Jumping Jack Flash weblog

Civiltà e memoria

Posted in intuizioni by jumpjack on 30 dicembre 2007
Civiltà e memoria
Novembre 2003

Riflettete per un attimo su queste domande, e cercate di rispondere:
1) Se doveste assicurarvi che un messaggio di vitale importanza per gli Uomini che vivranno tra 4000 anni arrivi a destinazione, sapendo che agli Uomini che vivranno nel frattempo il messaggio non interesserà minimamente, come fareste? Dove e come memorizzereste il messaggio?
2) Se una civiltà vissuta più di 4000 anni fa e ormai estinta avesse voluto lasciarci un messaggio di vitale importanza, sapendo che a chi è vissuto prima di noi non sarebbe interessato minimamente, come avrebbe fatto? Dove e come lo avrebbe memorizzato?
3) Se nel giro di una settimana perdessimo la possibilità in tutto il mondo di utilizzare l’energia elettrica e di sfruttare l’energia del petrolio, per un periodo di tempo non inferiore a un anno(nota1), cosa succederebbe? Se a ciò si aggiungesse una serie di catastrofi naturali di proporzioni bibliche(2) e la scomparsa di un buon 80-90% della popolazione mondiale, cosa succederebbe alla nostra civiltà? Non è difficile immaginare che essa si estinguerebbe, e torneremmo tecnologicamente indietro di parecchie centinaia di anni… forse addirittura di migliaia di anni.
Le prime due domande trovano giustificazione se si suppone che si verifichi l’ipotesi avanzata nella terza domanda.
Tutto questo conduce a una domanda finale:
E’ scientificamente ammissibile che, più di 4000 anni fa, esistesse sulla Terra una civiltà tecnologica, evoluta al livello della nostra civiltà attuale?

Se supponiamo, per assurdo, che la risposta a quest’ultima domanda sia affermativa, come potremmo oggi verificarlo? Dove dovremmo cercare i “segni”? Dove e come sarebbe un eventuale messaggio?
Tornando alle domande, vediamo le possibili risposte:
1) Alcuni hanno suggerito di incidere il messaggio nella roccia; altri di nasconderlo all’interno di strutture abbastanza grandi e robuste da resistere all’assalto di 4000 anni di storia; altri ancora suggeriscono di inserire il messaggio all’interno di un culto religioso, lasciando ai suoi sostenitori il compito di tramandarlo di generazione in generazione.
2) Alla luce della prima risposta, c’è chi suggerisce di cercare sottoterra, oppure dentro le piramidi (“Dall’alto di queste piramidi, 20 secoli di storia vi guardano”, disse Napoleone ai suoi soldati; ma c’è chi dice che le piramidi potrebbero essere molto, ma molto più antiche(3) ), oppure ancora nei testi sacri e nelle credenze religiose.

piramidi.jpeg

3) Se una civiltà tecnologica si fosse estinta 4000 anni fa, cosa ci resterebbe di essa oggi? Lo scienziato e scrittore Artur C. Clarke diceva che la tecnologia di uomini che vivranno tra 100 anni sarebbe per noi indistignuibile dalla magia, come lo sarebbe la nostra per uomini vissuti 100 anni fa; ma allora, se 4000 anni fa una civiltà tecnologica fosse scomparsa, e l’umanità fosse regredita di millenni, le persone nate 100-200 anni dopo la catastrofe comea vrebbero visto e interpretato il ricordo della antica tecnologia? Le persone vissute dopo la “rinascita della civiltà” ricorderebbero “gente che muoveva oggetti con la forza del pensieor (telecinesi?)”, “persone che comunicavano a distanza di chilometri come se fossero vicine (telepatia?)”, “scatole di cristallo piene di immagini misteriose (la sfera di cristallo?)”, “carri che si muovono senza cavalli (carrozze stregate?!?)”, “persone che si innalazano in cielo in una nube infuocata emettendo voce di tuono (profeti?)”, e così via: come altro potrebbero definire, persone con una tecnologia dell’anno 300, un’automobilina radiocomandata, due persone che parlano per radio, un’automobile e un tizio che decolla su un aerero o su uno Space Shuttle??? E un medico che “tasta” un paziente per scoprire che malattia ha, non verrebbe poi definito una “persona che fa gesti misteriosi per richiamare gli spiriti della buona salute”? E cosi’ via…

La sfera di cristallo era una TV?

televisore.jpeg

I “telepatici”si parlavano per radio?

telepatia.jpg walkietalkie.jpeg

Ma allora, questo messaggio esiste? Possiamo sapere se una cosa del genere è successa e se potrà succedere di nuovo?

Gli antichi Maya, che vivevano in America, e gli antichi Sumeri, che vivevano in Asia, concordavano nell’affermare che ogni circa 4-5000 anni la Terra è sconvolta da catastrofi di proporzioni bibliche che portano all’estinzione della civiltà; i Maya non specificano la causa, ma una data precisa, il 21 Dicembre 2012 (giorno del solstizio d’inverno), mentre i Sumeri non specificano una data precisa, ma spiegano la causa: il cosiddetto “Pianeta X”, o “Decimo pianeta”, o “Nibiru”, in lingua sumera: un pianeta di dimensioni superiori a quelle della Terra, con un’orbita talmente ellittica da portarlo vicino alla Terra solo, appunto, ogni 4-5000 anni; abbastanza vicino da causare perturbazioni gravitazionali tali da innescare lo slittamento dei poli(4) e conseguentemente un’incredibile serie di catastrofi planetarie che portano quasi all’estinzione della razza umana. E parecchie decine di popolazioni sparse in tutto il mondo hanno, nei loro testi sacri, riferimenti al cosiddetto Diluvio Universale, che spazzò via la civiltà precedente e diede inizio ad una nuova era.

