamento UFO ufficiale” della storia (se si esclude quello del 1935 ad Addis Abeba da parte di Pierre Ichac).

Soucopes Volantes – (Francese)

Fliegende Untertassen – (Tedesco)

Platillos Volantes – (Spagnolo)

Discos Voadores – (Portogallo)

Ljetaiuscije Tarielki –  (Russia)

Soratobu Elban – (Giappone)

Fonte:

UFO, contatto cosmico: messaggeri e messaggi dal cosmo

Di Roberto Pinotti