Orbita di Nibiru
orbita nibiru

Nibiru in iscrizione sumera
nibiru
Se è tutto vero, cosa possiamo fare? Come possiamo salvarci?
Tecnicamente, probabilmente nel 2012 avremo (se non l’abbiamo già oggi) la tecnologia necessaria per “trasferirci”, anche solo momentaneamente, in orbita intorno alla Terra, quanto basta per sfuggire ai terremoti e alle alluvioni: si tratterebbe di costruire strutture orbitanti in grado di ospitare… 7 miliardi di persone per un mese o forse meno: uno sforzo tecnologico e finanziario abnorme, che potrebbe essere intrapreso solo prevedendo con certezza l’evento con un sufficiente anticipo (almeno qualche anno); tuttavia è immaginabile che molto probabilmente non tutti e 7 i miliardi di persone potranno essere imbarcate; e, in ogni caso, una volta calmate (o dovremmo dire “ritirate”?) le acque, si tratterebbe di dover sopravvivere in un mondo primitivo, senza elettricità, senza petrolio, senza quasi nessuna macchina funzionante: solo chi già oggi è in grado di provvedere da solo al proprio sostentamento potrebbe tirare avanti: chi sa coltivare un campo, macellare un bue o cacciare una lepre potrà in qualche modo tirare avanti; gli altri dovranno “aggregarsi”, o imparare da loro, o rassegnarsi; ma ci dovrà anche essere qualcuno che si occupi di tentare di recuperare e salvare la nostra cultura e la nostra tecnologia; e magari di conservare per le generazioni future il ricordo di quanto avvenuto.


Folli in rete
Questo è quanto ho potuto dedurre da informazioni tratte da varie fonti (non solo Internet).
Internet è piena di riferimenti agli argomenti citati, ma non metterò qui un link piuttosto che un altro, lasciando al lettore la possibilità di vagliare da solo le sue fonti: qualche ricerca su Google permetterà facilmente di trovare tutto il materiale desiderato. Ma attenzione ai pazzi invasati che circolano sulla rete: troverete gente che dice:
che il mondo finirà nel…maggio 2003 (!!!Sto scrivendo nel novembre 2003…)
che Nibiru è abitato dagli Atlantidi
che Nibiru è la bandiera quadridimensionale della Federazione Galattica della Via Lattea
di essere in contatto telepatico con gli alieni, che lo aggiornano sulla posizione di Nibiru
di aver fotografato il pianeta, visibile vicino al Sole (mentre invece ha fotografato controluce una caccola sull’obiettivo mentre fotografava il Sole…)
… e così via. State attenti, c’è una giungla, là fuori!

Ma è una tragedia! Il mondo finirà nel 2012? E allora che campo a fare? Mi suicido? Mi do alla pazza gioia? Trombo come un matto?…
Macché…
Tutto quanto detto resta, almeno per il momento, ancora un’ipotesi, e pertanto questa dissertazione ha un interesse puramente accademico. Se poi dovessimo avere la conferma in tempo utile… ci sarebbe ben altro da fare che suicidarsi o darsi alla pazza gioia: ci sarebbe da organizzarsi per:
– salvarsi prima
– sopravvivere dopo
– ricominciare il mondo da capo
– conservare la memoria dell’accadduto
– recuperare e conservare la nostrra tecnologia
– trovare un rimedio per la “prosssima volta” (????)
-ecc. ecc. ecc.

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Note

1) Periodo di tempo non inferiore a 1 anno – Il livello di distruzione raggiunto non permetterebbe di ripristinare impianti di alcun tipo in tempi brevi: c’e’ chi prevede terremoti di intensità tale da liquefare e rimescolare strati di terreno.

2) Catastrofe di proporzioni bibliche – E’ forse a questo evento che si riferisce l’Apocalisse della Bibbia? La “rinascita” successiva è descritta nella Genesi?

3) Età delle piramidi – Pare che all’interno delle piramidi non sia presente neanche un geroglifico sulle pareti, ma solo sui sarcofaghi. Nei templi circostanti ci sono moltissimi geroglifici, ma nelle piramidi nessuno! E pare anche che per costruire le piramidi con la tecnologie a disposizione degli Egiziani, ci sarebbero voluti decenni, e costi apocalittici: perché diavolo avrebbero dovuto fare una cosa del genere? Non l’avrà invece fatto qualcuno prima di loro, con la tecnologia adatta? Per conservare qualcosa?

4) Lo slittamento dei poli (Pole shift) è un fenomeno la cui esistenza è dimostrata scientificamente, e che si è verificato più volte in epoche passate: consiste nell’inversione magnetica di Polo Nord e Polo Sud. Secondo alcuni l’inversione magnetica di per sé sarebbe causa di grandi cataclismi; secondo altri l’inversione sarebbe invece meccanica, dovuto a uno scorrimento della crosta terrestre sul nucleo fluido della Terra, ed esso sarebbe a maggior ragione causa di terremoti di proporzioni immani.

Purtroppo non sono in grado di citare le fonti esatte da cui ho reperito le informazioni riportate in queste pagine: dovrete accontentarvi di ricercarle su internet…

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Lasciate i vostri  commenti nella mia mailbox (jumpjackAtliberoDOTit) o qui nel blog.

Articolo originale: 12 novembre 2003
Aggiornamento: gennaio 2004
Spostamento su questo blog: dicembre 2007

Lavandini otturati

Posted in Uncategorized by jumpjack on 30 dicembre 2007

cthulhu

Versione “ebook PDF” di queste note:

http://win98.altervista.org/sturatore.pdf

Cosa c’entra un post sui lavandini otturati in un blog come questo?!?

Niente, ma dopo la cultura che mi sono fatto per cercare su internet attrezzi adatti a sturare

uno scarico insturabile, mi serviva un posto dove prendere qualche appunto, senza usare

foglietti volanti o un documento sparso chissà dove sull’hard disk…

Un po’ di nomenclatura:

drain = scarico

drain trap = sifone

clogged drain = scarico otturato

drain unclogger = sturalavandini

drain auger = “trivella” sturascarichi (la classica “molla” con manovella)

drum canister auger = molla sturascarichi a tamburo (vedi sotto)

molla sturascarichi a tamburo

kitchen drain clogged = scarico della cucina  otturato

plunger = sturalavandini a ventosa

sink = lavandino

faucet = lavandino

strainer = copriscarico (nel lavandino)

vent = sfogo d’aria dell’impianto idraulico (?)

bathtub = vasca da bagno

overflow outlet = “troppo pieno” (il buchetto del lavandino da dove esce l’acqua se il lavandino, tappato, si riempie troppo)

stubborn clogs = otturazioni ostinate

Channel Type Pliers = “pappagallo” (forse; quelle pinze regolabili, apposta per i tubi)

Nut = dado

 

 

A grande richiesta, ecco il pulsante per lettori in vena di slanci di gratitudine. 🙂
Pensi che questo post ti abbia fatto risparmiare un sacco di soldi? Fammi una donazione pari a 1/10 oppure 1/20 di quello che pensi avresti speso per l’idraulico! 🙂   Oppure una cifra a tua scelta. Oppure niente, tanto su internet è tutto gratis. 😉

Potrai scegliere l’importo che desideri dopo aver premuto il pulsante. Se non hai una carta di credito, puoi anche usare PayPal o Postepay.

 

 

Spiegazioni varie su come sturare uno scarico intasato:

HowStuffWorks (sturare scarico)

HowStuffWorks (rimozione tappo del lavandino in caso di rottura meccanismo)

DoItYourself (sturare scarico)

DoItYourSelf (pagina su scarichi VERAMENTE intasati!)

DoItYourSelf (FORUM)

HomeRepair (usare una sonda a tamburo)

Siti con accessori vari per sturare scarichi:

AceHardware (probabilmente solo USA)

AntOnline (solo USA)

PlumbingHardwareStore (solo USA)

HomeAndBeyond  (solo USA)

ToolsDirect (solo USA)

Attrezzi:

Molla a tamburo da 6 metri azionata da trapano  (16,26 $)

Molla a tamburo da 8 metri azionata a mano (12,82$)

Sturatubi profesisonali vari:

REMS

CHL

PULIVAPOR

EUROSYSTEM

MeccanicaVeneta

==== Update 2008 ====

Alcune considerazione sulle “otturazioni difficili”:

– Le otturazioni difficili sono quelle che si trovano oltre il sifone del lavandino, quindi dentro al muro.  Queste otturazioni non sono “risolvibili” con mezzi chimici, per un semplice motivo geometrico: la quantità di sgorgante contenuta in una bottiglia è di circa un litro; ma se l’otturazione si trova tanto dentro il muro da richiedere una molla di tre metri, vuol dire che tra il tappo è il lavandino ci sono tre metri di tubo di 3 centimetri di diametro, per un volume totale di 3.14 * (1.5)^2 * 300 = 2120 cm^3 = 2 litri.  Se vi siete accorti che serve una molla di 5 metri per raggiungere il tubo, vuol dire che il volume è addirittura di 3,5 litri!!

Quindi basta usare 3 o 4 bottiglie di soda o acido solforico? NIENTE AFFATTO!  Perun motivo molto semplice:
versando acido solforico o soda caustica nei tubi, se il tappo è troppo lontano dal lavandino, quando il liquido arriva al tappo ha un livelo troppo basso; il risultato è che il tappo si corrode un po’ nella parte bassa… quel tanto che basta a far passare l’acido SOTTO al tappo!

lavandino-acido

Da quel momento in poi, anche se versate 100 litri di acido, passeranno tutti inutilmente SOTTO al tapppo, che rimarrà esattamente dov’è! E ben presto “crollera’ ” sul buco creato dall’acido e ritapperà i tubi!

Per questo motivo hanno inventato gli sgorgatutto bicomponente a schiuma, che quando entra nei tubi diventa appunto schiuma, che invade completamente i tubi, corrodendo i tappi: resta pero’ il problema di far arrivare la schiuma fino al tappo, e abbiamo visto che potrebbero servire anche 3 o 4 litri di liquido: oltre al costo economico, il costo in inquinamento ambientale è notevole!

lavandino-schiuma1

Bisogna quindi riuscire ad arrivare fisicamente a “toccare” il tappo.  Dopo aver inutilmente cercato in Italia i vari attrezzi elencati  sopra, ho deciso di sperimentare metodi alternativi, ma ovviamente simili.

– Di molle collegabili al trapano non se ne trovano… ma ho scoperto che anche quelle normali “a manovella” possono essere collegate al trapano; naturalmente, essendo fuori asse per via della manovella, la parte di molla fuori dal tubo farà delle contorsioni assurde… ma sono abbastanza “controllabili” reggendo la molla per la maniglia di plastica/legno con una mano mentre l’altra attiva il trapano. Pero’ serve un trapano (o un avvitatore, come ha fatto l’utente Giuseppe) di  quelli a velocità variabile, in modo da poter far partire la rotazione molto lentamente, e comunque non raggiungere mai la velocità massima.

Usare un avvitatore è più comodo (in effetti il trapano che ho usato io fa anche da avvitatore, con gli appositi accessori), perche’ in caso di aggrovigliamento della molla, basta invertire la rotazione per sbrogliarla.

Tuttavia, anche se i tubi sono molto piccoli (2 o 3 centimetri), sono sempre molto più larghi della molla; si rischia quindi di scavare un buchino nel tappo che ostruisce il tubo, per cui la molla entrerà anche per 5 o 6 metri, dando l’impressione di aver sturato il tubo, ma quando la si ritirerà fuori, il buchino quasi certamente si ritappera, essendo il tappo formato da una schifosa poltiglia molliccia di sapone, olio e rifiuti vari. E’ come infilare un dito nel fango: quando si tira fuori, il buco nel fango dpo un po’ si richiude!

lavandino-molla-ritappo

L’uso del trapano permette di scavare un buco un po’ piu’ grosso, ma potrebbe non essere sufficiente a staccare dalle pareti del tubo le incrostazioni piu’ ostinate.

lavandino-molla-trapano

Si puo’ allora provare a fissare un pezzetto di fil di ferro di 4 o 5 centimetri all’estremità della molla, dandogli una forma abbastanza stretta da poter comunque passare nel tubo. Usando poi il metodo suddetto del trapano, e avendo cura di far avanzare e indietreggiae ripetutamente la molla mentre il trapano gira, tutte le pareti del tubo verranno raschiate non solo dal corpo della molla, staccando quindi anche i detriti piu’ ostinati.

L’utente Riccardo (che ringrazio) suggerisce una soluzione meno rischiosa: piegare di una trentina di gradi gli ultimi 2-3 cm della molla, che in genere hanno le spire un po’ piu’ diradate del resto della molla. In questo modo si ha comunque l’effetto “raschiamento” delle pareti, ma non si rischia che il pezzetto di ferro si stacchi e resti nei tubi.

lavandino-supermolla-trapano

Da notare pero’ che con questo metodo si corrono due rischi:

– si potrebbe staccare il pezzetto di fil di ferro, restare nel tubo, e peggiorare il  tappo invece di rimuoverlo!

– potrebbe essere piu’ difficile introdurre la molla nel tubo… o addirittura ESTRARLA dal tubo (potrebbe restare incastrata!), con conseguenze tragiche…

Suggerisco di passare diversi minuti a fare questo giochino col trapano (con o senza fil di ferro aggiuntivo), poi di tirare fuori la molla e sciacquarla con acqua e ricominciare: se quando la si riestrae sarà pulita, vorrà dire che i tubi sono puliti.

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Facendo varie prove, ho scoperto che il modo migliore per corrodere il tappo che si era formato nei mei tubi (uno strano agglomerato biancastro, fatto forse di sapone, calcare e grasso, o chi lo sa?), e che solo l’idraulico con lancia ad altissima pressione è riuscito a eliminare (500 euro, e un anno dopo il tappo c’era di nuovo, percio’ poi ho costruito la molla-trapano da solo!) , è senza dubbio l’acido solforico; gli altri sgorganti, soda caustica compresa, non gli hanno fatto un baffo! L’acido l’ha fatto fuori in 3 minuti!

Ma c’e’ anche un’altra sostanza interessante che ha avuto risultato simile, dissolvendo il tappo in circa 6 minuti: VAPORE. Si’, normale vapore di normalissima acqua di rubinetto!

Per cui mi sono anche comprato una pulitrice a vapore da 40 euro, e ogni tanto la infilo nei tubi di cucina, “vaporizzandoli” per una decina di minuti, finche’ il vapore non esce dal tubo di scarico in giardino! (in bagno non uscirà per via dei sifoni, che stanno li’ apposta per evitare che entrino i gas!).

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AGGIORNAMENTO DICEMBRE 2009
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Un nuovo punto a favore del vapore.
L’altro giorno entrambi gli scarichi di bagno e cucina hanno ricominciato a “rallentare”; cercando di “prevenire” guai peggiori, ho buttato un litro di acido solforico in entrambi, e dal surriscaldamento dei tubi e dai “rumori gorgoglianti” ho dedotto che probabilmente aveva funzionato… ma poi dopo due giorni si sono completamente tappati! Per colmo di sfortuna, erano le 23.00 di un lunedi’, qundi si prospettava un risveglio piuttosto irritante la mattina dopo, o una notte piuttosto lunga…. Non avendo voglia di andare in garage ad attrezzare il “supertrapano a molla”, ho deciso di fare un esperimento con la vaporella; atteso che, moooolto lentamente, uno dei due scarichi si svuotasse, ho iniziato a inondare di vapore bollente il tubo, per una decina di minuti, dopodiche’ ho rimontato il sifone e fatto la prova: niente da fare, lo scarico e’ ancora quasi completamente otturato. Allora ho avuto l’idea: ma se è vero che il vapore bollente scioglie quegli strani residui bianchi…. forse anche la semplice ACQUA bollente puo’ scioglierli!
Cosi’, faccio scorrere l’acqua nel bide’ (che per qualche motivo non si ottura mai) fino a farla diventare bollente, dopodiche’ apro l’acqua anche nel lavandino, ormai nuovamente vuoto, ma lo faccio col tappo, in modo da riempire competamente il lavandino. Mentre si riempie, immetto di nuovo vapore nei tubi.
Quando il lavandino è pieno d’acqua bollente, ricollego il sifone e stappo.
….
….
niente…. forse…
una bollicina…
…poi si sente un borbottio, un gorglio provenire dal profondo dei meandri dei tubi nascosti nel muro, come una specie di rutto possente…. e giu’, lo scarico inizia a tirar giu’ l’acqua cosi’ in fretta che si crea subito il classico vortice! Si è stappato persino il lavandino di cucina!!!!

Quindi, nuovo metodo (corretto e aggiornato maggio 2010):
– se lo scarico è solo molto lento ma non otturato, aspettare che si svuotino i tubi;
– se lo scarico è competamente bloccato, dare un colpo o due di “molla” (o di acido solforico), tanto per creare un “buchino” nel tappo sufficiente a far pian piano defluire l’acqua
– nel frattempo, scaldare all’ebollizione parecchi litri di acqua sui fornelli, abbastanza da riempire l’intero lavandino (sì, serviranno alcune decine di litri di acqua bollente!)  e oltre (perche’ oltre al lavandino si dovranno riempire anche i tubi
-inondare i tubi di vapore bollente per una decina di minuti, inserendo la vaporella direttamente nel tubo a muro (bypassando quindi il sifone)

– quando l’acqua è all’ebollizione, ricollegare il sifone, e versare l’acqua nel lavandino tappato fino a riempirlo
– quando il lavandino è bello pieno di acqua bollente,  rimuovere il tappo SENZA IMMERGERE LE MANI NELL’ACQUA BOLLENTE, in modo che i tubi siano invasi dall’acqua bollente tutta insieme.

Il calore è il peso dell’acqua dovrebbero aver ragione del tappo.

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Aggiornamento agosto 2010:

Adesso è possibile acquistare in Italia per circa 100 euro un kit idropulitrice+sturatubi:

http://www.sisme-italia.com/store/index.php?main_page=advanced_search_result&search_in_description=1&keyword=idropulitrice

L’idropulitrice costa da 80 a 100 euro, il “tubo sturatubi” da 25 a 65 euro secondo la lunghezza (5-15 metri).

Idropulitrice – 90 euro

Tubo 5 metri – 25 euro

Tubo 15 metri – 60 euro

L’idropulitrice si puo’ comprare in un qualunque negozio “reale” invece che online, il tubo sturatubi non so.

Altro modello di tubo da 15 m – 65 euro

Ugelli vari per sturatubi: http://www.mironeshop.it/Accessori-per-idropulitrici/Sturatubi-e-accessori/Ugelli-per-sturatubi:::1_9_28.html

Riassumendo:

http://www.sisme-italia.com

http://www.mironeshop.it/Accessori-per-idropulitrici/Sturatubi-e-accessori/

http://www.leroymerlin.it/mpng2-front/pre?zone=prodotti&idEIPub=1281011902&pre-fromsearch=yes

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AGGIORNAMENTO FEBBRAIO 2011
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Un utente suggerisce un altro metodo interessante per sturare un lavandino: aspirare anzichè soffiare. Con un bidone aspiratutto da 1300W e meno di 50E è riuscito a tirar fuori dai tubi tutto il tappo.

A me invece è venuta un’idea per la manutenzione dei tubi, per evitare che si tappino: il “curalavastoviglie”, della Finish o di altri, è venduto come prodotto per pulire, appunto, la lavastoviglie, dai residui del lavaggio; siccome probabilmene si tratta degli stessi residui che si trovano nei tubi di scarico, oltre che nella lavastoviglie, usarlo una volta al mese dovrebbe favorire la pulizia dei tubi come della lavastoviglie.

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AGGIORNAMENTO AGOSTO 2011
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Scovato un sito che vende sturatubi all’apparenza formidabili!

http://www.brinko.de/index.php?kat=9&sub=132&pid=391&l=it&PHPSESSID=zlmyubmzhuc

Non solo hanno molle da dieci metri con prolunghe di 10 metri (!!!), ma le molle sono anche “espandibili” con accessori cattivissimi tipo questi (loro li chiamano “graffe”):

E anche una formidabile superpompa che funziona sia in pressione che in depressurizzazione:

E’ un sito tedesco, la spedizione in germania costa 10 euro, in italia chissà…

Ecco invece un probabile rivenditore italiano di roba utile:

http://www.aquilanti.it/PaginaWeb.asp?TipoInclude=PUNT

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Aggiornamento 2 gennaio 2012

Anno nuovo, battaglie nuove!

Ieri sera lo scarico della cucina appariva rallentato, così l’ho “affogato” con 4 pentoloni di acqua bollente, riuscendo a liberarlo. Vittoria? Di Pirro! Stamattina, la vendetta di Cthulhu! Lo scarico del bagno è intasato completamente, non rallentato! Provo anche qui coi 4 pentoloni, sembra che la cosa funzioni…. ma non è vero: dopo un poco i tubi si riempiono di nuovo: tutto completamente intasato. Non da roba bianca, ma da orrida poltiglia verdastra purulenta, che emerge minacciosamente dallo scarico dopo un tentativo rudimentale di sturatura “vecchia maniera” tramite semplice ventosa!

Ma è tardi, devo andare a lavoro!

Cthulhu – Jumpjack: 1-0

Tornando da lavoro, compro una bella bottiglia da due litri di acido solforico al 96%: contro le alghe (presumo siano alghe: sono verdi e “vivono” nello scarico… ma mi chiedo come diavolo ci arrivino, visto che ce le trovo periodicamente) l’acqua bollente non serve, ci vuole l’acido!

Prima di versare l’acido, provo a vedere se per caso lo scarico si è stasato, visto che l’acqua lasciataci al mattino non c’è. Macchè, torna tutto su…

Vabbè, verso mezza bottiglia di acido nell’acqua, tanto è pesante, va a fondo.

Empi gorgoglii immondi e verdastri cominciano a sobbollire nel lavandino vomitando schifezze.

Blobbete, blubbete… blob… blub… E  basta.

Finita la reazione, il lavandino resta intasato e verde melma!!!

Cthulhu – Jumpjack: 2-0

Ok, passiamo alle maniere forti: devo sparargli! Vado in garage ad armarmi  di pompa ad alta pressione. Ma ora il lavandino è pieno di acqua e acido solforico, non posso usare la pompa direttamente!

In tenuta antisommossa composta da abbigliamento da motociclista (casco incluso) e guanti di gomma, carico la superpompa: non le 4 “pompate” consigliate, ma 7-8.

Inserisco la punta nello scarico.

FUOCO!

BUM-GORGLE-burble- gorble-blblbl….

“???”

Ricarico.

Sparo di nuovo:

BAM!!– gorgle-rigurgle-borble

Sento rumori disgustosi provenire da sotto il pavimento del bagno e riecheggiare da fuori del bagno, forse dalla cucina?!? Mah, ispeziono i lavandini di cucina, nessuna fuga di… tentacoli.

Sparo di nuovo in bagno. FUOCO! FUOCO! BAM! BUM!

Sgorgle.. rigurgle..glurglurglur…

Ci vogliono una decina di spari perchè Cthulhu soccomba e smetta di gorgogliare ad ogni sparo! Alla fine lo scarico funziona bene… ma sarà davvero finita? Terrò la superpompa in bagno ancora per un paio di giorni, in attesa di sviluppi. Per adesso la supermolla non è ancora servita (meglio, la quantita di smerdamento dovuta all’utilizzo della supermolla è sempre colossale), ma vedremo.

Per adesso:

Cthulhu-Jumpjack: 2-2

Aggiornamento 10 gennaio 2012:

nuovo risultato: Cthulhu-Jumpjack: 3-2

Il porco si era solo nascosto, non se n’era andato. Si è ripresentato una settimana dopo l’intervento, rallentandomi di nuovo tutti gli scarichi. Ho deciso di riprovare con un po’ di acido solforico (che ha sempre qualcosa da dire, anche quando i tubi sembrano puliti inizia a gorgogliare e bollire, e poco dopo il sifone scotta!), ma più che altro con l’acqua bollente: sembra funzionare, gli scarichi si liberano…. per un po’…

Cthulhu-Jumpjack: 3-3

16 Gennaio:

il porco immondo non demorde; ho ancora in salotto trapamolla (ancora inutilizzata), acido e superpompa, pronti all’offensiva sin dal 2 gennaio; lui non molla, continua a vomitarmi addosso acqua sudicia e putrida. Stamattina mi tocca andare a lavoro lasciando acqua putrida nel lavandino.

Parziale: 4-3

In serata volevo dare battaglia al cornuto, ma sono tornato a casa la sera tardi e non ho avuto tempo. La cucina rimane uno schifo e non ho nè tempo nè voglia di riordinare. Mi metto invece a fare esperimenti con il tubo di scarico del sifone: ieri ho “giocato” con l’interno, scoprendo che era rivestito di uno strato di alghe verdi a sua volta ricoperto di uno strato di calcare (o sapone) bianco, che sono riuscito a eliminare, dopo qualche minuto di vapore bollente, con semplice acqua corrente.

Oggi passo all’esterno, immondamente marroncino appiccicaticcio disgustoso. In un punto metto detergente spray da cucina, in un altro acido solforico al 96%, lascio agire un po’, poi risciacquo con una spugna bagnata. Il risultato è più o meno lo stesso, lo schifo (che era stato depositato lì dalle mie manacce zozze qualche mese fa, dopo aver estratto una putrida trapamolla dopo la sua missione) si stacca facilmente con semplice acqua corrente. Ma la vedo difficile insaponare o “solforizzare” tutte le pareti interne di 10 metri di tubo… Comunque l’interessante non è questo, ma un effetto collaterale: mentre “giocavo” con l’acido solforico (metti e risciacqua il tubo con acqua corrente, metti e risciacqua, metti e risciacqua), il sifone bolliva e ribolliva…. finchè non mi sono trovato il lavandino pieno di “acqua solforica”!!!

E ora che faccio?

Uhhm…. Sto lì a pensare, ….  quando all’imprvviso il lavandino fa un rutto e ingoia tutto!

Acqua sparita, apro il rubinetto al massimo, ma non riesco più a far riempire il lavandino!!

Ma che cavolo è successo?!? Stavolta chi ha vinto?!? Io non stavo neanche giocando??!!!

Boh.

Mi sono rotto le pa**e, la casa ormai è uno schifo comunque, domani parte la trapamolla, la faccio arrivare fino in giardino,  se non mi fermano arrivo fino al depuratore a 10 chilometri da qui.

Aggiornamento 26 gennaio 2012

La settimana scorsa mi sono messo a trapanare con la molla; ci sono stato un’ora buona, rannicchiato sotto al lavandino di cucina in mezzo alla melma puzzolente, e la molla ha tentato un paio di volte di strangolarmi a mo’ di pitone, uscendo dal tubo mentre trapanavo; ogni volta che a tiravo fuori dopo averla pulita, era sempre totalmente zozza. Ne ho approfittato per fare degli esperimenti:

– immersione statica in acido solforico: nessun effetto

– agitazione in acido solforico: nessun effetto

– immersione statica in viakal: nessun effetto

– agitazione in viakal: nessun effetto

– immersione statica in acqua bollente: ehi, sembra funzionare…

– agitazione in acqua bollente: scomparso tutto! Pulita come appena comprata!!! Peccato che abbia potuto fare l’esperimento solo con la punta della molla, metterla per intero a bollire nel pentolone che poi dovrei usare per la pastasciutta mi fa troppo schifo… ma il risultato è interessante.

Tornando al mio tubo, ho rinunciato a trapamollare dopo la quarta o quinta volta: la molla esce sempre zozza, ma l’acqua scorre bene, quindi… aspettero’ fino a quando si ritappa tutto…

Intanto ho fatto un altro esperimento: il tubo a “Y”: mettendo un tubo a Y tra il sifone e il muro, in teoria dovrebbe essere possibile usare la molla senza usare il sifone; in realtà nel mio caso è un gran casino, perchè il tubo di raccordo è solo vagamente infilato nel muro, a pescindere dalla “Y”, e aggiungendo la Y e trapamollando il tutto… beh, esce fuori un gran groviglio condito di melma!!!! Per di più, il tappo che mi hanno dato col tubo a Y non è a vite, ma ad incastro; pensavo bastasse, non essendo pressurizzata l’acqua di scarico… invece no, quando ho aperto il rubinetto si è stappato il tubo e… vi lascio immaginare. (vaff…)

Quindi, niente tubo a Y; almeno, non con tubi & tappi solo “appoggiati”, bisognerebbe fissarli bene (ma non ho proprio voglia).

Altro esperimento, col vapore: avendo un pezzo di tubo di scarico di 40 cm che mi avanza, ho deciso di verificare la capacità di penetrazione del vapore: ho appoggiato il tubo all’ingresso dello scarico nel muro, e iniziato a svaporare all’altra estremità; bastano un minuto o due perchè l’intero tubo diventi abbastanza bollente da non potersi tenere in mano! Certo, il tubo non ha curve…. ma il vapore non dovrebbe avere troppi problemi a percorrere le curve! Non posso però sapere fino a che profondità il calore riesce ad arrivare senza essere dissipato dal muro, boh? Un metro? Due? Dieci? Chi lo sa…

Comunque, il punteggio finale di questa nuova partita sembra Jumpjack-Cthulhu 5-4 ; se per i prossimi 6 mesi non si ritappa niente, la considererò una vittoria. Cercherò di barare usando più spesso il curalavastoviglie e il vapore. 🙂 E voglio provare anche a far scorrere, ogni tanto, acqua bollente nei tubi per qualche minuto; proveniente dal rubinetto, non dai pentoloni, così posso farne scorrere quanta ne voglio… anche se non è molto ecologico, ma ch’aggia fa’? L’idraulico non lo voglio chiamare, è inutile: quei 500 euro che gli ho dato 5 anni fa dovranno bastargli per almeno altri 5!!! > : – )

 

Aggiornamento settembre 2015

E’ un bel po’ che non aggiorno il post… e per un ottimo motivo: Cthulhu è andato via! 🙂 Niente più problemi di scarichi otturati, grazie ai suggerimenti di alcuni utenti!

Eravamo rimasti che l’opzione più appetibile era l’idropulitrice con supergetti sfondatutto… ma poi mi è stata fatta notare una cosa interessante: l’ugello ha un getto anteriore e diversi getti posteriori, e la lancia si muove nello scarico “a reazione”, spinta dai retrogetti d’acqua. Ma… dove va a finire quest’acqua, visto che il tubo di scarico è tappato?!?

Ovviamente, sul pavimento!!!

Non solo: ho esaminato di persona queste lance, senza comprarle, ma osservandole in negozio; la punta di ottone è lunga 5-6 centimetri e ovviamente, essendo di ottone, è rigida; ma i tubi di scarico sono larghi forse 3 cm: può una punta di 5 cm attaccata a un tubo semirigido fare non una, ma almeno 2 o 3 curve senza incastrarsi?

Ne dubito. Probabilmente queste lance sono pensate per scarichi industriali larghi 10 cm!

E quindi, come ho risolto il problema?

Con una soluzione contraria: invece di spingere il tappo con pompe a pressione, o scavarlo con lance a pressione, adesso lo aspiro: un bel bidone aspiratutto da 1400W pagato 50 euro, in grado di aspirare anche i liquidi, e i miei problemi sono finiti!

 

Per l’appunto il tubo aspirante si incastra perfettamente con la guarnizione del tubo nel muro! Quindi basta sfilare il tubo del sifone, infilare il tubo del bidone aspiratutto, accendere… e godersi la scena di Cthulhu che risale lungo il tubo snodato dell’aspirapolvere contorcendosi come un pitone in calore, arriva nel bidone e si sbriciola miseramente in tanti pezzetti di bianchiccia melmosità putrida.

Se il tubo dell’aspiratutto fosse troppo piccolo, basta avvolgerlo in una spugnetta bagnata in modo da ridurre lo sfiato d’aria, poi l’alto potere aspirante farà il resto.

Da notare che se lo scarico è pieno d’acqua l’operazione riesce molto MEGLIO, essendo l’acqua incomprimibile (e quindi anche inDEcomprimibile), mentre se tra il tappo e l’aspiratutto ci sono due metri d’aria, buona parte della potenza aspirante si perde per strada.

 

Quindi, d’ora in poi, tutto il contrario di quanto tentato finora:

NON aspettate che i tubi si svuotino, lavorate quando lo scarico intasato è pieno d’acqua

NON cercate di spingere dentro il tappo, o di sgretolarlo chimicamente o fisicamente: ESTIRPATELO con la potenza del sottovuoto!

 

E, a guerra finita, condividete le foto di Cthulhu!! 🙂

 

cthulhu2

 

AGGIORNAMENTO FEBBRAIO 2015

Guida illustrata alla rimozione aspirata di Cthulhu 🙂

Diapositiva1

Smontare il sifone.

Immergere  in un secchio pieno d’acqua un tubo flessibile. Tenere emtrambe le estremità  tappate mentre lo si estrare dal secchio, in modo che rimanga pieno d’acqua.

 

Diapositiva2

Tenere in alto un’estremità, stapparla e infilarla nel tubo di scarico PIENO D’ACQUA, spingendola il più possibile all’interno, tenendo l’altra estremità, tappata, dentro a un secchio.

Stappare l’estremità che sta nel secchio. Il peso dell’acqua contenuta nel  flessibile, attirato dalla gravità, inizierà a fuoriuscire dal tubo, tirandosi dietro l’acqua che sta nel muro.

Diapositiva3

 

Una volta svuotato il tubo nel muro, riempirlo nuovamente, ma stavolta di acqua fatta bollire sui fornelli (meglio un paio di pentole che un a sola)

Diapositiva4

L’acqua bollente diluirà il tappo, che potrà essere facilmente estratto da un bidone aspiratutto da un migliaio di watt. Se durante l’aspirazione vedete il tubo dell’aspiratutto agitarsi come un serpente impazzito… vuol dire che il metodo sta funzionando.

Tenete il bidone acceso finchè il suo tubo non si “calma”…

 

 

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Antifurto satellitare con telefoni Symbian

Posted in GPS, Symbian by jumpjack on 27 dicembre 2007

— Post in lavorazione —

Link utili:

Modulo Pys60 per Location Api (s60 2nd e 3rd)

Sorgente esempio per LocationRequestor (TEST.PY nello zip: cerca GPS interno, se non lo trova cerca GPS bluetooth)

Symbian SIS Developer Certficate (Signed .SIS) 

Thread su forum nokia sul modulo pys60 LocatinRequestor

Thread su altro forum

Sorgente completo Python per leggere coordinate da GPS bluetoth esterno (ottimo, formatta anche le coordinate)

Forum nokioteca

Sorgente di base per accesso a GPS interno (NMEA location viewer)

Sorgenti PythonGPS vari  (NMEA Info)

Bozza di sorgente python che:
-riceve un messaggio
-legge le coordinate da GPS bluetooth
-invia un messaggio

(L’indentatura si è persa, vedi forum)

import inbox
import e32
import socket
import appuifw
import messagingdef read_sms(id):
e32.ao_sleep(0.1)
i=inbox.Inbox()
sms_text=i.content(id)
appuifw.note(u”Messaggio da elaborare: ” + sms_text, “info”)
# esegue procedure diverse a seconda del messaggio ricevuto.
# Ad esempio, legge coordinate da GPS:
sock=socket.socket(socket.AF_BT,socket.SOCK_STREAM)
address,service=socket.bt_discover() ‘ cerca ricevitore.
target=(address,service.values()[0]) ‘ si collega
sock.connect(target)’ al ricevitore.
to_gps=sock.makefile(“r”,0) ‘ prepara lettura coordinate.
msg=to_gps.readline() ‘ legge riga.
messaging.sms_send(“[NUMERO], msg) ‘ invia SMS contenente coordinate.’ Collega ricezione messaggi ad esecuzione procedura:
i=inbox.Inbox()
i.bind(read_sms)

Indagine sui “buchi marziani”

Posted in astronomia by jumpjack on 1 dicembre 2007

Indagine sui “buchi marziani”
di Luca Cassioli
Febbraio 2009

Questa pagina raccoglie tutte le informazioni che sono riuscito a raccogliere, dall’agosto 2007 al novembre 2007, riguardo alcune strane formazioni marziane fotografate in quei mesi e nei precedenti dalle varie sonde in orbita intorno al pianeta.
Da queste pagine ho preso poi spunto per scrivere un articolo comparso sulla rivista cartacea “Coelum” di dicembre 2007.
Per motivi di spazio, in quell’articolo non è stato possibile riportare tutto il materiale a disposizione, gli studi fatti, le deduzioni e le ipotesi possibili; di qui la creazione di questa pagina, con lo scopo di orientare il lettore di Coelum che decidesse di approfondire l’argomento partendo dal link pubblicato sulla rivista.

Pagine originali
Qui di seguito i link alle pagine originali che hanno dato vita all’articolo: sono piuttosto disordinate, perche’ si sono andate via via evolvendo man mano che si rendevano disponibili nuovi dati, che analizzavo meglio le immagini e che verificavo alcune mie ipotesi.
Pagina 1 (21 settembre 2007)
Pagina 2 (21 settembre 2007)
Pagina 3 (8 ottobre 2007)

come calcolare la profondità di un cratere

Stato attuale dello studio
Qui di seguito riporto invece i link alle varie pagine che, nel corso del tempo, userò per, eventualmente, aggiungere qualcosa a quanto già detto, nel caso dovessero rendersi disponibili nuovi dati:

Link
Ecco invece alcuni link interessanti da cui prendere spunto per proseguire da soli nello studio della questione, servendosi di dati “di prima mano” disponibili su Internet:

  • Dettagli tecnici delle telecamere in orbita intorno a Marte: v. sopra
  • Archivi immagini HiRISE, Themis e altri: v. sopra

Le varie foto delle “caverne marziane”

(Beta=altezza sole su orizzonte, Alfa=inclinazione dell’osservatore sulla verticale):

Link                                             Beta    Alfa    Lat      Lon E    Lon W    Po      Rdw    Hole ?
Jeanne:
http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_003647_1745     38    0,6    -5,636    241,259  118,741    1       0,79    Y
http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_005770_1745     56    7,5       "         "         "      "        "      Y
http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_004847_1745     49   17,7       "         "         "      0,75    1,43    Y
Others:
http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_003317_1975     29    3,8    17,3      247,6    112,4      0,95    0,55    Y
http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_009488_1745     31    3,8    -5,7      240,9    119,1      1       0,63    Y
3d:
http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_006693_1755     52    8,4    -4,3      239,2    120,8      0,48    0,77    Y
http://hirise.lpl.arizona.edu/psp_006904_1755     49    6,8      "          "       "          "       "     Y
http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_004913_1735     50    9,7    -6,3      239      121        0,5     0,76    Y
http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_005836_1735     57    1,4      "         "       "          "        "     Y
http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_005203_1730     54    5,4    -6,7      240,5    119,5      0,5     0,79    Y
http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_005625_1730     56    12,8     "          "       "         "        "     Y

Normal craters
http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_003660_2155     18    11,4    35       240,1    119,9      0,5     0,18
http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_005414_1735     34    3,9    -6,5      240      120,0      0,05    0,04
http://hirise.lpl.arizona.edu/PSP_006681_1580     44    7,8    -21,7     210,2    149,8      0,27    0,30    

Guardale su GoogleEarth-Marte!
http://www.planetmobile.it/jumpjack/Mars_holes.kmz

La formula per la stima della profondità:

Rdw = Po * sin(beta) / sin(90-beta-alfa)

Rdw = Rapporto profondità/larghezza
Po = percentuale di ombra
Beta = altezza sole
Alfa = inclinazione osservatore sulla verticale

Il grafico della formula:

Creater depth assessment

Per un cratere normale, Rdw<0.3; per un buco, Rdw>0.3 . Rdw è >1 se il cratere è più profondo che largo.

Contatti
Chiunque abbia commenti da fare, puo’ lasciarli direttamente qui nel blog, o mandarmi  una mail a cassioli at iol dot it .